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#FreeKirill

 di Luis Gutierrez

Un regista agli arresti domiciliari (si sospetta per ragioni politiche) riesce comunque, a distanza, a tener fede al suo impegno per una nuova produzione all'Opernhaus di Zurigo. Così fan tutte allestito fra mille difficoltà da Kirill Serebrennikov si rivela uno spettacolo stimolante e radicale che spinge a riflettere sul teatro d'opera ai giorni nostri.

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ZURIGO 4 novembre 2018 - L'opera di Zurigo ha scritturato da due anni il cineasta e regista teatrale e operistico russo Kirill Serebrennikov per una nuova produzione di Cosí fan tutte, da rappresentarsi nella stagione 2018–2019. Nell'agosto del 2017, il regista è stato accusato di frode fiscale e posto agli arresti domiciliari. Si sospetta che la causa reale del contrasto sia la manifesta opposizione di Serebrennikov a Putin. E al momento il regista è ancora agli arresti.

Serebrennikov può utilizzare un computer con videocamera e connessione USB, ma non internet. Le prove sono iniziate in settembre e, per quanto ne sappiamo, le operazioni sono state estremamente complesse, con registrazioni trasferite via USB tramite l'avvocato, che le inviava poi dal web al drammaturgo (e traduttore dal russo al tedesco, giacché almeno tre elementi del cast non comprendono questa lingua) il quale a sua volta le comunicava all'équipe artistica. Durante le prove le informazioni scorrevano, per modo di dire, fra Zurigo e Mosca. Oltre a questo inconveniente "tecnico", il gran numero di idee del regista hanno causato un coros delle prove non facile, a tratti perfino frustrante.

Con questa premessa, passiamo allo spettacolo.

Serebrennikov ha pure disegnato scene e costumi, per i quali a Zurigo è stato assistito da Evgeny Kulagin e, nella realizzazione dei bozzetti, rispettivamente da  Nikolay Simonov e Tatiana Solmatovskaya. Le luci erano del locale Franck Evin e si è fatto uso di video – in momenti drammaticamente importanti - realizzati da Ilya Shagalov.

La scena è divisa su due livelli; all'inizio dell'opera, rappresentano una palestra in cui il primo piano è occupato dagli uomini, il secondo dalle donne. All'aprirsi del sipario al primo piano, dopo l'ouverture, gli amanti e il filosofo fanno la loro scommessa, mentre le ragazze si esercitano correndo al secondo piano. Ammirano i selfie che i fidanzati hanno appena inviato; nel recitativo che segue “Ah, guarda sorella”, le giovani si rivestono dopo aver fatto il bagno, in una sorta di streap-tease al contrario. Nota Bene: in questo momento è ovvio che per il cast dell'opera si sia tenuto conto non solo della qualità delle voci, ma anche dell'aspetto delle due sorelle, belle e fisicamente attraenti, dovendo apparire in biancheria intima sulla scena. Infatti, Dorabella indossava solo le mutande e un abito trasparente alla fine del duetto con Sempronio nel secondo atto. Non giudico la cosa in generale, ma in questa produzione in particolare, è stata molto felice.

La modifica importante alla struttura delll'intreccio di Da Ponte consiste nel fatto che non solo i ragazzi vanno realmente in guerra, ma anche che muoiono - come si vede in un video durante il quale il coro, dietro le quinte, canta “Bella vita militar! – e sono perfino cremati. Le sorelle recuperano le urne cinerarie e salutano per l'ultima volta gli amanti cantando il superbo “Soave sia il vento”.

Nella casa delle sorelle, Dorabella si mostra isterica, sicché Despina nei panni di una psicoterapeuta – di certo oggigiorno i terapeuti son responsabili di mantenere puliti conscio e inconscio – decide di dar loro la prima lezione durante “In uomini, in soldati”, usando una lavagna su cui si proiettano immagini machiste – kinder, kuchen, kirchen, bimbi, cucina, famiglia – e femministe – to call a man an animal is to flatter him; he´s a machine, a walking dildo, chiamare un uomo animale è lusingarlo; lui è una macchina, un dildo ambulante –. A completare la morte e cremazione dei due soldati, Don Alfonso li presenta a Tizio e Sempronio, che li impersoneranno per gran parte dell'opera. Questa idea, il cambio degli individui, ha come primo effetto il far apparire le due sorelle meno stupide del solito e di quanto abbia scritto Da Ponte. Gli attori si travestono da arabi milionari, e portano ciascuno cuna corona funebre di rose bianche e rosse a forma di cuore. Durante questa scena, Fiordiligi minaccia i nuovi pretendenti con una pistoca, il che fa sì che Dorabella, Despina e Alfonso cerchino di evitare la catastrofe. L'azione si sviluppa fino al finale primo senza maggiori sorprese. A questo punto ho pensato che io avrei arrestato Serebrennikov per un'altra ragione. Tuttavia... Finem lauda!

Il secondo atto inizia con la seconda lezione di Despina, di nuovo usando la lavagna per illustrarla. In questo caso il tema del video verte sul consiglio che la terapeuta dà loro: reclutate! Il secondo duetto delle sorelle ci fa vedere che hanno imparato, nel principio, la lezione. Al termine della serenata e della terza lezione, questa volta impartita da filosofo e terapeuta, abbiamo la seduzione di Dorabella, che termina con una scena ardente nell'oscurità al secondo piano. La seduzione di Fiordiligi è molto più complessa. Entrambe, però, potrebbero essere classificate come vietate ai minori in molti paesi. 

Il momento della risoluzione drammatica della sostituzione dei soldati con gli attori  arriva poco dopo le "nozze" delle coppie "invertite" ed è essenzialmente musicale. Alla battuta 290 del secondo atto, la ripresa di "Bella vita militar", la musica è sostituita dalle prime trenta battute dell'ouverture di Don Giovanni, vale a dire l'esplosione di terrore che apre l'opera - non l'entrata del Commendatore come qualche collega ha affermato. Ciò si giustifica drammaticamente in questa produzione perché risolve la riapparizione degli amanti morti partendo in guerra. È chiaro, a mio parere, che la soluzione del cambio nella trama è intelligente, molto, benché sia sicuro che questa concezione drammatico-musicale abbia infastidito e infastidirà molti melomani. Poi, con il ritorno di Ferrando e Guglielmo, l'opera scivola dolcemente al finale, in cui non viene mostrato uno scioglimento in cui le coppie si formano e, di fatto, i personaggi finiscono isolati.

L'aspetto musicale ha sofferto di tagli eccessivi. non solo quelli abituali del duetto dei soldati nel primo atto o della seconda aria di Ferrando “Ah lo veggio, quell’anima bella”, ma anche alcune grandi sezioni di recitativo secco (avevo scritto sesso) un un segmento assai importante del finale secondo, per l'inclusione delle battute da Don Giovanni.

La resa vocale e teatrale di tutti i membri del cast è stata di alta qualità.  Semmai non si è percepito l'impegno attoriale di Frédéric Antoun (Ferrando) e Andrei Bondarenko (Guglielmo). Antoun ha cantato con un gran sentimento e bella linea le sue due arie, spiccando con i fiati dell'orchestra in “Tradito, schernito”. Michael Nagy è stato un intrigante di alta qualità che si distingue con la sua particpazione in “Soave sia il vento”. Le donne sono parse eccellenti. La giovane armena Ruzan Mantashyan, debuttante nel teatro, ha creato una Fiordiligi fantastica – solo ricordare il rondò “Per pietà, ben mio perdona” mi dà piacere -,   Anna Goryachova ha incarnato Dorabella con humor,  qualità vocale e recitando con estrema sensualità; Rebeca Olvera è tornata a mostrare la sua bella voce cristallina e le sue collaudate virtù attoriali come  Despina.

Cornelius Meister ha ben condotto in porto la Philharmonie e il Chor des Oper Zürich, così come i solisti. È possibile che i tempi fossero un poco disomogenei. 

È strano che dedichi molte più parole alla produzione che all'aspetto musicale, ma in questa occasione è obbligatorio per la perticolarità della genesi e del concetto dell'allestimento scenico. C'è poi da aggiungere che per recepire approfonditamente le mille idee che Serebrennikov inserisce nella sua produzione. si dovrebbe poter assistere a più recite, cosa che per questioni di tempo e spazio mi è stata impossibile.

Lo spettacolo è molto potente e molto polemico per diverse ragioni: la genesi, il cocnetto che modifica in maniera sostanziale l'argomento, la soluzione musicale dello stesso, il coinvolgimento di cantanti belle con fisici attraenti, altissime qualità vocali e teatrali. Sono certo che molte persone nel mondo dell'opera reagiranno negativamente alla caratterizzazione dei personaggi in questa produzione.  Bisognerà rendersi conto che lo stile "prendere o lasciare" è superato e che oggi chi si aspetta che i cantanti rappresentino il "tipo" che stiamo vedendo sulla scena. Se l'interesse nell'opera si concentra solo sulla musica, bisognerà andare a vedere i cosiddetti "gala" o le recite in forma di concerto - ossimoro spettacolare.

La presenza della stampa alla prima è stata impressioannte, benché in realtà si trattasse soprattutto di giornalisti politici sollecitati dagli antefatti. Al termine sono giunto alla conclusione che Serebrennikov non merita l'arresto per le sue idee sull'opera. #Free Kirill

foto Monika Ritterhaus


 

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