L’ape musicale

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Le regine delle nevi

di Suzanne Daumann

The Snow Queen di Hans Abrahamsen intreccia con abilità diversi piani narrativi nella nuova produzione di Andreas Kriegenburg alla Bayerische Staatsoper per uno spettacolo da ricordare.

MONACO di BAVIERA, 28 dicembre 2019 - È un'impresa un po' audace mettere in scena una fiaba sovrapponendola a una nuova lettura meraforica senza distruggere il simbolismo originario. In questa nuova produzione di The Snow Queen di Hans Abrahamsen alla Bayerische Staatsoperh, Andreas Kriegenburg vince la sfida. La sua visione contiene diversi livelli che compongono una performance complessa, in cui varie interpretazioni coesistono: la storia di Kay e Gerda è rappresentata da tre coppie di protagonisti differenti. Ci sono i fanciulli, impersonati da fanciulli. Ci sono i fanciulli, impersonati e cantati da adulti, che raccontano la storia tale e quale Andersen l'ha immaginata, Hans Abrahamsen ed Erik Engelbrecht l'hanno trascritta e Abrahamsen l'ha composta. E poi ci sono gli adulti che raccontano la storia in un'altra interpretazione: in questo racconto, Kay, che p stato ferito agli occhi da due schegge dello specchio del diavolo e rapito dalla Regina delle Nevi, è un uomo che soffre di una malattia mentale, incapace di comunicare con la su compagna, Gerda. Nei due piani narrativi Gerda è Barbara Hannigan, mentre Kay malato è un ruolo muto affidato all'attore Thomas Gräßle e il Kay bambino è il mezzosoprano Rachael Wilson.

È un mondo freddo che ci si rivela qui, con una scenografia fredda, colori freddi, luci fredde, neve che cade. qui est révélé ici, avec une scénographie froide, des couleurs froides, lumière froide, et la neige qui tombe; sullo sfondo, un universo ospitale, ma anch'esso freddo, a tratti agghiacciante. Il coro indossa uniformi da infermiere dai copricapo esagerati, o tenute da chirurghi, con occhiali che nascondono gli occhi. La musica si tiene fra l'onirico e il gelido, con qualche illanguidimento monotono, ma nel complesso efficace e drammatica. Le pagine corali e d'assieme sono momenti amabili in cui la bellezza del canto si fonde piacevolmente. È un intreccio di fiaba, sogno e allucinazione, che sveglia domande ed emozioni. Alienazione è la parola d'ordine. Quando Kay è ferito all'occhio e percepisce tutto ciò che vede di vivente come orribile, estasiandosi per la bellezza gelida e regolare dei cristalli di neve - questa freddezza e quest'alienazione non sono forse le nostre nei confronti della natura?

Si tratta di uno spettacolo forte, che ci conduce nel suo proprio mondo, e gli abitanti di questo mondo sono personaggi, a loro volta, forti, credibili. Barbara Hannigan è Gerda, cantante e attrice magnifica qual è, interpreta musica esigente come se se nulla fosse, recita con eleganza e aplomb, è sulla scena per la maggior parte del tempo e permea ogni momento della sua presenza. Rachael Wilson con una vocalità calda e ampia è semplicemente meravigliosa nei panni di Kay. Un dettaglio interessante è la voce di un basso per la Regina delle Nevi. Nel porre il personaggio fra gli Uomini Saggi come Sarastro o Merlino,  spezza il legame fra la Donna Saggia e l'antica Dea. Peter Rose canta questa parte, ma è straorinario soprattutto come Renna, con i suoi movimenti stravaganti delle mani e l'andatura  buffa, lasciando anche maggiormente ascoltare la sua bella voce. I personnaggi secondari sono rappresentazioni forti del loro valore simbolico: che si tratti delle due Cornacchie (Castle Crow, Kevin Connors, tenore; Forest Crow Owen Willetts, controtenore), o del Prince (Dean Power, tenore) e della Princesse (il soprano Caroline Wettergren), o ancora della Nonna/ Vecchia signora/ Donna finalndese (il mezzosoprano Katarina Dalayman), sono tutti cantati e recitati in maniera memorabile.

Sotto la direzione del maestro Cornelius Meister, con l'orchestra e il coro della Bayerische Staatsoper, abbiamo goduto di una serata d'opera di grande efficacia complessiva, suggestiva, toccante e piena di colori: ci auguriamo davvero molte riprese di questa bella produzione e plaudiamo tutti con entusiasmo. 


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