L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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L'eccezione di Bach

 di Giuliana Dal Piaz

Eccezionale, sotto diversi punti di vista, la Matthäus-Passion proposta dalla Tafelmusik Baroque Orchestra con la direzione di Masaaki Suzuki

Toronto, 23 marzo 2019 - Eccezionale: è l’unico aggettivo che occupa la mente dopo la conclusione della Matthäus-Passion di Bach.

Eccezionale, naturalmente, la musica di Bach, strutturata intorno ai due capitoli del Vangelo di Matteo (26 e 27) che narrano la passione di Cristo, e che i cattolici sono abituati ad ascoltare durante la messa della Domenica delle Palme, mentre i luterani durante le cerimonie del Venerdì Santo. Una musica variegata che, utilizzando la presenza di due orchestre e due cori, conferisce alla partitura un andamento teatrale, quasi operistico, che poté forse indispettire alcuni luterani rigorosi ma che, invece, all’ascoltatore moderno fornisce un’atmosfera drammatica sempre avvicnente, malgrado la lunghezza della composizione.

Bach utilizza il doppio coro, come aveva già fatto precedentemente nei mottetti, e affida all’uno o all’altro il ruolo della turba, la massa di gente che assiste all’azione.

Un altro elemento di forte evidenza drammatica è l'associazione fra personaggio e accompagnamento: l’Evangelista, tenore, è sempre affiancato solo dal basso continuo – in genere clavicembalo e violoncello - con l'eccezione del recitativo “O Schmerz! Hier Zittert das gequälte Herz” (O angoscia! Qui trema il cuore ansioso), in cui lo strumento è l’oboe da caccia, dal suono più grave dell’oboe, a cui si associano solo in seguito i flauti. Gli interventi di Cristo sono invece accompagnati dalla pienezza di tutti gli archi di una delle orchestre. L’aria del soprano “Blute nur, du liebes Herz! (Sanguina, caro cuore!) presenta archi e flauti della seconda orchestra, con una melodia lenta, ritmica, quasi ossessiva. Particolarmente intensa l’aria del pentimento di Pietro “Erbarme dicht, mein Gott” (Abbi pietà, mio Dio), interpretata dal controtenore, invece che dall’abituale contralto: è immediatamente preceduta dalle prime note di un assolo di violino, a cui si uniscono poi altri archi, mentre il pizzicato del violoncello sembra scandire i battiti cardiaci. Notevoli i forti cromatismi che si ascoltano nelle melodie legate alle parole più emozionali – come la descrizione quasi violenta del rimorso di Pietro – ma in particolare le alterazioni in diesis ogni volta che appare nel testo la parola “croce”: in tedesco, “diesis” è Kreuz, la stessa parola che indica “croce”. Anche dal punto di vista contenutistico, la visione della Passione appare qui differente: mentre i cattolici pongono fortemente l’accento sulla Resurrezione, in quanto culmine del sacrificio, il protestantesimo sottolinea invece la sofferenza di Cristo, la cui colpa ricade sull’uomo per la sua durezza di cuore e i suoi peccati, senza alcun riferimento a quello che avverrà dopo il sacrificio della croce.

Eccezionale, la presenza di Masaaki Suzuki, uno dei maggiori esperti mondiali della musica di Bach, come direttore ospite del concerto. Arriva veloce al suo podio, bassino e modesto, coi lunghi capelli bianchi ondeggianti sul colletto, e subito impressiona la sua direzione delle ben sessantuno unità in scena (lo si nota spesso cantare con gli altri), tra musicisti e cantanti – cinque cantanti solisti, ventisei componenti del Coro e un totale di trenta strumentisti delle due orchestre, senza contare nove giovani soprani (i “soprani di ripieno”) del Toronto Children’s Chorus disposti sulla balconata superiore, sia nel corale iniziale “Kommt, ihr Töchter, helft mir klagen” (Venite, figlie, aiutatemi a lamentarmi) sia in “O Haupt voll Blut und Wunden” (O testa piena di sangue e ferite).

Eccezionale, la prestazione del tenore britannico James Gilchrist, timbro e coloratura impeccabili, un Evangelista dalla voce intensa e appassionata. Ottimi gli altri solisti: il soprano islandese Hannah Morrison, il basso-baritono svizzero Stephan MacLeod, il baritono canadese Tyler Duncan e il giovane controtenore svizzero-statunitense Terry Wey.

Eccezionale, infine, per precisione, passione e partecipazione emotiva, la prestazione sia della Tafelmusik Baroque Orchestra sia del suo Coro da Camera, in una delle migliori interpretazioni cui abbia finora assistito.

 

PASSIONE SECONDO SAN MATTEO – Stagione 2018-19 della Tafelmusik Baroque Orchestra. Trinity-St. Paul’s Centre, Toronto (21-24 marzo). Musica di Johann Sebastian Bach. Libretto di Picander (Christian Friedrich Henrici). Direttore ospite: Masaaki Suzuki. Direttore del Coro: Ivars Taurins. Orchestra: Tafelmusik Baroque Orchestra. Coro: Tafelmusik Chamber Choir.

Solisti ospiti:

James Gilchrist – Evangelista

Stephan MacLeod – Gesù

Tyler Duncan – Pietro, Pilato, Giuda

Hannah Morrison – soprano

Terry Wey – controtenore

Membri del Toronto Children’s Chorus – soprani in ripieno


 

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