L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Mozart e Haydn alla caccia

 di Giuliana Dal Piaz

Con un programma dedicato al corno ai tempi di Mozart e Haydn la Tefelmusik Baroque Orchestra saluta la cellista Christina Mahler e, dopo trentatré anni d'attività, la fondatrice Jeanne Lamon. 

TORONTO, 25 prile 2019 - Nel programma di questo concerto – il penultimo della Stagione 2018-19 della Tafelmusik Baroque Orchestra – occupa una parte importante il corno da caccia.

Era proprio quella venatoria l’attività preferita, nei secoli, da monarchi e nobili europei e l’unico mezzo di comunicazione tra i partecipanti era, appunto, il richiamo del corno, per segnalare l’avvio della caccia, l’avvistamento della preda, la direzione da seguire e finalmente, abbattuta la preda, il ripiegarsi dello schieramento.

Il corno era uno strumento inizialmente molto semplice (il cavaliere lo teneva con una sola mano, molto vicino all’imboccatura, con il braccio inserito nella curva, mentre con l’altra reggeva le redini per guidare il cavallo), con la possibilità di emettere una limitata gamma d'intervalli. Col tempo, tuttavia, il corno conquistò un proprio spazio negli ensemble strumentali, in genere per evocare atmosfere campestri o immagini di caccia, divenendo via via più complesso e sofisticato, con l’aggiunta di ritorte mobili che ne ampliavano le potenzialità melodiche, come già si nota nei progressi tecnici raggiunti ai tempi di Mozart. 

Il titolo The HuntLa caccia, per questo concerto, è riduttivo. Malgrado l’ampia partecipazione del corno naturale, il titolo avrebbe potuto perfettamente evocare i prodromi dello Sturm und Drang che echeggiano in tutte le composizioni incluse nel programma, ma in particolare nella Sinfonia in Do Minore VB. 142 di Joseph Martin Kraus (1756-1792), che l’autore, scarsamente noto al pubblico di oggi ma di grande successo ai suoi tempi, compose in omaggio a Haydn. Il programma di Tafelmusik ha incluso solo il primo (Larghetto-Allegro) dei suoi tre movimenti, ma è sufficiente a dare la sensazione di un compositore straordinariamente moderno per la sua epoca, con dei passaggi armonici che possono perfino ricordare Beethoven.

Noto soprattutto in letteratura per i suoi accenti fortemente drammatici, dello Sturm und Drang non va sottovalutata l’influenza sulla musica, nella transizione dall’epoca barocca e classica a quella romantica, e tanto la Sinfonia n. 25 in Sol Minore K. 183, di un Mozart appena diciassettenne, quanto il brano del giovane Kraus lo dimostrano ampiamente.

Pezzo forte della serata è comunque il Concerto n. 4 per Corno in Mi bemolle Maggiore K. 495 di Mozart. Questi compose una serie di concerti per corno, grazie alla sua conoscenza e amicizia personale con Josef Leutgeb, un virtuoso dello strumento che tuttavia si procurava da vivere con un negozio di formaggi. A lui si attribuisce la diffusione della tecnica di usare la mano come sordina e ulteriore modulazione melodica. La citazione del richiamo di caccia risulta evidente soprattutto alla fine del brano: al pubblico anglofono ricorda vivamente i versi umoristici (la canzone si chiamò Ill Wind) che, al suo ritmo, il duo di comici Flanders e Swanns composero e cantarono nel 1964 in una loro registrazione radiofonica.

Il concerto è uno straordinario dialogo tra il corno naturale solista e l’orchestra: quando il corno “canta”, con un controllo sorprendente, gli altri strumenti accompagnano in sordina. Appena il corno tace, archi e fiati risorgono con vigore per riprenderne i temi. Il corno naturale ha un suono meno limpido e preciso del corno moderno, ma richiede un virtuosismo molto maggiore ed è certamente più autentico in rapporto alle intenzioni e alle esperienze di Mozart: bravissimo il solista Scott Wevers (applaudito dal pubblico con entusiasmo), che trae dal suo strumento un suono duttile e mutevole come le inflessioni della voce umana.

Conclude il concerto la Sinfonia n.73 in Re Maggiore “La Chasse” di Joseph Haydn, che rappresenta quasi un compendio del carattere della serata: l’Adagio iniziale, sincopato e pensoso, si diluisce in un Allegro moderato. Seguono l’Andante, semplice e lento come un canto popolare, e il gradevole Minuetto, quindi, il movimento Presto: la chasse, cita un famoso motivo di caccia di Jean-Baptiste Morin, “La caccia del cervo”, e si conclude in tono minore, cosa singolare in una sinfonia di Haydn.

Volge al termine la Stagione della Tafelmusik e questo concerto segna il saluto definitivo al pubblico di Toronto sia della cellista Christina Mahler sia di Jeanne Lamon, Direttore Emerito dell’Orchestra dopo esserne stata Direttore artistico per trentatré anni. Nella “Jeanne Lamon Hall” del Trinity-St. Paul’s, al gran completo, è stato palpabile l’omaggio affettuoso dei presenti alle due musiciste.

Personalmente, riconosco a Jeanne Lamon lo straordinario merito di aver costruito quasi dal nulla la Tafelmusik Baroque Orchestra, lavorando intensamente per trent’anni al miglioramento tecnico e all’immagine dell’ensemble, che oggi è il più importante e raffinato del Nordamerica. Non mi entusiasma invece il suo stile violinistico poco elegante rispetto ad altri violinisti della stessa Tafelmusik. Quanto a Christina Mahler, mancheranno al pubblico la sua presenza modesta ma essenziale, la sua precisione e la sua passione musicale.

 

THE HUNT: MOZART & HAYDN – Stagione 2018-19 della Tafelmusik Baroque Orchestra. Trinity-St.Paul’s Centre (25-28 aprile) e George Weston Recital Hall, Toronto Centre for the Arts (30 aprile). Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Joseph Martin Kraus e Joseph Haydn. Direzione: Jeanne Lamon. Corno solista: Scott Wevers. Orchestra: Tafelmusik Baroque Orchestra, Direttore musicale Elisa Citterio.


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