L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Soirée Sciarrino

 di Giuseppe Guggino

La sessantesima stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, avviatasi a conclusione, propone una soirée Sciarrino, diretta dallo stesso compositore palermitano con una prima esecuzione assoluta di grande fascino.

Palermo, 10 maggio 2019 - Del soggiorno di Wagner a Palermo nel 1881-82, oltre al celebre ritratto di Renoir eseguito all’Hotel des Palmes, rimane anche un’insolita linea melodica priva di armonia donata dal compositore alla famiglia Gangi che lo ospitò assieme a Cosima nella loro villa ai Porrazzi, appena fuori le mura, affacciata sul torrente Kemonia (oggi in piena città). Bene ha fatto, quindi, la Sinfonica Siciliana a recuperare quelle ventidue battute e affidarle alle mani di Salvatore Sciarrino, commissionandogli Rispondono, a chi? (Melodie circolari da Wagner); così la melodia vaghissima, secondo l’estro orchestratore del compositore palermitano, enunciata dal corno inglese, transita di sezione in sezione, in un continuo vaghissimo inseguimento per il quale il pezzo non potrebbe intitolarsi in modo più appropriato. È il gioiello di punta di tutta la prima parte del concerto, aperto da un’altra sensibilissima rielaborazione per orchestra del primo numero dal Deuxième année de Pèlerinage listiano, in cui la scrittura riluce di quella stessa trasparenza raffaellita dello Sposalizio, ispiratore del brano nell’originale pianistico.

Unica digressione nel programma monografico che –nella seconda parte – presenta anche la rielaborazione per voce e orchestra di uno studio di Chopin e un ripensamento di Nove canzoni del XX secolo, è l’irritante, parossistico Efebo con radio sperimentalista nell’indagare la regione musicale del caos riproducendo il white noise di una radio in sintonizzazione con il tremolo degli archi. È la vena più irridente, forse più autentica di Sciarrino che, sul podio, in un’atmosfera di grande complicità con la compagine orchestrale, pare divertirsi non poco – oltre che a suonarlo – anche a raccogliere un’isolata reazione di sollievo dal pubblico, al cessare delle interferenze radio. Peccato che la voce di Livia Rado, forse intimorita dalla presenza del compositore, pare non andare molto oltre la correttezza (qui, come anche in Chopin/Sciarrino e nelle canzoni per voce e orchestra), mancando di quel quid d’ironia propria del pezzo, che invece s’era colto molti anni fa, quando la Sinfonica Siciliana l’eseguì con Marcello Panni (e una spiritosissima Sonia Turchetta) e che allora – dal podio – l’accostò a quel lussureggiante capolavoro d’orchestrazione di Shéhérazade e oggi – direttore artistico e artefice della soirée – vuole stemperare con i non meno fantasiosi esperimenti di riscrittura di un altro prestigioso autodidatta anti-accademico quale è certamente Sciarrino.

Sciarrino dilettante, sì – à la Savinio, beninteso – che sale sul predellino in chiave anticonformista (persino nella mise) e, pur con gli impacci di un gesto non molto rodato, riesce pur a comunicare la dimensione di complicità, appunto di diletto, nel far musica che l’Orchestra coglie, ripagandolo con una prova assai convincete.

L’appuntamento è per il 27 prossimo, quando il concerto sarà replicato al Maggio Musicale Fiorentino: vale il costo del biglietto.


 

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