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Guerra e pace

 di Gustavo Gabriel Otero

Joyce DiDonato porta a Buenos Aires uno spettacolo che è un messaggio di civiltà, pace e armonia attraverso le musiche di Cavalieri, Gesualdo, Purcell, Händel, Leo, Pärt.

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Buenos Aires, 30 ottobre 2019 - Il Mozarteum Argentino ha chiuso la sua stagione 2019 con uno spettacolo d'alto profilo internazionale - com'è segno distintivo dell'istituzione - presentando nuovamente al pubblico di Buenos Aires il mezzosoprano statunitense Joyce DiDonato - le sue presenza precedenti erano state nel 2012, 2014 e 2016, sempre accompagnata al piano, mentre ora è apparsa con un complesso cameristico di musica antica di notevole qualità - in uno spettacolo che alla muisca ha unito un messaggio di pace e armonia, danza, luci e video dal titolo In War & Peace: Harmony through music (In guerra e in pace: armonia attraverso la musica).

Come trovare la pace in mezzo al caos? Questa la domanda che si è posta Joyce Di Donato quando ha scelto le arie della sua incisione discografica che è diventata, ora, uno spettacolo portato in più di trenta città del mondo e nel quale ogni pezzo musicale si unisce naturalmente al seguente sostituendo la formula tradizionale del concerto di arie e pezzi staccati.

La musica si intreccia alle danze realizzate da Manuel Palazzo, nelle atmosfere create dalle suggestive, speciali luci, dai movimenti e dalla presenza di Joyce DiDonato e nelle strette connessioni fra i vari brani a cura del maestro Maxim Emelyanychev con l'ensemble Il pomo d’oro.

Nella sua interpretazione vocale, il mezzosoprano ha dato prova della sua maestria e compenetrazione della musica di Händel, resa con perfetta intenzione ed espressione sentita. Ricordiamo in particolare le Scene d'orrore e afflizione di Storgé da Jephtha", ‘Pensieri, voi mi tormentate" da Agrippina, la commuovente "Lascia ch’io pianga" di Almirena da Rinaldo, con cui ha concluso la prima parte dedicata alla guerra.

In questo blocco l'orchestra ha eseguito anche la Sinfonia della Rappresentatione di anima et di Corpo di Emilio De’ Cavalieri, la Ciaccona in Sol minore per tre violini e basso continuo di Henry Purcell e Tristis est animam mea di Carlo Gesualdo.

Completavano, invece, il programma vocale "Prendi quel ferro, o barbaro!" da Andromaca di Leonardo Leo e il lamento di "Dido When I am laid in earth", da Dido and Eneas di Purcel.

In ogni momento Maxim Emelyanychev ha diretto l'ensemble con convinzione e precisione.

Nella seconda parte, dedicata alla pace, i brani sono stati "They tell us that you mighty powers" di Orazia da The indian Queen di Purcell, "Da pacem, Domine" di Arvo Pärt e ancora Händel con tre pagine: "Crystal streams in murmurs flowing" dall'oratorio Susanna, "Augelletti, che cantate" di Almirena da Rinaldo e "Dopo notte atra funesta" da Ariodante.

Joyce Di Donato, posta in diversi punti della scena, a piedi nudi, è stata sempre un modello di qualità vocale, perfezione artistica, con abiti e trucchi differenti per accrescere la sensazione di uno spettacolo originale, intelligente, raffinato, di buon gusto. 

Al termine il pubblico ha applaudito in piedi gli interpreti che come bis hanno offerto "Par che di giubil", da Attilio Regolo di Jommelli.

Quindi DiDonato si è rivolta al pubblico riassumendo lo spirito del progetto e indicando che, più della pace intesa come assenza di guerra, bisogna ricercare armonia e creatività. Per concludere, la cantante ha inviato un altro messaggio di speranza con Morgen di Richard Strauss, in versione cameristica.

foto Liliana Morsia, per gentile concessione del Mozarteum Argentino 

Joyce DiDonato: ‘In War & Peace: Harmony through Music’ a Buenos Aires, Teatro Colón.

Brani di Georg Friedrich Händel, Leonardo Leo, Emilio De’ Cavalieri, Henry Purcell, Carlo Gesualdo e Arvo Pärt. Joyce DiDonato, mezzosoprano. Manuel Palazzo, coreografo e danzatore. Regia: Ralf Pleger. Video: Yousef Iskandar. Luci: Henning Blum. Costumi: Vivianne Westwood e Lasha Rostobaia, Orchestra Il pomo d’oro. Maestro concertatore e direttore: Maxim Emelyanychev. 


 

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