L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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Venite, pastori

di Giuliana Dal Piaz

Il concerto natalizio della Tafelmusik Baroque Orchestra è dedicato al repertorio anche tradizionale italiano, con la presenza anche di artisti come lo zampognaro Tommaso Sollazzo, il tenore Francesco Pellegrino, gli strumentisti Marco Cera e Lucas Harris. Si apprezzano inoltre le rinnovate energie del giovane organico canadese.

Toronto, 5dicembre 2019 - Tra le ragioni per cui di recente si è andato infittendo il pubblico ai concerti della Tafelmusik Baroque Orchestra, così com’è aumentata la quantità di giovani che vi assistono, ci sono, da una parte, la capacità della direzione artistica di rinnovare idee e repertorio e, dall’altra, l’appassionata energia con cui gli orchestrali affrontano ogni autore, nuovo o già ripetutamente eseguito. Nessuno di essi pretende, inoltre, di continuare a suonare oltre il limite di età (teorico in Canada) facendo largo a giovani concertisti accuratamente preparati e selezionati. In quest’occasione, un organico ridotto di Tafelmusik si presenta con The Vesuvius Ensemble – un trio formatosi dieci anni fa allo scopo di preservare e diffondere la musica tradizionale dell’Italia meridionale – e invita a Toronto un autentico zampognaro di Vallo della Lucania, Tommaso Sollazzo.

Il programma di sala illustra ampiamente la storia della zampogna, strumento antichissimo e diffuso in tutta la Magna Grecia, spiegazione impartita anche direttamente, nell’affollata conferenza pre-concerto, dal liutista italocanadese Lucas Harris, cofondatore di Vesuvius Ensemble con l’oboista Marco Cera e il tenore Francesco Pellegrino. Napoletano, formatosi al Conservatorio di Benevento, allievo di Carlo Bergonzi, Pellegrino ha fatto parte per quattro anni del Coro del Teatro alla Scala; poi le vicende della vita lo hanno portato a Toronto, dove si è fatto promotore della creazione dell’Ensemble, attualmente sostenuto anche dal locale Istituto Italiano di Cultura. Formatosi come voce verdiana, eccelle nella cantata popolare, passando agilmente dalla stornellata stentorea al pianissimo, come nel “Quanno nascette Ninno” o nella “Ninna nanna di Carpino”.

Il programma ha alternato i brani natalizi del Sud, in dialetto napoletano (come Quanno nascette Ninno, il procidano La ‘nferta o la Canzone di Razzullo, messa in musica da Roberto De Simone), in siciliano (come La notti di Natali e Diu vi manna l’ambasciata) o in dialetto pugliese (la Ninna nanna di Carpino), affidati alla voce di Francesco Pellegrino o al tradizionale duo zampogna-ciaramella della Novena di Natale, con brani strumentali di autori barocchi che fanno proprio, in misura più o meno ampia, il motivo della “pastorale” di Alfonso de’ Liguori. Ha, quindi, compreso l’Introduzione e pastorale di Pasquini e il movimento Allegro, dalla Sonata n. 7 “La Zampogna” di Giuseppe Maria dall’Abaco (entrambi nell’arrangiamento per orchestra di Lucas Harris), il Concerto Grosso in Do Maggiore op. 3 n. 12 “Pastorale per il Santissimo Natale” di Manfredini, la Sinfonia pastorale per il santissimo natale di nostro Jesu di Schiassi, la Pastorale dalla Sonata per violino in La Maggiore op. 1 n. 13 di Tartini, il brano “Autor d’ogni mio ben” dalla Cantata pastorale per la nascita di Nostro Signore di A. Scarlatti, e il Concerto Grosso in Sol Minore op. 6 n. 8 “fatto per la notte di Natale” di Corelli. Una panoramica di musicisti italiani, molto diversi per origine e temperamento ma uniti dall’epoca storico-musicale e dalla sensibilità per il motivo della pastorale, senza dimenticare che tale motivo è riecheggiato anche da autori come Haendel e Bach. Nell’orchestra barocca Tafelmusik, e in particolare nell’organico di questo concerto, sono ormai numerosi i concertisti giovani che – come il direttore artistico Elisa Citterio – stanno iniettando nuova energia nei loro archi, rendendo questi concerti profondamente diversi da quelli barocchi a cui eravamo abituati. E il pubblico li ha salutati con un lungo applauso entusiasta strappando un bis, “Alla fredda tua capanna” di Settimio Zimarino.

Foto di scena: Dahlia Katz

O Come, Sheperds – Stagione 2019-20 della Tafelmusik Baroque Orchestra. Jeanne Lamon Hall, Trinity St. Paul’s Centre (4-8dicembre), George Weston Recital Hall, Meridian Arts Centre (10 dicembre), Toronto.

Musiche: Alfonso Maria de’ Liguori, Bernardo Pasquini, Francesco Manfredini, Gaetano Maria Schiassi, Giuseppe Tartini, Alessandro Scarlatti, Giuseppe Maria dall’Abaco, Roberto de Simone, Arcangelo Corelli.

Orchestra: “The Vesuvius Ensemble” (Francesco Pellegrino, voce e chitarra battente), Marco Cera (ciaramella e mandolino), Lucas Harris (arciliuto, calascione e chitarra battente), con altri 14 elementi della Tafelmusik Baroque Orchestra, diretti da Christina Zacharias. Strumentista ospite: Tommasso Sollazzo, zampogna e chitarra battente.


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