L’ape musicale

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Onde e tempeste

di Giuliana Dal Piaz

L'Orchestre Symphonique de Montréal in trasferta a Toronto con il suo direttore musicale Kent Nagano propone un programma dedicato agli elementi naturali, con le tempeste di Berlioz e Beethoven affiancate da Waves di Pascal Dusapin.

TORONTO, 19 febbraio 2020 - La Roy Thomson Hall – sede stabile della Toronto Symphony Orchestra – ha accolto per un’unica serata la sua gemella Orchestre Symphonique de Montréal, per l’ultima Stagione sotto la direzione del maestro Kent Nagano, che l’ha guidata per gli ultimi quattordici anni. Il pubblico ha affollato l’enorme auditorio (senza tuttavia riempirlo completamente) per un programma d’eccezione, dedicato alla natura e ai suoi fenomeni, che rende omaggio a due compositori a cavallo dei loro anniversari: l’interludio Caccia reale e tempesta, da Les Troyens di Hector Berlioz (150 anni dalla morte nel 2019); il Duo per organo e orchestra Waves (Onde), recentemente composto dal francese Pascal Dusapin (nato nel 1955), e la Sinfonia n. 6 in Fa Maggiore, op. 68 “Pastorale”, di Ludwig van Beethoven (250 anni dalla nascita nel 2020).

Tra le maggiori opere composte nel XIX secolo, dopo una prima presentazione che riuniva nel 1890 le due sezioni dell’opera, Les Troyens fu eseguita in forma davvero completa solo nel 1969, a un secolo dalla morte di Berlioz; in parte a causa della durata, superiore alle quattro ore, e in parte per le complesse esigenze teatrali, all’epoca difficilmente superabili. Definita da Donald J. Grout “...l’equivalente ‘latino’ del ciclo teutonico del Ring”, è un grande affresco che va dalla conclusione della guerra di Troia alla partenza di Enea da Cartagine.

Compositore romantico prolifico, autore non solo della musica ma anche del libretto dell’opera basato sul testo dell’Eneide, tra il III e il IV Atto di Les Troyens, Berlioz inserisce un interludio orchestrale che vede l’inizio della storia d’amore tra Enea e Didone. Accostate nel programma del concerto dalla tematica del fenomeno naturale, le due tempeste sono però molto diverse, sia dal punto di vista strumentale - l’orchestrazione di Berlioz privilegia, dopo un breve inizio elegiaco, un ampio uso degli ottoni contro quello di bassi e violoncelli - sia da quello dell’atmosfera emotiva - mentre la tempesta di Beethoven è un contrattempo passeggero nell'idillio campagnolo, quella di Berlioz è un minaccioso annuncio di sventura-.

Composto nel 2019 su commissione congiunta di cinque orchestre (l’Orchestre synphonique de Montréal, la Elbphilarmonie Hamburg, l’Orchestre de la Suisse Romande, La Monnaie/De Munt belga e la Philarmonie de Paris), il Duo per organo e orchestra Waves vede l’aggiunta all’orchestra di alcuni altri strumenti (cimbali, gong, campane tubolari), oltre al Grand’Organo Pierre-Béique, collocato dinanzi al podio del direttore e rimosso solo per eseguire la Pastorale. Dusapin, che rifiuta di definirlo “concerto”, racconta in un’intervista che gli accade spesso di concepire una futura composizione mentre si esegue quella immediatamente precedente, cosicché l’idea delle onde in perpetuo movimento, gli era venuta durante l’esecuzione a Bruxelles del suo Macbeth (2019). Trastullatosi un tempo col desiderio di scrivere un’opera basata sul romanzo The Waves di Virginia Woolf, poi mai tradotta in pratica, ne ha trasferito il titolo al brano che già stava immaginando, “una composizione – dice – in cui organo e orchestra cercano ognuno di diventare l’altro, fino a diventare una cosa sola […] si scontrano, si ritraggono e si sovrappongono, eludendosi in un costante flusso di energia fino a somigliarsi l’un l’altra nei proprî rispettivi ma confusi mondi armonici”. Il rinomato solista francese Olivier Latry gestisce con grande abilità e spirito avventuroso la complessa partitura all’organo.

Il brano è certamente interessante, con alcuni passaggi molto belli (notevoli quelle due piccole trombe isolate dall’orchestra, all’altezza dei palchi inferiori sui due lati dell’auditorio) ma venticinque minuti di frequenti momenti armonicamente - seppur volutamente - confusi finiscono per risultare stancanti.

Dopo quest’esperienza, diventa improvvisamente così distensiva e rassicurante la scrittura iniziale della Pastorale, la sinfonia di Beethoven più nota nel suo complesso e non per un solo movimento, anche grazie alla fortunatissima animazione fattane ottant'anni fa nel film Fantasia: quella in cui l’autore ci appare in uno dei suoi rari momenti di pace e armonia con il mondo. Al nostro orecchio moderno suona come la quintessenza della musica classica, ma di fatto all’epoca, nel comporre quella che egli stesso definì sinfonia characteristica, con titoli attribuiti ai vari movimenti e precise indicazioni programmatiche, Beethoven si avventurava in un esperimento innovativo, che metteva a fronte l’attualità della forma-sonata e l'antica finzione arcadica. Sinfonia “di emozioni e non di immagini”, dal motivo iniziale di pochi delicati arpeggi che si ripetono e si dispiegano in molteplici variazioni, ci porta a contatto con un ambiente ancora amichevole e a misura d’uomo, all’allegra danza vorticosa dei contadini, su cui l’improvviso tremolio di bassi e violini addensa la tempesta in arrivo, che esplode con il rimbombo dei timpani. Torna la quiete dopo la tempesta, nella dolcezza degli archi e dei fiati che celebrano il ritorno del bel tempo.

Il maestro Nagano è noto a livello internazionale per la sobrietà e l’eleganza delle sue concertazioni. Nella Pastorale impone a bassi e violoncelli un uso del pizzicato molto maggiore di quanto sia abituale, ma l’effetto è gradevole. L’orchestra sinfonica di Montréal è all’altezza delle aspettative, anche se, negli ultimi dieci minuti dell’esecuzione, ho notato un paio di note sorprendentemente discordanti, probabilmente passate inavvertite all’entusiasta e comprensivo pubblico canadese.

 

Beethoven Pastoral with OSM Stagione 2019-20 della Toronto Symphony Orchestra. Roy Thomson Hall (19febbraio). Musiche di Hector Berlioz, Pascal Dusapin, Ludwig van Beethoven. Direzione: Kent Nagano. Organista emerito: Olivier Latry. Orchestra ospite: Orchestre Symphonique de Montréal.


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