L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Un secolo d'arte e passione

redazione

Lumezzane, città del bresciano nota soprattutto per l'attività industriale, afferma con orgoglio anche la sua vocazione artistica ricordando ogni anno, nell'anniversario della scomparsa, il tenore Giacinto Prandelli, che vi nacque nel 1914. Quest'anno la serata ha visto protagonisti, oltra alla memoria dell'artista, le voci, applauditissime, di Teresa Iervolino, Giorgio Misseri, Benedetta Bagnara e Riccardo Certi.

LUMEZZANE, 14 giugno 2014 – Per il quarto anno consecutivo, il Teatro Comunale Odeon di Lumezzane (BS) ospita una serata speciale, dedicata alla memoria del tenore Giacinto Prandelli, nato nella stessa città nel 1914 e destinato a diventare uno degli artisti più raffinati del suo tempo, ammirato da Toscanini, che lo scelse per inaugurare la Scala ricostruita dopo la guerra, cantò con Callas e Tebaldi, con Giulini, De Sabata e Karajan, con Visconti e Rossellini, condivise il palcoscenico con Vittorio Gassman e Ingrid Bergman, cantò Mozart, Donizetti, Verdi, Puccini, fu prediletto da Cilea, Giordano e Alfano, si dedicò all'opera a lui contemporanea, primo interprete, fra l'altro, del Peter Grimes di Britten in Italia. Nel 2011, a un anno dalla scomparsa, Prandelli fu celebrato con un Galà lirico intercalato da brani pianistici e proiezioni di frammenti d'interviste e registrazioni d'epoca; in seguito si è scelto come filo conduttore della serata la riduzione di un'opera (Madama Butterfly nel 2013, La traviata nel 2013) in cui giovani interpreti si sono trovati a interagire con incisioni della voce dello stesso tenore lumezzanese. Nell'occasione del quarto anniversario della morte e del centenario della nascita, si è deciso di affiancare al concerto vero e proprio uno spazio dedicato alla memoria di Giacinto Prandelli come uomo, del suo rapporto con la terra d'origine e sull'ambiente nel quale il suo talento si è sviluppato e manifestato prima di affermarsi nel mondo. Roberta Pedrotti, direttrice artistica dell'evento [leggi la sua testimonianza], ha salutato il pubblico e ringraziato la precedente amministrazione comunale per il lavoro svolto insieme fino a quel momento, dando quindi il benvenuto al neoeletto sindaco Matteo Zani, che ha così inaugurato ufficialmente il suo mandato e dato inizio alla serata. [youtube https://www.youtube.com/watch?v=wZV6Em0R0kQ] Alcune toccanti e spiritose testimonianze video della signora Anna Maria, moglie del Maestro e presente in sala, sono state incorniciate dagli interventi del giornalista lumezzanese Egidio Bonomi, che conobbe personalmente Prandelli e ha illustrato alcune significative fotografie d'epoca che ritraevano anche il giovanissimo tenore impegnato in gruppi musicali o teatrali, e della stessa Pedrotti, che ha tracciato un ritratto artistico di Giacinto, delineandone brevemente caratteristiche e carriera, e ha introdotto le due parti del concerto vero e proprio. Ha aperto il programma musicale, accompagnato al pianoforte da Kuniko Kumagai, il tenore Giorgio Misseri con la cavatina di Tebaldo dai Capuleti e i Montecchi di Bellini; a lui toccherà poi anche chiudere la scaletta ufficiale con la pirotecnica "Pour mon âme" dalla Fille du régiment. È stata poi la volta di un'altra voce belcantista emergente, Teresa Iervolino, che ha offerto come biglietto da visita "Una voce poco fa" dal Barbiere di Siviglia rossiniano, dipanando poi, nella seconda parte, la seduzione di Dalila con "Mon coeur s'ouvre à ta voix", dall'opera di Saint-Saëns. A cesura fra i due tempi del concerto, il finale del secondo atto di Rigoletto, da "Tutte le feste al tempio" a "Sì vendetta", con il soprano Benedetta Bagnara e il basso baritono Riccardo Certi. Per celebrare l'unica opera che Giacinto Prandelli cantò (con Carlo Tagliabue) nel teatro della sua città, Certi tornerà dopo l'intervallo con "Cortigiani, vil razza dannata", mentre alla Bagnara spetterà l'accorato addio della Wally di Catalani "Ebben ne andrò lontana". Il calore della sala è stato premiato e vieppiù acceso da due fuori programma a quattro voci: Lehàr, con "Tace il labbro", in omaggio alla passione per l'operetta coltivato dall'adolescenza dalla signora Anna Maria Prandelli, e ancora Verdi, con "Bella figlia dell'amore". Un vivo ed emozionato succeso di pubblico hanno coronato la serata, curata nella regia da Sara Poli, che ha supervisionato anche al montaggio dei contributi video. E proprio in video ha fatto la sua comparsa anche la voce di Giacinto Prandelli, con la sua storica "Che gelida manina" accompagnata dallo scorrere toccante di immagini pubbliche e private.


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