L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Sehnsucht e vita di un uomo

di Suzanne Daumman

Werner Güra, con il pianista Christoph Berner, racconta la storia di una vita dall'infanzia all'attesa della morte attraverso i Lieder di Schubert. L'arte straordinaria dell'interprete crea un ponte ideale fra il compositore e la storia dei giovani della Bregenzerwald e di ogni luogo.

SCHWARZENBERG, 15 giugno 2013 -Tempo fa, in tempi di povertà, le famiglie più disagiate della Bregenzerwald erano costrette a inviare uno o più dei loro figli in Svevia. Nelle sue ricche vallate ricche di grano trovavano lavoro e pane. Una mostra nel museo di Schwarzenberg racconta le loro storie. La nostalgia onnipresente nella musica di Schubert sembra ben esprimere la stessa nostalgia di questi piccoli viaggiatori, il loro rimpianto del focolare domestico. Werner Güra non avrà visto questa mostra, e potrebbe essere anche un bene. Il pensiero delle vite e delle storie di queste famiglie avrebbe potuto nuocere al sottile equilibrio del suo recital. Werner Güra non è un cantante che cerca la sicurezza. Accompagnato da Christoph Berner, suo complice pianistico di lunga data, si dona sempre totalmente; le interpretazioni basate sulla pura bellezza del suono non sono affare per lui. Benché dotato d'una voce di tenore calda, avvolgente, egli esprime la sua arte soprattutto nel suo modo d'interpretare il testo. Comprende a fondo ogni parola e vuole realmente dire ciò che canta (va da sé che ciò lo renda uno dei migliori Evangelisti bachiani del nostro tempo). La sobrietà del suo canto ne rende il contenuto testuale e musicale in modo ancor più pregnante. Il suo recital ha un programma tutto dedicato a Schubert ed è costruito seguendo una sorta di biografia umana. Gli artisti iniziano con l'agrodolce Heidenröslein. Werner Güra canta come in punta di piedi, e l'enfasi di alcune parole chiave è ancor più ficcante. Così noi sentiamo il gambo del fiore spezzarsi quando il giovane gli dice « ich breche dich » e sentiamo la puntura della sua spina quando questi risponde « ich steche dich », e ancora sentiamo il rimpianto universale per la fine della storia. Da qui gli artisti ci accompagnano attraverso un mondo d'emozioni legate all'infanzia, in Schlummerlied e Wiegenlied. C'è della tenerezza verso il riposo degli innocenti, e la nostalgia di questo tempo d'innocenza. Un altro tipo di tenerezza si risveglia in Geheimes, in cui un giovane amante è in attesa di un appuntamento segreto con la sua amata. L'ardore si fa più profondo con Ganymed e l'amore galoppante di Auf der Bruck. Quindi una sirena seduce un pescatore. Se Goethe avesse potuto sentire il mormorio delle acque che Christophe Berner dipinge al piano, e il mondo fresco e profondo che descrive Werner Güra, forse sarebbe stato sedotto anch'egli dalla musica di Franz Schubert. In Dass sie hier gewesen, su testo di Rückert, l'eco d'un soffio esprime rammarico, amorei morenti, nostalgie indicibili. Semplicemente un respiro, un suono, è finito...Così è la vita. Amori, addii e benvenuti, la gioia un po' "macho" di un marinaio nella tempesta - in effetti è una vita maschile che stiamo osservando qui. Poco importa, è così ben descritta, da poeti, compositori e interpreti, che il femminismo una volta tanto non ha voce in capitolo! Dopo l'introduzione, giungiamo agli anni della maturità, della nostalgia, dello sguardo retrospettivo. È qui che Werner Güra regna incontrastato: pianissimo da pelle d'oca, linee di legato da mozzare il fiato, e tutto ciò non è una gratuita attrazione per turisti, ma serve a sottolineare le parole dei poeti. In Der Einsame intendiamo perfino il suono del silenzio della casa dell'uomo solitario, interrotto solo dal canto dei grilli (notiamo per inciso che in tedesco (come anche in italiano, almeno negli usi desueti) Grille significa sia capriccio sia, appunto, grillo. Christoph Berner dona loro vita al piano, così come fa cadere la neve sulla Winterabend, quella sera invernale in cui l'uomo solo in compagnia della luna riflette sulla sua vita e i suoi amori. Non resta molto altro da dire. La piccola dolce romanza di Rosamunde, che parla d'un amore impossibile in vita e realizzato nella morte è un in più. E quando, in Nachtstück, la morte incombe infine sull'anziano uomo, è necessario un lungo momento di silenzio al pubblico scosso, esploso poi in un applauso liberatorio. Come fanciulli esausti dopo una lunga serata di racconti, tuttavia noi chiediamo un bis. Gli artisti ci propongono allora subito Wanderers Nachtlied II, D 768 (ma perché non lo hanno anche inciso?) e quindi An den Mond. Scelta perfetta per invitare al riposo un pubblico esausto. Un recital di Werner Güra non è semplicemente un bel momento musicale, è un'esperienza completa a sé. Il pensiero dei giovani che lasciano la loro casa per cercare fortuna altrove mi tormenta sempre. Lavoratori nei campi, pastori, certo, la maggior parte, ma non è stato anche Franz Schubert a lasciare la sua famiglia, come lo stesso Werner Güra per cominciare la sua vita di musicista? Sì, la nostalgia di Schubert, in definitiva, abita questa storia.


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