L’ape musicale

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Joyce, o della perfezione

di Gustavo Gabriel Otero

Autentica diva, meritatamente nell'Olimpo mezzosopranile contemporaneo, Joyce DiDonato incanta il pubblico argentino con un recital che spazia dal barocco a Bellini, dall'amato Rossini alla riscoperta di Francesco Santoliquido (1883-1917).

[leggi anche l'intervista a Joyce DiDonato]

BUENOS AIRES 18 agosto 2014 - Lunedì 18 agosto Joyce DiDonato vestita come una diva dalla Maison Vivienne Westwood Couture Collection si è presentata al Colón di Buenos Aires, nell'ambito del suo tour sudamericano che include anche tappe a Santiago del Cile, Montevideo, San Paolo e Río de Janeiro, con un  raffinato recital che ha elettrizzato il pubblico. nel corso della serata DiDonato ha ribadito le sue virtù vocali, la sua comunicativa, la sua immacolata emissione. Al suo fianco brillava l'accompagnamento perfetto di David Zobel.

La serata ha avuto inizio con la cantata Arianna a Naxos di Haydn, dipanata con perfezione e intensità. Due figure regali si sono poi alternate nella voce di DiDonato: Cleopatra, nelle versioni di Hasse e di Händel, con colorature, agilità e chiaroscuri impeccabili e Ariodante sempre di Händel con il giusto equilibrio di virtuosismi trionfanti e lirismo nella sezione centrale.

Nella seconda parte - dopo un cambio d'abito - si è accostata con stile immacolato al fascino melodico di Bellini nella giovanile Adelson e Salvini, per sorprendere poi con due ariette rossiniane di stile assai differente - Beltà crudele e La danza - e far conoscere il compositore italiano Francesco Santoliquido (1883-1917) che con i suoi Canti della sera assortisce una sorta di bouquet di romanze da camera con un tocco verista e di una buona versione italianizzata dell'impressionismo francese.

Il programma è stato coronato da un delirio di colorature nella scena finale della Cenerentola rossiniana, in cui Didonato ha ben dimostrato perché occupa a ragione un posto d'onore fra i più grandi mezzosoprani di oggi. Dopo l'ovazione, seguivano "Riedi al soglio" dalla Zelmira sempre di Rossini e "Nana" dalle Siete canciones populares españolas di Manuel de Falla. Una conclusione perfetta.

 


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