L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Matinée Classica

di Luis Gutierrez

Con Ivor Bolton, Rolando Villazon e l'Orchestra del Mozarteum, la domenica mattina a Salisburgo regala un momento di pura arte, resa con intelligenza, sensibilità e comunicativa. Programma tutto mozartiano con un paio di divagazioni dalle due Iphigénie di Gluck, a dimostrazione dell'affinità elettiva fra il tenore messicano e il repertorio classico.

SALISBURGO 24 agosto 2014 - Una delle serie di concerti dalla più consolidata tradizione al Festival de Salisburgo sono le Matinées in cui presentano artisti d'alto livello nell'accogliente sala principale del Mozarteum. All'ultima fra quelle del Festival 2014 hanno preso parte Rolando Villazón e l'Orchestra del Mozarteum con sul podio Ivor Bolton, il direttore principale del complesso. Il concerto era incorniciato da opere in Sol minore, la Sinfonia numero 39 di Joseph Haydn e la numero 25 di Mozart, la piccola in Sol minore, per quanto la sua intensità e la sua passione sono tutto meno che piccole (può darsi che qualcuno non lo sappia, ma per me la Grande in Sol maggiore non è altra che la numero 40). C'era un terzo numero strumentale, non astratto, ovvero l'Ouverture dell'Iphigénie en Aulide, di Gluck, probabilmente l'ouverture più votata all'ideale riformista fra quelle del compositore boemo.

Rolando Villazón a sua volta si è preso carico di tre arie, “Unis de la plus tendre enfance” cantata da Pylades in Iphigénie en Tauride, resa con l'ardore e la tenerezza che testo e partitura esigono, e due cosiddette arie da concerto: il rondò per tenore e orchestra “Per pietà, non ricercate” KV 420, che Mozart compose nel 1783 per Valentin Adamberger e che pare scritta per la sua voce, come conferma anche il recente debutto Die Entführung aus dem Serail a Baden Baden nei panni di Belmonte, ruolo in origine interpretato proprio da Adamberger; ha poi cantato il recitativo e l'aria per tenore e orchestra “Or che il dover... Tali e cotanti sono” KV 36, composti nel 1766 per l'incoronazione di Siegmund von Schrattenbach ad arcivescovo di Salisburgo (Colloredo gli sarebbe succeduto alla sua morte).

Come ultimo omaggio ha offerto la sua versione esilarante e peculiare dell'aria “Con ossequio, con rispetto” KV 210, composta 1775. Devo dire che Villazón si trova proprio nel suo elemento nel periodo classico, Florestan escluso, e che il suo carisma e la sua comunicativa con il pubblico, uniti alla qualità delle sue interpretazioni, lo rendono uno degli artisti più amati. Iniziare una domenica a Salisburgo assistendo a una di queste Matinées è presagio di una incantevole domenica.

foto Monika Hoefler (Villazon), Sibylle Zettler (Orchestra del Mozarteum), Ben Wright (Bolton)


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