L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Indice articoli

 

Struttura e soggetto

Parigi 1835

Atto I

Gli operai dell'Arsenale discutono delle scritte offensive verso il Doge e sua moglie comparse a Rialto, rinnovano il loro appoggio a Faliero ricodandone con il loro capo e veterano Israele Bertucci le glorie militari. Sopraggiunge il nobile Steno, pretendendo che la gondola che ha ordinato abbia la precedenza sui lavori per la flotta della Repubblica e schiaffeggia Israele, il quale giura che l'arroganza dei nobili sarà punita.

Nel palazzo del Doge, suo nipote Fernando ha deciso di lasciare la patria per sfuggire all'amore impossibile che nutre per Elena, la giovane moglie dello zio. Questa lo raggiunge e in uno struggente addio gli consegna una sciarpa come pegno d'amore. Quindi Israele chiede udienza al Doge, lamenta l'affronto subito e gli propone di unirsi in una congiura contro lo strapotere dei patrizi, che hanno protetto perfino gli autori degli insulti al Doge.

Nel palazzo del nobile Leoni Israele incontra nuovamente Faliero e lo informa sui principali aderenti alla congiura chiedendogli ancora di unirsi a loro. Steno, mascherato, insidia la dogaressa Elena e viene sfidato a duello da Fernando.

Atto II

Campo dei SS. Giovanni e Paolo. Fernando è colto da presagi di morte, volge il pensiero all'amata e si prepara a vendicarne l'onore uccidendo Steno. A poca distanza il Doge incontra i congiurati ma il dialogo è interrotto da delle grida: Fernando è ferito a morte, con gli ultimi respiri indica in Steno l'uccisore e chiede che la sciarpa che stringe in mano copra il suo volto nella tomba. Furioso, Faliero impugna la spada e si pone a capo dei congiurati per vendicare il nipote.

Atto III

Nel palazzo del Doge, Faliero informa Elena della morte di Fernando. Nello stesso momento la congiura è scoperta e le guardie giungono per arrestarlo. Elena si dispera.

Nella sala del Maggior Consiglio, i congiurati popolani vengono condannati a morte. Israele reagsce con orgoglio e lancia una dura invettiva contro il governo, proclamando che il loro martirio darà d'esempio per chi li seguirà. Viene quindi annunciata la condanna di Faliero. Questi ha un ultimo colloquio con la moglie e il suo turbamento nel vedere la sciarpa che Fernando ha consegnato a Faliero fa comprendere al Doge il sentimento fra i due. Decide però di perdonare Elena e, riconciliatosi, si reca al patibolo mentre la donna ascolta attonita le parole del confessore e poi l'annuncio dell'avvenuta esecuzione.

 
 

Napoli 1834 (mai rappresentata, confluita in Parigi 1835)

Atto I

Nel palazzo del Doge, Israele Bertucci e gli operai dell'Arsenale chiedono di conferire con il Doge per chiedere giustizia di un'offesa subita dal patrizio Steno. Fernando, nipote di Faliero, ha deciso di lasciare la patria per sfuggire all'amore impossibile che nutre per Elena, la giovane moglie dello zio. Questa si tormenta all'idea e, raggiunta dall'amato  in uno struggente addio gli consegna una sciarpa come pegno d'amore. Quindi Israele lamenta con il Doge l'affronto subito e gli propone di unirsi in una congiura contro lo strapotere dei patrizi, presentandogli i popolani che lo sostengono. Faliero accetta.

Atto II

Nel palazzo del nobile Leoni, Steno dichiara il suo folle amore per la dogaressa Elena [aria probabilmente mai musicata da Donizetti] Israele incontra nuovamente Faliero e lo informa sui principali aderenti alla congiura. Steno, mascherato, insidia la dogaressa Elena e viene sfidato a duello da Fernando.

Campo dei SS. Giovanni e Paolo. Il Doge incontra i congiurati ma il dialogo è interrotto da delle grida: Fernando è ferito a morte, con gli ultimi respiri indica in Steno l'uccisore e chiede che la sciarpa che stringe in mano copra il suo volto nella tomba. Furioso, Faliero impugna la spada e si pone a capo dei congiurati per vendicare il nipote.

Atto III

Nel palazzo del Doge, Faliero informa Elena della morte di Fernando. Nello stesso momento la congiura è scoperta e le guardie giungono per arrestarlo. Elena si dispera.

Nella sala del Maggior Consiglio, i congiurati popolani vengono condannati a morte. Israele reagsce con orgoglio e lancia una dura invettiva contro il governo. Viene quindi annunciata la condanna di Faliero. Questi si ritira in preghiera, quindi ha un ultimo colloquio con la moglie e il suo turbamento nel vedere la sciarpa che Fernando ha consegnato a Faliero fa comprendere al Doge il sentimento fra i due. Decide però di perdonare Elena e, riconciliatosi, si reca al patibolo mentre la donna ascolta attonita tumulti a difesa di Faliero e poi l'annuncio dell'avvenuta esecuzione.

 

 

Schema dell'opera nella versione parigina

Atto I

Preludio

N. 1 Introduzione. Coro, Israele

(Coro, Israele, Steno)

«Issa, issa, issa là», «Zara, Zara, Zara infida», «Era anch’io di quella schiera»

N. 2 Recitativo e Cavatina Fernando

(Fernando)

«No, no, d’abbandonarla»; «Di mia patria bel soggiorno»

N. 3 Duetto. Fernando ed Elena

(Fernando, Elena, Faliero)

«Tu non sai la nave è presta»

N. 4 Duetto. Faliero, Israele

(Faliero, Israele)

«Se pur giungi a trucidarlo»

Recitativo dopo il Duetto di Faliero e Israele

(Leoni, Steno)

«Le rose di Bisanzio»

N. 5 Coro

«Vieni, o dell’Adria»

(Coro, Faliero, Elena, Fernando)

Arrivano il doge, Elena e Fernando. La festa ha inizio.

Recitativo dopo il Coro. Faliero, Israele

(Faliero, Israele)

«Siam soli. Attento veglia…»

N. 6 Finale I

(Faliero, Elena, Fernando, Israele, Steno, Leoni, coro)

«O superbo Faliero, a chi t’inchini»; «Tu il vedesti?»; «Invitato all’empia

festa»; «Eccolo è desso»; «Al mio brando or è fidata»

Atto II

N. 7 Coro e Barcarola

(Coro, gondoliere)

«Siamo i figli della notte»; «Or che in ciel alta è la notte»

N. 8 Scena e Aria Fernando

(Fernando, Pietro, Strozzi, Beltrame)

«Notte d’orrore!»; «Io ti veggio, or vegli e tremi»

N. 9 Finale II

(Faliero, Strozzi, Israele, Beltrame, Pietro, coro)

«Finì la festa di Leoni?»; «Bello ardir di congiurati»; «Dunque all’opra»;

«Notte atroce, notte orrenda»

Atto III

N. 10 Coro di Damigelle

(Coro, Irene)

«La notte inoltrasi»

Recitativo dopo il Coro di Damigelle

(Elena, Faliero, Leoni)

«Ma già si desta»

N. 11 Aria Elena

(Elena)

«Tutto or morte, o Dio! M’invola»; «Dio clemente ah mi perdona»

N. 12 Coro e Aria Israele

(Israele, Leoni, Faliero, coro)

«Lode al gran Dio»; «Noi vili?»

Recitativo dopo l’Aria di Israele

(Leoni)

«Faliero or Doge di Venezia»

N. 13 Scena e Duetto Elena Faliero

(Faliero, Elena)

«Faliero. Oh di mie pene»; «Di vergogna… avvampo ed ardo»; «Santa voce, al cor mi suona»

Schema dell'opera nella versione napoletana

Atto I

Appartamenti del Doge

n.1 Preludio e Introduzione

Coro «Chiediam del Doge – Il passo» Cantabile «Piango, è ver, ma fia punito» Israele e pertichino Cabaletta «Trema, o Steno, scellerato» Israele e Tutti

Recitativo «Ed il Doge che pensa?»

n.2 Cavatina di Fernando

Scena «No, no, di abbandonarla» Cantabile «Di Venegia, o bel soggiorno» Cabaletta «In terra straniera»

Recitativo «Ma giunge alcun?.. È dessa!»

n.3 Cavatina di Elena (con Fernando pertichino)

Scena «Va, fida Irene» Tempo d’attacco «Dì che parta, e che funesta» Cantabile «Parti, o caro, e forse altrove / Partirò, crudel, ma dove» Cabaletta «Ah! se dobbiam noi piangere»

Recitativo «Il Doge! – Parti! – Oh ciel! – Se ancor qui resti…»

n.4 Finale I: Duetto Faliero-Israele e Coro

Tempo d’attacco «Se pur giungi atrucidarlo» Larghetto «Odio, sdegno, vi sento, vi ascolto» Tempo di mezzo «Su, risolvi: il tempo vola» Cabaletta «Mira qui tremendi, immoti»

Atto II

Palazzo di Leoni

Recitativo «Di rose di Bisanzio»

n.5 Aria di Steno [mai musicata anche perché avrebbe richiesto un ulteriore interprete di rilievo nella compagnia]

Cantabile «Non sei sola, o larva amata» Cabaletta «Da me lontani»

n.6 Coro

«Vieni, o regina»

Recitativo «Siam soli. – Attento veglia… – Occhi non avvi»

n.7 Quartetto Faliero-Elena-Israele-Fernando con Cori

Scena «O superbo Faliero, a chi t’inchini» Larghetto «Dimmi, incauta, e parla il vero» «Tu il vedesti? – Io, con questi occhi…» Largo «Invitato all’empia festa» Seguito «M’affida la giustizia» Stretta «Al ballo vadasi»

Piazza di San Giovanni e Paolo

n.8 Coro e Barcarola

Coro «Siamo i figli dellanotte» Barcarola «Or che in cielo alta è la notte» Recitativo «Finì la festa di Leoni? – È a mezzo»

n.9 Finale II: Aria di Faliero con pertichini e Coro

Cantabile «Bello ardir d’un congiurato» Tempo di mezzo «Dunque all’opra. – Un’alba ancora» «Là trafitto nel sangue ravvolto» Cabaletta «Notte atroce, notte orrenda»

 Atto III

Appartamenti del Doge

n.10 Coro e Irene

«La notte inoltrasi»

n.11 Scena e aria di Elena con pertichino e Cori

Scena«Ma già si desta…-Ah!-Quale spavento?» Tempo d'attacco «Tutto or morte, o Dio! m’invola» Cantabile «Dio clemente, ah! mi perdona» Tempo di mezzo «Deh, ti placa, o sventurata» Cabaletta «Fernando, mio bene»

Sala del Consiglio

n.12 Coro e Aria di Israele con pertichini

Coro «Il traditor Faliero» Cantabile «Odo il suon di chi sprezza i perigli» Larghetto «Siamo vili, e fummo prodi» Tempo di mezzo «Marco, Arrigo, o mio Giovanni» Cabaletta «Morendo noi fuggiamo»

Recitativo «Perché, Doge (che tal sei fin che ’l serto»

n.13 Preghiera di Faliero

«Gran Dio, che in tua virtù»

Recitativo «Elena mia! – Faliero! Oh! di mia pena»

n.14 Finale III: Duetto Elena-Faliero

Tempo d’attacco «Di vergogna avvampo, ed ardo» Cantabile «Santa voce, al cor mi suona» Cabaletta «Or qui vieni a confondere»

Finale «Degli afflitti sostegno primiero»


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