L’Ape musicale  

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Chiediamolo ai bambini

di Fernando Peregrín Gutierrez

Marlén e Olmo Valiente Peregrín parlano con il nonno, Fernando Peregrín Gutierrez, della Petita flauta màgica data al Gran Teatre del Liceu de Barcelona nel dicembre 2020.

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Molti grandi teatri d'opera internazionali lanciano progetti per attirare nuovo pubblico tra bambini e giovani. A tal fine, vengono spesso creati comitati di esperti che raramente includono specialisti in pedagogia musicale per bambini e adolescenti. Cosa più frequente è formare queste commissioni con compositori, cantanti, direttori d'orchestra, organizzatori di eventi culturali e altri specialisti più o meno legati al teatro lirico. Vengono addirittura utilizzati nuovi profili di comunicatori, come gli youtuber dedicati alla diffusione dell'opera su Internet e altri interessati a pubblicizzare l’opera sui social network.

Tutti questi comitati hanno in comune il fatto di essere formati da adulti che pensano, sicuramente in buona fede, di sapere cosa è conveniente per un bambino o un giovane per essere attratto dalle rappresentazioni liriche e diventare così un futuro spettatore abituale del teatro lirico.

I risultati di questi approcci e la loro esecuzione sul palcoscenico sono molto variabili e non è facile realizzare spettacoli che possano coinvolgere tutti i bambini e tutti i giovani. Ogni bambino e ogni giovane sarà sedotto da una delle tante sfaccettature delle rappresentazioni liriche e, quindi, non ci sarà un modo unico per raggiungere il fine proposto. Ma ci sono dei limiti che non devono essere superati per accontentare i giovani spettatori a tutti i costi. Così, ad esempio, l'opera, con tutte le sue convenzioni e caratteristiche, non deve essere confusa con altri generi teatrali o musicali per cercare somiglianze con ciò che le nuove generazioni possono vedere abitualmente su televisori, cinema e schermi di computer, cellulari e console per videogiochi.

Ma, per me la cosa, più importante e semplice sarebbe chiedere a bambini e ragazzi con una certa esperienza di grandi opere del repertorio lirico adattate per un pubblico giovane cosa vogliano vedere e ascoltare in uno spettacolo d'opera pensato per loro.

Ed è quello che ho cercato di fare in questa conversazione con i miei nipoti Marlén (11 anni) e Olmo (13 anni) dopo aver assistito insieme a una produzione di Die Zauberflöte di Mozart - intitolata La petita flauta màgica - per bambini al Gran Teatre del Liceu di Barcellona.

Nonno: Prima di iniziare, penso che dovresti raccontare qualcosa delle vostre esperienze con gli adattamenti di opere per bambini e cosa sapete del Flauto magico di Mozart.

Marlén: Personalmente mi sono piaciuti tutti [Nota del nonno: La cenerentola per i bambini alla Scala, El joven barbero de Sevilla al Liceu, La Flûte enchanatée pour enfants a Grenoble], perché hanno delle storie che vengono raccontate cantando e con i cambiamenti di scena. La Petita Flauta Màgica invece non l’ho capito. Sebbene fosse una versione per bambini, l'ho trovata troppo infantile, anche se alcune scene erano più serie e divertenti.

Olmo: Anche se era una versione adattata per bambini, era troppo infantile e l'altro adattamento del Flauto magico per bambini a Grenoble era molto più divertente e piacevole. E quello che abbiamo visto a Dubai per adulti è piaciuto molto anche a me e mi sono divertito moltissimo.

Nonno: Cosa ne pensi del pubblico che hai visto al Liceu? Erano troppo giovani per imparare a vedere l'opera? Pensi che dovrebbe esserci una pausa nel mezzo dello spettacolo, dal momento che un'ora e mezza continua è troppo lunga per i bambini piccoli?

Marlén: Alla fine tutti i bambini erano tra le braccia dei loro genitori. Mi sembrava che i bambini fossero annoiati o spaventati. L'opera era molto lunga per loro, quindi si sono fatti cullare. Penso che sarebbe stato più facile per loro se ci fosse stata un intervallo.

Olmo: Pensavo esattamente come Marlén, l'opera è diventata molto lunga e non c'erano pause quando più della metà del pubblico erano minorenni, per non dire che avevano meno di 8 o 10 anni, e così è diventato ancora più noioso per la maggior parte delle persone nella sala.

Nonno: Cosa ne pensi dell'adattamento?

Marlén: Penso che l'opera fosse troppo infantile. A me, che ho quasi 11 anni, è sembrato noioso e semplice. I cambiamenti di scena non erano chiaramente visibili, né la differenza fra personaggi buoni e cattivi. I personaggi sembravano troppo ingenui.

Olmo: L'adattamento era troppo infantile e il buono e il cattivo non erano ben distinti (anche a un certo punto Sarastro era il cattivo e laRegina della notte era quella buona) e per completare il tutto si aggiungeva la povera performance dei partecipanti a quest'opera (tranne Papageno che non era affatto male). [Nota del nonno: lo spettacolo era effettivamente intitolato Le avventure di Papageno]

Nonno: Cosa pensi del fatto che non ci fosse un'orchestra ma solo due strumentisti che suonavano su un lato della scena? E che non c'erano cori, che sono così belli nel Flauto magico?

Marlén: Vedere che non c'erano orchestra o coro mi ha reso triste. Anche se alla fine i musicisti hanno suonato bene, nonostante fossero solo due, con quattro strumenti (celesta, pianoforte a coda, flauto traverso e un foglio di metallo). Le scene erano troppo semplici e la magia della storia si è persa. Le proiezioni non erano male, ma troppo ridotte.

Olmo: Non c'erano né orchestra né coro anche se i musicisti suonavano bene. La musica era piuttosto bassa e ad un certo punto durante l'opera c'è un coro che deve cantare il nome di Sarastro e anche quello mancava. La scenografia era proprio deprimente poiché c'erano solo un paio casette per uccelli finti e un albero da cui, se Papageno si fosse appeso, avrebbe continuato a toccare il suolo e in più l'albero era di plastica.

Nonno: Che ne pensate che ci fossero così pochi cantanti? Che lo stesso soprano abbia cantato Le tre dame della Regina della notte, della stessa Regina della notte e Papagena, hai pensato che fosse accettabile o forse qualcosa di povero? Cosa ne pensi dell'assenza dei Tre fanciulli" che dovrebbero aiutare Pamina e Papageno e che non sono usciti?

Marlén: Non mi è piaciuto il fatto che la Regina della Notte cantasse anche Papagena perché le immaginavo con voci diverse. L'opera originale ha una ventina di cantanti e rimuovendo quei cantanti l'opera risultava povera e troppo semplice. Mi mancavano i Tre fanciulli.

Olmo: Prima di tutto non c'erano più di dieci persone che hanno partecipato allo spettacolo (contando i due musicisti) e ho l'idea che mancasse un budget, dal momento che diversi interpreti hanno ricoperto vari ruoli. Ma la mancanza di denaro è comprensibile poiché il mondo intero sta attraversando una crisi economica e sanitaria.

Nonno: Adesso è il momento di dire la vostra impressione sui cantanti. In quest'ordine: Pamina, Papageno, Tamino, Monostatos, Sarastro e la Regina della Notte, che interpretava anche Papagena. Ti è piaciuta di più come Papagena o come Regina della Notte?

Marlén: Papageno mi è sembrato il migliore di tutti perché si adatta perfettamente al ruolo, era divertente, aveva potenza nella sua voce da baritono ed ha recitato bene. Poi Pamina, che aveva una voce morbida e melodiosa. Monostatos sarebbe prossimo della classifica, un tenore con un tocco di umorismo. Tamino e Sarastro sembravano noiosi, senza fascino e Sarastro senza mistero e grandezza. Mancava la prima aria della Regina della notte.

Olmo: Prima di tutto parlerò di Pamina: penso che cantasse bene e recitasse male, quindi è un 7/10. Poi Papageno, che è l'unico che ha fatto tutto bene perché aveva una buona voce e la sua interpretazione si adattava perfettamente allo stile dell'opera (anche se non mi piaceva, perché era molto infantile). Ma di tanto in tanto ha esagerato un po' i gesti, quindi gli do, come a Pamina, un 7/10. Ora Tamino: era un personaggio anodino visto che non si distingueva in niente, non si comportava né bene né male e per me era piuttosto blando, per questo gli do 5/10, ma per poco. Monostatos è un personaggio secondario poiché non ha molto risalto e in questa performance la sua pelle è blu e anche se si dice che sia nero; insomma un 4/10 perché non mi piaceva la sua voce né il suo modo di recitare. Sarastro era quasi invisibile e non aveva voce autorevole né imponente, per me era il peggiore di tutti, quindi gli do un 3/10 per essere apparso nell'opera un paio di volte, altrimenti sarebbe uno 0. Infine, la Regina della notte mi ha fatto un'impressione piuttosto brutta, ma non al livello di Sarastro anche se in nessun momento sembra crudele o cattiva, quindi le do un 4/10.

Nonno: Cosa pensi del fatto che abbiano cantato in catalano e non nell'originale tedesco? Preferisci come suonano le arie, le cori e gli ensemble in tedesco e perché? La Regina della notte suona tanto minacciosa e crudele nei confronti di sua figlia in catalano quanto in tedesco?

Marlén: Il tedesco è una lingua aggressiva e potente quando si cantano brani severi e il catalano è una lingua che non suona così forte. Alcuni momenti mancavano di forza quando si cantava. La Regina della notte quando canta "Der Hölle Rache" deve avere una voce minacciosa e il cantalano non è la lingua che si adatta a quest'opera.

Olmo: Questo mi sembra l'errore più grave dell'intera rappresentazione, ma si capisce perché è una versione fatta per i bambini in Catalogna. Il mio consiglio è che per la prossima volta facciano i dialoghi in catalano, ma il canto in tedesco poiché ad esempio la Regina della notte suona più cattiva e crudele in tedesco che in catalano.

Nonno: Dicci in poche parole la tua impressione finale e se ti è piaciuta o no. Soprattutto se ti sei divertito o no.

Marlén: Non è che non mi sia piaciuto per niente, solo che ha molti difetti da migliorare, anche se per il resto mi è piaciuto qualcosa, gli darei un 6 su 10.

Olmo: L'ho trovato noioso e non mi è piaciuto affatto. In sintesi, gli darei al massimo un 5/10.


 

 

 
 
 

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