L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

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Un centro studi per il Carestini

 di Roberta Pedrotti

 

Debutta con una tavola rotonda l'attività musicologica del neonato Centro studi Giovanni Carestini di Filottrano.

Filottrano, 12 luglio 2015 - Fra i vari concerti in cartellone, una tavola rotonda musicologica afferma la volontà del festival Sulle orme del Cusanino di affermarsi non solo come una rassegna di concerti e spettacoli [leggi], ma come una solida realtà di ricerca e approfondimento. Un prototipo, una sorta di agile numero zero articolato fra conferenze di diverso stampo, tutte incentrate sul tema portante dei castrati e del territorio marchigiano; non tutti studi inediti, ma spesso ricchi di interessanti osservazioni, di contenuti che val sempre la pena di ribadire e approfondire.

Ha aperto i lavori, coordinati dal m° Andrea Coen [video intervista], un'articolata relazione di Giuseppe Gullo, che ha esposto un efficace sunto dei suoi studi sui castrati da un punto di vista medico (Gullo è primario di oncologia a Dublino)[video]. Un'ottima occasione per ribadire una serie di evidenze scientifiche che sfuggono sovente alla vulgata e permettono di gettare, invece, nuova luce sulla musica del XVII e XVIII secolo, su vocalità ed estetica. I dati deducibili dalle moderne conoscenze di endocrinologia trovano conferma sia nell'iconografia e nei documenti d'epoca, sia nei recenti studi sulle spoglie del Farinelli, riesumate a Bologna nove anni fa in un dibattito aureolato anche di critiche e pretese di gratuità e macabro feticismo. Critiche che i fatti ribadiscono non fondate dal punto di vista dell'utilità della ricerca: legittimo, infatti, nutrire scrupoli morali su ogni riesumazione, ma invero superficiale e semplicistico sminuire la portata dei possibili risultati delle analisi, come il caso Farinelli ha confermato.

Dopo Gullo, Gabriele Moroni, del Conservatorio di Pesaro, ha ribadito come il divieto assoluto all'esibizione delle donne nei territori pontifici sia una leggenda. O, meglio, una proibizione assai volatile (l'editto di Sisto V del 1588 parla di interdire l'accesso al teatro a donne, maschere e vari travestimenti, ma resta l'ambiguità se si tratti di un divieto relativo al pubblico o anche agli interpreti), che di fatto fu applicata a intermittenza nel puzzle di diocesi e distretti amministrativi dei territori pontifici nel rispetto pratico delle consuetudini locali. La possibilità di reperire dati certi circa l'attività della miriade di teatri spazi fra Marche e Romagna ha aperto, al termine dell'intervento, un piccolo dibattito fra Moroni e Gilberto Piccinini, già professore di Storia contemporanea all'Università di Urbino, sul tipo di fonti cui rivolgersi per la ricerca.

Piccinini ha poi riaperto i lavori nel pomeriggio con una minuziosissima disanima sulla storia culturale delle Marche all'epoca dei castrati. Quindi è stata la volta di Romano Vettori, che ha illustrato storia e caratteristiche della Regia Accademia Filarmonica di Bologna in relazione soprattutto agli interpreti, ai cantanti e ai castrati che ne fecero parte [video]. Uno spaccato davvero suggestivo su un momento fondamentale della storia della musica europea, di cui l'istituzione bolognese fu un centro pulsante, a lungo tappa obbligata per ogni musicista che volesse dirsi veramente tale.

In chiusura, Aris Christofellis ha conversato con Andrea Coen della sua esperienza di riscoperta del repertorio per castrato e della sua ricerca personale sulla vocalità [il VIDEO]

Non resta ora, dopo questa prima esperienza, di attendere i frutti e gli sviluppi dell'attività musicologica che si è seminata a Filottrano, sia nella ricerca, sia nella formazione di giovani artisti.


 

 

 
 
 

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