L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Indice articoli

La costruzione di un’estetica musicale nella Francia dell’età dei Lumi

  di Giada Maria Zanzi

PREMESSA

Affermava Democrito: «L’uomo è un piccolo mondo». L’essere umano è una creatura estremamente complessa, dotata di una mente che abita un corpo e attraverso questo entra in relazione con l’universo circostante. Le percezioni fisiche permettono all’uomo di entrare in contatto con la natura, inducendolo a riflettere su se stesso in qualità di abitante del mondo, parte di un tutto; la natura stimola, dunque, il nostro lato razionale, ma il cuore che pulsa nel petto non sempre è concorde con quest’ultimo.

La sensibilità si colora di passioni e affetti, che rendono unici gli individui, mentre ciò che li accomuna è il bisogno di stare bene, essere felici. La felicità è come una gemma; è un bene tanto prezioso quanto raro e fragile, eppure esistono uomini che riescono a catturare aspetti meravigliosi della natura, incastonandoli nell’arte e porgendoci un bellissimo gioiello.

Ecco emergere una tematica fondamentale, il bello artistico, che non sempre accorda i giudizi della mente e del cuore di chi lo osserva: nella Francia settecentesca, pensatori illuminati cercarono la chiave per armonizzare il giudizio oggettivo del raziocinio con quello dettato dal nostro lato passionale ed essere quindi lieti e appagati.

Accanto al tentativo di costruire una coscienza intera, armoniosa, priva di conflitti, si cercò di capire se era possibile giungere a giudizi universalmente condivisi. Ci si accorse che non solo in un unico individuo potevano coesistere giudizi contrastanti, ma che i gusti di ognuno erano irrimediabilmente diversi. Chi aveva ragione e chi torto? Quali opinioni erano giuste? Il merito degli autori che incontreremo nelle prossime pagine è di aver compreso quanto la varietà arricchisca: l’uomo non è un essere scisso in senso negativo e non è in antitesi con gli altri, è piuttosto paragonabile a uno strumento musicale ricco di armonici. Le persone sono poliedriche e diverse fra loro, proprio come gli strumenti. Rendendoci conto di ciò e accogliendo la ricchezza che è data dalle diversità, udremo l’umanità suonare come un’immensa e melodiosa orchestra.

Nell’età dei Lumi, in Francia, la musica, rispetto alle altre arti, assume un’importanza legata alla riscoperta del suo potenziale intrinseco, che le consente di toccare le corde più intime dell’interiorità umana. Non è più solo una mera scienza dei suoni, è la voce della soggettività e, in quanto tale, colpisce l’attenzione di diversi intellettuali. Uomini raffinati si riuniscono in salotti, talvolta presso le abitazioni di donne illuminate, o in teatri, ascoltano buona musica e ne discutono. Però non si interrogano su quest’arte come farebbe un professionista, non sono interessati alle strutture, alla teoria: discorrono sugli effetti che l’ascolto ha avuto su di loro.

Le riflessioni sul bello musicale escono dai salotti per educare il pubblico attraverso scritti di vario genere che costituiscono un’alterità rispetto al secolare trattato. Il fine di codesti scritti è raffinare il pubblico, creare dei lettori-uditori capaci di esprimere i moti interiori che una melodia suscita in loro. Non esistono più solo i trattatisti e i maestri: oltre agli esecutori c’è chi fruisce delle arti, amatori che, sebbene non dotati di precise nozioni tecniche, si commuovono sulle note di una struggente sinfonia o gioiscono insieme al brioso personaggio di un’opera buffa e desiderano condividere le loro vere e proprie esperienze estetiche.

Nonostante il termine “estetica musicale” compaia sporadicamente, è tale disciplina che si sta formando: un nuovo ceto sociale sta nascendo e cerca un modo per affermarsi, distaccandosi da ciò che lo ha preceduto, riscoprendo però quella finezza cortese identificata nell'ideale femminile.

Indice

IL DISCORSO MUSICALE NEL XVIII SECOLO

La tematizzazione del soggetto

Un pubblico raffinato

La ricerca di principi ordinatori: il sistema delle belle arti e la questione del gusto

Nuovi generi letterari

CHABANON E LA SUA OPERA DE LA MUSIQUE

Introduzione al testo

Melodia e soggettività

La musica è un'arte imitativa?

BIBLIOGRAFIA


 

 

 
 
 

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