L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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Atto II

31: Ascolta Sebbene la tradizione operistica ceca abbondi di viaggi all’inferno o comunque di riferimenti diabolici tra Il diavolo e Caterina di Antonín Dvořák e Il muro del diavolo di Bedřich Smetana (da cui Weimberger mutua solamente l’uso di ballabili), il riferimento per questo inizio di secondo atto all’inferno sembra essere più il primo dei due Viaggi di Mr. Brouček di Janáček tenuti a battesimo sei anni prima dallo stesso direttore di Švanda, Otakar Ostrčil, e con lo stesso primo interprete (il baritono Václav Novák che sulle linee di canto janacekiane dell’oste Wǘrfl aveva espresso pareri personali non esattamente lusinghieri)

ricorrendo a ripetizioni ossessive delle stesse cellule ritmico-melodiche. Il Diavolo (basso) vuole assolutamente che Švanda suoni qualcosa per allietare la sua noia fatta di solitarie partite a carte;

32: Ascolta ma Švanda non ne vuole sapere così è il Diavolo a strappargli la cornamusa e cimentarsi in questa Polka “distorta”, cioè accompagnata per dissonanze (emblema del diavolo in musica dai tempi del tritono di Tartini)

33: Ascolta Švanda, provato dall’ascolto, riprende la sua cornamusa; il Diavolo gli chiede il motivo per cui non vuole suonare attraverso una figurazione “ingolfata”

34: Ascolta e Švanda risponde dispiegando la medesima figurazione che diventa la sua aria, rimpolpata da un nostalgico corno inglese in organico (dove, curiosamente, non c’è traccia di cornamuse)

35: Ascolta Il diavolo allora gli propone un patto che viene suggellato da un sol acuto su “Dorotka, la vita darei per te!” che in realtà non tarda a rivelarsi una beffa con cui Švanda vende la propria anima, contrassegnata dalle scalette di semitoni discendenti (allusione al Capriccio diabolico di Paganini) della ridda di diavoli e da un valzerino vagamente mahleriano.

36: Ascolta Ma risuona la salvifica “firma” di Babinský che trascina Diavoli e Diavolesse in un coro da musical. Il nostro bandito e il Diavolo si scambiano complimenti di sincera reciproca stima;

37: Ascolta Babinský apprende quanto accaduto a Švanda e, notando il mazzo di carte, propone al Diavolo una partita su un tema già ascoltato in ouverture

ne segue l’accordo su cosa giocarsi: uno scherzo di vorticosa impostazione contrappuntistica che strizza l’occhio al quinto movimento della Symphonie fantastique di Berlioz

38: Ascolta Inizia la partita a carte su atmosfere popolari Yiddish (e l’ebreo Weimberger si mostra estremamente autoironico in epoca di montanti antisemitismi); ovviamente il Diavolo perde e il Famulo (tenore) porta la notizia che qualcuno ha rubato tutto il tesoro dell’inferno, che altro non sarebbe se non la posta giocata da Babinský.

39: Ascolta Ognuno si autocompiace o recrimina in questo quartetto

dove alla fine Babinský cede al Diavolo la refurtiva, accontentandosi di avere solamente l’anima di Švanda.

4: Ascolta Il Diavolo ringrazia Babinský per la generosità offrendogli eterna amicizia e chiedendo ancora una volta a Švanda un po’ della sua musica,

41: Ascolta che, stavolta, si concede in una fuga

II interludio 42: Ascolta Questo secondo interludio è sulla danza slava e il valzer del I interludio in versione più stringata.

43: Ascolta Si ritorna finalmente nella fattoria di Švanda dalla quale avevano avuto inizio tutte le disavventure e, con procedimento inverso rispetto alla romanza del focolare di Dorotka, risentiamo prima tutto lo sviluppo e, infine, dopo il solito tema della cornamusa,

44: Ascolta la grandiosa ripresa che conclude l’opera con l’immancabile lieto fine.


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