L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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La natura dei simboli

di Michele Olivieri

L’emergenza sanitaria ci ha imposto un nuovo comportamento. Non si può andare a teatro ma questo non significa sospendere ogni attività e non coltivare più gli interessi, bisogna solo fruirne in maniera differente. Grazie al web importanti propostea arrivano direttamente a casa dando una mano alla cultura e un senso di aiuto per ciascuno di noi. Sul canale web della compagnia di danza del Principato di Monaco è stata visibile la versione del “Faustdi Jean-Christophe Maillot con Les Ballets de Monte-Carlo.

MONTECARLO, aprile 2020 – Lo streaming ha offerto nuovamente un’altra creazione di prestigio dal Principato di Monaco, artefice il prolifico e sorprendente direttore Jaen-Christophe Maillot il quale ispirandosi alla musica di Franz Liszt composta nel 1857, Faust Symphony, brillantemente eseguita dall’Orchestra Philharmonique de Monte-Carlo sotto la direzione di Nicolas Brochot, fornisce la sua personale struttura coreografica al mito di Faust, personaggio come tutti ben sappiamo tratto da una leggenda tedesca del XVI secolo, che nel 1587 apparve per la prima volta in un libro. È la storia di un uomo che stringe un patto con il diavolo. La drammaturgia risale al Medioevo, per poi evolversi nel cinquecento, con lo stesso Faust che stipula il patto con Mefistofele per soddisfare la sete di conoscenza, consegnandosi in cambio al male.

Maillot supportato, nell’allestimento da mirabili effetti tecnologici (la prima avvenne il 28 dicembre del 2007 al Grimaldi Forum Monaco), imprime alla sua visione teatrale quell’eleganza, quella pulizia e quel radicale cambiamento del clima artistico che lui ha sempre determinato con un processo di riduzione sulle strutture sceniche, con forme ed immagini che riguardano la componente concettuale di ogni operazione minimalista, traendo quell’aspetto essenziale “dell’arte per l’arte”, eliminando ciò che viene percepito come non necessario. Un sofisticato apparato video e gli evocativi costumi d’alta moda, sviluppano un approccio elaborato – non di facile ed immediata lettura – al mito faustiano, superando il luogo comune, disponendo i personaggi/danzatori come fossero un riflesso dello stato d’animo. Un Faust dove giocano l’antagonismo e la competizione d’amore nel misurare l’individuale tenacia dell’autorità, con espliciti accenni alla sessualità, alla perversione e all’ambivalenza. Il disegno letterario dedicato a Faust non ha mai smesso di ispirare musicisti, scrittori, poeti, attori, registi e in particolare coreografi: basti pensare alle creazioni firmate da Ruth Page, Michel Fokine, George Balanchine, Serge Lifar, Roland Petit, alla pantomima di Thurmond, a John Rich, ad Adolphe-Charles Adam, a Jules Perrot. In altri casi i coreografi si sono ispirati al racconto di Cazotte con balletti tipo Diable amoreux o Diavolina ed anche Satanella di Paolo Taglioni. Più recentemente ricordiamo la versione di Beppe Menegatti per il Teatro dell’Opera di Roma con le coreografie di Luciano Cannito o la ricerca coreografica mediante il linguaggio dell’Opera di Li Meini nel progetto e regia di Anna Peschke.

Il Faust da Montecarlo appare allo spettatore senza tempo e in totale corrispondenza al vivere umano quotidiano, diventa così specchio della pochezza che, in nome di un egoistico piacere, domina la natura e le persone, concependo miseria. Il valore della creazione di Maillot non sta nel messaggio scritto ma in quello sito nel profondo, nell’emblema dell’immagine espressionistica, esaltando l’armonia dei superbi danzatori, fondendo insieme gli elementi scenici come un’unica fonte. La danza è morbida nei passaggi e negli intrecci del tessuto coreografico, senza mai cadere nel convenzionale. Il quartetto principale dei ballerini (Faust Stephan Bourgond, Mefistofele Alvaro Prieto, La Morte Bernice Coppieters, Margherita Mi Deng) denota istanti particolarmente compiuti. Musica di Franz Liszt, Faust Symphonie con note aggiuntive di Bertrand Maillot, scenografia di Rolf Sachs, costumi di Philippe Guillotel, luci di Jean-Christophe Maillot, direttore del coro Stefano Visconti, solista Donald Litaker (tenore), compagnia tersicorea luminosa e forte con oltre quarantacinque ballerini capaci di riportare il mito di Faust all’aspetto nodale, eccellente nell’uso spaziale sovrastato suggestivamente dalla Croce, simbolo universale ed iniziatico, designando il risultato del travaglio interiore compiuto dall’uomo col tentativo di ricercare la verità, nel finale la scala luminescente riporta lo spettatore alla moltitudine dei passi dell’Essere. “All’attimo direi: sei così bello, fermati! Gli evi non potranno cancellare l’orma dei miei giorni terreni. Presentando una gioia tanto grande, io godo ora l’attimo supremo”. Un Faust innovativo per carattere ed estetica.

 


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