L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Il risveglio del confronto

di Roberta Pedrotti

Osservando la continua evoluzione dell'emergenza sanitaria, dei provvedimenti legislativi e della situazione dello spettacolo dal vivo e dei lavoratori a esso legati, abbiamo  chiesto a Rosanna Savoia, presidente di Assolirica, di aggiornarci sul dialogo con l'Anfols, Associazione nazionale fondazioni lirico sinfoniche, e la Direzione generale dello spettacolo del Mibact, Ministero beni e attività culturali e turismo.

I problemi contrattuali degli artisti lirici non sono nati oggi. In un bizzarro strabismo, l'immagine percepita e quella reale della professione del musicista divergono sensibilmente, là dove l'apparenza sfavillante dello spettacolo mal si combina con precarietà, contratti insidiosi, mancanza di garanzie, spese non riconosciute. A fronte di divi effettivamente molto ben pagati (ma, ricordiamo, è legge di mercato e non follia: se un artista di fama mondiale può incassare cifre particolarmente alte è perché la sua fama – e quindi si presume la sua qualità – è tale da assicurare una certa risposta di pubblico, diritti discografici e radiotelevisivi, visibilità mediatica, attrazione di sponsor...) abbiamo schiere di musicisti più o meno giovani dai compensi molto più ordinari, dai calendari molto meno fitti, senza certezze.

L’artista lirico è retribuito a recita, che è il prodotto finito di un lavoro ben più lungo che oltre allo studio personale, difficilmente quantificabile, prevede in realtà un calendario ben preciso di prove in teatro. Giorni, ore, spese di trasferta che restano fantasmi dal punto di vista contributivo e contrattuale. Un problema antico per lo spettacolo dal vivo in Italia.

Insomma, l'emergenza Covid comporta problematiche senz'altro nuove, impreviste, immediate, ma si innesta in una situazione sul filo del rasoio ormai da anni. Una continua scommessa, per un lavoro che ogni imprevisto può mandare in fumo.

Avevamo già intervistato Rosanna Savoia, presidente di Assolirica [Interviste, Rosanna Savoia], per fare il punto sulla situazione, ma i fatti sono in continua evoluzione. Si sono succeduti decreti con interventi a sostegno dei lavoratori e delle imprese, graduali riaperture, si vedono all'orizzonte già le prime ipotesi di spettacoli rimodulati nei prossimi mesi in attesa del pieno ritorno alla normalità e proprio nella conferenza stampa del Presidente del Consiglio del 17 maggio si è profilata nel prossimo 15 giugno una data d'inizio per una graduale ripresa delle attività.

Nel frattempo sta avanzando la trattativa per far sì che il terremoto dell'emergenza scuota dal torpore il settore, risvegli un confronto sano fra le parti, e soprattutto crei una coesione fra lavoratori con problemi e interessi comuni.

Abbiamo risentito Rosanna Savoia per aggiornarci su come Assolirica si stia muovendo in questa situazione fluida, in cui necessariamente si naviga a vista seguendo l'evoluzione dell'emergenza sanitaria. Ci racconta di come l'azione in questa fase si sia svolta proprio su diversi fronti, dell'urgenza immediata e imprevista e della costruzione per il futuro. Si è, dunque, impegnata affinché le caratteristiche specifiche dei lavoratori del settore venissero opportunamente valutate nella gestione degli ammortizzatori sociali d'emergenza e che si prendessero delle misure compensatorie straordinarie riguardo i contratti sospesi e che si aprisse la strada per nuove norme contrattuali.

Gli interlocutori sono attualmente due, l'Anfols, Associazione nazionale fondazioni lirico sinfoniche, e la Direzione generale dello spettacolo del Mibact, Ministero beni e attività culturali e turismo.

Il dialogo istituzionale, ci spiega sempre Rosanna Savoia, era già avviato, fortunatamente, da un altro più lieto percorso, quello per il riconoscimento dell'opera come patrimonio immateriale dell'umanità presso Unesco. Un percorso – nato prima della costituzione di Assolirica con l’associazione CPI - Cantori Professionisti d'Italia – che, deve comunque partire dai detentori del bene ovvero gli artisti lirici e le istituzioni dove si realizza lo stesso (Fondazioni, teatri di tradizione, Festival) in un lavoro sinergico (fra i sovrintendenti dell'Anfols, per esempio, come punto di riferimento designato per seguire questo tavolo tecnico era stata indicata Cecilia Gasdia). Dunque, i rapporti già tessuti in quest'ambito, sono stati poi alla base dei contatti per rispondere all'emergenza Covid in collaborazione costruttiva.

A questo proposito all'inizio della scorsa settimana, l'11 maggio, a seguito di un fitto scambio interlocutorio avvenuto nelle settimane precedenti, si è tenuto un incontro in teleconferenza fra il dott. Onofrio Cutaia, della Direzione generale dello spettacolo del Mibact, il dott.Francesco Giambrone, presidente dell'Anfols, e Rosanna Savoia, presidente di Assolirica.

In primo luogo, Assolirica si è fatta portavoce delle peculiarità dei contratti e della condizione dei lavoratori del settore, sollecitando delle misure straordinarie per chi ha visto sospesi i contratti a causa dell’emergenza. La sensibilizzazione istituzionale è stata ed è l’unica via di trattativa per misure d'emergenza di fronte all'insidiosa clausola della “cancellazione per cause di forza maggiore”.

Ci spiega, infatti, Rosanna Savoia che il lavoro diplomatico è fondamentale per instaurare un rapporto di consapevolezza, solidarietà e comprensione fra le parti in causa e all'interno di esse. Anche per questo è necessario sottolineare che Assolirica non è un sindacato, non ha i mandati legali per sostenere le istanze dei singoli, ha una struttura basata sul volontariato gratuito che si è trovata a dover rispondere improvvisamente a uno tsunami del tutto imprevisto e inimmaginabile. L'associazione di categoria rappresenta le problematiche e interloquisce puntando al superamento dell'atavica tendenza all'individualismo di una tipologia professionale che ha sempre avuto difficoltà nel costituire un fronte comune. Un problema che va a sommarsi alle comprensibili ansie che colpiscono tutti i cittadini e i lavoratori in questo momento drammatico. Anche in tal senso è molto delicata la questione del recupero crediti, che da un lato viene messa sul tavolo come urgenza imprescindibile dall'Associazione (è stato anche fornito alle istituzioni un prospetto aggiornato dei pagamenti ancora dovuti ai soci), dall'altro, però, deve essere gestito singolarmente dai diretti interessati. I problemi economici di chi deve essere pagato si assommano talvolta con quelli di chi deve pagare e l'auspicio, naturalmente, dovrebbe essere sempre quello di una collaborazione solidale e non di uno scontro, nel pieno rispetto di dignità e diritti. Lungi dal pensiero dell’associazione aggravare la posizione di un teatro insolvente ma, parimenti, il lavoro deve essere retribuito, e i diritti e la dignità dei professionisti preservati. La questione, si capisce, è delicata, può variare caso per caso e impone diplomazia, buona volontà e rispetto tra le parti.

È evidente che ci troveremo di fronte ad un cambiamento epocale su tutti i fronti e a vari livelli. Le piattaforme di discussione di Opera Europa e Opera America stanno dibattendo proprio sulle conseguenze della crisi sanitaria coinvolgendo tutte le parti in causa, comprese le agenzie, che all'estero hanno una rappresentanza giuridica riconosciuta.

Ci auguriamo, nell'interesse di tutti, della costellazione economica e lavorativa che gravita attorno ai teatri ma anche della nostra stessa civiltà, che questo dibattito possa svilupparsi in maniera costruttiva nel rispetto e nella comprensione reciproca.


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