L’Ape musicale

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È impossibile ricostruire le dinamiche del numero di dipendenti a Firenze giacché i bilanci fino al 2004 riportano il dato dettagliato che poi è omesso dal 2005 al 2007 (si riporta solamente la pianta organica), salvo poi ricompare a partire dal 2008. Si tratta comunque dell’unico caso di Fondazione con un numero di dipendenti superiore a quello autorizzato dall’organico funzionale approvato (su filosofie gestionali da prima repubblica); si aggiunga che già nel 2004 l’organico funzionale era stato regolarizzato al rialzo per sanare una situazione riguardante 31 dipendenti a tempo determinato così stabilizzati; già la Corte dei Conti nel suo rapporto sulle fondazioni 2006-2010 lamentava la mancata presenza dei prospetti sulle unità di personale in essere per il passato nonché, con riferimento al bilancio 2010, il superamento del limite del 15% di cui all’art. 3 comma 5 della Legge n. 100/2010.
Oggi con i piani triennali della legge Bray si è arrivati a capire qual è il punto critico sul quale era già urgente intervenire almeno 10 anni fa, ossia che un comparto amministrativo di 47 fissi + 11 unità a contratto e un comparto di tecnici e operai di 125 fissi + 17 unità a contratto non sono economicamente sostenibili. Pare che il piano di risanamento abbia individuato 42 esuberi, che ovviamente non saranno licenziati ma confluiranno in una società appositamente costituita (a fare cosa non è che si sia ancora capito).
Ancora una considerazione sul piano di risanamento presentato al Commissario ministeriale per i risanamenti, l’ingegnere idraulico Pinelli, transitato con questa nomina dall’arpa di Nikuradse alle arpe propriamente dette. Infatti, nonostante il comparto amministrativo del Maggio sia invero bulimico, l’elaborazione del piano è stata affidata senza procedura di evidenza pubblica come servizio di consulenza alla società Bain&co. e fin qui nulla da obiettare, giacché alcun comparto amministrativo elaborerebbe mai un piano contenente l’autoeliminazione. Identica cosa per il servizio di elaborazione buste paga, che è affidato mediante gara a una società esterna per 144 mila euro all’anno (a questo punto però francamente non si capisce cosa facciano un direttore finanza, contabilità e bilancio e un direttore risorse umane entrambi da 90 mila€ nominati dall’ultimo Commissario straordinario Bianchi). Poi Bain&co. si aggiudica un’altra gara per il “servizio di razionalizzazione della spesa”, poi anche la procedura ristretta per il “servizio di ristrutturazione dell’ufficio acquisti” e poi vince anche un’ulteriore procedura ristretta per il “servizio rinegoziazione posizione debitorie della Fondazione”; però il quarto servizio affidato nel giro di meno di un anno desta qualche perplessità poiché in gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa si presentano due offerenti e la commissione interna della Fondazione, prima di valutare l’offerta tecnica (si tratta di una valutazione discrezionale!), apre le buste “C” con il ribasso, violando così clamorosamente il principio di segretezza dell’offerta economica (la copiosissima giurisprudenza in materia annovera decine di sentenze del Consiglio di Stato) e, nonostante la concorrente Deloitte presenti un ribasso economico più alto, l’offerta di Bain&co. vince con 84,7 punti contro 72,63. Infine Bianchi riaffida il medesimo servizio ai medesimi prestatori stavolta senza gara (nonostante l’importo fisso sia ben superiore ai 40 mila€ e siano previste considerevoli royalties aggiuntive e rimborsi spesa su quanto il “servizio” riuscirà ad estorcere nell’attività di rinegoziazione) adducendo la motivazione che la società in questione sia l’unica a svolgere questo peculiare tipologia di attività (ma alla procedura ristretta di quattro mesi prima ne avevano invitate cinque) e l’ulteriore motivazione della somma urgenza (nel negoziare debiti esistenti da più di 10 anni). Per la completezza di informazioni si riferisce che l’ing. Pinelli è stato “senior manager” di Bain&co. branch Italia dal 1996 al 2003. L’ulteriore postilla è che a conti fatti questi incarichi “amministrativi” – affidati da una Fondazione con un comparto amministrativo che assorbe già molte risorse – comporteranno una maggiore spesa per servizi stimabile in più di 500 euro, giusto perché si vuole contenere e razionalizzare.
Un’ulteriore considerazione sul personale. Il neo nominato sovrintendente Bianchi (con tanto di benedizione del Salvatore ministeriale dei teatri) ha avviato procedure di selezione per un “Responsabile organizzazione produzione” e “Responsabile Information Technology”, di sedici unità a tempo determinato come personale di sala, e di qualche rimpolpo per il coro. Ora che si sappia come il maggior numero di contenziosi nei quali le fondazioni lirico sinfoniche risultano soccombenti riguarda ex dipendenti con un paio di contratti a termine con pretese di stabilizzazione a vita (anche quando vigeva per legge il blocco del turn-over). A ben vedere non c’è cosa migliore per assumere senza concorso e – soprattutto – senza compromettersi che farselo ordinare da una sentenza di Tribunale! Siamo certi che non sarà questo il caso però, prima di chiudere il viaggio, sarà bene dare un’occhiata alle dinamiche del “fondo oneri e rischi” della Fondazione Maggio Musicale negli ultimi 10 anni.

16 Accantonamenti e impieghi del fondo oneri e rischi

Tra vertenze di lavoro, continui accantonamenti per innumerevoli piani di ristrutturazione (ne avesse mai funzionato uno!) e via discorrendo, la linea rossa tratteggiata rappresenta la cumulata delle somme in uscita dal fondo nel decennio: un’emorragia di oltre 10,4 mln€; a parte la consueta ramanzina nella relazione della Corte dei Conti e il solito richiamo annuale del Collegio dei Revisori, non risulta che nessuno abbia mai chiesto conto di questa emorragia a chi ha esposto le Fondazioni in Italia ad ogni tipo di ricorso possibile e immaginabile.
Quindi, per carità, il lavoro è sacrosanto e va rispettato, così come il diritto di sciopero, però esiste un confine tra esercizio del diritto di sciopero e rappresaglia terroristica; e questo limite a Firenze è stato oltrepassato innumerevoli volte. Che il senso di giustizia dalla musica beethoveniana possa trasfondersi negli animi. Di tutti.

NOTA di REDAZIONE

Tutti i dati presentati sono ricavati da documenti ufficiali. La redazione è naturalmente disponibile a ospitare un contraddittorio.


 

 

 
 
 

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