L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Indice articoli

SABATO 27 GENNAIO ORE 20.00

RIDOTTO DEL TEATRO GRANDE

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Evento realizzato in collaborazione con Casa della Memoria

Il concerto per il Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto è dedicato alla figura di Erwin Schulhoff, probabilmente il più geniale dei compositori ebrei di quella generazione che ha vissuto il dramma dei campi di concentramento.

Schulhoff era il vero musicista moderno, con le orecchie apertissime in ogni direzione, e questo concerto ne è una testimonianza piuttosto chiara. Il jazz, che lui ascoltava dai dischi di un amico in Germania, è certamente il punto di partenza della Hot-Sonata, per saxofono e pianoforte: sia per la scelta di uno degli strumenti simbolo di quella musica, sia per l’elemento ritmico, che recupera molti degli stilemi dei primi anni del jazz. Eppure è tutto filtrato attraverso lo stile del compositore e la sua attenta conoscenza di tutte le diramazioni del modernismo: un vero caleidoscopio sonoro.

La morbidezza della Sonata per flauto e pianoforte non può non portarci verso la Francia, Paese in cui il flauto ha visto proprio in quegli anni il suo massimo splendore. Anche qui però non si tratta di attingere senza filtro: è ancora Schulhoff con il suo inconfondibile stile fatto di mille colori e di armonie sorprendenti.

Infine, il Concertino per flauto, viola e contrabbasso si rivolge verso la musica popolare, che per un boemo come Schulhoff è un’inesauribile miniera. Soprattutto nei due tempi veloci la danza popolare, estremizzata dall’uso dell’ottavino e dal contrabbasso, diventa sfrenata e molto divertente.

PROGRAMMA

Erwin SchulhoffSonata per flauto e pianoforte

Erwin SchulhoffHot Sonata, per saxofono e pianoforte

Erwin SchulhoffConcertino per flauto, viola e contrabbasso

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Sonia Formenti flauto e ottavino

Mario Marzi saxofono

Joël Imperial viola

Alberto Lo Gatto contrabbasso

Andrea Rebaudengo pianoforte

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

L’Ensemble del Teatro Grande è la formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande. Il gruppo, nato nel 2012, si declina in differenti formazioni per esplorare il repertorio cameristico, affrontando affascinanti viaggi musicali che di volta in volta si concentrano su differenti temi: omaggi a compositori che hanno fatto la storia della musica, selezioni musicali per aree geografiche, programmi che mettono in luce un particolare strumento. I concerti dell’Ensemble si distinguono per le ricercate esecuzioni che spaziano dai capolavori della musica alle nuove composizioni contemporanee. L’organico dell’Ensemble si completa in alcune occasioni con la partecipazione di musicisti illustri o di giovani talenti del panorama nazionale e internazionale.

MARTEDÌ 6 FEBBRAIO ORE 20.00

MERCOLEDÌ 7 FEBBRAIO ORE 20.00

SALA PALCOSCENICO BORSONI

VIRGILIO SIENI

DANZA CIECA

“L’anatomia del gesto si espande al concetto di spazio tattile, di aura e include la percezione del corpo e il tono dei tessuti e dei muscoli coinvolti. Danza cieca si fonda sullo spazio aptico tra i due interpreti e l’alone di energia che i movimenti creano intorno a loro. L’aura non è solo una sorta di alone intorno alla persona, è molto di più: comprende l’essenza della persona capace di raccogliere in sé l’indicibilità della sua origine, trasmettendo verso il fuori questa potenza. Sembrerebbe che l’aura scaturisca da questo continuo rimandare all’altro, trasmettere e travasare, portare via e rinnovare”.

(Virgilio Sieni)

Coreografia Virgilio Sieni

Assistenza artistica Delfina Stella

Interpreti Virgilio Sieni e Giuseppe Comuniello

Musica dal vivo Spartaco Cortesi (elettronica)

Produzione Fondazione Matera-Basilicata 2019, Compagnia Virgilio Sieni

VIRGILIO SIENI, danzatore e coreografo italiano, artista attivo in ambito internazionale per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d'arte e musei. Si forma in discipline artistiche e architettura, dedicandosi parallelamente a ricerche sui linguaggi del corpo e della danza. È uno dei fondatori della Compagnia Parco Butterfly e nel 1992 crea la Compagnia Virgilio Sieni, affermandosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea internazionale. Dal 2003 dirige a Firenze CANGO Cantieri Goldonetta, Centro di Produzione della danza per la ricerca e la trasmissione sui linguaggi del corpo, uno spazio per ospitalità e residenze di artisti. Nel 2007 fonda l’Accademia sull'arte del gesto, un contesto inedito di formazione e creazione che coinvolge persone di qualsiasi età, provenienza e abilità, sull'idea di comunità del gesto. Gli è stato assegnato per tre volte il premio UBU (2000, 2003, 2011), nel 2011 il premio Lo Straniero e nel 2013 è stato nominato Chevalier de l'Ordre des Arts et de Lettres dal Ministro della cultura francese. È stato Direttore della Biennale Danza di Venezia dal 2013 al 2016, sviluppando un piano quadriennale sul concetto di abitare il mondo tra polis e democrazia, concependo la città attraverso la sua metafisica. La sua ricerca si fonda su un'idea di corpo come luogo di accoglienza delle diversità e come spazio per sviluppare la complessità archeologica del gesto. Crea il suo linguaggio a partire dal concetto di trasmissione e tattilità, con un interesse verso la dimensione aptica e multisensoriale del gesto e dell’individuo, approfondendo i temi della risonanza, della gravità e della moltitudine poetica, politica, scientifica e archeologica del corpo. Importanti le sue produzioni nelle città come Arte del gesto nel Mediterraneo (Marsiglia 2013 Capitale europea della cultura), quelle per Fondazione Prada e Fondazione Feltrinelli a Milano, per Santiago del Cile e per Matera Capitale Europea della Cultura e per il progetto Agorà per Bergamo Brescia 2023.

VENERDÌ 9 FEBBRAIO ORE 20.00

SALA GRANDE

MAHLER CHAMBER ORCHESTRA MITSUKO UCHIDA PIANISTA E CONCERTATRICE (Mozart)

JOSÉ MARIA BLUMENSCHEIN PRIMO VIOLINO E CONCERTATORE (Widmann)

L’appuntamento inaugurale della Stagione 2024 vede il ritorno sul palcoscenico del Teatro Grande della prestigiosa Mahler Chamber Orchestra. In occasione della serata si esibirà anche la celebre pianista giapponese Mitsuko Uchida che dalla sua tastiera dirigerà l’Orchestra sulle melodie di Mozart.

PROGRAMMA

Wolfgang Amadeus MozartConcerto per pianoforte n. 17 in sol maggiore, K. 453

Jörg WidmannChoral Quartet (versione per Orchestra da camera)

Wolfgang Amadeus MozartConcerto per pianoforte n. 22 in mi bemolle maggiore, K 482

MITSUKO UCHIDA

Artista fra le più acclamate del nostro tempo, Mitsuko Uchida è conosciuta come un'impareggiabile interprete delle opere di Mozart, Schubert, Schumann e Beethoven, oltre che per essere profondamente dedita alla musica per pianoforte di Alban Berg, Arnold Schoenberg, Anton Webern e György Kurtág. Da molti anni intrattiene rapporti stretti con le più rinomate orchestre del mondo, tra cui i Berliner Philharmoniker, la Royal Concertgebouw Orchestra, la Bavarian Radio Symphony, la London Symphony Orchestra, la London Philharmonic Orchestra e, negli Stati Uniti, la Chicago Symphony e la Cleveland Orchestra. Tra i direttori d'orchestra con cui ha lavorato a stretto contatto figurano Bernard Haitink, Sir Simon Rattle, Riccardo Muti, Vladimir Jurowski e Gustavo Dudamel. Dal 2016 Mitsuko Uchida è partner artistico della Mahler Chamber Orchestra, con la quale è attualmente impegnata in un progetto di tournée multi-stagionale in Europa, Giappone e Nord America. Appare regolarmente in recital a Vienna, Berlino, Parigi, Amsterdam, Londra, New York e Tokyo ed è spesso ospite della Mozartwoche di Salisburgo e del Festival di Salisburgo. Ha ricevuto due Grammy® Awards (uno per i Concerti di Mozart con la Cleveland Orchestra e uno per un album di lieder con il soprano Dorothea Röschmann) e la suaregistrazione del Concerto per pianoforte e orchestra di Schoenberg con Pierre Boulez e la Cleveland Orchestra ha vinto il Gramophone Award per il miglior concerto. È stata insignita della Medaglia d'Oro della Royal Philharmonic Society e della Medaglia della Wigmore Hall, ha ricevuto lauree honoris causa dalle Università di Oxford e Cambridge ed è stata Musical America's Artist of the Year nel 2022, anno in cui ha vinto anche il prestigioso Gramophone Piano Award per la sua incisione delle Variazioni Diabelli di Beethoven.

JOSÉ MARIA BLUMENSCHEIN

Nato nel 1985 a Friburgo (Germania) da genitori brasiliani, José Maria Blumenschein inizia lo studio del violino all’età di quattro anni. Nel 2001 viene ammesso al prestigioso Curtis Institute of Music, dove studia con il direttore e violinista Joseph Silverstein e dove ricopre il ruolo di Concertmaster della Curtis Symphony Orchestra. Si esibisce regolarmente con orchestre ed ensemble celebri, come la Bayreuth Festival Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe, la London Symphony Orchestra, la Bayerische Staatsoper, la Dresden Staatskapelle e la NDR Radio Orchestra. Si è esibito anche come Primo Concertatore dell'Opera e della Filarmonica di Stato di Vienna. Dopo aver ricoperto per tre stagioni il ruolo di Concertatore associato della Philadelphia Orchestra, è attualmente il Primo Concertatore della WDR Radio Symphony Orchestra di Colonia e dal 2023 condivide il posto di Concertmaster con Matthew Truscott presso la Mahler Chamber Orchestra. Blumenschein è anche membro fondatore di "Kammermusik Köln", una rassegna di musica da camera a Colonia fondata da membri della WDR Radio, dell'Orchestra Gürzenich e del Conservatorio di Colonia, famosa per essere la prima rassegna di musica da camera di durata annuale.

MAHLER CHAMBER ORCHESTRA

Sin dal 1997, anno della sua creazione, la Mahler Chamber Orchestra (MCO) continua a plasmare il suo suono distintivo e la sua identità artistica, caratterizzata dallo stile cameristico e da un repertorio che spazia dal periodo classico viennese e dal primo Romanticismo fino a opere contemporanee e prime mondiali, riflettendo l'agilità e la bravura della compagine nell'attraversare i confini musicali. L'orchestra ha ricevuto i suoi impulsi artistici più significativi dal suo mentore e fondatore, il Maestro Claudio Abbado, e successivamente dal Conductor Laureate Daniel Harding. Gli attuali partner artistici della MCO includono le pianiste Mitsuko Uchida e Yuja Wang, nonché il violinista Pekka Kuusisto. I Concertmaster Matthew Truscott e José Maria Blumenschein guidano e dirigono regolarmente l'Orchestra nel repertorio da camera, mentre la collaborazione di lunga data con il Maestro Daniele Gatti si concentra su opere sinfoniche più ampie. Impegnati a condividere la loro passione e la loro esperienza con la prossima generazione di musicisti, nel 2009 gli artisti della MCO fondano la MCO Academy per fornire ai giovani un'esperienza orchestrale di alta qualità e una piattaforma unica per il networking e lo scambio internazionale. La MCO si esibisce costantemente in numerosi festival e sale da concerto in tutta Europa e, ogni estate, costituisce il nucleo centrale della Lucerne Festival Orchestra. A oggi, l’Orchestra si è esibita in oltre 40 Paesi nei cinque continenti.

MARTEDÌ 13 FEBBRAIO ORE 20.00

SALA GRANDE

COMPANY WAYNE MCGREGOR

UNIVERSE: A DARK CRYSTAL ODYSSEY

PRIMA ITALIANA

UniVerse: A Dark Crystal Odyssey è una meditazione consapevole sulla crisi climatica, che affronta temi quali lo sfruttamento, la distruzione, l’apatia e infine la speranza. Ispirata originariamente da The Dark Crystal, il film fantasy cult di Jim Henson su un pianeta sofferente e una razza divisa, l’opera descrive una terra lacerata, con un urgente bisogno di essere salvata. Ambienti digitali immersivi e costumi colorati e brillanti creano una sorprendente miscela di fantasy e documentario. La coreografia in dialogo con la parola, evoca in maniera straordinaria l’inseparabilità dell’umanità dalla natura. Questo moderno mito ecologico che si interroga sul destino dell’umanità è eseguito con maestria dagli straordinari danzatori della Company Wayne McGregor.

Direttore e coreografo Wayne McGregor

Musica Joel Cadbury

Film Design Ravi Deepres

Drammaturgia Uzma Hameed

Lighting Design Lucy Carter

Costumi e copricapi Philip Delamore, Alex Box

Poesia orale Isaiah Hull

Danzatori Winnie Asawakanjanakit, Rebecca Bassett-Graham, Naia Bautista, Jordan James Bridge Chia-Yu Hsu, Hannah Joseph, Jasiah Marshall, Salomé Pressac, Salvatore De Simone, Mariano Zamora Gonzalez Una co-produzione The Royal Ballet e Studio Wayne McGregor in associazione con The Jim Henson Company

WAYNE MCGREGOR

Nato nel 1970, Wayne McGregor CBE (Commander of the Order of the British Empire) è un pluri-premiato coreografo e regista britannico e Direttore della Biennale Danza di Venezia. Dirige lo Studio Wayne McGregor, una rete creativa che allarga le frontiere dell’intelligenza del corpo attraverso la danza, il design, la tecnologia. Il lavoro di McGregor affonda le radici nella danza, ma abbraccia una molteplicità di ambiti che includono la tecnologia, le arti visive, il cinema, l’opera e la formazione, al pari della compagnia omonima di danzatori, Company Wayne McGregor, che presenta i suoi spettacoli in tutto il mondo da oltre 30 anni. È coreografo residente al Royal Ballet, il primo e l’unico a provenire dalla danza contemporanea a ricoprire quel ruolo. I suoi lavori sono in repertorio nelle compagnie di tutto il mondo, fra cui Ballet de l’Opéra National de Paris, Alvin Ailey American Dance Theater, New York City Ballet, Bolshoi Ballet, Royal Danish Ballet ed Australian Ballet. Ha realizzato coreografie per il teatro (Old Vic, National Theatre, Royal Court), l’opera (La Scala/Royal Opera House Dido and Aeneas, Acis and Galatea), il cinema (Harry Potter and the Goblet of Fire, The Legend of Tarzan, Fantqastic Beasts and Where to Find Them 1,2,3 Sing, Mary Queen of Scots), video musicali (Radiohead, The Chemical Brothers). A Londra, nel maggio 2022, ha coreografato il concerto evento ABBA Voyage. È professore di coreografia al Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance. Fra i tanti premi e riconoscimenti: nel 2011 è stato insignito del titolo di CBE (Commander of the Order of the British Empire), per la sua dedizione alla danza e nel 2021 il Lifetime Achievement Award al Prix de Lausanne.

LUNEDÌ 19 FEBBRAIO ORE 20.00

SALA PALCOSCENICO BORSONI

STEFANIA TANSINI

L’OMBELICO DEI LIMBI

ANTEPRIMA ITALIANA

Stefania Tansini, figura di spicco della coreografia italiana, torna al Teatro Grande con una performance di danza contemporanea ispirata a L’ombelico dei limbi del drammaturgo e autore di culto francese Antonin Artaud. Il corpo e la voce della danzatrice e coreografa si fanno testimonianza dell’angoscia del reale, di un senso di alienazione, di un dolore per la frammentazione dell’identità. Da una parte la volontà di liberarsi, di farsi a pezzi, di tenersi fuori dal mondo, dall’altra il desiderio di ricostituzione e di condivisione del tormento del corpo. Una performance che continua il percorso di sperimentazione sul corpo e sul movimento dell’artista, alla ricerca di una forma di espressione autentica e di un contatto profondo con l’altro.

Progetto, coreografia, danza costumi Stefania Tansini

Musica Paolo Aralla

Luci Elena Gui

Drammaturgia Raffaella Colombo

Tutor Silvia Rampelli

Cura vocale Monica Demuru

Direttore tecnico Omar Scala

Assistente ai costumi Chiara Sommariva

Ringraziamenti: MeArTe – tessuti e sartoria

In coproduzione con: Fondazione Teatro Grande di Brescia, Romaeuropa Festival, Nanou associazione culturale 

Con il supporto di: residenza Artisti nei Territori Masque Teatro, Boarding Pass Plus Dance – Santarcangelo dei Teatri, Olinda residenza artistica, residenza da Centro nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni, progetto Air_Artisti in residenza 2023, Lavanderia a Vapore

Stefania Tansini è sostenuta dalla Fondazione Teatro Grande di Brescia

STEFANIA TANSINI

Diplomata all’Accademia Paolo Grassi, è danzatrice e coreografa. Ha lavorato come danzatrice per Romeo Castellucci e Cindy Van Acker, Simona Bertozzi, Luca Veggetti, Enzo Cosimi, Ariella Vidach. È danzatrice per Motus e conduce un percorso autoriale di ricerca sul corpo e sul movimento che la accompagna nella creazione dei suoi progetti coreografici (My Body, My Space 2021-22, My Body in solo 2021, Punti di ristoro 2020, La grazia del terribile 2019, Questione di vita o di morte 2018, Linea Umana 2017) e in collaborazione con altri artisti per progetti performativi e visivi (Stupid Girls 2019-2020, video installazione con Luca del Pia; Dove finisce il volo 2021, spettacolo con il compositore Paolo Aralla e Guido Barbieri; Interno Notte 2020, performance per spazi casalinghi con Paolo Aralla; Utera 2018, spettacolo con sensori biodinamici con Secret Theatre Ensemble e Tempo Reale; Due Madri 2018, progetto video con Luca Del Pia). È vincitrice del premio UBU 2022 nella categoria “miglior performer under 35”.

VENERDÌ 23 FEBBRAIO ORE 20.00

SALA GRANDE

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

STEFANO MONTANARI DIRETTORE

CLAUDIA LUCIA LAMANNA ARPA

ANDREA MANCO FLAUTO

Le pagine che si succedono nell’itinerario sonoro di questo concerto – proposto dall’Orchestra I pomeriggi musicali e dal Maestro Stefano Montanari, tra i più eclettici direttori d’orchestra italiani – hanno a che vedere, in diversa misura, con il tema del viaggio: scritte durante il percorso o al ritorno, oppure immaginando luoghi remoti, traducendo in suoni la risonanza di quelle esperienze. L’Ouverture di Haydn scandaglia un mondo interiore posseduto da una cupa frenesia e vicino al movimento letterario tedesco dello Sturm und Drang; leggerezza e trasparenza ispirano Mozart nell’intreccio di due strumenti complementari ma eterogenei; per Mendelssohn la Sinfonia rappresenta l’evocazione di quella «più grande gioia di vivere» che aveva costituito l’esperienza folgorante del nostro Paese.

PROGRAMMA

Franz Joseph HaydnOuverture da L’isola disabitata

Wolfgang Amadeus MozartConcerto per flauto e arpa in do maggiore K 299

Felix Mendelssohn-BartholdySinfonia n. 4 in la maggiore Italiana, op. 90

STEFANO MONTANARI

Originario della provincia di Ravenna, Stefano Montanari è diplomato in violino e pianoforte. Dal 1995 al 2012 è stato primo violino concertatore dell'Accademia Bizantina di Ravenna, ensemble specializzato in musica antica, con cui è stato in tour per tutto il mondo. È docente presso l'Accademia internazionale della Musica Claudio Abbado di Milano e da diversi anni è direttore del progetto giovanile europeo Jugendspodium Incontri musicali Dresda-Venezia. Nel 2011 è stato protagonista del Concerto per la Festa della Repubblica al Senato, dove ha diretto l'Orchestra Barocca di Santa Cecilia eseguendo come violino solista Le quattro stagioni di Vivaldi. All’attività di solista affianca quella di direttore: è ospite regolare di teatri quali il Donizetti di Bergamo, la Fenice di Venezia e l'Opéra di Lione. Accanto al ruolo di direttore e di violinista, porta avanti anche un’intensa attività di lavoro alla tastiera, sia come direttore dal cembalo o dal fortepiano sia come accompagnatore su tastiere storiche. Collabora con il jazzista Gianluigi Trovesi, con cui ha partecipato a importanti festival internazionali. Tra le sue passioni figurano la musica hard rock e metal, dai Led Zeppelin fino ai Rage Against the Machine e agli Iron Maiden. Da gennaio 2024 sarà il nuovo Direttore stabile dell'Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari.

CLAUDIA LUCIA LAMANNA

Dopo la Laurea presso il Conservatorio di Musica Nino Rota di Monopoli, si è ulteriormente perfezionata presso la Norwegian Academy of Music di Oslo, dove ha conseguito l’Artist Diploma, e alla Royal Academy of Music di Londra, dove ha ottenuto l’Advanced Diploma in Performance. Ha infine ultimato la sua formazione presso l’Università Mozarteum di Salisburgo. Vincitrice del Primo Premio all’International Harp Contest in Israel 2021, Claudia Lucia Lamanna è la seconda arpista italiana nella storia a vincere la più antica e prestigiosa competizione per arpa al mondo. È inoltre vincitrice di oltre 30 competizioni internazionali tra Regno Unito, Italia, Thailandia, Stati Uniti, Francia, Germania e Svezia. In qualità di solista, ha calcato le scene di numerose sale prestigiose, tra cui Oslo Opera House, Salle Colonne di Parigi, Dora Stoutzker Concert Hall di Cardiff, Teatro Petruzzelli di Bari, Sheung Wan Civic Centre di Hong Kong, Art and Culture Hall di Bangkok, ed è stata invitata a esibirsi in vari festivals, quali World Harp Congress, International Harp Festival in Belgrade, California Harp Festival, Pratté International Harp Festival, Harp on Wight International Festival, Thailand International Harp Festival, Wales International Harp Festival e altri ancora. Ha suonato con l’Orchestre National de Cannes, la Jerusalem Symphony Orchestra, l’Orquesta Sinfónica de Xalapa, la Slovak State Philharmonic Košice, l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari e molte altre. Nel 2020 ha pubblicato la trascrizione per arpa delle Variaciones del Fandango español di Félix Máximo López, che rappresenta un’aggiunta totalmente nuova al repertorio arpistico.

ANDREA MANCO

Diplomato al Conservatorio Tito Schipa di Lecce con il Maestro Bisanti, si è perfezionato con i Maestri Persichilli, Mercelli, Cambursano e Marasco in Italia e poi presso il Conservatoire Superieure de Musique di Ginevra con il Maestro Jacques Zoon. Considerato uno dei più brillanti flautisti della sua generazione, ha ottenuto premi nei maggiori concorsi flautistici internazionali: il contest Francesco Cilea di Palmi, il Leonardo De Lorenzo di Viggiano, Yamaha Music Foundation di Milano, Emanuele Krakamp di Napoli, il 38° Concorso Internazionale di Budapest e il Maxence Larrieu a Nizza. Già primo flautodell’Orchestra dell’Accademia della Scala, della Symphonica Toscanini diretta da Lorin Maazel e dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini nel 2003, a soli 20 anni ha ottenuto il posto di primo flauto nell’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Gianandrea Noseda. Nel 2014 ha vinto il Concorso per primo flauto nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, nel 2018 è stato invitato nell’Orchestra del Festival di Lucerna da Riccardo Chailly. È tra i fondatori dell’Ensemble Barocco della Scala e ha registrato per Brilliant Classics, Syrinx, FaLaUt, Amadeus, Warner Music. Dal 2021 è Direttore artistico dell’Accademia Internazionale Glauco Cambursano di Imola.

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

Fondata nel 1945 dall’impresario teatrale Remigio Paone e dal critico musicale Ferdinando Ballo con l’obiettivo di dare a Milano un’orchestra da camera con un solido repertorio classico e una specifica vocazione alla contemporaneità, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali sin dai primi anni di attività contribuisce notevolmente alla divulgazione in Italia della musica dei grandi del Novecento, censurati durante la dittatura fascista, e avvia inoltre una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi, Berio. Attualmente l’Orchestra conta un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo, insieme a composizioni moderne e contemporanee. Tra i direttori stabili dell’Orchestra si ricordano il Maestro Daniele Gatti e il Maestro Aldo Ceccato, direttore emerito. Da fine 2020 James Feddeck e Alessandro Cadario sono rispettivamente Direttore Principale e Direttore Ospite Principale dell’Orchestra, mentre il Direttore artistico è Maurizio Salerno dal 2013. I Pomeriggi Musicali svolgono la loro attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuiscono alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia all’interno del cartellone del Circuito OperaLombardia. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. L’Associazione Nazionale Critici Musicali ha assegnato alla formazione orchestrale il premio Abbiati 2020.

DOMENICA 25 FEBBRAIO ORE 11.00

DOMENICA 17 NOVEMBRE ORE 11.00

DOMENICA 1 DICEMBRE ORE 11.00

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

La stagione 2024 dell’Ensemble del Teatro Grande è imperniata sulla figura di Ludwig van Beethoven. Uno degli “inventori” della musica da camera come la intendiamo oggi.

Il concerto di febbraio prende in esame l’organico del Trio, che con Beethoven vive una vera rivoluzione: si esce dai ruoli ancora legati alla musica barocca, la voce del violoncello si rende autonoma e dialogante alla pari con gli altri strumenti. Il Trio assume la potenza di un’orchestra e la profondità espressiva del quartetto d’archi. Il pianoforte ne è il motore, ma nel dialogo con gli archi si raggiungono i momenti più emozionanti.

Anche le Sonate per violino e pianoforte prendono con Beethoven una direzione diversa: il pianoforte non si ricorda nemmeno più di essere stato un basso continuo, la costruzione della musica parte da altri presupposti e la potenza tellurica della Settima Sonata è certamente già da ascrivere al primo romanticismo, dove sono vinte le regolari forme neoclassiche in virtù di un acceso fuoco espressivo.

Beethoven esplora anche nuovi e inaspettati organici, è il caso del Settimino op. 20, brano che ebbe fin da subito un grande successo nella sua nuova città, Vienna.

Il rapporto con la scrittura orchestrale è evidente, ma in un brano cameristico di questo tipo le possibilità di contrappunto, leggerezza, e virtuosismo sono ancora più spiccate.

DOMENICA 25 FEBBRAIO ORE 11.00 RIDOTTO DEL TEATRO GRANDE

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven

Trio per archi e pianoforte in re maggiore, op. 70 n. 1, Gli spettri

Trio per pianoforte in mi bemolle maggiore, op. 70 n.2

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Marco Mandolini violino

Paolo Bonomini violoncello

Andrea Rebaudengo pianoforte

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DOMENICA 1 DICEMBRE ORE 11.00 SALONE DELLE SCENOGRAFIE

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven

Settimino per fiati ed archi in mi bemolle maggiore, op. 20

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

DOMENICA 17 NOVEMBRE ORE 11.00 RIDOTTO DEL TEATRO GRANDE

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven

Sonata per violino e pianoforte n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 12

Sonata per violino e pianoforte n. 7 in do minore, op. 30

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Marco Mandolini violino Andrea Rebaudengo pianoforte

Organico da definire

MARTEDÌ 27 FEBBRAIO ORE 20.00

SALA GRANDE

BALLAKÉ SISSOKO KORA

LORENZO BIANCHI HOESCH ELETTRONICA E COMPOSIZIONI

RADICANTS

Per la prima volta al Teatro Grande, il duo internazionale Lorenzo Bianchi Hoesch e Ballaké Sissoko si esibisce sul palcoscenico bresciano in un concerto di contaminazione tra virtuosismo jazz, sonorità etniche e composizioni dal sound elettronico. L'incontro tra uno strumento antico e ancestrale come la Kora e un’elettronica che amplia le possibilità dello strumento stesso è il cuore di questo progetto. Un viaggio attraverso territori musicali privi di confini, alla ricerca di nuove radici tra acustico ed elettronico, antico e contemporaneo, in cui pubblico e artisti si ritrovano immersi nello stesso universo sonoro.

BALLAKÉ SISSOKO

Nato nel 1968 in Mali, Ballaké Sissoko è figlio di Djelimady Sissoko, grande maestro di kora del Gambia, nonché cofondatore e direttore dell'Ensemble instrumental national du Mali. Dopo essersi formato in famiglia, entra a far parte dell'Ensemble all'età di 13 anni, perfezionandosi con i maestri e colleghi del padre. Dopo un’esperienza a fianco di Kandia Kouyaté – tra i più rappresentativi cantanti-chitarristi maliani –, Ballaké Sissoko (grazie al suo modo innovativo di suonare la kora) è diventato rapidamente lo strumentista più richiesto della sua generazione, raggiungendo il successo internazionale con l'album Deli (2000), che segna l'inizio della sua carriera da solista e poi nel 2013 con At Peace. L'etichetta francese No Format ha inoltre pubblicato Chamber Music, disco di collaborazione con Vincent Segal, violoncellista classico noto soprattutto per il suo lavoro con il bumcello.

LORENZO BIANCHI HOESCH

Lorenzo Bianchi Hoesch (Milano, 1973) è un compositore e sound artist. I suoi interessi nel campo della musica vanno dall'elettronica pura alle composizioni per il teatro e la danza, dalle colonne sonore per immagini alle installazioni interattive. La composizione elettroacustica è il cuore dei diversi progetti che concepisce e realizza. Nelle sue performance da solista, nelle improvvisazioni, nelle collaborazioni con altri artisti e musicisti, il suo interesse è sempre focalizzato sull'idea di stabilire nuove connessioni tra i tre elementi centrali nella sua visione dell'arte: suono - gesto - spazio. In questo senso, gran parte del suo lavoro è dedicato al suono 3D, alla composizione multicanale e olofonica. Ha ricevuto commissioni e residenze artistiche da varie istituzioni: Center Pompidou, Ircam, Gruppo di Ricerca Musicale (GRM), Biennale di Venezia, Opera di Göteborg, Ballet National de Marseille, RhurTriennale, Fondazione Royaumont, Ater Foundation Ballet e molte altre. Si è esibito in tutto il mondo, fra Europa, Giappone, Indonesia, Stati Uniti. Tra i vari artisti con cui ha collaborato, si ricordano la compagnia MK, per la quale compone le musiche dal 2006, e Richard Siegal. Laureato in architettura (Italia) e composizione (Francia), dopo aver vissuto per qualche tempo in Spagna, si è trasferito a Parigi, dove attualmente vive e lavora. È professore di Composizione elettroacustica al Conservatorio di Montbeliard, in Francia.

LUNEDÌ 11 MARZO ORE 20.00

RIDOTTO DEL TEATRO GRANDE

FULVIO LUCIANI VIOLINO MASSIMILIANO MOTTERLE PIANOFORTE NATURA, POESIA

“Noi amiamo la natura quando è lasciata a sé, e altrettanto quando è ordinata dalla mano dell’uomo, perché è in quell’intervento che leggiamo noi stessi. Anche i poeti amano i vincoli che si impongono, che – spiegano – permettono di meglio esprimere, di meglio capire. I musicisti fanno qualcosa di simile con la forma delle variazioni. È una forma apparentemente neutra, squadrata a priori, come le aiuole simmetriche del giardino all’italiana o le formelle del tappeto orientale, che però nel tempo si è rivelata adatta ad accogliere l’indagine delle forze necessarie ad instaurare quell’ordine: il segno lasciato dell’uomo. E allora il passo a ritroso dal Duo Concertante di Stravinskij, che utilizza le forme della poesia bucolica dell’antichità, l’egloga, il ditirambo, alle variazioni della Fantasia di Schubert e a quelle quasi agresti, arcadiche, dell’ultima Sonata di Beethoven, è quasi un percorrere il giardino di casa, un itinerario privato dentro sé.” (Fulvio Luciani)

PROGRAMMA

Igor StravinskijDuo concertante per violino e pianoforte

Franz SchubertFantasia in do maggiore per violino e pianoforte, op. 159 D. 934

sul lied Sei mir gegrüsst, D 741

Ludwig van BeethovenSonata per violino e pianoforte n. 10 in sol maggiore, op. 96

FULVIO LUCIANI

Allievo di Paolo Borciani, Franco Gulli e Norbert Brainin, è fondatore e primo violino del Quartetto Borciani con cui tiene concerti e corsi in Europa e negli Stati Uniti, realizza dischi e registrazioni radiotelevisive, commissiona ed esegue opere nuove. Oltre all’attività con il Quartetto, da sempre segue un personale percorso di ricerca come esecutore e didatta, e ama scrivere di ciò che suona. "He has the technique to handle all of the music’s demands” (American Record Guide). È protagonista della riscoperta di Camillo Sivori, celebre virtuoso dell’Ottocento e unico allievo di Paganini. Suona in duo con Massimiliano Motterle dal 2008 e si esibisce in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Iran, ospite di istituzioni quali il Teatro alla Scala, il Teatro di San Carlo, il Teatro Regio di Torino, la Società del Quartetto di Milano, l’Accademia Filarmonica Romana, MiTo, insieme a Siegfried Palm, Hatto Beyerle, Bruno Canino, Antonio Ballista, Paolo Bordoni, Enrico Dindo, Guido Ajmone-Marsan, Toby Hoffmann e Riccardo Zadra. Col pianista ed editore Luigi Spagnol costituisce il DuoBibo. Vince il Premio Internazionale del Disco Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini. Insegna al Conservatorio di Milano e nel 2013 crea Officine Luciani, libera scuola di violino e musica da camera. Ha appena pubblicato presso Casa Ricordi una nuova revisione critica della Sonate e Partite di Johann Sebastian Bach. Tra gli impegni futuri, l’esecuzione con l’Orchestra Sinfonica di Milano del Concerto per violino “Dialoghi con il respiro” che Gabriele Manca ha scritto per lui.

MASSIMILIANO MOTTERLE

Erede della scuola pianistica bresciana iniziata con Arturo Benedetti Michelangeli, studia con Sergio Marengoni col quale si diploma presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano col massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore; completa la sua formazione artistica con Franco Scala, Lazar Berman, Paul Badura-Skoda e Alexis Weissenberg. È vincitore di numerosi premi in concorsi internazionali tra cui Liszt di Budapest, Concorso Internazionale di Cincinnati, Concorso Iturbi di Valencia e Concorso Internazionale di Parma. A 21 anni debutta in Sala Verdi a Milano eseguendo il Terzo Concerto di Rachmaninov con l’Orchestra RAI di Milano diretta da Daniele Callegari e nel 2004 esegue i 12 Studi Trascendentali di Liszt per la Società dei Concerti; è invitato ad eseguire Malediction di Liszt nella Great Concert Hall di Budapest con la Liszt Chamber Orchestra, e Totentanz con la Hungarian Matav Symphony Orchestra, nella Sala dell’Accademia Liszt; nel 2019 debutta in Russiaeseguendo il Concerto n.1 di Brahms, con la Filarmonica di Voronezh diretta da Igor Verbitsky. Tiene concerti in tutto il mondo e si esibisce per importanti Festival e Orchestre diretto da Umberto Benedetti Michelangeli, Riccardo Frizza, Neal Gittleman, Aram Khacheh, András Ligeti, Pier Carlo Orizio, Igor Verbitsky e Jonathan Webb. Tiene seminari e masterclass in Italia, Cina e negli Stati Uniti. Insegna pianoforte al Conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo ed è direttore artistico della storica Associazione GIA di Brescia e del Concorso Pianistico Internazionale Arturo Benedetti Michelangeli, la cui prima edizione si terrà nel 2023.

MERCOLEDÌ 13 MARZO ORE 20.00

SALA PALCOSCENICO BORSONI

DAMIANO OTTAVIO BIGI | ALESSANDRA PAOLETTI

UN DISCRETO PROTAGONISTA

Un Discreto Protagonista è il racconto di un istante, l'istante del tempo che va fuori dai cardini, o prima ancora, in cui equilibrio e simmetria si rompono per dare inizio al tempo. Nessun bang, nessun rumore, solo una temporanea vibrazione dell'aria. La simmetria si frantuma e presenze sfocate si sovrappongono, si mescolano. Si tramutano e cambiano in una espansione costante. Sono resti e frammenti sparsi, che in uno spazio fluido tentano di ricomporsi in forme e rapporti geometrici, generando relazioni sempre diverse. All’interno di una pagina bianca, prende forma una narrazione, che va al di là di una storia visibile: danza pura e frammenti narrativi irrompono attraverso immagini legate ad alcune fra le storie più antiche, come pezzi di un’unica storia.

Concetto e direzione Alessandra Paoletti, Damiano Ottavio Bigi/FRITZ Company Danzatori Damiano Ottavio Bigi & Lukasz Przytarski

Composizione e progettazione sonora David Blouin

Collaborazione al disegno luci Evina Vassilakopoulou, Amador Artiga Tuset, David Blouin

Musiche Antonio Vivaldi, Brian Eno, Antonio Caldara, The Nicholas Brothers and Cab Calloway, David Blouin Foto e video Amador Artiga Tuset, @velislavvelislav, Pavlos Kosmidis

Coproduzione TORINODANZA Festival / Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, ONE DANCE WEEK Festival,

Plovdiv, Compagnia Simona Bucci/Degli Istanti, FRITZ Company Bigi Paoletti

Con il supporto di 2WORKS / DIMITRIS PAPAIOANNOU, il FUNARO / Pistoia, Fabbrica Europa / PARC Performing

Arts Research Centre – NRW Ministerium für Kultur und Wissenschaft, Teatro-Biblioteca Quarticciolo – Roma

FRITZ COMPANY BIGI/PAOLETTI

FRITZ Company Bigi/Paoletti è un progetto artistico e una compagnia di teatro-danza fondata nel 2020 da Damiano Ottavio Bigi, danzatore e coreografo e Alessandra Paoletti, attrice e regista. Il loro lavoro nasce in un dialogo con linguaggi di diversa natura, muovendosi tra danza, teatro e arti visive.

Dall'Opera di Roma alla compagnia di Dimitris Papaioannou, Damiano Ottavio Bigi passa attraverso diverse compagnie (CNDC d'Angers e il CCN di Nantes), prima di diventare membro nel 2005 del Tanztheater Wuppertal diretto da Pina Bausch, dove lavora tuttora come artista invitato. Nel 2010 partecipa al film "PINA" di Wim Wenders. Nel 2016 riceve il "Premio Capri Danza International" e nel 2020 il "Premio Sfera d'Oro per la Danza".

Dopo essersi diplomata presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", Alessandra Paoletti alterna lavori sia come interprete che come regista. Tra gli incontri e le collaborazioni più significativi della sua carriera quelli con A. Knapp, J.A.Stanzak, T. Ostmeier, J. Muller / Fura dels Baus, J. Sanchis Sinisterra, R. Garcia e L. De Bei, con il quale collabora alla regia dello spettacolo Le mattine dieci alle quattro, vincitore del Premio Golden Graal 2010 per la regia. Per diversi anni collabora con l'Istanbul Municipal Theater come regista.

MARTEDÌ 19 MARZO ORE 20.00

SALA GRANDE

PAOLO CONTE LEGACY

A coronamento di una carriera senza paragoni, il grande Maestro della musica italiana Paolo Conte promuove questo progetto acustico che vede protagonisti alcuni dei musicisti che fanno parte della sua orchestra da più di trent’anni. Attraverso i suoi spartiti Massimo Pitzianti, che cura gli arrangiamenti per le tournée internazionali del Maestro, ha voluto esaltare proprio la componente musicale a cui Conte, rispetto ai testi, ha sempre dato priorità, nascondendo in ogni brano citazioni di capolavori classici (da Bach a Mahler) che il pubblico non potrà fare a meno di cogliere. Si tratta infatti di un progetto in cui le famose canzoni del Maestro non vengono proposte a mo’ di “cover”, ma in cui al contrario se ne valorizza tutta la ricchezza armonica e stilistica attraverso la qualità strumentale degli esecutori e la grande varietà timbrica delle composizioni.

Antonio Valentino pianoforte

Piergiorgio Rosso violino

Francesca Gosio violoncello

Massimo Pitzianti fisarmonica, bandoneón, clarinetto, sassofono baritono

Claudio Chiara sassofono contralto e tenore, flauto traverso

Jino Touche contrabbasso

Daniele Di Gregorio marimba, vibrafono, batteria, percussioni

Trascrizioni di Massimo Pitzianti

SABATO 23 MARZO ORE 20.00

SALA GRANDE

HOFESH SHECHTER COMPANY ǀ SHECHTER II

FROM ENGLAND WITH LOVE

Shechter II è la compagnia di giovani danzatori di Hofesh Shechter, uno dei più dirompenti coreografi della nuova scena internazionale.

From England with love è un’ode a questo intricato e stupendo Paese. Nella coreografia di Shechter i danzatori evocano il paradosso profondo di questo Paese, aperto, generoso e alla ricerca della sua anima, sempre in conflitto tra la sua storia buia e il forte attaccamento alle vecchie tradizioni. Ci coinvolgono nella loro ricerca d’identità e di conoscenza di se stessi mentre lottano con questo complesso sistema di valori e messaggi contrastanti.

Una ricca partitura che combina i suoni mozzafiato dei compositori inglesi, presentati in contrasto con un rock scatenato accostato a echi di coro e musica elettronica in una cacofonia all’avanguardia. Giocosa e accattivante, carica d’orgoglio e di paradosso, From England with Love si presenta come una lettera indirizzata a ‘Dear John…’ una nota di addio ad amici e nemici e una sbirciatina nel cuore e nell’anima di questo Paese, bellissimo ma al tempo stesso complicato.

Coreografia e musica Hofesh Shechter

Luci Tom Visser

Ideazione costumi Hofesh Shechter

Musica aggiuntiva composizioni inglesi di Edward Elgar, Tomas Talis, Henry Purcell & William H. Monk Produzione Hofesh Shechter Company

Co-commissionata da Château Rouge, scène conventionnée – Annemasse, Espace 1789, scène conventionnée danse – Saint-Ouen, Scène nationale de Bourg-en-Bresse, Düsseldorf Festival, Escales Danse.

con il supporto del Théâtre de la Ville Paris, Fondazione I Teatri Reggio Emilia. Residenza creativa a DanceEast, Ipswich.

Hofesh Shechter Company riceve il supporto per il programma Shechter II 2024 da John Ellerman Foundation e Harold Hyam Wingate Foundation e dalla sezione “supporto progetti” della Jerwood Arts towards Jerwood SII – attraverso il Continued Professional Development offerto ai danzatori.

Hofesh Shechter Company è sostenuta da fondi pubblici dell’Arts Council England e beneficia del sostegno di BNP Paribas Foundation per la realizzazione dei suoi progetti.

HOFESH SHECHTER

Hofesh Shechter è riconosciuto come uno degli artisti più interessanti di oggi ed è noto per la composizione di partiture musicali d’atmosfera a complemento della fisicità peculiare delle sue coreografie. Le sue creazioni per la Hofesh Shechter Company sono: Uprising, In your rooms, The Art of Not Looking Back, Survivor (in collaborazione con Antony Gormley al Barbican di Londra), Sun, Political Mother, barbarians e Gran Finale. Le sue creazioni sono presenti nel repertorio delle più importanti compagnie di danza nel mondo, tra queste: Royal Ballet, Netherlands Dance Theatre 1, Alvin Ailey American Dance Theatre, Bern Ballet, Carte Blanche Dance Company, Candoco, Batsheva–TheYoung Ensemble. Hofesh Shechter ha lavorato come coreografo per il teatro, la televisione e l’opera lirica. È artista associato al Sadler’s Wells Theater di Londra.

MERCOLEDÌ 3 APRILE ORE 20.00

SALA PALCOSCENICO BORSONI

TEHO TEARDO IN CONCERTO

NON SAREMO CHE NOI STESSI ANCORA

Musicista e compositore tra i più curiosi e trasversali della sua generazione, Teho Teardo presenta una performance live in cui suoni elettronici si alleano con l’ensemble d’archi con Laura Bisceglia e Flavia Massimo al violoncello e voce, Erica Scherl al violino.

Immagini potenti e atmosfere rarefatte convocano gli elementi di un paesaggio sonoro in cui composizione e scomposizione delle forme musicali si rincorrono invitando l’ascoltatore a immergersi in un mondo sonoro in divenire.

Teho Teardo musica, composizione e sound design

Laura Bisceglie violoncello

Erica Scherl violino

Flavia Massimo voce

TEHO TEARDO

Nato a Pordenone, è compositore, musicista e sound designer. Si dedica all’attività concertistica e discografica pubblicando diversi album che indagano il rapporto tra musica elettronica e strumenti tradizionali. Vanta collaborazioni importanti come musicista prima ancora che come autore per immagini (tra gli altri Blixa Bargeld, Stuart Staples, Lydia Lunch, Placebo, Mario Brunello, Alexander Balanescu). Lavora per il teatro (Enda Walsh, Elio Germano, Sam Pritchard, Michele Riondino, Sam Yates, Chiara Guidi/Societas Raffaello Sanzio, Motus) e il cinema (tra cui Paolo Sorrentino, Daniele Vicari, Conor Allyn, Andrea Molaioli, Gabriele Salvatores, Guido Chiesa) ottenendo diversi riconoscimenti come il David di Donatello, Ciak d’oro, Premio Morricone, Premio Nino Rota, Irish Theatre Times Award, The Golden Arena.

GIOVEDÌ 9 MAGGIO ORE 20.00

SALA GRANDE

ORCHESTRA GIOVANILE ITALIANA

TITO CECCHERINI DIRETTORE

MAURO MONTALBETTI COMPOSITORE

PRIMA ASSOLUTA

Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi

In collaborazione con Casa della Memoria

“Otto Stanze musicali, otto movimenti si avvicendano formando l’architettura di un vasta composizione orchestrale la cui la drammaturgia sonora è metafora di una riflessione sulla memoria, sul perdere e sul ritrovare – attraverso la lontananza del corpo e della materia – una vicinanza del sentire, e convivere con il canto profondo della nostalgia.” (Mauro Montalbetti)

In occasione del 50° anniversario della Strage di Piazza Loggia, la Fondazione del Teatro Grande, in collaborazione con la Casa della Memoria, ha commissionato a Mauro Montalbetti una nuova composizione musicale che sia commemorazione ma anche segno simbolico di coesione sociale e di solidarietà.

L’inedita partitura musicale sarà eseguita dall’Orchestra Giovanile Italiana diretta per l’occasione dal Direttore Tito Ceccherini. Il programma completo del concerto è in via di definizione.

PROGRAMMA

Mauro MontalbettiStanze di lontananza, per orchestra (2023-2024)

***

Autore e musica da definire

MAURO MONTALBETTI

Nato a Brescia nel 1969, si è diplomato con lode in composizione presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano sotto la guida dei Maestri Paolo Rimoldi e Irlando Danieli. È riconosciuto come uno dei compositori italiani più eseguiti e premiati della sua generazione. La sua musica è stata portata in numerosi teatri e festival (Teatro alla Scala, Teatro la Fenice, Teatro Massimo, San Carlo di Napoli, Regio di Torino, Gaudeamus Music week, North/South Consonance New York, Accademia Santa Cecilia, Teatro Grande di Brescia). Ha ricevuto commissioni da importanti istituzioni musicali internazionali, fra le quali si ricordano: Orchestra Filarmonica della Scala, Bremerhaven Philarmonisches Orchestra, Biennale Musica di Venezia, Milano Musica, Festival REC, ORT Toscana, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatro Grande di Brescia, Netherland Orchestra, Real Philarmonia di Galicia. Nel 2006 con l’opera Lies and Sorrow ha vinto lo Johann Joseph Fux Opera Composition Prize, il più importante concorso europeo per il teatro musicale. Ha composto musica per la danza collaborando con la compagnia berlinese Sasha Waltz&Guest e con il Balletto Civile di Michela Lucenti. Nel 2014 l’Orchestra Filarmonica della Scala gli ha commissionato Another’s Hell, partitura eseguita con la direzione del Maestro Daniel Harding. L’opera Il sogno di una cosa (con il libretto di Marco Baliani) è stata commissionata dalla Fondazione Teatro Grande di Brescia per commemorareil 40° anniversario della strage di Piazza della Loggia e ha ottenuto notevole successo di pubblico e critica. Nel Maggio 2019 è stato presentato in prima assoluta presso il Teatro alla Scala di Milano il Concerto per clarinetto e percussioni, scritto per Fabrizio Meloni e i Percussionisti della Scala. La sua opera Teodora, commissionata da Ravenna Festival 2021, è stata eletta Best performance contemporary opera of the Year dalla prestigiosa rivista Wired. Direttore artistico del Cantiere internazionale d’arte di Montepulciano nel triennio 2021-23, Montalbetti è stato compositore residente alla Philarmonisches Orchestra Bremerhaven per la stagione 2022-2023. La sua musica è pubblicata, tra le altre, dalle etichette Deutsche Grammophon, Stradivarius, Cantaplupe.

TITO CECCHERINI

Direttore fra i più colti e profondi della sua generazione, Tito Ceccherini è apprezzato per la lucidità delle sue interpretazioni e per la spiccata versatilità del suo approccio al repertorio. Acclamato interprete del repertorio moderno, ha approfondito l’opera dei classici del ‘900: da Bartók, Debussy e Ravel, a Schönberg, Webern, Ligeti. Il suo repertorio operistico testimonia altresì una profonda conoscenza del melodramma italiano ed una particolare attenzione al belcanto, ove ha dimostrato di saper conciliare proprietà stilistica e sensibilità moderna. Direttore di provata esperienza, collabora con orchestre come la Philharmonique de Radio France, la Filarmonica della Scala, la BBC Symphony e la Philharmonia Orchestra di Londra, la WDR Sinfonieorchester di Colonia, la Radio Filharmonisch Orkest di Amsterdam, la SWR di Stoccarda, la Deutsche Radio Philharmonie, la Tokyo Philharmonic, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra del Teatro La Fenice, l’Orchestra del Teatro San Carlo, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma ed ensemble rinomati come l’InterContemporain, il Klangforum Wien, Ensemble Modern, Contrechamps. Ospite regolare del Festival d’Automne di Parigi, è stato applaudito in teatri come il Bolshoi di Mosca (Puccini: Turandot), l’Opéra National de Paris, l’Opera di Francoforte (Stravinsky: Rake’s Progress), il Colón di Buenos Aiers, il Nationaltheater a Mannheim (Donizetti: Maria Stuarda) e numerosi altri. Fra gli impegnipiù recenti figurano il debutto al Teatro di Basilea (Verdi: La traviata, nuova produzione) e il ritorno all’Opernhaus di Zurigo (Poulenc: Les dialogues des Carmelites, nuova produzione), nonché concerti con l’Orchestra Sinfonica della RAI al Festival Milano Musica. Le sue incisioni discografiche (realizzate per Sony, Kairos, Col legno, Stradivarius, etc.) sono state insignite di premi come lo “Choc” di Le Monde de la Musique, “Diapason d’Or” e il Midem Classical Awards.

ORCHESTRA GIOVANILE ITALIANA

L’Orchestra Giovanile Italiana (OGI), ideata nel 1980 da Piero Farulli all’interno della Scuola di Musica di Fiesole, in 30 anni di attività formativa ha contributo in maniera determinante alla vita musicale nazionale con oltre mille musicisti occupati stabilmente nelle orchestre sinfoniche italiane e straniere. Tenuta a battesimo dal Maestro Riccardo Muti, l’Orchestra è stata invitata in alcuni fra i più prestigiosi luoghi della musica, tra cui Montpellier, Edimburgo, Berlino, Lubiana, Madrid, Francoforte, Praga, Budapest, Turku, Buenos Aires, con unanimi consensi di critica e di pubblico. Nell’aprile del 2010 ha eseguito il concerto in onore del quinto anniversario del pontificato di Sua Santità Benedetto XVI, offerto dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Nel marzo 2014 l’Orchestra è stata protagonista a Salisburgo, e successivamente al Teatro Romano di Fiesole, della messa in scena dell’ultima opera mozartiana, La clemenza di Tito, con la partecipazione del cast vocale del Mozarteum di Salisburgo. L’hanno diretta fra gli altri: Claudio Abbado, Roberto Abbado, Salvatore Accardo, Luigi Berio, Daniele Gatti, Zubin Mehta, Riccardo Muti. Ha inciso per Nuova Era, Aulos, Fonit Cetra, Stradivarius; ha registrato per la RAI, Radio France e l’Unione Europea delle Radio. Dal 2000 al 2012 Nicola Paszkowski ha ricoperto l’incarico di Maestro per l’Orchestra, attualmente affidato a Giampaolo Pretto. Nel 2004 l’Orchestra è stata insignita del “Premio Abbiati” della Associazione Nazionale Critici Musicali. Nel settembre 2008 le è stato conferito il prestigioso Praemium Imperiale Grant for Young Artists dalla Japan Art Association. Nel settembre del 2020 Alexander Lonquich è stato nominato Direttore Artistico della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole.

DOMENICA 12 MAGGIO ORE 20.00

SALA GRANDE

ORCHESTRA STU.D.I.O. DEL CONSERVATORIO LUCA MARENZIO DI BRESCIA

PIER CARLO ORIZIO DIRETTORE

Nell’ambito della collaborazione con il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, il Teatro Grande ospita il concerto dell’Orchestra STU.D.I.O. diretta dal Maestro Pier Carlo Orizio. L’evento, offerto gratuitamente alla cittadinanza, vede protagonisti sul palco gli studenti e gli insegnanti che animano il progetto STU.D.I.O., laboratorio/bottega di pratica professionale orchestrale nato in seno al Conservatorio bresciano.

PROGRAMMA

Gustav MahlerSinfonia n. 1 in re maggiore

PIER CARLO ORIZIO

Si diploma in pianoforte con Sergio Marengoni e in direzione d’orchestra con Donato Renzetti, frequentando altresì i corsi di perfezionamento tenuti da Emil Tchakarov e da Leonard Bernstein. Dirige alcune delle principali orchestre europee tra cui la Filarmonica di San Pietroburgo, la Russian National, l’Orchestra Filarmonica Nazionale Armena, la Camerata Salzburg, la Tchaikovsky Symphony, la Danish National Symphony. Con la Prague Philharmonia registra per la RAI il Concerto n. 1 di Beethoven e il Concerto di Schumann, solista Martha Argerich. È direttore artistico del Beijing International Piano Festival. Dal 2008 dirige nelle principali sale cinesi la Beijing Symphony e la Shenzhen Philarmonic Orchestra. Collabora con Mstislav Rostropovich, Sir James Galway, Rudolf Buchbinder, Boris Berezovsky su invito dei maggiori festival europei. Profondamente interessato alla musica del nostro tempo, dirige brani di Arvo Pärt, Sofia Gubaidulina, Krzysztof Penderecky e prime assolute di Giancarlo Facchinetti e Mauro Montalbetti. Nel 2018 dirige la Russian National Orchestra a Mosca per l’inaugurazione del Festival Rostropovich e nel 2019 esordisce con la Royal Philharmonic Orchestra e la Belgian National Orchestra. È docente di Direzione d’orchestra al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia.

ORCHESTRA STU.D.I.O. DEL CONSERVATORIO LUCA MARENZIO DI BRESCIA

Il Progetto STU.D.I.O. nasce nel 2017 con l’intento di fornire agli studenti di fascia accademica del Conservatorio un laboratorio/bottega di pratica professionale orchestrale “a fianco” dei docenti. Tutto il progetto è supportato da borse di studio a favore dei selezionati. Spesso l’Orchestra si esibisce senza Direttore sul podio, ma diretta dal Primo Violino, così come nella tradizione fino a buona parte dell’Ottocento. Questo richiede ad ogni esecutore una particolare preparazione e attenzione e fornisce agli studenti un’esperienza professionalizzante che difficilmente avranno modo di sperimentare in Italia. Nel contempo, fornisce al pubblico un emozionante esempio di virtuosismo, anch’esso raramente riscontrabile. L’organico orchestrale varia da un minimo di 35 elementi a un massimo di 75, a seconda del repertorio affrontato. Abitualmente vengono realizzate quattro produzioni all’anno, di cui due senza Direttore, per un totale di otto/dieci concerti all’anno nella città di Brescia e in provincia. I programmi spaziano dal repertorio sinfonico del ‘700-’800 a quello del ‘900. L’Orchestra è attenta a valorizzare autori della tradizione bresciana come Antonio Bazzini di cui è stato eseguito il Poema Sinfonico Francesca da Rimini.

MARTEDÌ 9 OTTOBRE ORE 20.00

MERCOLEDÌ 10 OTTOBRE ORE 20.00

RIDOTTO DEL TEATRO GRANDE

ANNAMARIA AJMONE

SENZA TITOLO

Senza titolo è una performance che assume forme, durate e toni ogni volta differenti. Lo spazio viene lasciato intatto e innesca la danza, che si costruisce nell’effettivo e immediato incontro tra gli elementi agenti: i rudimenti delle architetture, il movimento e la postura del pubblico. Anche l’ambiente sonoro è quello offerto dal luogo, a cui non viene aggiunta alcuna elaborazione musicale.

La composizione coreografica non segue a priori scrittura, task o linee guida, ma viene costruita simultaneamente all’azione e ogni elemento informa nell’istante ogni scelta. Il pubblico è invitato a spostarsi, distrarsi, annoiarsi o fare altro. Collocandosi e muovendosi nello spazio, lo spettatore introduce nuovi elementi alla performance, alimentandone la composizione. Gli abiti, immaginati da Fabio Quaranta per Senza titolo, rientrano nella trama di stimoli e suggestioni che declinano le azioni.

ANNAMARIA AJMONE

Danzatrice e coreografa, al centro della sua ricerca c’è il corpo inteso come materia plasmabile e mutevole capace di trasformare spazi in luoghi, creando parallelismi e sovrapposizioni temporali. Presenta i propri lavori in numerosi festival di danza, teatro e performing arts, musei, gallerie d’arte e spazi atipici tra cui: FOG Triennale Milano Performing Arts (IT), Santarcangelo Festival (IT), Théâtre de la Ville (FR), La Biennale Danza (IT), Public Fiction/Night Gallery (USA) PalaIs de Tokyo (FR). Collabora con diversi artisti su progetti di varia natura e durata tra cui Cristina Kristal Rizzo, Industria Indipendente, Felicity Mangan. Ha lavorato come danzatrice con Alias Compagnie, Ariella Vidach, Daniele Ninarello, Santasangre, Mithkal Alzghair, Moritz Ostruschnjak. Nel 2015 vince il premio Danza&Danza 2015 come “miglior interprete emergente contemporaneo”. Organizza con Sara Leghissa Nobody’s Indiscipline, piattaforma di scambio di pratiche tra artisti e NESSUNO, pratica di raduno e di festa. È artista associata della Triennale Milano Teatro 2021- 2024.

MERCOLEDÌ 23 OTTOBRE ORE 20.00

SALA PALCOSCENICO BORSONI

ZOO | THOMAS HAUERT

ZAUNGAST/ZAUNKÖNIG (working title)

PRIMA ITALIANA

Per la prima volta a Brescia e in prima italiana, il nuovo lavoro di ZOO / Thomas Hauert, figura storica della scena coreografica internazionale. Conosciuto per la profondità e il rigore del suo movimento coreografico, Hauert ama esplorare e cercare connessioni. Da qui anche il rapporto con la musica, dal pop al contemporaneo, dal jazz albarocco, gioca un ruolo importante nel suo lavoro. Questo suo ultimo lavoro, ancora in fase di creazione e coprodotto anche dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia, accoglie e sviluppa un processo creativo in cuil’indagine psicologica, vita interiore, le emozioni, l'inconscio rappresentano il motore del movimento.

“Il mio fascino per la danza è strettamente legato ai suoi aspetti sensuali, alla sensazione della danza, del movimento nel corpo e di ciò che si prova guardandola. Una parte importante dei miei processi creativi, e per estensione della mia metodologia di insegnamento, deriva dal mio desiderio di esplorare e massimizzare le possibilità creative del corpo in movimento e in interazione - con altri corpi, con forze interne ed esterne, con la musica - e di andare oltre le abitudini inscritte in esso. Si tratta di un approccio molto concreto in cui la materia emerge direttamente dai nostri corpi confrontati con le forze e lo spazio. Si sviluppa una drammaturgia astratta ma espressiva, più vicina alla composizione musicale che alla narrazione teatrale. Il pubblico viene condotto in un viaggio sensoriale ed emotivo che coinvolge l'inconscio tanto quanto la mente analitica.” (Thomas Hauert)

Concept, direzione, coreografia, danza Thomas Hauert

Musiche in via di definizione

Costumi, scene Chevalier-Masson

Luci Bert Van Dijck

Suono Bart Celis

Produzione ZOO/Thomas Hauert

Coproduzione Festival de la Bâtie (Ginevra), Mercat de les Flors (Barcellona), Fondazione del Teatro Grande di

Brescia

Con il sostegno di Fédération Wallonie – Bruxelles e Pro Helvetia

Con il supporto in residenza di Charleroi danse e Studio Thor

Grazie al supporto di Tax Shelter of the Federal Belgian government

THOMAS HAUERT

Dopo aver lavorato come danzatore con Anne Teresa De Keersmaeker, David Zambrano e Pierre Droulers, Thomas Hauert, originario della Svizzera, fonda la sua compagnia ZOO a Bruxelles nel 1998. Il primo lavoro della compagnia, Cows in Space, viene premiato ai Rencontres de Seine-Saint-Denis/Bagnolet. Da allora la compagnia ha lavorato a più di 20 composizioni: l’ultimo lavoro del gruppo, Efeu (un quartetto) è stato presentato per la prima volta nell’ottobre 2022. Oltre al suo lavoro per ZOO, Thomas è ed è stato al lavoro anche con altre compagnie, tra cui il Balletto di Zurigo, il Toronto Dance Theatre, il Candoco Dance Theatre, la Candoco Dance Company, il Ballet de Lorraine. Nel 2025 ha in cantiere un pezzo per la Dresden Frankfurt Dance Company. A complemento del suo lavoro coreografico, Hauert ha sviluppato un metodo di insegnamento riconosciuto a livello internazionale, basato sulla ricerca sul movimento condotta con la sua compagnia e tiene regolarmente workshop in tutto il mondo. Nel 2012/2013 è stato professore ospite per la danza e la performance presso l'Istituto di Studi Teatrali della Freie Universität di Berlino. Dal 2013, Thomas Hauert è il direttore artistico del nuovo corso di laurea indanza contemporanea presso la Manufacture - Haute Ecole des Arts de la Scène di Losanna.

LUNEDÌ 28 OTTOBRE ORE 20.00

RIDOTTO DEL TEATRO GRANDE

TRIO BEVILACQUA ISAIA PRINCIPE

Tre tra le più talentuose e pluripremiate soliste italiane si esibiranno in trio nel Ridotto del Teatro Grande: la violinista premio Mozart Clarissa Bevilacqua, la violoncellista Caterina Isaia e la pianista Costanza Principe. Queste giovani soliste italiane sono unite in un progetto cameristico frutto della condivisione di percorsi artistici comuni e di numerose collaborazioni intercorse negli anni. Le artiste condividono infatti un certo modo di intendere la musica, consapevole del panorama internazionale odierno, che tutte e tre frequentano per le propria attività solistica, e allo stesso tempo fortemente immerso nella tradizione interpretativa e sonora italiana, in cui hanno le proprie radici che non rinnegano, ma, anzi, ambiscono a rappresentare.

PROGRAMMA

Wolfgang Amadeus MozartTrio per pianoforte n. 7 in sol maggiore, K564

Dmitri ShostakovichTrio per pianoforte n. 1 in do minore, op. 8

Robert SchumannTrio n. 3 in sol minore per violino, violoncello e pianoforte, op. 110

Clarissa Bevilacqua violino

Caterina Isaia violoncello

Costanza Principe pianoforte

CLARISSA BEVILACQUA

Studiosa appassionata ed entusiasta, Clarissa Bevilacqua ha conseguito il Bachelor of Music all’età di sedici anni, laureandosi con lode. Ha completato poi il Master of Music in Violin Performance alla Mozarteum University di Salisburgo con Pierre Amoyal. La sua attuale mentore è Antje Weithaas, presso la Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Berlino. All'età di quattordici anni è stata la violinista più giovane ad essere selezionata per esibirsi regolarmente con la preziosa collezione di strumenti storici del Museo del Violino di Cremona. Ha debuttato al Pritzker Pavilion di Chicago di fronte a diecimila persone quando aveva nove anni e da allora si è esibita in recital da solista e concerti in tutto il Nord America e in Europa. Come solista, Clarissa Bevilacqua ha suonato con Orchestre Philarmonique de Monte-Carlo, BBC National Orchestra of Wales, Cape Symphony, Thailand Philharmonic Orchestra, Filarmonica de Sibiu, Filarmonica Arturo Toscanini, Orchestra della Toscana, Orchestra Filarmonica di Benevento, Orchestra di Padova e del Veneto, El Sistema Orchestra e al concerto di apertura della Mozartwoche 2023 con la Mozarteum Orchestra Salzburg. Il suo album di debutto “Dream Catcher” ha riscosso lusinghieri riconoscimenti a livello internazionale ed è stato raccomandato da Gramophone Magazine e The Strad, che hanno elogiato il suo modo di suonare come “splendidamente elevato” ed “elegante e spigliato”. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali, ha ricevuto il Primo Premio, il Premio del Pubblico e il Premio Speciale Bärenreiter al Concorso Internazionale Mozart di Salisburgo, unica italiana nella storia della competizione. Ha inoltre ricevuto il Gran Premio al Concorso Internazionale di Concerto per Violino Cape Symphony e il secondo posto al Monte-Carlo Music Master. Nel 2023 vince il prestigioso concorso Classeek Ambassador Program acquisendo il diritto di far parte del loro roster di artisti per la stagione 2023-2024. È anche Affiliate Artist del Guarneri Hall Program di Chicago. Ha pubblicato il suo album di debutto per la Nimbus Records, con le opere complete per violino solo di Augusta Read Thomas e il Concerto per violino n. 3 Juggler in Paradise con la BBC National Orchestra of Wales diretta da Vimbayi Kaziboni. È la direttrice artistica del DYNAMIKfest, un festival di musica da camera classica e contemporanea nel cuore di Salisburgo. Oggi suona un violino di Zosimo Bergonzi, Cremona c.1748, per gentile concessione di Guarneri Hall NFP e Darnton & Hersh Fine Violins, Chicago.

CATERINA ISAIA

Nata nell'ottobre del 2002, Caterina Isaia sta attualmente conseguendo la laurea triennale presso la “Hochschule für Musik Franz Listz” di Weimar con il professor Wolfgang Emanuel Schmidt. Ha iniziato i suoi studi con Marianne Chen e Monika Leskovar. Dal 2017 al 2021 è stata borsista a Londra presso la “Yehudi Menuhin School” con Bartholomew LaFollette e Matthijs Broersma. Nell'ottobre 2016 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale di violoncello “Antonio Janigro”, oltre a un premio speciale per esibirsi con l'Orchestra da Camera di Zagabria. Ha inoltre vinto i primi premi al "Concorso internazionale di violoncello Vychytil" (Praga), al “Concorso internazionale di archi Rudolf Barshai” (San Pietroburgo), al “E. Sollima International Music Competition” (Enna) e un premio speciale “Prix du Musee Bonnat-Helleu” al Ravel Festival 2021. Si è esibita in varie sedi in Europa e all'estero, come Teatro La Fenice, Teatro alla Scala, Teatro Politeama di Palermo, Auditorium di Saragozza, Auditorium del Conservatorio Superiore di Valencia, Auditorium Pau Casals, Fondazione Juan March, The Menuhin Hall, Sala Piatti, Vienna Stadtpalais Liechtenstein, Theatre Casino Zug, Montforthaus Feldkirch, Residenz Monaco, Ljubljana Festival, Neues Schloss Stuttgart, Novinarski Dom Zagabria. È stata selezionata per prendere parte ad accademie prestigiose, come il Festival e l'Accademia di Gstaad, le Masterclass di violoncello dell'Accademia di Kronberg, il Festival e l'Accademia di Ravel, l'Accademia di Villecroze e la Liechtenstein Musikakademie. Recentemente si è esibita all'EXPO 2022 di Dubai presso il Padiglione Italia “Violoncelle Vibrez” per due violoncelli, insieme al suo compositore Giovanni Sollima e ha debuttato con l’Orchestra da Camera di Zagabria alla televisione nazionale croata, eseguendo Kol Nidrei di Bruch. Dal 2019 Caterina Isaia è sostenuta dall’Associazione “Musica con le Ali” e dal 2022 Caterina Isaia è membro della “LGT Giovani Solisti”. Nel 2023 Caterina Isaia è diventata testimonial ufficiale di “Jargar Strings”.

COSTANZA PRINCIPE

Nata nel 1993 da una famiglia di musicisti, Costanza Principe ha iniziato ad esibirsi in pubblico a soli sette anni, diplomandosi nel 2010 presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano sotto la guida di Vincenzo Balzani con il massimo dei voti, la lode e la menzione. Nel 2015 ha conseguito a pieni voti il Bachelor of Music e nel 2017 il Master of Music presso la Royal Academy of Music di Londra, dove ha studiato dal 2011 con Christopher Elton, generosamente supportata nei suoi studi dal Liversidge Award, dalla Hilda Day Scholarship, dal Winifred Christie Award, dalla Skyrme Hart Foundation e dal Craxton Memorial Trust. Nel 2020 si diploma con il massimo dei voti presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dove studia dal 2017 con Benedetto Lupo. Vincitrice di premi in concorsi pianistici internazionali, tra i quali il Lilian Davies Prize della Royal Academy of Music a Londra, il secondo premio al Beethoven Society of Europe Intercollegiate Senior Competition (Regno Unito), al Concours International de Piano a Lagny-sur- Marne (Francia) e al Concorso Internazionale “Premio Pecar” di Gorizia, ad oggi si è esibita come solista e in formazione cameristica in Europa, Asia, Medio Oriente e Sud America. Dopo il debutto come solista con orchestra a quindici anni con tre concerti di Mozart sotto la direzione di Aldo Ceccato, ha in seguito collaborato con numerose orchestre tra le quali Filarmonica «A.Toscanini» di Parma, Orchestra dei Pomeriggi Musicali, Orchestra di Padova e del Veneto e Solisti Veneti, Orchestra della Fondazione Arena di Verona, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Silesian Philharmonic Symphony Orchestra, Armenian State Symphony Orchestra, Orquesta Sinfonica Provincial de Santa Fe, Orchestre Philharmonique de Nice, Kaliningrad Symphony Orchestra, Turkish National Youth Orchestra, Royal Academy Symphony Orchestra, Coro e Percussionisti dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra Filarmonica di Firenze La Filharmonie. Si è esibita in importanti sale in Italia e all’estero tra cui la prestigiosa Wigmore Hall di Londra. Tra i suoi recenti e futuri impegni, il Triplo Concerto di Beethoven con l’Orchestra Toscanini (Auditorium Paganini di Parma), e poi al Lerici Festival 2023, diretta da Michele Spotti e Glass Marcano, il recital schumanniano a Milano per la stagione 2023/2024 della Società dei Concerti, il Quarto Concerto di Rachmaninov con la direzione di Valentin Uryupin al Teatro Filarmonico di Verona (dove già aveva eseguito il Terzo Concerto nel 2016), l’apertura della scorsa stagione di musica da camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica con diretta radiofonica Rai Radiotre, la messa in scena per la regia di Silvia Costa del ciclo Harawi di Olivier Messiaen con il soprano Katrien Baerts per il Festival dei Due Mondi di Spoleto. È stata ospite delle trasmissioni “I concerti del Quirinale”, “Piazza Verdi”, “Radio3 Suite”, “Il Pianista” e “Ultimo Grido” di Radio Classica. Il suo disco di debutto, interamente dedicato a musiche di Robert Schumann, è uscito lo scorso aprile per l’etichetta Piano Classics.

GIOVEDÌ 31 OTTOBRE ORE 20.00

RIDOTTO DEL TEATRO GRANDE

DOLCI AFFETTI ENSEMBLE DAN LAURIN DIRETTORE NICOLÒ BALDUCCI SOPRANISTA

UN CASTRATO CONTROCORRENTE: FILIPPO FINAZZI NELL’EUROPA MUSICALE DEL ‘700

Il concerto offre la riscoperta del soprano castrato e compositore Filippo Finazzi, tra i cantanti preferiti di A. Vivaldi, attivo nella prima metà del ‘700 a Venezia, e poi a Praga, Lipsia e Amburgo. La musica di Finazzi è influenzata dalla Scuola Napoletana, di cui il concerto offre perle sconosciute.

PROGRAMMA IN VIA DI DEFINIZIONE

DAN LAURIN

Dan Laurin è nato in Svezia e ha studiato in Danimarca. È tra i più grandi suonatori di flauto dolce del mondo. La formidabile tecnica di Laurin (è particolarmente ammirato per la sua capacità di produrre un’ampia gamma di colori timbrici e dinamiche) è accompagnata da uno stile interpretativo distintivo. La sua facilità nell'improvvisazione evoca grandi del jazz come Charlie Parker, onorando l'estetica della musica del XVII e XVIII secolo. Dan Laurin è stato un prolifico artista e interprete discografico, coprendo il repertorio storico del flauto dolce, dalle principali sonate e concerti di Händel, Vivaldi e Telemann alla musica contemporanea. Membro dell'Accademia reale svedese di musica, Dan Laurin è stato insignito di numerosi premi per le sue registrazioni e performance, tra cui un GRAMMY, il premio della Società dei compositori svedesi per la migliore interpretazione della musica svedese contemporanea e il Litteris et Artibus medaglia del re di Svezia. Dan Laurin è anche un insegnante attivo, avendo ricoperto cattedre presso la Hochschule für Künste di Brema; Accademia di Musica Carl Nielsen, Odense; Il Conservatorio di Musica di Göteborg, Svezia; e il Conservatorio reale di musica di Copenaghen. È professore di flauto dolce al Royal College of Music di Stoccolma. Svolge ricerche e conferenze su molte aree dell'interpretazione, dell'estetica musicale, delle tecniche del suono e delle questioni esecutive.

NICOLÒ BALDUCCI

Nato a Canosa di Puglia nel 1999 risulta vincitore in vari concorsi internazionali: il Concorso di Canto Barocco “Cesti” (terzo premio e young artist prize), “Concorso Renata Tebaldi” (primo premio e young artist prize), “Concorso Niccoló Piccinni” (primo premio), “Concorso Traetta”, “VoceallOpera”, “Premio Fatima Terzo” e “Voci Olimpiche“ con la direzione artistica del M° Andrea Marcon, che lo porta a debuttare il ruolo di Oberto nell’ Alcina di G. F. Händel trasmessa su Rai 5 dal Teatro Olimpico di Vicenza. Nel 2020 la casa discografica internazionale BIS lo invita a eseguire due incisioni da solista assieme a Dan Laurin, alla clavicembalista Anna Paradiso e alla “Baroque Academy Gothenburg Symphony” con Cantate inedite di Scuola Napoletana e capolavori del repertorio operistico barocco. Entrambe le incisioni vengono pubblicate nel 2022/2023. Un nuovo disco è in preparazione. Tra gli impegni più recenti si può menzionare il debutto come Nerone in Incoronazione di Poppea al Palau des les Arts Reina Sofia di Valencia, direttore Alarçon, regista Ted Huffman. Lo spettacolo sarà anche ripreso a Colonia e Toulon nel 2024. Al Ravenna Festival ha cantato in concerto con l’Ensemble Salomone Rossi, nel repertorio seicentesco di musica sacra ebraica. A Ferrara debutta nella parte di Cherubino nelle Nozze di Figaro, direttore Massimo

Raccanelli. A ottobre 2023 Balducci siesibisce nell’opera Giulietta e Romeo di Zingarelli all’Opéra Royal de Versailles, direttore Stefan Plewniak, dove si è già presentato in concerto in varie occasioni. In Svezia si esibisce nei maggiori teatri del paese tra i quali la Concert Hall di Gothenburg e il Teatro Palladium di Malmö. Un tour in Francia con il maestro Giovanni Togni eseguendo un programma in lingua ebraica con musiche di Benedetto Marcello e Salomone Rossi nelle sinagoghe francesi, la collaborazione in uno spettacolo teatrale con la regia di Stefania Bonfadelli nel ruolo di Farinelli con La Toscanini in scena al teatro Farnese di Parma, un recital solistico al Festival Barocco di Stoccolma (SEMF) e il debutto all’interno del Festival della Valle D’Itria nel Xerse di Cavalli diretto da F.M. Sardelli con la regia di Leo Muscato. Balducci ha inoltre preso pare a un tour di spettacoli in Italia, Svizzera e in Germania con l’Orchestra Toscanini di Parma come solista nello Stabat Mater di Arvo Pärt e ha prestato la voce nella colonna sonora del film Rapito di Marco Bellocchio, con musiche di Fabio Massimo Capogrosso.

DOMENICA 10 NOVEMBRE ORE 20.00

SALA GRANDE

CHAMBER ORCHESTRA OF EUROPE

SIR ANTONIO PAPPANO DIRETTORE

BERTRAND CHAMAYOU PIANOFORTE

Una delle orchestre più affermate del panorama internazionale guidata da uno dei Direttori d’orchestra più amati e ammirati al mondo. Un programma dedicato alla musica francese e americana del Novecento con la partecipazione di un pluripremiato pianista rendono questo appuntamento uno dei più importanti della Stagione del Teatro Grande.

PROGRAMMA

Darius MilhaudLa création du monde, op. 81

Maurice RavelConcerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra

***

George GershwinVariazioni su I Got Rhythm per pianoforte e orchestra

Leonard BernsteinFancy Free (partitura completo)

ANTONIO PAPPANO

Nato a Londra nel 1959 da genitori italiani, Sir Antonio Pappano studia pianoforte, composizione e direzione d’orchestra negli Stati Uniti. Fra le tappe più prestigiose della sua carriera sono da ricordare i debutti alla Staatsoper di Vienna nel 1993, al Metropolitan di New York nel 1997 e al Festival di Bayreuth nel 1999. Pappano ha diretto molte tra le maggiori orchestre del mondo (New York Philharmonic, Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Concertgebouw di Amsterdam, London Symphony Orchestra). Nel 2002 è divenuto Music Director del Covent Garden di Londra e nel 2005 Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, anno in cui è stato anche nominato “Direttore dell’anno” dalla Royal Philharmonic Society e ha vinto il Premio Abbiati. Registra per Warner Classics e con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia ha inciso moltissimi cd vincitori dei più importanti premi internazionali. Nel 2007 Pappano è stato nominato Accademico Effettivo di Santa Cecilia. Nel 2012 la regina Elisabetta lo ha nominato Cavaliere per i servizi resi alla musica ed è stato anche nominato Cavaliere di Gran Croce dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2015 gli è stata conferita la RPS Gold Medal - la più alta onorificenza della Royal Philharmonic Society - divenendo il 100° RPS Gold Medallist a partire dalla fondazione del premio, nel 1870. Dal 2023 Pappano è Direttore principale della London Symphony Orchestra.

BERTRAND CHAMAYOU

Interprete di spicco della musica francese, Chamayou si esibisce regolarmente nelle sale da concerto e nei festival più prestigiosi al mondo come la Philharmonie de Paris, il Théâtre des Champs Elysées, la Elbphilharmonie, la Berlin Philharmonie e il Concertgebouw Amsterdam, il Festival di Lucerna, il Festival di Salisburgo, il Mostly Mozart di New York e il Suntory Hall di Tokyo. Si è esibito con le più acclamate orchestre del mondo condividendo il palco con artisti del calibro di Pierre Boulez, Philippe Herreweghe, Herbert Blomstedt, Sir Antonio Pappano e Elim Chan. Il suo prossimo album – inciso con Warner Classics – dal titolo Satie-Cage è un omaggio a Eric Satie attraverso gli occhi di John Cage. Si esibisce regolarmente con altri musicisti, tra cui il violoncellista Sol Gabetta. Nel giugno 2022 Chamayou ha pubblicato la sua registrazione del capolavoro di Messiaen, Vingt Regards sur l'enfant-Jésus (Erato), che ha eseguito integralmente al Théâtre des Champs-Elysées e alla Roque d'Anthéron di Parigi. La pluripremiata discografia di Chamayou comprende anche l'integrale per pianoforte di Ravel, che ha vinto il premio ECHO Klassik 2016, e Années de pèlerinage di Liszt, premiato come Album dell'anno ai Victoires de la Musique Classique. Nel 2019 Bertrand Chamayou ha vinto il Gramophone Award for Recording of the Year per il suo album di Saint-Saëns su Erato. È l'unico artista ad aver ricevuto il prestigioso premio Victoires de la Musique Classique in cinque diverse occasioni, l'ultima delle quali nel 2022. Dal 2021, Chamayou è co-direttore artistico del Festival Ravel, il nuovo grande festival internazionale che celebra Maurice Ravel.

CHAMBER ORCHESTRA OF EUROPE

La Chamber Orchestra of Europe (COE) viene fondata nel 1981 da un gruppo di giovani musicisti che si sono conosciuti nell'ambito dell'Orchestra Giovanile della Comunità Europea (ora EUYO). Oggi i membri della COE sono circa 60 e svolgono carriere parallele come direttori o capi sezione di orchestre nazionali, come eminenti musicisti da camera e come insegnanti di musica. Fin dall'inizio, l'identità del COE è stata plasmata dalla collaborazione con direttori e solisti di spicco, tra cui soprattutto Claudio Abbado, importante mentore nei primi anni, e Nikolaus Harnoncourt. Attualmente l'Orchestra lavora a stretto contatto con Sir András Schiff e Yannick Nézet-Séguin, entrambi membri onorari che seguono le orme di Bernard Haitink e Nikolaus Harnoncourt. La COE ha forti legami con molti dei principali festival e sale da concerto in Europa, tra cui la Festspielhaus Baden-Baden, la Kammermusiksaal der Philharmonie di Berlino, le Filarmoniche di Colonia, Lussemburgo e Parigi, il Concertgebouw di Amsterdam e la Alte Oper di Francoforte. In collaborazione con l'Accademia di Kronberg, la COE diventa la prima Orchestra in residenza al Casals Forum di Kronberg dal 2022. La COE è anche Orchestra in residenza al Palazzo Esterhazy di Eisenstadt. Con oltre 250 opere nella sua discografia, i CD della COE hanno vinto numerosi premi internazionali, tra cui due Grammy e tre Gramophone Record of the Year Awards. Nel 2009 è stata creata l'Accademia COE per dare a un gruppo selezionato di studenti eccezionali la possibilità di studiare con i principali musicisti della COE e, soprattutto, per dare loro l'opportunità di viaggiare in tournée con l'orchestra. La COE è un'orchestra privata che riceve un prezioso sostegno finanziario in particolare dalla Gatsby Charitable Foundation e da un altro numero di amici, tra cui Dasha Shenkman, Sir Siegmund Warburg's Voluntary Settlement, Rupert Hughes Will Trust, Underwood Trust, 35th Anniversary Friends e American Friends.

SABATO 16 NOVEMBRE ORE 20.00

SALA GRANDE

TANZMAINZ | SHARON EYAL

PROMISE

Sharon Eyal, acclamata coreografa dalla firma inconfondibile, combina qui l'estetica classica e la fisicità del balletto con la musica elettronica. Dopo Plafona Now e il successo internazionale Soul Chain, Promise è la sua terza creazione per la compagnia tanzmainz, ulteriore tappa di un processo creativo comune, in questo caso durato sole sei settimane di intenso lavoro con sette danzatori della compagnia.In scena i danzatori diventano un corpo unico, muovendosi, nell’ombra, tra vicinanza e desiderio, estasi e solitudine, in uno spazio in cui le immagini irreali scompaiono con la stessa rapidità con cui sono arrivate, eppure restano chiaramente visibili, come istantanee nella mente. Una magia tipica della danza, ma qui portata all’estremo, grazie a un complesso intreccio di disciplina e dedizione, ma anche a un lavoro di sottrazione di possibili significati. Ancor più che gli altri lavori, Promise è come un sogno: immagini si susseguono in scena e lasciano un’impronta nella memoria dello spettatore, come frammenti di eternità.

Coreografia Sharon Eyal

Consulente artistico Gai Behar

Costumi Rebecca Hytting

Composizione Ori Lichtik

Luci e scena Alon Cohen

Assistenti alla coreografia Rebecca Hytting, Keren Lurie Pardes Direzione produzione e prove Natalia Rodina

Danzatori Amber Pansters, Maasa Sakano, Marija Slavec-Neeman; Zachary Chant, Finn Lakeberg, Cornelius Mickel, Matti Tauru

Direttore tanzmainz Honne Dohrmann

Direzione della produzione artistica Lisa Besser

Assistente direzione danza e coordinamento tournée Hannah Meyer-Scharenberg Direttore di scena Matthew Tusa

Produzione Staatstheater Mainz

SHARON EYAL

Sharon Eyal è nata a Gerusalemme. Dal 1990 al 2008 è stata la ballerina di punta della compagnia israeliana Batsheva Dance Company, uno degli ensemble contemporanei più influenti al mondo. Più di 200 tournée l'hanno portata su tutti i principali palcoscenici internazionali della danza. Alla Batsheva, Sharon Eyal ha anche fatto la sua prima esperienza come coreografa. Dal 2003 al 2004 è stata direttrice artistica associata della compagnia e nel 2005 ne è diventata coreografa. Insieme al suo storico collaboratore Gai Behar ha fondato la sua compagnia L-E-V nel 2013. Entrambi realizzano anche coreografie su commissione, tra cui quelle per il Nederlands Dans Theater 1 e il Royal Swedish Ballet. Dopo Plafona Now (2014) e Soul Chain (2017), per il quale ha ricevuto il premio teatrale tedesco DER FAUST nella categoria coreografia nel 2018, Promise è ora la terza creazione completa per tanzmainz.

TANZMAINZ

Tanzmainz è la compagnia di danza contemporanea del Staatstheater Mainz (Magonza), in Germania, diretta da Honne Dohrmann dal 2014. Il team di 21 danzatori lavora a stretto contatto con una troupe di produzione diversificata per creare fino a cinque prime per stagione in collaborazione con rinomati o giovani coreografi ospiti. Tanzmainz sostiene un'etica professionale basata sull'apertura, sul rispetto reciproco e sulla motivazione. I membri dell'ensemble Tanzmainz sono artisti con una formazione completa interessati a sviluppare uno stretto rapporto di lavoro con i coreografi ospiti. Tanzmainz si considera un luogo di creazione, quindi tutte le opere eseguite sono prime che sono state create al Teatro di Stato di Magonza in progetti cooperativi che coinvolgono la nostra troupe e i nostri ospiti. Tanzmainz si sforza di espandere costantemente il proprio repertorio con forme innovative di danza e produzione e mira a essere un ponte tra i teatri statali tedeschi e la scena indipendente.

MERCOLEDÌ 27 NOVEMBRE ORE 20.00

SALA GRANDE

SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET

RECOLLECTION OF A FALLING

Postiamo il futuro

In occasione del trentennale, la Fondazione del Teatro Grande invita la Spellbound Contemporary Ballet con un programma ideato dal coreografo fondatore della compagnia Mauro Astolfi e da Jacopo Godani, affermato coreografo ora Direttore e coreografo della Dresden Frankfurt Dance Company.

“Viviamo in un pianeta pieno di ricordi. Abbiamo impiegato circa trent’anni per imparare come assemblare i nostri e non diventarne schiavi. Il ricordo della prima caduta, quell’attimo prima e soprattutto quell’attimo dopo che ci ha fatto capire che è stato un bene spingerci verso esperienze più profonde. Questo è il nostro punto di partenza, nato dall’idea e dal tentativo di parlare dell’interconnessione di tutto quello che abbiamo attraversato. Trent’anni per capire che non saremo mai delle isole indipendenti ma parte di un tutto. Probabilmente avremo ricordi più ricchi di cui nutrirci , forse sempre più disordinati, ma pur sempre qualcosa che mettiamo dentro e poi tiriamo fuori da noi stessi. Recollection of a falling è il nostro sistema di dati accessibili e infinitamente espandibili. Come esseri umani abbiamo fornito prove sufficienti delle nostre capacità di distruggere tutto: il ricordo di una caduta, piccola o pericolosamente grande può essere il modo per riconnetterci al mondo naturale, saltarci dentro e ricostruirlo ogni giorno”.

Creazioni di Jacopo Godani, Mauro Astolfi

Interpreti Anita Bonavida, Maria Cossu, Lorenzo Beneventano, Mario Laterza, Giuliana Mele, Alessandro

Piergentili, Roberto Pontieri, Martina Staltari, Miriam Raffone

Disegno Luci Marco Policastro

Costumi Anna Coluccia

Produzione Spellbound

In collaborazione con Comune di Pesaro & AMAT per Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024, Festival Torino

Danza

MAURO ASTOLFI

La visione coreografica di Mauro Astolfi prende vita nella creazione di opere che incarnano la più pura espressività gestuale, attraverso tecniche classiche e duro allenamento: poesia e precisione sono alla base del successo dei suoi lavori. Dopo un lungo periodo passato in America, fonda Spellbound Contemporary Ballet nel 1994, che tutt’ora dirige insieme a Valentina Marini. Oggi, la compagnia continua a ispirare molti coreografi giovani ed emergenti, ed è leader della scena internazionale grazie alla combinazione tra il portfolio personale di Mauro Astolfi, le eccellenze tecniche dei danzatori, e la visione progettuale fortemente agganciata a una dinamica internazionale che mira così a creare un modello di alto profilo fortemente focalizzato sulla qualità della produzione finale. Per Spellbound, Astolfi firma oltre trenta creazioni, rappresentate in quattro continenti. Oltre alle numerose produzioni per la compagnia, Astolfi è stato invitato a creare per Israel Ballet e Incolballet in Colombia in occasione della Biennale di danza Contemporanea di Cali, per Kitonb Extreme Theatre Company, Thatreschool di Amsterdam, Balletto di Roma, Szegedi Kortárs Balett in Ungheria, Liepziger Ballet, Ballet Madgdeburg, Ballet Trier, Ballet Augsburg e Giessen Stadtheater e Gärtnerplatztheater in Germania, Ballet Bern St Gallen Ballet in Svizzera, River North Chicago Dance Company, Ballet Ex e Backhausdance Company negli Stati Uniti, Arts Umbrella Dance Company e Proartedanza in Canada, Copenhagen Contemporary Dance School oltre alle coreografie per l’opera musicale Promessi Sposi di Michele Guardì e il progetto speciale cofinanziato dal MIUR “Danza e/è Cultura” assieme ad Adi Salant, già Direttrice Associata del Batsheva Dance Company. Assieme all’attività di coreografo è impegnato come guest teacher nei maggiori centri di danza e dal 2009 è Direttore Artistico del Centro D.A.F. Dance Arts Faculty a Roma. Dal 2016 al 2018 è docente ospite presso la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

JACOPO GODANI

Tra i nomi di eccellenza italiana nel mondo, Jacopo Godani ha iniziato a studiare danza classica e tecniche di danza moderna a La Spezia dove è nato. Nel 1986 prosegue gli studi presso il centro internazionale di danza di Maurice Béjart, Mudra a Bruxelles. Dal 1991 al 2000 è solista di spicco del Ballet Frankfurt di William Forsythe e collabora con Forsythe alla creazione coreografica di molti dei brani più rappresentavi del Ballet Frankfurt. Coreografa per le più importanti compagnie internazionali come Royal Ballet Covent Garden, Compañía Nacional de Danza, Nederlands Dans Theater, Royal Danish Ballet, Ballet Brish Columbia, Le Ballet du Capitole de Toulouse, Teatro alla Scala, Sydney Dance Company, Israeli Opera Ballet & Suzanne Dellal Centre, Het Naonale Ballet, Aterballetto, Les Ballets de Monte Carlo e molti altri. Dal 2015 è nominato Direttore Arstistico e Coreografo della Dresden Frankfurt Dance Company ruolo che ricopre fino al 2023. Nei suoi lavori concepisce tutte le fasi: dalla coreografia alla progettazione degli spazi, delle luci, degli oggetti, degli ambienti in cui si svolgono le azioni, fino ai testi dell’impianto drammaturgico e i costumi, nonché le musiche per alcune delle sue performance.

SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET

Spellbound Contemporary Ballet, prodotta da Associazione Spellbound, nasce nel 1994 per volontà del coreografo Mauro Astolfi cui si è aggiunta alla guida due anni dopo Valentina Marini con cui la compagnia ha avviato una intensa attività di internazionalizzazione. Spellbound si colloca oggi nella rosa delle proposte italiane maggiormente competitive sul piano internazionale. L'esperienza di quasi trent’anni in ambito professionale ha rafforzato il know how di un team consolidato di professionisti capace di accogliere progetti di produzione e gestione con una spiccata vocazione all'internazionalizzazione. Dal 2015 la struttura allarga il proprio campo d'azione accogliendo anche altri artisti in produzione in una rinnovata visione plurale. Le attività di Spellbound infatti, oltre alla centralità autoriale del coreografo Mauro Astolfi, principale coreografo residente, abbracciano una serie di progetti in rete anche con altri artisti e istituzioni su scala internazionale. Dal 2000 l'attività di Spellbound è sostenuta dal Ministero della Cultura e dal 2022 è accreditata nel ruolo di Centro di Produzione Nazionale della Danza con il più ampio progetto ORBITA|Spellbound co-diretto da Astolfi e Marini. La visione verso la fattispecie di Centro di Produzione nasce dalla volontà di Spellbound, impegnata da oltre 25 anni in ambito produttivo, formativo e di programmazione e circuitazione della danza, a mettere a disposizione questo patrimonio a una comunità più allargata: una casa produttiva che svolge una funzione di cerniera tra le risorse creative in essere sul territorio romano e la filiera produttiva su scala nazionale e internazionale. Le diverse funzioni del Centro convergono nell'impegno di promuovere i linguaggi performativi e la danza che trovano nella dimensione del corpo, delle soggettività politiche, culturali e di salute che vi si incarnano, un campo di scambio di pratiche, conoscenze e competenze con ricadute sul piano sociale e politico.

MERCOLEDÌ 18 DICEMBRE ORE 20.00

SALA GRANDE

CORO E ORCHESTRA CREMONA ANTIQUA ANTONIO GRECO DIRETTORE CONCERTO DI NATALE

L’orchestra e coro Cremona Antiqua diretti dal Maestro Antonio Greco eseguiranno in una nuova ricostruzione filologica il Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi, lavoro monumentale della storia della musica, punto di arrivo della tradizione polifonica sacra rinascimentale e di partenza per il nuovo stile concertato dei secoli a venire.

PROGRAMMA

Claudio MonteverdiVespro della Beata Vergine

ANTONIO GRECO

Ha conseguito i diplomi in Pianoforte, Musica corale e direzione di coro, oltre alla laurea in Polifonia rinascimentale. Ha studiato direzione d’orchestra, composizione, contrappunto, prassi esecutiva antica, ornamentazione barocca, clavicembalo, tecnica vocale. È docente di Esercitazioni Corali presso l’ISSM Giuseppe Verdi di Ravenna. Nel 1993 ha fondato il Coro Costanzo Porta, con cui si è aggiudicato premi in concorsi nazionali e internazionali, mentre nel 2004 ha dato vita all’Orchestra Cremona Antiqua, ensemble su strumenti originali. Dal 2021 entrambe le compagini sono diventate i gruppi residenti del Festival Monteverdi di Cremona, con la comune denominazione di Coro e Orchestra Cremona Antiqua. In qualita di Maestro di coro d’opera ha all’attivo piu di 40 titoli del grande repertorio italiano, avendo collaborato dal 2006 al 2015 con OperaLombardia e dal 2015 con l’Opera de Lausanne. Nel 2019 ha assunto la guida del neonato Coro Luigi Cherubini del Teatro Alighieri di Ravenna. Nel 2015 è stato chiamato da Sir John Eliot Gardiner, in qualita di assistente alla direzione e clavicembalista del Monteverdi Choir e degli English Baroque Soloists, affiancandolo in numerosi progetti. Ha collaborato con Riccardo Muti e l’Orchestra Cherubini, alla guida del Coro Costanzo Porta/Cremona Antiqua, prendendo parte nel 2018 a Macbeth di Verdi presso la Muti Academy e in un concerto a Norcia, trasmesso in diretta da Rai 1. Come direttore d’orchestraha collaborato per un decennio con il Festival della Valle d’Itria, presso il quale ha diretto piu volte l’Orchestra Internazionale d’Italia, la OIDI Festival Baroque Ensemble, l’Orchestra della Magna Grecia, oltre al proprio ensemble, Cremona Antiqua, in produzioni sacre e profane, spesso trasmesse da Radio 3 e pubblicate dalle etichette Bongiovanni e Dynamic. Nel 2019 è stato invitato presso la Japan Opera Foundation di Tokyo, dove ha diretto la Baroque Opera Concert ne Il trionfo dell’onore di Alessandro Scarlatti. Nello stesso anno, ospite di Ravenna Festival, ha diretto, in Sant’Apollinare in Classe, Coro e Orchestra Cremona Antiqua nel Messiah di Handel, concerto trasmesso da Radio3 la sera di Natale. Dal 2021 è Direttore Musicale principale del Festival Monteverdi di Cremona, dove ha diretto L’Orfeo di Monteverdi con la regia di Andrea Cigni. Nello stesso anno è stato nominato anche Direttore musicale presso Il Cantiere di Montepulciano, dove ha collaborato con l’Orchestra Regionale Toscana e con i gruppi residenti, Coro e Orchestra Poliziani. A ottobre 2021, presso Ravenna Festival, ha condotto Coro e Orchestra Luigi Cherubini in una splendida produzione delle Scene dal Faust di Schumann, con la regia di Luca Micheletti. Nel 2022 ha diretto il Coro e Orchestra Cremona Antiqua nel Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi presso diverse istituzioni e festival.

CORO E ORCHESTRA CREMONA ANTIQUA

Entrambi creati dal Maestro Antonio Greco, il Coro Costanzo Porta e l’Orchestra Cremona Antiqua sono dal 2021 Coro e Orchestra del Monteverdi Festival-Cremona Antiqua. Il coro, nato nel 1993, ha cominciato a imporsi sulla scena giovanissimo, aggiudicandosi il Primo Premio Assoluto al Concorso Nazionale Guido d’Arezzo nel 1998 e continuando poi a distinguersi in altre competizioni, inclusa la Prima edizione della London a Cappella Choir Competition promossa dai Tallis Scholars di Peter Phillips nel 2014. Cremona Antiqua nasce quasi dieci anni dopo il coro, con l’intenzione di completare la visione del progetto anche da un punto di vista strumentale, portando stabilita e coerenza interpretative. I due gruppi hanno indipendentemente all’attivo anche importanti collaborazioni con alcuni dei piu rinomati ensemble e festival italiani ed europei. Il coro ha lavorato con Accademia Bizantina di Ottavio Dantone, I Virtuosi Italiani sotto la direzione di Radulescu, l’Orchestra Barocca di Venezia

di Marcon, I Pomeriggi Musicali sotto la direzione di Renzetti. Ha, inoltre, cantato in concerto, in due occasioni, con i Tallis Scholars. Ha eseguito la Nona Sinfonia di Beethoven sotto diverse bacchette. Su invito del Maestro Muti ha partecipato nel 2018 in concerti su musiche del Macbeth di Verdi per il Ravenna Festival, per un’esecuzione in diretta televisiva nazionale a Norcia. Nel 2020 ha preso parte all’Orfeo monteverdiano di inaugurazione del Festival dei Due Mondi di Spoleto con Accademia Bizantina per la regia di Pierluigi Pizzi, ripreso a fine 2021 a Ravenna e Ferrara. Dal 2015 l’orchestra ha invece avviato un’importante collaborazione con il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Nel 2021 l’Orchestra ha partecipato a numerosi spettacoli all’interno del Monteverdi Festival, fra cui si ricordano gli Scherzi Musicali monteverdiani presso il Museo del Violino di Cremona. Nel 2022 ha partecipato alla prima assoluta dell’opera contemporanea A Sweet Silence in Cremona, scritta da Mark Campbell e musicata da Roberto Scarcella Perino. I due gruppi insieme sotto la direzione di AntonioGreco hanno partecipato a importanti rassegne. Nel 2019 si sono esibiti nel Messiah di Handel al Monteverdi Festival e al Ravenna Festival, dove il concerto è stato registrato e poi trasmesso su Radio3 alla Vigilia di Natale. Insieme coro e orchestra hanno anche affrontato il repertorio beethoveniano su strumenti originali, eseguendo la Missa Solemnis di Beethoven. Nel 2020 hanno partecipato all’edizione Monteverdi OFF del Monteverdi Festival di Cremona. Nel 2021, sempre per il Festival Monteverdi, hanno partecipato alla messa in scena di Orfeo con la regia di Andrea Cigni. Nel 2022 Cremona Antiqua ha partecipato a diversi appuntamenti, fra cui si ricorda il Vespro della Beata Vergine al Monteverdi Festival di Cremona, a Mantova nella Basilica di Sant’Andrea, a Milano presso il Festival Milano Arte Musica e alla Sagra Musicale Umbra di Perugia.

PROGETTI SPECIALI

DA GENNAIO A MARZO 2024

SALA GRANDE

LEZIONI DI STORIA

RIBELLI

In collaborazione con Editori Laterza

SABATO 20 GENNAIO 2024 ORE 11.00

VITO MANCUSO – GESÙ: LA ROTTURA DELLA LEGGE

Gesù intese esplicitamente rompere con la Legge? Sì e no. Sì, perché venne giustiziato per la sua dura contestazione della tradizione religiosa e del suo annuncio del regno di Dio in radicale opposizione ai poteri di questo mondo. No, perché la sua ribellione fu il risultato di una più profonda obbedienza. Quale? A chi, a che cosa?

Vito Mancuso è un teologo italiano. Insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine

SABATO 27 GENNAIO 2024 ORE 11.00

MICHELA PONZANI – UOMINI E DONNE DELLA RESISTENZA

Carla, 19 anni: padre antifascista morto in Albania e due fratelli piccoli da mantenere. Rosario, studente di medicina, “fuorilegge” per riscattare la Patria. Voci e volti di ribelli cresciuti all’ombra del culto del littorio, fortemente convinti della necessità di un atto di disobbedienza radicale. Tra dubbi, paure, tormenti interiori.

Michela Ponzani, storica, scrittrice, autrice e conduttrice televisiva, si occupa da sempre di storia della Resistenza

SABATO 3 FEBBRAIO 2024 ORE 11.00

FRANCESCA CENERINI – CLEOPATRA E L’ORIENTE A ROMA

L'ultima regina della dinastia tolemaica giunge nell’Urbe per la prima volta e alloggia nella villa di Cesare. La storia di Roma di quegli anni s’interseca non solo con i destini dell’Egitto ma anche con le storie della Palestina, dell’Africa e dell’Asia. Inizia una stagione che avrà enorme incidenza sulla cultura e sui gusti dei romani.

Francesca Cenerini insegna Storia romana ed Epigrafia e Istituzioni romane all’Università di Bologna.

SABATO 10 FEBBRAIO 2024 ORE 11.00

MARIA GIUSEPPINA MUZZARELLI – GIOVANNA D’ARCO, UNA DONNA IN ARMI

È una ragazza, ma combatte come un uomo; è una vergine cristiana, ma veste abiti maschili; si sente in rapporto diretto con Dio, ma non riconosce la mediazione della Chiesa. Venerata come santa, è diventata un mito, e non solo per i francesi. Molte domande restano però aperte su questa giovane in armi arsa sul rogo a 19 anni.

Maria Giuseppina Muzzarelli è docente di Storia medievale all’Università di Bologna

SABATO 24 FEBBRAIO 2024 ORE 11.00

LUIGI MASCILLI MIGLIORINI – ROBESPIERRE: AL CUORE DELLA RIVOLUZIONE

Il beneducato avvocato di una cittadina di provincia è il simbolo della Rivoluzione francese, delle sue illusioni, dei suoi orrori. Non sappiamo quando il disagio di un animo borghese si sia manifestato in una “incorruttibilità” poi incarnatasi nei sacri principi di una Rivoluzione, suo malgrado, inevitabilmente destinata a corrompersi.

Luigi Mascilli Migliorini è docente di Storia moderna all’Università L’Orientale di Napoli

SABATO 2 MARZO 2024 ORE 11.00

LORIS ZANATTA – FIDEL CASTRO, L'ULTIMO RE CATTOLICO

Come i re cattolici fonde politica e religione, arrivando a concepire una religione ‘politica’. Non crea una comunità politica ma una comunità di fede, inclusiva verso i fedeli, spietata con gli eretici. E i suoi nemici sono gli stessi della Spagna cattolica: la civiltà protestante e l’Illuminismo, ora ribattezzati ‘capitalismo’ e ‘liberalismo’.

Loris Zanatta è docente di Storia dell’America Latina all’Università di Bologna

Con la partecipazione di Elena Vanni e Chiara Continisio.

PROGETTI SPECIALI

SABATO 6 APRILE

LA GRANDE NOTTE DEL JAZZ

PROGETTO REALIZZATO CON LA COLLABORAZIONE ARTISTICA DI EMANUELE MANISCALCO E LUIGI RADASSAO

VENERDÌ 7 GIUGNO (ANTEPRIMA)

SABATO 8 GIUGNO

FESTA DELL’OPERA

SABATO 5 OTTOBRE

DOMENICA 6 OTTOBRE

PENSIERI VERTICALI

MONTAGNE. CULTURA, AVVENTURA, PASSIONE, SFIDA

PROGETTO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON CLUB ALPINO ITALIANO – SEZIONE DI BRESCIA

DA GIUGNO A SETTEMBRE

IL GRANDE IN PROVINCIA

PROGETTO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON PROVINCIA DI BRESCIA E FONDAZIONE PROVINCIA DI BRESCIA EVENTI

DA GENNAIO A DICEMBRE

OPEN – IL GRANDE ACCESSIBILE

DA GENNAIO A DICEMBRE

LUOGHI VARI DELLA CITTÀ

GRANDE COMUNITÀ

La Musica come infrastruttura sociale

DA GENNAIO A DICEMBRE

TEATRO GRANDE

DANCE WELL. Movement research for Parkinson

PROGETTI EDUCATIONAL

DA LUNEDÌ 4 A VENERDÌ 8 MARZO ORE 9.15, 11.15 E 14.30 (RECITE PER LE SCUOLE)

SABATO 9 MARZO ORE 16.00 E ORE 19.30 (RECITE PER FAMIGLIE)

SALA GRANDE

OPERA DOMANI

TURANDOT. ENIGMI AL MUSEO

Turandot è una favola che ci porta a scoprire una Cina magica e grandiosa, dove – tra enigmi da risolvere, principi d’oriente, gong del destino, boia e fastosi palazzi imperiali – prende vita la storia della Principessa dal cuore di ghiaccio. Il regista Andrea Bernard sceglie come ambientazione della vicenda un museo, dove tra i visitatori ci sono anche il giovane Calaf, con il padre Timur e Liù. Il misterioso mondo di Turandot si materializza e riverbera tra statue, ceramiche pregiate, costumi tradizionali e stampe d’epoca. La lettura di un antico manoscritto anima le opere d’arte del museo e i visitatori vengono catapultati tra gli enigmi della Principessa Turandot, che – con l’aiuto di Ping, Pong e Pang, tre statue dell’esercito di terracotta – altro non aspetta che trovare il vero amore ed essere ricordata per sempre.

TURANDOT. ENIGMI AL MUSEO

da Turandot.

Musica Giacomo Puccini

Libretto Giuseppe Adami e Renato Simoni

Adattamento musicale e drammaturgico a cura di AsLiCo

con Cantanti vincitori e finalisti delle ultime edizioni del Concorso AsLiCo

Direttore Sieva Borzak

Regia Andrea Bernard

Orchestra 1813

Produzione AsLiCo

Opera domani XXVIII edizione

Progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici

PROGETTI EDUCATIONAL

DOMENICA 19 MAGGIO ORE 17.00

SALA GRANDE

FACCIAMO LA BANDA

CONCERTO CONCLUSIVO DEL PROGETTO DI EDUCAZIONE MUSICALE REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONE FILARMONICA “ISIDORO CAPITANIO” BANDA CITTADINA DI BRESCIA

SABATO 26 OTTOBRE ORE 15.00

SPAZI DEL TEATRO GRANDE

IL GRANDE PER I PICCOLI

Laboratori, installazioni, performance per l’infanzia

DA GENNAIO A DICEMBRE

#NONSOLOSCIENZA

SECONDA EDIZIONE

Spettacoli, laboratori, conferenze sceniche per studenti della Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado (biennio)

PROGETTO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE DELLA COMUNITÀ BRESCIANA


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