L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Belcanto per due

di Roberta Pedrotti

Intervista a due voci al mezzosoprano Silvia Beltrami e al baritono Marco Filippo Romano, coppia nell'arte e nella vita, che sabato 30 agosto chiuderanno con il concerto "Buffo ma non troppo" la prima edizione del festival Solo Belcanto di Montisi (SI)

Avete festeggiato da pochi giorni tre anni di matrimonio. Vivere con un cantante non dev'essere facile, in due i problemi raddoppiano o si dimezzano? Come gestite i periodi di lontananza forzata e come condividete, invece, lo studio e la vita da musicisti?

"Equilibrio" questa è la parola chiave nel nostro rapporto e credo sia la parola chiave che due cantanti debbano avere, nel nostro caso i problemi si dimezzano, cioè ci si consiglia, ci si sostiene, e assolutamente si studia assieme nel modo più naturale, ascoltandosi. Un aspetto negativo è sicuramente la lontananza: siamo molto contenti quando lavoriamo assieme, come il recente Barbiere in Corea, ma se ciò non è possibile allora ci raggiungiamo anche solo per un fine settimana, come del resto fanno quasi tutte le coppie di cantanti che conosciamo... e non sono poche.

Silvia ha coltivato fin dall'inizio della carriera il belcanto e il repertorio francese, incidendo anche un CD tutto dedicato a Rossini. Isabella, per esempio, continua ad essere uno dei ruoli, se non il ruolo, che interpreti più spesso, tuttavia incursioni in un repertorio più drammatico si fanno sempre più frequenti, in particolare con Amneris. Pensi di alternare Verdi e il Belcanto, o viceversa pensi di concentrarti più decisamente su uno dei due ambiti, con occasionali incursioni e divagazioni? Credi che repertori diversi si possano coniugare, e nel tuo caso il temperamento e la voce dove ti fanno sentire a tuo agio?

Domanda interessante e insidiosa, rispondo con una mia personalissima idea: quando il "belcanto" mette da parte l'astratto e incontra il reale questo è Verdi, quindi tutto va cantato con il gusto del belcanto ma con Verdi la parola diventa la chiave di volta. Aver cantato Amneris soltanto una settimana dopo Rosina mi ha solo dato giovamento, certo sta a noi ed alla nostra tecnica spostare il baricentro ed equilibrare la voce... Poi c'è anche la passione per i ruoli di carattere come Quickly e Zita: ruoli brillanti che mi danno tante soddisfazioni. Amo il repertorio francese, mi è servito per preparare e far crescere la voce, ma adesso sento che si può spingere oltre. Comunque l'obbiettivo resta quello di alternare i due repertori, so che il mercato odierno è molto settoriale, ma cercherò di farlo. Se però dovessi scegliere fra i due, da buona emiliana... strizzo l'occhio a Peppino!!!

Per Marco Filippo il classico repertorio di basso buffo è sempre stato, invece, si può dire, l'ambiente naturale. È una vocazione che hai sentito da sempre o è stato un indirizzo emerso nel corso degli studi e in base alle occasioni? Spaziando dal Salieri più raro fino ai ruoli principali delle grandi opere buffe di Rossini, quali sono state le esperienze più impegnative o stimolanti? C'è qualche ruolo serio che ti piacerebbe affrontare?

È nato prima l'uovo o la gallina? È nata prima la passione per l'opera o per la commedia? Non saprei, sicuramente la prima opera che ho visto è stata L'elisir d'amore (forse il destino...) e da bambino ero il "buffone di famiglia"; oggi posso dire che spero di non stancarmi mai di questo repertorio: adoro i ruoli buffi perché li trovo molto umani. Tante sono le esperienze, anche se in pochi anni di carriera, che ho fatto, ma sicuramente hanno lasciato il segno due ruoli: Mamma Agata e Don Pasquale. Il ruolo che amo e che ho cantato di più è Don Bartolo. Ho due sogni nel cassetto, Schicchi e Falstaff, che spero prima o poi di realizzare, ma come tutti i baritoni la massima aspirazione è Rigoletto, ruolo che forse non farò mai, ma per il quale adoro fantasticare...

Per entrambi, verso quali ruoli e autori non ancora affrontati vi sentireste attratti per il futuro? Quali orizzonti artistici, in coppia o individualmente, vorreste esplorare?

Silvia: Sicuramente voglio continuare sulla scia di Verdi con opere come Don Carlo o Un ballo in maschera, ma anche il verismo mi interessa, per esempio mi piacerebbe molto debuttare il ruolo della Principessa Bouillon e, perché no, Santuzza, che mi attrae molto e della quale non nascondo di aver cominciato a guardare lo spartito..Marco: Spero presto di debuttare Fra' Melitone per preparare la strada in futuro a Sir John. Per quanto riguarda altri orizzonti musicali, non mi vergogno di dire che mi piacerebbe in più fare anche il regista d'opera, percorso quasi naturale che molti buffi prima o poi fanno. In coppia forse creare una accademia fra 20 anni, a noi piace sognare!!!

Come avete selezionato il programma del concerto di Montisi? Cantando spesso in recital in coppia ci sono dei brani che preferite cantare insieme o è più divertente variare di volta in volta?

Quando Giovanni Vitali e Silvia Mannucci ci hanno parlato del loro progetto, abbiamo subito tirato fuori dal cassetto il programma del primo concerto in assoluto fatto insieme a Bologna, usando qualche accorgimento per renderlo più interessante all'interno di un festival tematico. Un programma pensato per il pubblico, abbastanza corposo e con qualche sorpresa... i duetti buffi non sono tanti, spesso si attinge dalle stesse opere, ma adesso abbiamo in cantiere il duetto dell'Equivoco stravagante, che inseriremo presto in un nostro concerto. Il titolo "Buffo ma non troppo..." racchiude l'essenza del programma che vuole essere piacevole ma che darà anche un assaggio di pagine più intense del repertorio belcantista.

I vostri prossimi impegni?

Il titolo più gettonato è sicuramente Il barbiere di Siviglia che Silvia canterà al Filarmonico di Verona e a San Sebastian in Spagna, mentre Marco ad Oslo e nuovamente al Regio di Torino. I debutti più interessanti saranno per Silvia Elisabetta nella Maria Stuarda in Austria e per Marco Don Geronio nel Turco in Italia al Regio di Torino - dove Silvia fra l'altro sarà impegnata nella produzione di Suor Angelica - poi Don Alfonso a Klagenfurt e Dulcamara a Bologna, mentre Silvia tornerà a Pechino con un altro ruolo divertente come la Marchesa nella Fille du régiment. e altro che troverete visitando le News nei nostri siti web (www.marcofilipporomano.it e www.silviabeltrami.it).