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Carl Orff, visionario, magico e misterioso

ATTENZIONE! L'annunciata Marina Rebeka, a causa di un infortunio, è sostituita da Laura Claycomb

(aggiornamento 14/12/2015)

Stagione d’Opera 2015-2016

CARMINA BURANA

La celebre cantata scenica in un visionario allestimento intriso di magia e mistero creato dalla regista Mietta Corli

Jonathan Webb dirige l’Orchestra e il Coro del Regio

Teatro Regio, giovedì 17 dicembre 2015, ore 20

Giovedì 17 dicembre, alle ore 20, il Regio presenta i Carmina Burana di Carl Orff, una delle più celebri pagine del repertorio classico, capolavoro del Novecento che rivisita, in maniera affascinante, il lontano Medioevo. A differenza delle comuni esecuzioni in forma di concerto, i Carmina Burana verranno eseguiti al Regio in forma scenica, con la regia di Mietta Corli, rispettando così la volontà dell’autore. L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, affiancato dal Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi”, saranno diretti da Jonathan Webb. Solisti d’eccezione: Laura Claycomb, soprano; John Bellemer, tenore; Thomas JohannesMayer, baritono. L’allestimento del Teatro Regio, da una produzione originale del Círculo Portuense de Ópera di Porto, si avvale del sostegno di Finmeccanica, Presenting Partner del titolo.

Mietta Corli, regista e scenografa, con un’esperienza maturata nei principali teatri europei - tra i quali La Scala, Fenice, Comunale di Bologna, Opéra de Lyon, Festival d’Aix-en-Provence, Berliner Festwochen – è partita dai testi che compongono i Carmina per tramutarli in visioni dal sapore arcaico. Spiega la regista: «come indica il sottotiolo della partitura, i Carmina Burana sono “Canzoni profane per solisti e coro accompagnate da strumenti e immagini magiche”, a tal proposito ho scelto di evocare gli orologi cosmici di Athanasius Kircher, filosofo, geologo, alchimista, le cui immagini sembrano rimandare al testo emblematico e allusivo dei Carmina. In scena, dunque, tutto sarà in perenne movimento, un ciclo continuo che l’uomo stesso, nel suo destino, vive. Da qui ha inizio l’evento teatrale, più evocativo che realistico, poiché legato all’incorporeità di un testo che diviene visione”. L’Orchestra, il Coro del Regio e il Coro di voci bianche sono diretti da Jonathan Webb, direttore d’orchestra inglese, è stato Direttore stabile dell’Israeli Opera Theater a Tel Aviv. Apprezzato e riconosciuto interprete del repertorio tardo romantico e contemporaneo – ha diretto la prima italiana dell’opera The death of Klinghofer di Adams – Webb ha diretto importanti orchestre tra le quali: l’orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Santa Cecilia, Maggio Musicale Fiorentino che lo ha voluto per un concerto speciale in occasione dei festeggiamenti per il settantesimo compleanno del compositore Hans Werner Henze. Webb, al suo debutto al Regio, svolge una intensa attività nei principali teatri europei collaborando con registi quali Hugo de Ana, Robert Carsen, Graham Vick e concertisti del calibro di Shlomo Mintz, Vadim Repin, Fazil Say e Alexander Toradze.

Il cast impegnato nelle cinque recite dell’opera, dal 17 al 22 dicembre – con una recita speciale Venerdì 18 alle 10.30 dedicata alle scuole – annovera riconosciuti artisti di livello internazionale. Soprano solista è Laura Claycomb, nata in Texas, regolarmente ospite dell’Opera di Parigi, l’Opera di San Francisco, la Houston Grand Opera, l’Opera di Los Angeles, l’Orchestra Sinfonica di Londra, l’Orchestra Sinfonica di San Francisco, Le Concert d’Astrée e l’Orchestra di Cleveland. Altri importanti appuntamenti della sua carriera l’hanno vista protagonista anche al Festival di Salisburgo in Austria e al Festival di Lucerna in Svizzera, ai BBC Proms di Londra ed al Teatro alla Scala di Milano.

Tenore solista è l’americano John Bellemer, protagonista di importanti produzioni alla Boston Lyric Opera, al Festival di Wexford, alla Fenice, ha approfondito il repertorio belcantistico dando grandi prove nei capolavori di Mozart, Donizetti, Gounod e Puccini. Il suo timbro chiaro e duttile, da autentico tenore lirico, ha conquistato la critica che, dal New York Times al The Guardian, gli ha sempre riservato ampi apprezzamenti.

Baritono in questa produzione è Thomas Johannes Mayer, grande interprete di imprescindibili ruoli del repertorio tedesco - Wagner, Strauss e Berg - si è anche distinto nel repertorio italiano con predilezione per le opere di Verdi e Puccini. Ospite regolare del Festival di Salisburgo, della Scala, dell’Opéra National de Paris e del Festival di Bayreuth, è richiesto da grandi direttori tra i quali Simon Rattle, Zubin Mehta, Christian Thielemann.

Il Coro del Teatro Regio è il vero protagonista di questo allestimento, assieme al Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi”, entrambi istruiti dal maestro Claudio Fenoglio, lodato più volte da critica e pubblico per i risultati raggiunti. La potente partitura richiede una varietà di stili vocali senza precedenti. Il coro alterna passi di raffinata polifonia, caratterizzata da ardite armonie, ad altri prettamente melodici; intona monodie dal sapore medievale alternate a canzoni popolari dallo spirito leggero e vivace. Al coro è richiesto, oltretutto, un impegno teatrale di prim’ordine: cantando devono raccontare, commuovere, all’occorrenza pregare, recitare, ridere e far ridere. La sorprendente bellezza dei Carmina Burana risiede proprio in questa varietà, nei contrasti interni, e nella forza drammatica che Orff è riuscito a creare.

I Carmina Burana, completati da Carl Orff nel 1936, prendono il nome dall’omonimo manoscritto medievale che contiene 228 testi poetici datati tra l’XI° e il XII° secolo. Scritti da clerici vagantes che, all’epoca, viaggiavano tra le varie nascenti università, questi testi trattano argomenti diversi e contengono inni bacchici, canzoni d’amore, parodie, precetti morali e sferzanti denunce sulla corruzione della curia romana del tempo. Orff estrapolò 24 tra questi poemi, in latino, tedesco antico e provenzale, costruendo un magnifico e grandioso affresco musicale aperto dal celeberrimo coro “O frotuna” che, a mo’ di suggello, ritorna e chiude l’intero ciclo.

Lo spettacolo dura 1 ora senza intervallo.

La Prima sarà trasmessa in diretta da Rai-Radio3 giovedì 17 dicembre alle ore 20, trasmissione inserita anche all’interno del circuito Euroradio. Come di consueto si potrà seguire il backstage, nonché scoprire divertenti curiosità sugli interpreti e sull’allestimento, guardando le Pillole di Passione di Paola Giunti, visibili sul sito del Regio www.teatroregio.torino.it e sul nostro canale YouTube.com/TeatroRegioTorino.

Biglietti in vendita presso la Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242, presso Infopiemonte-Torinocultura, alla Biglietteria del Teatro Stabile, on line su www.teatroregio.torino.it e telefonicamente con carta di credito al n. 011.8815.270. Info: tel. 011.8815.557.


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