L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

.

 

 

 

 

Una storia maledetta

Quindicesimo appuntamento del ciclo

Prima delle prime”

Stagione 2018/2019

Amici della Scala – Teatro alla Scala

Rigoletto

di Giuseppe Verdi

Libretto di Francesco Maria Piave

Teatro alla Scala - Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”

Giovedì 29 agosto 2019 ore 18

“Tentate! Il soggetto è grande, immenso ed avvi un carattere che è una delle più grandi creazioni che vanti il teatro di tutti i paesi e di tutte le epoche. Il soggetto è Le Roi s’amuse di Victor Hugo”. Così con traboccante entusiasmo scriveva Giuseppe Verdi a Piave in una lettera del 28 aprile 1850. Il “soggetto immenso” si riferiva alla tragedia di Hugo che, rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1832, fu immediatamente sospesa dalla censura poiché in essa erano descritti senza mezzi termini le dissolutezze della corte francese e il libertinaggio del re Francesco I. Ma quel “soggetto immenso” aveva folgorato Verdi e contribuito a chiarire definitivamente i principi della sua poetica teatrale. Piave tentò e il libretto da lui elaborato riuscì nel modo migliore tanto che Verdi ne fu contentissimo. “Vi sono posizioni potentissime, varietà, brio, patetico: tutte le peripezie nascono dal personaggio leggero, libertino del Duca: da questo i timori di Rigoletto, la passione di Gilda ecc. ecc.”. Non ne fu contenta invece, come quella di Parigi, anche la polizia di Venezia, che vietò di rappresentare un re come un libertino cinico, ma le contestazioni inequivocabili del compositore, che confermavano la concezione estetica dell’opera, indussero la censura a cedere, così che si arrivò al compromesso di far svolgere l’azione alla corte di Mantova, a quel tempo non più esistente, e di trasformare il re di Francia nel duca di Mantova. Nell’impossibilità di tenere il titolo Le Roi s’amuse, Verdi non volle il Re come protagonista della sua opera, bensì il Gobbo, ossia Rigoletto buffone di corte; da qui la scelta definitiva del titolo Rigoletto. L’opera andò in scena l’11 marzo 1851 al Teatro La Fenice di Venezia con grande successo di pubblico e stampa. Sembrò allora manifestarsi un nuovo orientamento psicologico e drammatico nella concezione del melodramma verdiano. “Badate. Il Rigoletto avrà vita più lunga di Ernani… Rigoletto è opera un po’ più rivoluzionaria, quindi più giovane e più nuova e come forma e come stile”. Così fermamente convinto Verdi a Piave.

Rigoletto sarà in scena alla Scala dal 2 al 20 settembre: con la ripresa dell’allestimento di Gilbert Deflo i ragazzi dell’Accademia si confronteranno con due maestri dell’interpretazione verdiana. Sul podio Daniel Oren, direttore dalla solida esperienza, e il leggendario Leo Nucci come tragico giullare, che proprio con queste recite darà l’addio alla parte.

Nell’incontro “Una storia maledetta”, con ascolti e video, parla di Rigoletto Oreste Bossini.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Supporto tecnico Meeting Project s.r.l. service audio-video Milano


 

Vuoi sostenere L'Ape musicale?
Basta il costo di un caffé!

con un bonifico sul nostro conto

o via PayPal