L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Spirito europeo

 di Roberta Pedrotti

Confitebor

musiche di Bruhns, Bassani, Buxtehude, Monteverdi, Schieferdecker

Ivana Valotti, organo

Nova Ars Cantandi

Giovanni Acciai, direttore

Registrato a Padova e Firenze nel 2014

CD Universal Music Group, 481 6499, 2017

La subordinazione, quando non l'esilio, della storia delle arti nei percorsi scolastici italiani ha conseguenze molto più gravi di quanto comunemente non si consideri. Al di là del valore patente della comprensione e della conoscenza del patrimonio culturale in tutte le sue forme ed espressioni, la storia di queste stesse forme ed espressioni rappresenta una delle più preziose magistrae vitae.

Se non ci si ferma al sintetico inanellare di biografie esemplari di sommi compositori, ma ci si rivolge con uno sguardo un po' più ampio all'evoluzione di prassi, ruoli e abitudini sociali, rapporti interpersonali, la musica ci restituisce un'immagine d'Europa che dovrebbe essere ora più che mai d'esempio, un'Europa che la storia di re e battaglie ci racconta in una serie di guerre, trattati, scontri, alleanze e massacri e che invece nelle arti rivela una civiltà di dialogo e confronto purtroppo spesso dimenticata.

Mentre studiamo gli orrori delle guerre di religione che insanguinarono il vecchio continente senza insegnare ai posteri che diverse fedi possono convivere serenamente, i concerti spirituali della cattedrale di Lubecca, cui si ispira questo CD, affiancavano serenamente brani sacri di autori cattolici e luterani, rivelavano il dialogo costante al di là di ogni confine fra artisti (e amatori) d'ogni paese, d'ogni credo. Giunge la musica di Monteverdi e si accorre ad ascoltarla, accogliendo ben volentieri quella cura poetica della parola che così bene si confà all'idea protestante della liturgia cantata condivisa e intellegibile. Le generazioni successive, tedesche e italiane, ne faranno tesoro, come confermano i pezzi sempre per voci e basso continuo, cui solo occasionalmente si uniscono due violini concertanti, di Buxtehude (1637-1707), Bruhns (1665-1697), Schieferdecker (1679-1732) e dell'italiano Bassani (1647/50-1716), che pure nei principati tedeschi mai mise piede fisicamente ma i cui scritti varcarono le Alpi ed ebbero stampa e diffusione. Cattolici o protestanti di professione individuale, importa poco nel mosaico confessionale determinato dal principio “cuius regio, eius religio” che imponeva al professionista musicale la disinvoltura di servire committenti fedeli al papa o riformati.

E se Monteverdi nella seconda pratica in nome dell'espressione e del testo rivendica una maggiore libertà nel trattamento delle dissonanze, nel Nord il suo stile s'incontra con le arditezze contrappuntistiche ben radicate dall'Ars Nova e contribuisce al sorgere anche di uno stile organistico e strumentale che riconosciamo nei due preludi di Nicolaus Bruhns, esponente di spicco della generazione di mezzo fra Buxtehude e Bach, allievo del primo di cui ereditò e sviluppò – per quel poco che ci è pervenuto – la vibrante espressività, la cura dell'affetto, una tradizione contrappuntistica che si rimodella su nuove esigenze retoriche e poetiche. Monteverdi non è lontano: questa è un'Europa in cui potevano servire settimane per un viaggio che oggi si sbrigherebbe in un'ora o due, ma in cui le idee viaggiavano libere e veloci, le differenze potevano essere ricchezze e occasioni di incontro e dialogo, confini e religioni non costituivano ostacoli per le arti, le scienze, il pensiero. Non un Eden, ma una terra ancora insanguinata, soggetta ad arbitrii, ma che considerata nella sua dimensione intellettuale e artistica ha molto ancora da insegnarci.

Come già nel precedente CD Contrafacta [leggi la recensione], l'ensemble Nova Ars Cantandi (Alessandro Carmignani, Andrea Arrivabene, Gianluca Ferrarini, Marcello Vargetto, voci, Luca Giardini ed Elin Gabrielson, violini, Jean-Marie Quint, violoncello) di Giovanni Acciai, con Ivana Valotti solista all'organo, ci offre un programma che è un progetto stimolante e ricco di spunti di riflessione, ben servito da un'interpretazione attenta, accurata, partecipe.

Molto dettagliate e ricche d'informazioni storiche e critiche anche le fitte note firmate da Acciai e Valotti.