L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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La prima pietra

di Gabriele Cesaretti

Giuseppe Verdi

Stiffelio

Guanqun, Aronica, Frontali

direttore Andrea Battistoni

regia Guy Montavon

Parma, Teatro Regio, marzo 2012

DVD Unitel Classic A00 008959, collana TUTTO VERDI, 2012

[Pubblicato in collaborazione con Non solo belcanto]

Lo Stiffelio contenuto nel quindicesimo volume del ciclo TuttoVerdi della CMajor fu l’ultimo spettacolo della gestione Meli allestito al Teatro Regio di Parma, allestimento conclusivo della Stagione Lirica 2012, affidato alla bacchetta dell’allora enfant prodige Andrea Battistoni, che non diresse male (se si esclude qualche incomprensibile taglio, inaccettabile in un’integrale verdiana pensata per il 2013) ma rivelò anche una certa pesantezza di lettura che emerge anche alla visione del dvd.

Il cast, invece, fu tra i migliori dell’era Meli: Roberto Aronica fu a teatro ed è nel dvd uno Stiffelio molto parco di sfumature e sempre tendenzialmente stentoreo, ma la voce è bella e il canto sempre (o quasi) a fuoco. Bravo, ma anche lui piuttosto stentoreo, Roberto Frontali, comunque autore di una prova notevole e comunicativa. Trovai e trovo invece piuttosto leggera la Lina di Yu Guanqun, talentuoso soprano cinese che canta con garbo e fraseggia con classe, ma per cui la parte dell’adultera sposa di Stiffelio è forse troppo pesante. Non male Gabriele Mangione, un “nobil conte Raffaello” adeguato alla bisogna e piuttosto alterni i ruoli minori.

Lo spettacolo di Guy Montavon è molto grigio, molto elegante e molto gradevole, anche se cade clamorosamente nella scena finale: il fascino dello Stiffelio è nella modernissima soluzione drammaturgica che permette al pastore di perdonare sua moglie aprendo a caso il Vangelo per leggere il celebre passaggio dell’adultera. Visualizzare il Vangelo sotto forma di un’enorme installazione libresca al proscenio, con delle pietre che scendono sopra i coristi in preghiera e, soprattutto, rappresentare Stiffelio che fugge via dopo la frase di perdono, è didascalico e travisa completamente un’invenzione tra le migliori del giovane Verdi.

Nel complesso un dvd di discreto livello, ma ancora una volta esiterei a indicare tale registrazione un modello di come andrebbe eseguito Verdi, come pomposamente recita lo slogan della collana.


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