L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Tre assi e un paio!

di Antonino Trotta

In attesa di vedere sulle scene del circuito il titolo, rimandato alla prossima stagione, dal Teatro Fraschini di Pavia OperaLombardia trasmette in streaming un concerto con selezione d’arie e duetti da La fanciulla del West: ne sono eccellenti protagonisti Rebeka Lokar, Devid Cecconi, Angelo Villari e il direttore Valerio Galli.

Pavia, 25 novembre 2020 – Così come il finale di La fanciulla del West segna solo l’inizio di una storia ancora tutta da scrivere, anche questo ennesimo appuntamento virtuale, trasmesso in streaming dal Teatro Fraschini di Pavia, altro non è che la premessa di uno spettacolo – con la regia di Andrea Cigni, scene di Dario Gessati e costumi di Tommaso Lagattolla – che verrà. Una premessa che, ripercorrendo i punti salienti dell’opera senza svelare al pubblico digitale l’epilogo, è sì l’occasione, a centodieci anni dal debutto dell’opera, per omaggiare uno dei meno eseguiti capolavori pucciniani, ma pure la convalida della tempra e dello spirito dei virtuosi circuiti provinciali, sempre pronti a dare prova del proprio valore, soprattutto nei momenti più delicati. Certo senza orchestra, senza azione scenica e con i filtri digitali che mai rendono giustizia alla musica, del teatro pucciniano – in realtà, del melodramma in generale – non resta che un’allusione, un’ombra proiettata sulla parete di una platonica caverna entro cui ora ci troviamo incatenati, ma senza dubbio sono ombre e allusioni che invoglieranno, quando sarà possibile, all’esperienza diretta e alla scoperta. Di queste idee accennate, quella sul cast è eccezionale.

Valerio Galli, punto di riferimento in questo repertorio, sa innalzarsi sul podio persino quando adagia le natiche su una panca. Prestato alla tastiera, che suona in maniera impeccabile, Galli dimostra di saper rinunciare all’orchestra senza mai sacrificare Puccini: valorizza le raffinatezze armoniche, ritmiche, linguistiche ora derivate dalle suggestioni musicali, accantonati gli esotismi orientaleggianti di Butterfly, che offre il Nuovo Mondo, accompagna i cantanti con la consueta visione d’insieme, puntando a fare teatro – magnetica la tensione che crea durante la partita a carte – anche quando il teatro non si può fare o si può fare solo in piccola parte.

Rebeka Lokar come Minnie, attesissima quest’anno nei purtroppo mancati debutti in Tosca – a Novara e a Macerata –, qui conferma come risorse generose e ferrea disciplina vocale – acuti luminosi, emissione morbida e sul fiato, filati impalpabili sono qualità già largamente consolidate e apprezzate sul campo – dotino un’interprete di tutti gli strumenti necessari per dipingere a tutto tondo un personaggio delicato e ardimentoso che evolve e esplode inseguendo l’intensità del suo amore e delle prove a cui esso la sottopone. Devid Cecconi, nel ruolo di Jack Rance, colpisce di sicuro per lo strumento gagliardo e la compostezza della linea che conferiscono allo sceriffo protervia e autorevolezza, sebbene la natura del suo personaggio affondi le proprie radici nel canto galante e lusinghiero che si ascolta nel duetto con Minnie del prim’atto. Non meno interessante Angelo Villari, nei panni di Johnson, ora per la baldanza degli involi all’acuto – quanti ce ne sono in quest’opera! –, ora per la vivacità espressiva del fraseggio.

Con tre assi (Lokar, Cecconi, Villari) e un paio (Puccini-Galli) OperaLombardia vince un’altra mano di poker. Non resta che aspettare la partita finale, dal vivo.


 

 

 
 
 

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