L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Schubertiade comme il faut

di Suzanne Daumann

Christoph Prégardien e Michael Gees protagonisti di una Liederabend dedicata alla ballata nella cornice unica del festival schubertiano di Schwarzenberg, nel quale rivive lo spirito originale delle serate musicali del grande compositore. E gli artisti ricreano mondi, storie, personaggi fra dramma, commedia, fiaba e leggenda.

SCHWARZENBERG, 14 giugno 2013 - Franz Schubert e i suoi amici avevano l'abitudine di ritrovarsi per delle serate musicali informali, le Schubertiadi. «Schubertiade » è dunque il nome scelto per un festival dedicato a Schubert e inaugurato nel 1976 da Hermann Prey: da allora il festival ha presto attirato i migliori interpreti di Lieder e musicisti da camera in circolazione. In capo a qualche anno di dismissioni e allestimenti di spazi diversi, il festival dispone oggi di due sale da concerto in due luoghi differenti: la Markus-Sittikus-Saal a Hohenems e la Angelika-Kauffmann-Saal a Schwarzenberg. Quest'ultimo è il teatro della cittadina meravigliosamente restaurato, tutto in legno, collocato in un panorama magnifico di pascoli e montagne che guarda su una verde vallata. L'atmosfera intima e calorosa rende possibile la realizzazione dell'autentico spirito della Schubertiade: amici riunito per celebrare la vita e la musica. Per di più la sala dispone di un'acustica ammirevole, è climatizzata e accessibile ai disabili. Si può considerare fra le più belle sale per la musica da camera al mondo. Christoph Prégardien, tenore, e Michael Gees, pianista, aprono il festival di quest'anno con un recital di ballate di compositori e poeti vari. Fra i compositori si trova lo stesso Michael Gees: la sua Zauberlehrling, l'apprendista stregone di Goethe, figura a pieno diritto fra Lachner, Wolf e Loewe. Il recital comincia con Der Nöck de Loewe, e dopo qualche acuto inquietante, i due artisti ci trasportano in un mondo di magia e fiabe, di drammi e risate. Christophe Prégardien, con la sua voce morbida e dolce come il miele, e Michael Gees, presenza sottile al piano, danno vita a ciascun personaggio e illuminano le loro storie. Una tempesta, da fuori, aggiunge un tocco d'atmosfera in più, con lampi che attraversano la sala di tanto in tanto. L’arte di cantare il Lied, per me, deriva dall'arte di leggere e comprendere la poesia. La ballata è stata una forma di canto per la danza prima che il nome fosse utilizzato per lunghi poemi narrativi, soprattutto in Germania dal XVIII secolo, pertanto sembra logico che questi testi siano volti nuovamente in musica. Ogni ballata è un dramma a sé. L'interpretazione di queste opere, così piene di dettagli e sfumature, esige una considerevole maestria. Gees e Prégardien possiedono questa maestria, senza dubbio, e ci presentano una serata di musica "in technicolor". Noi fremiamo quando l'infelice nano malefico, Der Zwerg nella ballata di Schubert, assassina la sua amante reale. Restiamo senza fiato per lunghi minuti mentre nella storia della promessa (Die Bürgschaft) un uomo deve superare un ostacolo dopo l'altro per mantenere la parola e salvare dalla morte l'amico che si era fatto garante del suo ritorno. Sospiriamo per l'amore impossibile di una sirena, composizione di Lachner su versi di Heine, e ridiamo dell'apprendista stregone e della sua scopa disubbediente (ancora bravo, encore bravo, Michael Gees !). Nella ballata del viaggio del cavaliere Kurt di Goethe (Ritter Kurts Brautfahrt), musicata da Hugo Wolf, ridiamo apertamente del racconto ironico degli ostacoli che innalzano amori, creditori e litigiosi di fronte al giovane in viaggio verso la sua promessa sposa. E fremiamo ancora con il Feuerreiter di Wolf, storia dello spirito maligno che infesta il luoghi degli incendi, o con il Traumbild di Heine, composto da Lachner, un'altra storia di spiriti... Il pubblico celebra gli artisti con applausi tonante. Non poteva mancare un bis prima di andarsene, e cos'altro avrebbe potuto cantare Christoph se non l'Erlkönig? Quando lasciamo la sala da concerto la tempesta è passata, una mezzaluna illumina un mondo magico. Così ci ritiramo, la mente risuonante di storie e melodie.

Ecco una notte di Schubertiade come si deve.


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