L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Parata di stelle

di Michele Olivieri

L’emergenza sanitaria ci ha imposto un nuovo comportamento. Non si può andare a teatro ma questo non significa sospendere ogni attività e non coltivare più gli interessi, bisogna solo fruirne in maniera differente. Grazie al web e alle reti televisive importanti proposte arrivano direttamente a casa dando una mano alla cultura e un senso di aiuto per ciascuno di noi. Su Rai5 è stata visibile la serata di danza con il Gala des Étoiles dal Teatro alla Scala di Milano.

MILANO maggio 2020 – Rai Cultura ha riproposto nuovamente dal Piermarini il Gala des Étoiles andato in scena nel novembre 2015 in occasione della chiusura di Expo, fornendo una panoramica su alcuni pezzi intramontabili, ponendo in risalto la padronanza assoluta dei mezzi tecnici connessi all’esercizio tersicoreo. In scena stelle di prima grandezza giunte dai maggiori teatri europei per un programma appassionante di profondità e intensità, seppur (all’occhio più vigile) indebolito da abbinamenti non perfettamente riusciti a livello di partneraggio, e per alcuni ruoli distribuiti non correttamente.

Applausi per il fuoriclasse Roberto Bolle sempre pronto a reinventarsi nonché per le altre due étoile scaligere Svetlana Zakharova e Massimo Murru, al fianco degli ospiti Alina Somova, Lucia Lacarra, Polina Semionova, Maria Eichwald, Leonid Sarafanov, Ivan Vasiliev, Melissa Hamilton, Marlon Dino, Maria Vinogradova includendo i primi ballerini Nicoletta Manni, Claudio Coviello e Mick Zeni. Una produzione popolare e facilmente fruibile, all’altezza delle aspettative in termini di risposta del pubblico, architettata su una scaletta dove tecnica, eleganza e grazia oltre alla coordinazione di elementi di diversa provenienza hanno infiammato gli spettatori, spaziando dai romantici pas de deux estratti dal Don Chisciotte, Grand Pas Classique, Il Corsaro ad assoli acuti quali La morte del cigno, La rose malade e Spartacus passando per coreografie di matrice narrativa come L’histoire de Manon, Romeo e Giulietta, Carmen concludendo dalle sperimentazioni contemporanee Prototype, Three Preludes e Light Rain.

Il parterre dei coreografi ha presentato Maestri del calibro notoriodi Roland Petit, Marius Petipa, Michail Fokine, Kenneth MacMillan, Victor Gsovskij e Yuri Grigorovich accanto a maestri come Ben Stevenson, Gerald Arpino, Massimiliano Volpini supportati da partiture di Rachmaninov, Bizet, Massenet, Mahler, Auber, Saint-Saens, Minkus, Prokof’ev, Chačaturjan, Ponchielli eseguite dall’Orchestra del Teatro alla Scala sotto la direzione di David Coleman.

Lo statuario Roberto Bolle ha danzato la Carmen con una sensuale Polina Semionova ePrototype rivelando plasticità e versatilità. Svetlana Zakharova ha interpretato con inarrivabile classe il capolavoro La morte del cigno donando palpabili emozioni ed in coppia con il virtuoso Leonid Sarafanov Il Corsaro. Dal Romeo e Giulietta il passo a due del balcone ha visto protagonisti intensamente Maria Eichwald e l’amatissimo interprete della danza Massimo Murru. Dalla creatività di Roland Petit La rose malade con Maria Eichwald e Mick Zeni. L’histoire de Manon si è palesata per mezzo di Melissa Hamilton e Claudio Coviello nel pas de deux dal primo atto. Nicoletta Manni ha fatto coppia con l’istrionico Ivan Vasiliev nel Don Chisciotte con il Grand Pas de deux dal terzo atto. Gli affiatati Lucia Lacarra e Marlon Dino sono stati protagonisti dei Three Preludes accompagnati al pianoforte da Roberto Cominati, e di Light Rain. I raffinati Alina Somova e Leonid Sarafanov si sono calati nei ruoli dell’intramontabile Grand Pas Classique. Maria Vinogradova e Ivan Vasiliev hanno sposato un titolo suggestivo quale Spartacus.

In conclusione il corale e festoso finale sul Galop della Danza delle ore ha riunito magicamente tutti i protagonisti. Il gala ha avuto il merito di onorare – a prescindere – ogni singola personalità artistica, celebrando l’immagine di una tradizione storicamente inappuntabile, e di una modernità evolutiva.

 


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