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Festival e violoncello

 di  Andrea R. G. Pedrotti

Il violoncellista di fama internazionale Jan Vogler si dedica con passione anche alla direzione di eventi come il Moritzburg Festival e il Dresden Musikfestspiele. Gli abbiamo rivolto qualche domanda sulla sua attività.

Lei è un violoncellista, ma in questi anni ha anche assunto impegni come dirigente di numerosi festival in Germania. Quanto l'ha aiutata la sua esperienza di musicista e come l'ha applicata all'amministrazione?

All'inizio si è trattato solo di un interessamento per un aspetto molto differente della nostra scena musicale. Desideravo capire perche la gente va ai concerti e come si decice che artisti e programmi presentare. Quando abbiamo fondato il Moritzburg Festival nel 1993 l'esperienza è stata il passo successivo, toccando con mano le difficoltà e gli ostacoli per giungere al bel momento in cui un pubblico attento incontra gli artisti in concerto. Ma vorrei dire che la mia formazione musicale mi ha aiutato solo in pochi aspetti di queste iniziative, uno dei quali era sapere quale artista chiamare per un perticolare repertorio. 

Passeggiando per Dresda, è facile notare eventi che coinvolgono la città nel Festival: che importanza pensa che abbia il fatto che si respiri l'atmosfera dell'evento?

È molto importante! La mia squadra ed io abbiamo lavorato molto duramente su questo aspetto, ci vuole molto impegno perché un festival di musica classica sia percepito veramente presente, perché in città si crei l'atmosfera del festival. I nostri progetti come 'Klingende Stadt' e 'Dresden singt und musiziert' all'aperto hanno aiutato molto a portare il Festival per le strade.

In questa edizione, come nelle precedenti, ha sempre utilizzato molti edifici nel centro cittadino, non solo le sale da concerto. Pensa che sia un modo per fare un festival "di Dresda" e non solo "a Dresda"? 

Esattamente! Se vuoi fare della città una "città-festival" devi coinvolgerla, è la strada più efficace. Siamo molto fortunati ad avere un bel centro cittadino "compatto" con grandi strutture, hotel moderni, ristoranti e musei nei dintorni. Costruire una rete fra questi elementi è la chiave. 

Leggendo il programma 2019, trovo artisti e orchestre internazionali. Come gestisce questa concentrazione di grandi nomi? Con quanto anticipo pianifica la stagione? 

Dresda è una città musicale. Quando ho assunto l'incarico ho capito che avremmo dovuto radunare le voci più forti della musica classica, per creare un festoso concentrato della stagione. Si tratta di combinare eventi pianificati con largo anticipo e altri, al contrario, molto più tardi. World music, jazz ed cross over sono, in genere, decisi dopo, i solisti più celebri e le orchestre molto presto.

Il pubblico tedesco è tradizionalmente appassioanto di musica, ma nei suoi festival abbiamo spesso incontrato un pubblico internazionale, probabilmente attratto ai grandi artisti in cartellone. Come pensa potrà crescere ancora?

Naturalmente non sarà facile. Quest'anno abbiamo avuto una crescita del 30%, che è un grosso numero... Ogni anno sono preparato a un passo indietro, ma finora abbiamo sempre avuto una crescita annuale a due cifre. Un pubblico internazionale è la chiave per un festival che vede se stesso come un evento musicale internazionale.

I suoi festival hanno sede soprattutto in Germania, ha mai pensato di avere esperienze simili in altri paesi? 

Sì, e ci sono ancora molto sogni nella vita... Ma al momento io sento che avremo ancora margine di crescita per il festival a Dresda, in termini di musica offerta e di pubblico attratto. Questo è il nostro primo interesse.

Ora, parliamo del suo ruolo di musicista: in disco o dal vivo tende sempre a un grande affinamento esecutivo. Fa anch'esso parte di un percorso intellettuale?

Assolutamente. Mi sento arricchito da ogni esperienza musicale. Come interprete, come direttore di vestival e come essere umano con una curiosità verso la cultura e l'arte in generale.  

Come violoncellista, ha viaggiato molto. Quali differenze ha trovaro fra le realtà musicali europee e mondiali?

Sono sempre molto orgoglioso della Germania come paese che valorizza la musica classica, ma anche altri paesi stanno crescendo, lanciando talenti e sviluppando nuovi pubblici. Sto pensando - in rapporto agli ultimi 30-40 anni - a Scandinavia, Asia e Sud America. C'è così tanto amore per la musica classica. 

Ha altri progetti professionali per il futuro, o pensa di proseguire sulle strade già intraprese?

Ho intenzione di mantenermi sulla mia strada. Suonare il violoncello ed esibirmi è la mia passione e l'esperienza alla guida di festival è qualcosa con cui voglio influenzare e, spero, arricchire un po' le comunità e la vita musicale dei nostri tempi. 

Può darci qualche anticipazione per le nuove edizioni del Dresden festival?

Sororesa, sorpresa! Pubblicheremo il programma in settembre... ;-) 

Grazie a Jan Vogler.


 

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