L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Per Lucia

di Francesco Bertini

La memoria di Lucia Valentini Terrani, come artista e come donna, non si sbiadisce a quindici anni dalla scomparsa, anzi, la fondazione che porta il suo nome è attivissima nel promuovere iniziative benefiche e artistiche. Fra questi un concerto che ha visto protagonista il soprano Jessica Pratt. Con lei Giovanna Lanza, Alessandro Scotto di Luzio, Riccardo Gatto, Filippo Polinelli, Antonio Barbagallo e Giovanni Battista Parodi con l’Orchestra Filarmonia Veneta, il Coro Lirico Amadeus e la direzione di Francesco Ivan Ciampa.

TREVISO, 24 ottobre 2013 - Sono passati poco più di quindici anni da quel giugno 1998 che, con la fine della primavera, si è portato via una delle voci più belle e amate della lirica, Lucia Valentini Terrani. Sebbene il tempo corra vorticosamente, non mancano i momenti per ricordare quest’artista, simbolo di un’intera generazione legata all’opera e in particolare alla cosiddetta Rossini-renaissance. Donna umile ma solare e generosa, la Valentini Terrani si è imposta, tra gli anni settanta e i novanta del secolo scorso, per una vocalità personalissima, resa ancor più particolare dal colore suadente e dalla versatilità nei più disparati stili. Oltre ad essere un’acuta interprete barocca, è stata, assieme a poche altre colleghe (Marilyn Horne e Teresa Berganza in primis), una delle più rinomate voci rossiniane e belcantiste del secondo dopoguerra, senza dimenticare le incursioni, lodate, nel repertorio tardo ottocentesco e primo novecentesco. Tutto ciò finì, nel breve volgere di alcune stagioni, a causa di un male con il quale il mezzosoprano lottò, con lo stesso carattere determinato con il quale aveva vissuto, uscendone sconfitto. Si trattava di quella leucemia dalla quale il collega José Carreras era riuscito a salvarsi. Ed è proprio a questa malattia, e a tutti i morbi incurabili, con particolare riguardo all’infanzia, che la Fondazione Lucia Valentini Terrani ha votato i propri sforzi e la propria attenzione. Non mancano le manifestazioni a scopo benefico che nel nome dell’artista raccolgono fondi per quest’istituzione: l’ultima occasione ha avuto luogo a Treviso, nel Teatro Comunale, recentemente intitolato a Mario Del Monaco. Fautore del concerto è il direttore artistico dell’iniziativa Giuseppe Aiello che programma una serata interamente dedicata all’opera con brani verdiani, donizettiani, belliniani, pucciniani e un'incursione francese con Bizet. Guest star è Jessica Pratt, fresca dal trionfo padovano in Rigoletto. Il soprano australiano ha reso con sicura personalità “O luce di quest’anima” dalla Linda di Chamounix, convincendo però pienamente nell’“Ah non credea mirarti” da Sonnambula, dove la scrittura elegiaca ha messo a nudo la sua propensione naturale al cantabile, fraseggiato elegantemente e altrettanto ottimamente interpretato. Assieme alla Pratt vi è una serie di artisti dei quali giova ricordare i nomi: il mezzosoprano Giovanna Lanza, i tenori Alessandro Scotto di Luzio e Riccardo Gatto, i baritoni Filippo Polinelli e Antonio Barbagallo e il basso Giovanni Battista Parodi. A guidare l’Orchestra Filarmonia Veneta, che con questo repertorio mostra di possedere una certa esperienza, c’è Francesco Ivan Ciampa. Presente il Coro Lirico Amadeus. Al termine del variegato programma si è ascoltato un bis collettivo: il sestetto da Lucia di Lammermoor, immediatamente replicato a grande richiesta. Gli applausi non sono mancati e il nutrito pubblico fa ben sperare per quanto riguarda la raccolta fondi ed allo stesso tempo il ricordo di una grande artista.

 


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