L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

La Passione secondo Haydn, Wagner e Szymanowski

 

CONCERTO SINFONICO

DIRETTO DA TITO CECCHERINI

Direttore TITO CECCHERINI

Maestro del Coro ANDREA FAIDUTTI

 

Soprano PATRIZIA BICCIRE’

Contralto GABRIELLA SBORGI

Baritono VITTORIO PRATO

 

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

 

Karol Szymanowski

Stabat Mater per soli, coro e orchestra, op. 53

 

Patrizia Biccirè, soprano

Gabriella Sborgi, contralto

Vittorio Prato, baritono

 

Richard Wagner

Da Parsifal, L’incantesimo del Venerdì Santo

 

Franz Joseph Haydn

Sinfonia in fa minore op. 49, La Passione

 

 

Venerdì 3 aprile 2015, alle ore 20.30, all’Auditorium Teatro Manzoni, il Maestro Tito Ceccherini dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna nel quarto concerto della Stagione Sinfonica 2015.

Il concerto è interamente dedicato alla Pasqua, e ruota intorno ai temi della Passione di Cristo e del Venerdì Santo.

“Stabat mater dolorosa. Con queste parole si apre una delle più note sequenze della liturgia cattolica, tenera e sentita meditazione sulle sofferenze della madre di Gesu “iuxta crucem lacrimosa” (in lacrime presso la croce). Tra le numerose intonazioni musicali inspirate dal testo latino, risalente al secolo XIV, quella per soli, coro e orchestra del compositore polacco Karol Szymanowski occupa un posto singolare per delicatezza e sensualità sonora.

Commissionata da un ricco commerciante di Varsavia, Bronisław Krystall, in ricordo della moglie Izabella, la composizione fu iniziata nella primavera del 1925 e completata l’anno dopo. Dietro la gestualità contenuta e la sorprendente economia di mezzi si cela un intenso lavoro di ricerca sulla musica rinascimentale, specie polacca, che aveva occupato Szymanowski negli anni precedenti e che caratterizzerà gran parte della sua produzione matura. Se nella semplicità del disegno melodico traspare una certa ispirazione folklorica, nella raffinata policromia strumentale si indovinano

invece alcune delle più avanzate tendenze musicali del primo Novecento. […]”

“L’incantesimo del venerdì santo (Karfreitagszauber) e tra le pagine piu seducenti del Parsifal, “dramma sacro” di Richard Wagner completato nel 1882 dopo una gestazione di alcuni decenni. Abbandonata la tavolozza sovraccarica del ciclo del Nibelungo, Wagner sviluppa in questo suo ultimo capolavoro una scrittura orchestrale di abbagliante rarefazione: un impasto sonoro che sembra – noterà Debussy – “come illuminato da dietro”. Protagonisti del discorso musicale sono i celebri Leitmotive (motivi conduttori), le cui mutazioni e sovrapposizioni, intrecci e trasformazioni scandiscono il racconto wagneriano. Cosi Marcel Proust, con febbrile precisione: “Mi rendevo conto di tutto ciò che di reale c’è nell’opera di Wagner, rivedendo quei temi insistenti e fugaci che compaiono in un atto, se ne allontanano solo per ritornarvi, e, a volte lontani, sopiti, quasi distaccati, sono in altri momenti, pur restando vaghi, cosi interni, cosi organici e viscerali che sembrano non tanto la ripresa di un motivo musicale quanto quella di una nevralgia”. […]

Siamo nel terzo atto. Sconfitto Klingsor, recuperata la sacra lancia, Parsifal e tornato nel regno del Graal, sul Monsalvat. E il quadro di una natura rinnovata, primaverile. Ad accogliere il “puro folle ammaestrato dalla pietà”, destinato a diventare nuovo re, c’è il più anziano dei Cavalieri, Gurnemanz: “Come a noi fu promesso, | cosi il tuo capo io benedico, | per salutarti re. Tu – puro, | che soffri e porti compassione, | che sai, e porti salvazione!”. Su queste parole risuona negli ottoni il tema di Parsifal, col suo limpido e nobile profilo ritmico (sono gli accordi con cui si apre L’incantesimo del venerdì santo  eseguito in concerto). […]”

“La Sinfonia n. 49 in Fa minore (1768), nota come “La Passione”, e forse la più radicale tra quelle composte da Franz Joseph Haydn nell’età dello Sturm und Drang. Una stessa tinta cupa – ora statica, ora vertiginosa – sembra avvolgere i quattro movimenti disposti secondo l’antica forma della sonata da chiesa. […]”

Dal programma di sala (testo di Francisco Rocca).

Tito Ceccherini ha collaborato con orchestre come la Philharmonique de Radio France, la BBC Symphony londinese, la HR-Sinfonieorchester di Francoforte, la SWR di Stoccarda, la Deutsche Radio Philharmonie, la Tokyo Philharmonic, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Teatro La Fenice, l’Orchestra Sinfonica di Milano “G.Verdi”, l’Orchestra del Teatro San Carlo, l’Orchestre de Chambre de Geneve, la OSI di Lugano, la Haydn di Bolzano, l’Orchestra della Toscana, ed ensemble rinomati come l’InterContemporain, il Klangforum Wien, Contrechamps, fra molti altri.

Fra i festival che lo hanno ospitato meritano menzione il Festival d’Automne a Paris, gli Schwetzingen Festspiele, la Munchner Biennale, il Festival Musica di Strasbourg, mentre fra le sale piu prestigiose si contano la Philharmonie di Berlino, la Suntory Hall di Tokyo, la Philharmonie di San Pietroburgo, la Cite de la Musique, e molte altre. Nell’agosto del 2012 ha fatto il suo debutto al Festival di Lucerna partecipando al ciclo “Pollini Perspectives” con il Klangforum Wien e i Neue Vocalsolisten. Il progetto e presentato anche a Tokyo (Suntory Hall), Parigi (Salle Pleyel), Berlino

(Philharmonie) e Milano (Teatro alla Scala). Sempre nel 2012 ha inaugurato il nuovo Festspielhaus a Erl (Austria), con un’acclamata interpretazione del Castello di Barbablù di Bartok. E’ stato applaudito in teatri come il Bolšoj di Mosca (Turandot), l’Opera National de Paris, il Capitole di Toulouse, il Grand Theatre de Geneve, il San Carlo di Napoli, il Colon di Buenos Aires, il Nationaltheater a Mannheim, e numerosi altri. Fra i progetti futuri si segnala il debutto sul podio della WDR Sinfonieorchester di Colonia e su quello della Radio Philharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, tornera a dirigere l’Ensemble InterContemporain, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’Orchestra dell’Arena di Verona, e molte altre.


 

 

 
 
 

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