L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

.

 

 

 

 

Pappano dirige Gershwin

Rai5, giovedì 7 marzo 2019 - 21:15

Rai5, sabato 9 marzo 2019 - 12:04

Rai5, domenica 10 marzo 2019 - 19:17

Leggi anche la recensione del concerto: Roma, Concerto Pappano/Tao, 02/02/2019

Il New York Times lo ha definito un musicista capace di «sondare l’intelletto e di esprimere una visione artistica a cuore aperto». Grazie al suo talento poliedrico, si muove dal piano alla musica suonata sull’iPad, dalle sale concerto più prestigiose ai club underground fino ai musei trasformati in music-hall. È il giovane pianista e compositore statunitense di origini cinesi Conrad Tao il protagonista del concerto dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, che Rai Cultura propone in prima tv giovedì 7 marzo alle 21.15 su Rai5. Con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, Tao ha proposto la celebre “Rhapsody in blue” di George Gershwin. Pagina fra le più rappresentative del jazz sinfonico, composta nel 1924, segnò l’inizio di lavori consacrati al successo per il compositore, che proprio in quegli anni si affacciava alla ribalta della scena americana. Gershwin stesso la definì «un caleidoscopio musicale dell’America, col nostro miscuglio di razze, il nostro incomparabile brio nazionale, i nostri blues, la nostra pazzia metropolitana». 

Oltre alla “Rhapsody in blue”, il programma include i poemi sinfonici “Un americano a Parigi” sempre di Gershwin e “Verklärte Nacht” di Arnold Schönberg. Opere apparentemente distanti quanto i loro autori, in realtà condividono lo spirito innovatore del primo Novecento. “Un americano a Parigi”, scritto nel 1928, trascrive in musica le smaglianti impressioni di un turista americano che vagabonda per la città ispirandosi al soggiorno di Gershwin nella capitale francese durante il quale incontrò Ravel, Stravinskij, Milhaud e Poulenc, maestri che tanto ammirava. “Verklärte Nacht” è, invece, il primo vero traguardo compositivo di uno Schönberg ventiquattrenne e sostanzialmente autodidatta, che pur muovendosi sulla scia tardoromantica contiene una libertà armonica inusuale per l’epoca. Ricavato da una poesia simbolista di Richard Dehmel, fu scritto nel 1899 per sestetto d’archi, trascritto per orchestra d’archi nel 1917 e sottoposto a una nuova revisione nel 1943. Regia televisiva a cura di Laura Vitali.  


 

Vuoi sostenere L'Ape musicale?
Basta il costo di un caffé!

con un bonifico sul nostro conto

o via PayPal