L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Una vita nella musica

di Daniele Valersi

RABBI (TN). Dopo il recital tenuto per il festival “Omaggio all’arte pianistica di Arturo Benedetti Michelangeli”, la giovanissima pianista Alexandra Dovgan (classe 2007) ha prolungato il suo soggiorno in Trentino con qualche giorno di vacanza, addentrandosi nelle meraviglie naturalistiche della Val di Rabbi e visitando le baite che già furono di proprietà del Maestro. Per intervistarla abbiamo approfittato di questo intervallo, occasione rara visto il suo calendario fitto di impegni.

Quando ti sei accostata per la prima volta a uno strumento musicale?
Sono nata in una famiglia di musicisti e mi ricordo che fino da piccolissima la musica mi ha sempre circondato. Papà e mamma mi dicono sempre che quando ero piccola la sera mi addormentavo solamente ascoltando le Variazioni Goldberg suonate da Glenn Gould.

Quante ore al giorno dedichi al pianoforte?

Per noi pianisti non c’è una risposta a questa domanda, il tempo che passiamo al pianoforte è solo una parte di quello che usiamo per pensare alla musica da suonare.

Per molte settimane all’anno sei in tournée: come riesci a conciliare l’apprendimento scolastico con l'attività concertistica?
La Scuola Centrale di Musica di Mosca è una scuola molto speciale, noi studiamo musica assieme a tutte le altre materie. Sono molto grata per il supporto che mi sta dando la mia scuola, perché posso avere accesso ad un piano individuale di studio che mi permette di ottimizzare lo studio e i viaggi.

Come passi il tuo tempo libero? Pratichi qualche sport?
Ho un fratello più piccolo, con il quale passo molto tempo e con il quale giochiamo assieme. Siamo una famiglia che pratica molto lo sport, mi piace nuotare, correre e pattinare.

Con la vita intensa che conduci, riesci a coltivare e conservare delle amicizie? Riesci a visitare le località dove suoni?
Si certo, mi piace moltissimo visitare le città dove suono, anche se il tempo a volte è ridottissimo. Ho anche molte amiche con le quali mi tengo in contatto regolarmente.

Ascolti altri generi oltre la musica classica?
No.

Come scegli i programmi dei tuoi concerti?
Inizialmente la mia professoressa (Mira Marchenko, ndr) mi ha sempre detto cosa sarebbe stato più indicato suonare ma negli ultimi anni preferisco scegliere i programmi che più mi piacciono, compatibilmente con i programmi che devo preparare per la Scuola Centrale di Musica.

Ritieni importante, per la carriera di un musicista, la cura dell’immagine e l’aspetto mediatico, che comprende i social network?
Non sono interessata ai social network e mi piace vivere una vita riservata.

Ultimamente sei spesso in Italia; quali musiche di autori italiani conosci?

Mi piace molto l’opera italiana e quest’anno ho avuto l’occasione straordinaria di ascoltare Otello a Barcellona, diretto da Gustavo Dudamel. L’opera italiana è una bellissima musica.

Questa è la tua seconda volta al festival dedicato ad Arturo Benedetti Michelangeli, uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi, che si svolge in un ambiente inusuale, in posti di montagna. Hai avuto tempo di visitare un po’ questi bellissimi luoghi? Cosa ti è piaciuto di più?
Questa è la mia seconda volta al Festival e ho avuto tempo per visitare la Val di Rabbi e i suoi dintorni. Sono molto colpita dalla bellezza della natura. Una emozionante esperienza è stata visitare le baite dove Michelangeli passava le sue estati.

Nel programma del tuo concerto hai proposto anche la Ballata n. 1 e l’Andante spianato & Polacca brillante di Chopin, due cavalli di battaglia del repertorio di ABM. Hai avuto occasione di ascoltare le sue interpretazioni?
Il mio primo incontro con l’arte di Michelangeli è stato quando avevo nove anni e studiavo i Children’s Corner di Debussy. Ho scoperto la straordinaria interpretazione di Michelangeli e da allora ho ascoltato tutte le altre sue esecuzioni.

Ti ricordi delle prime musiche che hai suonato? Quali sono i compositori e i brani che preferisci?
Non ricordo tutto quello che ho suonato, ma posso dire che i miei compositori preferiti per il momento sono Chopin, Schumann e Bach, che compongono il programma che sto suonando in questo momento.

La pandemia ha causato un rallentamento dell’attività concertistica per tutti i musicisti, in particolare l’anno scorso. Come stai vivendo questo periodo?
Non è stato un periodo facile perché ci sono mancati i concerti, ma è stata un’opportunità per studiare molto e imparare nuovo repertorio.

Quali sono i tuoi progetti musicali imminenti? Che musiche stai preparando in questo periodo?
Oltre al programma per pianoforte solo che sto suonando, sto preparando il Concerto n. 2 di Chopin e il Concerto n. 3 di Beethoven che dovrò suonare in autunno.

Come ti trovi in generale in Italia? Quali città hai visitato?
Mi piace moltissimo l’Italia, ovunque guardi c’è arte e bellezza. Ho visitato varie città, tra cui Verona, Bologna, Pistoia, Mantova, Bari e Roma.

Quando e come hai conosciuto Grigory Sokolov?
Ho incontrato il Maestro Sokolov per la prima volta a San Pietroburgo tre anni fa e da allora ci siamo visti regolarmente.

C'è un consiglio, fra quelli che ti ha dato il Maestro Sokolov, che condivideresti con noi?
Ogni volta che abbiamo la possibilità di parlare assieme, il Maestro mi ricorda sempre che suonare sul palcoscenico deve essere piacere e gioia.

Infine, quali sono i tuoi più grandi sogni che vorresti realizzare?
Il mio desiderio più grande e quello di continuare ad avere la possibilità di suonare sul palcoscenico e di poter fare sempre del mio meglio.


 

 

 
 
 

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