L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Indice articoli

Emma dante

Macbeth con la regia di Emma Dante apre la stagione

Sul podio Gabriele Ferro, un cast stellare con Luca Salsi e Anna Pirozzi

La prima il 21 gennaio, il 19 la prova generale con 1300 giovani, ad agosto a Edimburgo

Si avvia così la stagione che celebra il 120° anno dall’inaugurazione del Teatro

Alla prima il ministro del Mezzogiorno De Vincenti e oltre trenta critici italiani e stranieri

PALERMO. Un Macbeth tragico, dominato da un enorme velo rosso sangue – sangue di delitti, sangue di parto, sangue di guerra e di morti - popolato da streghe che si fanno continuamente ingravidare per partorire altre streghe, circondato da una natura ostile e pericolosa rappresentata da una foresta di fichi d’India. Ecco il Macbeth di Verdi per la regia di Emma Dante, che sabato 21 gennaio, alle 20.30, aprirà la stagione 2017 del Teatro Massimo di Palermo, trasmessa in diretta da Radio3, sulla web tv del Teatro, sul sito del Comune di Palermo e ripresa anche dalle telecamere di Sky classica. Una stagione importante, che celebra il centoventesimo anno dall’inaugurazione del Teatro e il ventesimo dalla riapertura.

Un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Regio di Torino e con lo Sferisterio di Macerata, che ad agosto sarà al Festival di Edimburgo. Sul podio Gabriele Ferro – direttore musicale del Teatro Massimo – sulla scena un cast stellare, con Luca Salsi nel ruolo di Macbeth e Anna Pirozzi in quello di Lady Macbeth. Banco è Marco Mimica, la dama è Federica Alfano, Macduff è Vincenzo Costanzo, Malcom è Manuel Pierattelli, il medico Nicolò Ceriani, il domestico/sicario/araldo è Antonio Barbagallo. Nel secondo cast Macbeth è Giuseppe Altomare e Lady Macbeth è Virginia Tola. Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo, Compagnia Sud Costa Occidentale di Emma Dante, Maestro del Coro Piero Monti. Scene di Carmine Maringola, costumi di Vanessa Sannino, assistente alla regia Giuseppe Cutino, coreografia di Manuela Lo Sicco, maestro d'armi Sandro Maria Campagna, assistente alle scene Roberto Tusa, assistente ai costumi Sylvie Barras, light designer Cristian Zucaro.

Oggi la conferenza stampa, con il sindaco e presidente della Fondazione Leoluca Orlando; il sovrintendente Francesco Giambrone; il direttore artistico Oscar Pizzo; Gabriele Ferro; Emma Dante; Luca Salsi; Anna Pirozzi. Ha portato il suo saluto anche l’assessore regionale al Turismo, Antonio Barbagallo. “Una grande apertura di stagione – ha detto il sindaco – per un Teatro diventato sempre più il motore culturale e il punto di riferimento della città”. “Una stagione che si apre nel segno degli anniversari – ha aggiunto il sovrintendente Giambrone – il 120° dalla Fondazione, il 20° dalla riapertura, il 25° dalle stragi di mafia, il 400° dalla fondazione del Conservatorio Bellini, i settanta anni di Salvatore Sciarrino”. “Una grande produzione – ha detto Oscar Pizzo – che andrà poi a Torino, al Festival di Edimburgo, per poi andare al Teatro San Carlo e quello di Macerata, una delle tante produzioni del Teatro Massimo che girano per l’Europa, a conferma di un Teatro sempre più visibile e autorevole sulla scena internazionale”.

Il 19 gennaio, alle 20.30, la prova generale alla quale parteciperanno milletrecento under 35 dell’associazione Giovani del Teatro Massimo.

Alla prima di sabato, seguita da oltre trenta critici di testate italiane e straniere, sarà presente una folta rappresentanza del governo: il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti; il vicesegretario generale di Palazzo Chigi, Salvo Nastasi; il direttore generale dello spettacolo del ministero dei Beni culturali, Onofrio Cutaia. E poi il sovrintendente dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes e il sovrintendente del San Carlo di Napoli, Rosanna Purchia. Alle successive recite parteciperanno il sovrintendente del Teatro Regio di Torino, Walter Vergnano; il sovrintendente del Teatro di Ginevra, Tobias Richter, il sovrintendente della New York City Opera, Michael Capasso.

“Ho lavorato molto sul mondo delle streghe – dice Emma Dante, che già due anni fa inaugurò la stagione del Teatro Massimo con Gisela – una comunità animalesca e selvaggia che perpetua la propria specie per continuare il proprio cammino fatto di sortilegi e di evocazioni, una cosa nuova rispetto al libretto. In scena c’è una forte promiscuità tra satiri con grandi falli e le streghe sempre gravide, con le loro pance. Tutto il discorso dei vaticini che queste streghe fanno a Macbeth hanno a che fare molto con la procreazione: Macbeth non ha figli, e Lady Macbeth vorrebbe tanto averne uno ma non ce la fa. Così alla sua famosa domanda di Macbeth ‘cosa state facendo?’, la risposta è ‘un’opera grande’, e l’opera grande è la nascita, l’opera più grande che esista”.

Ma Macbeth è anche una parabola sul potere e la colpa. “A rappresentare questo – spiega ancora la regista – ci sono elementi scenografici che rappresentano dei troni dorati. Il più alto è quello dove Macbeth deve sedersi, ma nel momento in cui lo raggiunge non potrà più scendere. E tutto quello che c’è intorno al trono verrà tolto, resterà il trono isolato, altissimo, con lui sopra, e intorno il deserto”. La scena dell’uccisione del re rappresenta il travaglio interiore di Macbeth. “A impugnare il pugnale c’è un doppio di Macbeth, vestito come lui, una sua proiezione. Ma lui non riesce a ucciderlo e il re non muore. Finché Macbeth non prende il pugnale e lo uccide. Quindi è come se fosse un dissidio interiore, l’azione non produce effetti finché lui stesso non decide”.

La foresta di Birnam, quella che nel libretto avanza contro Macbeth, in quest’allestimento è una foresta di fichi d’India, il frutto mediterraneo per eccellenza. “Scenderà dall’alto sul palcoscenico – dice la regista - ed entreranno in scena trenta attori: non mimi né figuranti, ma proprio attori, che porteranno il teatro nell’opera musicale. Una scelta, quella del fico d’India - che non è certamente fedele all’ambientazione scozzese ma che racconta di una natura pericolosa, spinosa, piena di insidie. Per me deve essere soprattutto un luogo simbolico, un luogo che racconta la natura selvaggia che prende il sopravvento sull’uomo. Gli attori in sala brandiranno le spade e i coltelli, sarà una scena apocalittica: la foresta non avanzerà, ma saranno gli attori a portarsela sulla testa”.

“Verdi amava moltissimo Shakespeare – dice Gabriele Ferro – lo aveva conosciuto attraverso la traduzione di Rusconi del 1938. Del Macbeth esistono due versioni: la prima andata in scena a Firenze nel 1847, la seconda rivista completamente e presentata diciotto anni dopo all’Opera di Parigi con alcuni balletti e un finale trionfalistico, con un grande coro. Noi presentiamo a Palermo una versione che è una via di mezzo”. Molto impegnativa l’opera per i cantanti. “Verdi – continua Ferro – che si definiva più uomo di teatro che musicista, ma che in realtà era un grandissimo musicista, ha lasciato indicazioni sulle voci pazzesche, termini come oscillante, represso, perfino voce muta, questo per dire quanto tenesse al fattore drammaturgico. Per Lady Macbeth avrebbe voluto una voce brutta, perché il personaggio doveva essere brutto e cattivo. Sono due i pezzi straordinari: il duetto tra Lady Macbeth e Macbeth del primo atto dove l’orchestra suona in fortissimo ma con la sordina per ottenere un colore particolarissimo, e l’aria del sonnambulismo di Lady Macbeth, che è un capolavoro totale”.

Nei panni di Macbeth c’è il grande baritono Luca Salsi, protagonista un anno e mezzo fa di un fatto curioso di cui ha parlato tutta la stampa internazionale: ha sostituito un indisposto Placido Domingo in una recita pomeridiana dell'“Ernani” al Metropolitan di New York, un quarto d'ora prima dell'inizio dello spettacolo. La sera stessa doveva cantare in una recita della “Lucia di Lammermoor”, quindi ha cantato le due opere nello stesso giorno a distanza di poche ore. Al di là dell'aneddoto newyorchese, Salsi - che è originario di Parma, proprio come Verdi - si considera una voce puramente “verdiana”. Ha cantato nei grandi teatri del mondo (dalla Royal Opera House di Londra al Festival di Salisburgo, dal Liceu de Barcelona al Teatro alla Scala, dalla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera al Teatro Real di Madrid) e con direttori come James Conlon, James Levine, Daniele Gatti, Riccardo Muti. In particolare è diventato il baritono preferito da Riccardo Muti: recentemente hanno collaborato insieme a Chicago per “Falstaff” e a Stoccolma per “Macbeth” e ad agosto torneranno al Festival di Salisburgo per Aida (Muti sul podio, Salsi come Amonasro, Anna Netrebko come Aida, Francesco Meli come Radames).

“Sono felice di tornare a cantare in questo magnifico teatro – dice Salsi – soprattutto in un ruolo al quale sono particolarmente legato, come quello di Macbeth. È un’opera piena di fascino, ricca di colori e di nuances, indicati con precisione da Verdi su una partitura che reca segni interpretativi mai visti prima. Un’autentica sfida per il cantante, che deve sapere dosare e modulare la voce, per produrre suoni cupi, ‘strisciati’, talvolta addirittura ‘soffocati’. A Chicago e a Stoccolma ho avuto l’occasione di cantare questo ruolo con il maestro Riccardo Muti, che mi ha letteralmente svelato un mondo, segnando profondamente la mia interpretazione del personaggio”.

Sin dal suo gran debutto al Festival di Salisburgo nel 2013 sotto la direzione musicale di Riccardo Muti nella parte di Abigaille in Nabucco, Anna Pirozzi si è confermata il soprano drammatico di coloratura più elettrizzante della sua generazione, paragonata ad Anita Cerquetti, il più grande soprano drammatico di coloratura dal 1945 a oggi. “è una delle mie opere preferite – dice Anna Pirozzi – una delle opere che canto con maggiore piacere, nonostante il ruolo sia difficile, cupo, macabro. Per un soprano è un ruolo che dà grande soddisfazione vocale ed espressiva. Si dice che Verdi volesse che Lady Macbeth avesse una voce brutta, io credo che intendesse dire che servivano degli effettacci sulla voce, che magari possono sembrare esagerati ma sono quelli che il compositore voleva”.

Con Macbeth si avvia un progetto che si chiama “Vi racconto l’opera”, curato dalla scrittrice e drammaturga Beatrice Monroy con le attrici Ester e Maria Cucinotti. Nella sala Onu del Teatro Massimo verranno raccontate, prima di ogni prima, le grandi storie delle opere liriche. Beatrice Monroy racconterà in circa un’ora e mezzo tratti della trama, ricostruendo la tensione della suspence, con indicazioni sulle emozioni e sui caratteri dei personaggi e sulle vite degli autori. Accanto alla trama del libretto, si farà ricorso alla storia letteraria o mitologica d’origine, alle sue interpretazioni nel cinema, nel teatro contemporaneo, in modo particolare alla messinscena che si vedrà nei giorni a seguire, cercando d’interpretare la linea e il senso voluto dal regista. Il racconto è inframezzato dalle letture di Ester e Maria Cucinotti, che leggono e interpretano brani tratti sia dai libretti dell’opera ma anche dalle opere letterarie su cui questi poggiano. L’appuntamento con Macbeth è mercoledì 18 alle 18.

In occasione del Macbeth, torna Bambini all’opera, il progetto del Teatro Massimo dedicato ai bambini: un laboratorio dedicato all’opera mentre gli adulti seguono lo spettacolo. L’appuntamento è domenica 29 gennaio alle 17.30, in Sala degli Stemmi. 


 

I grandi artisti internazionali, i 20 anni dalla riapertura del Teatro, i 70 di Sciarrino

Ecco la nuova stagione del Teatro Massimo di Palermo

Nove opere, due progetti speciali, tre balletti, tredici concerti, la tournée in Giappone

E a marzo del 2018 torna Zubin Mehta

PALERMO. Nove opere, tre balletti, due progetti speciali, tredici concerti, un’importante tournée in Giappone. Il Teatro Massimo di Palermo presenta la sua stagione 2017, una stagione che celebra i 120 anni dall’inaugurazione del Teatro, i venti anni della riapertura, i settanta anni di Salvatore Sciarrino e che vede protagonisti grandissimi nomi della scena internazionale.

“Si apre una stagione che per il Teatro Massimo sarà ricca di eventi e ricorrenze – dice Leoluca Orlando, sindaco e presidente della Fondazione Teatro Massimo - che inaugura di fatto le celebrazioni dei suoi 120 anni di vita e che avrà nella ricorrenza del ventennale della riapertura e negli ‘auguri di compleanno’ al maestro Salvatore Sciarrino i momenti più importanti. Ma tutta la stagione, caratterizzata ancora da grandi presenze e collaborazioni artistiche internazionali, vedrà un Teatro vivo e aperto alla città, sempre più motore culturale e cuore dello sviluppo della nostra comunità”.

“Questa sarà una stagione di ricorrenze festose per un teatro che sta bene. Un teatro che costa meno e che produce di più: nel 2017 avremo complessivamente 246 alzate di sipario contro le 236 di quest’anno, 113 sono quelle riferite alla stagione istituzionale che presentiamo adesso, a fronte delle 105 di quest’anno. Un rinnovato sforzo nel segno della qualità, che si muove su tre direttrici: la sempre maggiore presenza del direttore musicale, Gabriele Ferro, che con grande generosità sarà sempre più coinvolto nell’attività del teatro e darà il suo contributo di qualità ed eccellenza; il livello paritario di tutti i cast scritturati che ci fa venir voglia di invitare tutti a vedere lo spettacolo due volte; lo sforzo nell’invitare direttori d’orchestra importanti, e a questo proposito sono felice di annunciarvi che un grande amico del Teatro come Zubin Mehta ha accettato di tornare qui a Palermo a dirigere nel marzo del 2018”.

La stagione si aprirà il 21 gennaio con il Macbeth di Verdi con la regia di Emma Dante e la direzione d’orchestra di Gabriele Ferro, un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Regio di Torino. Per la prima volta Emma Dante inaugura a Palermo con un titolo del grande repertorio, protagonisti i migliori cantanti della nuova generazione.

Il 19 febbraiodebutta Norma dei Teatri Alchemici (registi gli “outsider” palermitani Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi) un nuovo allestimento del Teatro Massimo in coproduzione con Arena Sferisterio di Macerata che è stato già rappresentato con grande successo a Macerata e che a Palermo avrà un cast pieno di star del belcanto, con Mariella Devia, Carmela Remigio, John Osborn. Alla guida dell’orchestra Gabriele Ferro, direttore musicale del Teatro e protagonista di tutto l’avvio di stagione.

Dal 19 marzo al 2 aprile, La Traviata e Tosca, due grandi allestimenti che vedono entrambi il binomio Mario Pontiggia (regia) e Francesco Zito (scene), un team vincente per qualità ed eleganza. Due opere che, dopo Palermo, voleranno in Giappone per la tournée in programma dal 10 al 26 giugno: otto recite in cinque città diverse. A Palermo La Traviata di Verdi andrà in scena dal 19 marzo al primo aprile, un nuovo allestimento del Teatro Massimo appositamente creato all’insegna della tradizione, con un cast di giovani ma affermatissimi interpreti: la palermitana Jessica Nuccio è Violetta, Leo Nucci è Germont, Simone Piazzolla torna al Teatro Massimo dopo Attila, René Barbera torna e debutta il ruolo di Alfredo dopo il successo in Cenerentola. Sul podio Giacomo Sagripanti, direttore italiano di nuova generazione che arriva a Palermo dopo i successi a Parigi, Monaco, Mosca, Zurigo. Nell’occasione il grande stilista Emanuel Ungaro ideerà un profumo di scena (creato dal “naso” Alberto Morillas) che offrirà al pubblico una vera esperienza sensoriale che si svilupperà durante gli atti dell’opera.

E poi Tosca di Puccini dal 31 marzo al 2 aprile, nell’allestimento del Teatro del Maggio musicale fiorentino, che vedrà tornare Fiorenza Cedolins nel ruolo della protagonista.

Dall’11 al 15 aprile il primo dei tre balletti in programma, Trittico contemporaneo, coreografie di Jiri Kylian, Johann Inger e Matteo Levaggi, musiche di Michael Nyman, Mozart, Ravel e Arvo Pärt, con l’Orchestra e il Corpo di ballo del Teatro Massimo. Un nuovo allestimento del Teatro Massimo per quel che riguarda la coreografia di Levaggi, accanto all’allestimento del Nederlands Dans Theater per le coreografie di Kylian e Inger.

Il 27 il 28 aprile il primo dei progetti speciali: il regista Pippo Delbono reinterpreterà il capolavoro di Bach Passione secondo Giovanni in forma scenica, un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro San Carlo di Napoli, una grande e impegnativa prova per l’Orchestra e il Coro del Teatro. Direttore Ignazio Maria Schifani, il cast è di specialisti del barocco.

Dal 27 maggio al primo giugno Werther di Jules Massenet, nuovo allestimento del Teatro Massimo in coproduzione con Auditorio de Tenerife che vede il ritorno di Francesco Meli, tenore italiano di fama mondiale. Direzione affidata a Omer Meir Wellber che torna a Palermo a distanza di tre anni dall'ultimo concerto al Massimo.

Dal 16 al 19 luglio secondo appuntamento con il balletto, al Teatro di Verdura, e questa volta è Giselle nell’allestimento del Teatro San Carlo di Napoli, coreografia di Ricardo Nunez, protagonista Svetlana Zacharova

Dal 19 al 27 settembre ancora un grande evento, e questa volta è l’opera Midsummer night’s dream di Benjamin Britten. Per la prima volta arriva a Palermo uno dei capolavori di Britten, in un allestimento di grande successo proveniente da Valencia. Il regista, di fama mondiale, è Paul Curran; il direttore è Daniel Cohen, che così consolida il suo rapporto con Palermo. Il cast, di altissimo livello, è di specialisti del repertorio inglese.

Dal 13 al 22 ottobre la star Angela Gheorghiu nel ruolo di protagonista nell’Adriana Lecouvreur., in un tandem di lusso con Fiorenza Cedolins. Per la diva Gheorghiu si tratta del debutto a Palermo e del ritorno in Italia. Un cast di altissimo livello con Fabio Sartori che torna al Massimo dopo Attila e Nicola Alaimo che debutta il ruolo di Michonnet. I costumi delle due protagoniste saranno realizzati in esclusiva da Ungaro che prosegue così la collaborazione con il Teatro Massimo. Alla direzione il grande Daniel Oren. Allestimento del Teatro sociale di Como.

Il 3 e il 4 novembre un’altra chicca di stagione. Ed è il nuovo allestimento diSuperflumina di Salvatore Sciarrino in occasione dei 70 anni del grande compositore palermitano, che verrà festeggiato in tutto il mondo. La platea del Teatro diventerà luogo dell’azione scenica. Regista il giovanissimo Rafael Villalobos, parte di una nuova generazione di talenti per la musica contemporanea.

Si continua con il secondo dei progetti speciali, una prima rappresentazione assoluta: una commissione del Teatro Massimo, del Teatro La Fenice di Venezia, dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai di Torino, del Teatro San Carlo di Napoli, de I Teatri Reggio Emilia. Ed è, il 10 novembre, #Madreincerta di Marco Paolini, regista e voce recitante. Uno spettacolo dedicato al futuro, sul rapporto tra tecnologia e natura. Solista d’eccezione, Mario Brunello.

Ultima opera in programma, L’Italiana in Algeri di Rossini, dal 23 al 30 novembre, la ripresa di un allestimento storico del Teatro Massimo. Sul podio Paolo Carignani, direttore abituale al Met, Zurigo, Monaco, Parigi, Vienna. Protagonista Marianna Pizzolato, che dopo aver portato il suo cavallo di battaglia in tutto il mondo, lo debutta finalmente a Palermo. Con lei il veterano Simone Alaimo per festeggiare una carriera quarantennale.Si chiude dal 17 al 28 dicembre con il balletto La bella addormentata con la coreografia di Matteo Levaggi, nuova creazione per il Teatro Massimo.

Grandi appuntamenti anche per la stagione sinfonica, che vedrà nomi come Maurizio Pollini e Ludovico Einaudi, e che si aprirà il 4 febbraio con un evento nell’evento, un doppio concerto di cui sarà protagonista Thomas Quasthoff, artista straordinario che dopo una carriera lirica oggi è apprezzatissimo cantante jazz. Alle 20.30 sarà la voce recitante nel capolavoro romantico Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn (direttore Gabriele Ferro, alla guida di Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo), alle 22.30 il protagonista di un insolito jazz concert. La sua voce straordinaria vincerà ancora una volta sulla disabilità fisica.

Il 7 marzo Sinfonia fantastica, direttore Ingo Metzmacher, il 27 aprile Passione secondo Giovanni di Pippo Delbono, il 4 maggio Rach 2 con il concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 18 di Sergej Rachmaninov e la Sinfonia n.5 di Sergej Prokof’ev. Il 12 maggio l’evento che celebrerà i vent’anni della riapertura del Teatro, avvenuta nel 1997 con il concerto diretto da Claudio Abbado dopo 23 anni di chiusura. Sarà eseguita la Seconda Sinfonia, Resurrezione, di Gustav Mahler. Gabriele Ferro guiderà l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo e voci importantissime come quelle di Rachel Harnisch, tra le predilette di Claudio Abbado e di Marianna Pizzolato.

Il 4 giugno In paradisum, musica di Brahms, Part, Fauré, direttore Piero Monti; il 10 giugno Orlando barocco, musiche di Haendel e Vivaldi con l’Orchestra nazionale barocca dei conservatori italiani, un progetto sostenuto dal dipartimento per la Formazione superiore e la Ricerca del Miur. Dal 30 settembre al primo ottobre, dopo la maratona Satie e quella Beatles degli anni scorsi, una maratona dedicata a Chopin. Ventiquattro ore di musica ininterrotta del grande compositore che vedranno alternarsi pianisti nel foyer del Teatro. Nei due giorni della maratona, due concerti – naturalmente con musiche di Chopin – diretti da Daniel Cohen, pianista Lucas Geniusas.

Il 9 ottobre si ripete anche per la stagione sinfonica #MadreincertadiMarco Paolini, il 25 novembre arriva al Teatro – fuori abbonamento e in collaborazione con l’associazione siciliana Amici della musica – Maurizio Pollini, il più grande pianista italiano, leggenda mondiale.

Ancora un grande evento il 3 dicemnre con Ludovico Einaudi. Si conclude il 7 dicembre con un concerto con musiche di Ravel diretto da Gabriele Ferro.

A fronte di produzioni di livello sempre crescente che comportano un importante sforzo economico del Teatro, restano stabili i prezzi degli abbonamenti (il costo va da 725 euro del turno prime ai 37,50 euro del turno S1 riservato agli studenti). E nasce un nuovo tipo di abbonamento, chiamato “gold”, che comprende il turno prime e la sinfonica a un prezzo molto conveniente e un abbonamento speciale destinato agli Under 35 che godranno di una speciale scontisctica sia sul turno prime delle opere e dei balletti che sui concerti.

Ancora crescente l’impegno sul fronte innovazione. Nonostante il Teatro Massimo sia già all'avanguardia per le sue dirette web e social, il 2017 segnerà un ulteriore passo avanti in questo campo con immagini a 360 gradi e più telecamere per far vivere al meglio le emozioni dell'opera anche via internet. Per essere aggiornati sulla stagione è nata un’App (disponibile gratuitamente nell’App Store di Apple e nel Play Store di Google) che consente di essere sempre aggiornati sulla programmazione e sulle offerte grazie al calendario eventi, sincronizzato in tempo reale col sito teatromassimo.it. Inoltre dà la possibilità di acquistare biglietti online grazie al collegamento con Tickeone. Grazie alla geolocalizzazione è possibile lasciarsi guidare da un’apposita funzione, dedicata prevalentemente ai turisti, per raggiungere piazza Verdi. La app è stata realizzata in versione IOS e Android. Per la prima volta quasi il 45 per cento dei biglietti di Butterfly sono stati venduti on line e non al botteghino.


 

Art Bonus, arrivano i primi sette mecenati per il Teatro Massimo di Palermo

Per chi dona un credito d’imposta del 65 per cento dell’importo versato

 

PALERMO. Arrivano i primi sette mecenati per il Teatro Massimo di Palermo che hanno donato avvalendosi dell’Art Bonus. L’Art Bonus, introdotto dal decreto numero 83 del 31 maggio 2014, riconosce un credito d’imposta del 65 per cento per investimenti volti a sostenere il patrimonio culturale, rilanciare il settore turistico e favorire il mecenatismo attraverso l’elargizione di donazioni liberali.  

I sette mecenati sono Tasca d’Almerita, Giovanni Alongi, Sais Autolinee, Angelo Morettino, Agostino Randazzo, Filippone assicurazioni e Marco Di Marco. Il credito d’imposta è riconosciuto ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui nonché alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile. 

I donatori sono inseriti nell’Albo donatori Art Bonus e parteciperanno alla vita della Fondazione sostenendo tre progetti di forte ricaduta sociale del Teatro: il Coro Arcobaleno, costituto dai bambini di tutte le etnie della città; il progetto OperaCamion, che porta la lirica a bordo di un tir nei quartieri disagiati della città; lo spettacolo “Le parole rubate” in programma il prossimo 23 maggio e dedicato, a 25 anni dalle stragi, a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

 

 

 

 

 


 

 

 
 
 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.