Ricordo di Piero Angela
DOMENICA 10/08/2025
Passato e Presente
La Cassa per il Mezzogiorno
Alla fine della Seconda guerra mondiale i danni all’agricoltura e alle maggiori infrastrutture del Paese sono enormi, soprattutto nel centro sud. In questo quadro la Ricostruzione diventa il tema centrale della vita nazionale; con un grande slancio collettivo gli italiani cercano di affrontare problemi antichi ed eredità storiche. Nel 1946 nasce l’Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, lo Svimez, ma i tempi per una politica di questo tipo non sono ancora maturi. Bisognerà arrivare agli inizi degli anni ’50 perché le idee di economisti come Pasquale Saraceno trovino una prima traduzione pratica. Nel 1950 nasce la Cassa per opere straordinarie di pubblico interesse nell'Italia Meridionale la cui azione si prefigge di far decollare il reddito agrario del Sud e dotare il territorio meridionale delle infrastrutture indispensabili per lo sviluppo del settore industriale. A 75 anni dall’istituzione – il 10 agosto 1950 - ne parlano Paolo Mieli e il professor Agostino Giovagnoli a “Passato e Presente”, in onda domenica 10 agosto alle 20.30 su Rai Storia.
Binario cinema
Voci d’oro
E’ il 1990. Gli ebrei russi Raya e Victor migrano a Gerusalemme dopo il crollo della Cortina di Ferro. Entrambi doppiatori, i due vanno in cerca di un impiego, ma in Israele non c’è bisogno del loro talento. Per mantenersi Raya trova lavoro in un call center erotico, mentre Victor viene assunto in una videoteca per doppiare in russo film piratati. È il film “Voci d’oro” di Evgeny Ruman, in onda domenica 10 agosto alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario Cinema”. Nel cast, Maria Belkin, Vladimir Friedman, Evelin Hagoel, Uri Klauzner, Elizabeth Kon.
LUNEDI’ 11/08/2025
Passato e Presente
Chiara d’Assisi, la riscoperta di una santa
Chiara d’Assisi è una figura rimasta a lungo nell’ombra di Francesco. Ingiustamente. Chiara infatti è piuttosto una figura a lui complementare: mistica e gioiosa, libera e determinata, capace di tener testa agli uomini adulti della sua nobile famiglia e perfino ai Papi. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dalla professoressa Chiara Mercuri a “Passato e Presente”, in onda lunedì 11 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Chiara dimostra le sue caratteristiche già a 18 anni, quando fugge di casa per cominciare una vita all'insegna della povertà integrale, seguendo lo scandaloso esempio del suo concittadino Francesco. A nulla varranno i tentativi anche violenti di riportarla a casa da parte della sua nobile famiglia d'origine. Poi, appena due giorni prima di morire, riesce ad ottenere dal Papa l'approvazione della sua 'regola', per l'ordine da lei fondato, quello delle odierne suore clarisse.
Italia viaggio bellezza
L’atleta conteso
Una statua letteralmente “pescata”, poi rubata e finita in un intrigo internazionale: la storia dell’“atleta vittorioso” di Fano è al centro di “Italia. Viaggio nella bellezza”, in onda lunedì 11 agosto alle 21.10 su Rai Storia.
Nel 1964 un bronzo greco resta impigliato nelle reti di un peschereccio a largo della costa marchigiana. Sbarcato a Fano viene stato, successivamente, esportato illegalmente all’estero e oggi la statua dell’Atleta vittorioso, che in passato alcuni studiosi hanno attributo al grande scultore greco Lisippo, è esposta nelle sale del Getty Villa Museum di Malibu, in California.
La città di Fano ne attende il ritorno. Nonostante, infatti, la statua sia assente dalla cittadina marchigiana da quasi sessant’anni, è entrata a far parte dell’immaginario culturale della comunità fanese. La battaglia legale per il suo rientro in Italia è stata lunga e complessa, ma sembra essere giunta ormai alle battute finali.
Storia delle nostre città
Cremona
Capitale mondiale della liuteria e culla del medioevo, Cremona è una città ricca di storia e di cultura. Terra natìa del grande liutaio Antonio Stradivari, la città ha un legame indissolubile con la musica, promosso da musei dedicati e da mirabili iniziative culturali. È Cremona la protagonista dell'appuntamento con “Storia delle nostre città”, la serie prodotta da Ballandi e Rai Cultura, in onda lunedì 11 agosto alle 22.10 su Rai Storia. La piazza del Comune, con il complesso monumentale costituito dal Torrazzo, dal Duomo, dal Battistero, dal Palazzo del Comune e dalla Loggia dei Militi, è tra i più sontuosi esempi di architettura medievale della città. La sua pianta romana, invece, è tra le meglio conservate in Italia. In un equilibrio perfetto tra passato e presente, Cremona è una città viva, ricca e stimolante.
MARTEDI’ 12/08/2025
Passato e Presente
L’incontro di Yalta
Febbraio 1945. Sono gli ultimi terribili mesi di guerra. Sul fronte occidentale gli Alleati, dopo lo sbarco in Normandia, devono affrontare un’accanita resistenza delle forze hitleriane che ritarda la loro avanzata. Sul fronte dell’Europa orientale, invece, le armate di Stalin avanzano inarrestabili e sono pronte a sferrare l’attacco finale che le porterà a Berlino. Ora che la guerra sta volgendo al termine è necessario affrontare i problemi del nuovo ordine post-bellico. Per questa ragione, il Maresciallo Stalin, il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill decidono di incontrarsi a Yalta, in Crimea. Una pagina di storia raccontata da Paolo Mieli e dallo storico Ernesto Galli Della Loggia a Passato e presente in onda martedì 12 agosto alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. L’incontro dei “Tre Grandi” costituisce forse la più importante partita diplomatica del Novecento.
Un mondo diviso
Terra Santa
Nel 1947, il grande sogno di Golda Meir è finalmente a portata di mano: gli inglesi devono lasciare il Mandato di Palestina. Inizia da qui il quinto episodio della serie “Un mondo diviso”, in onda martedì 12 agosto alle 21.10 su Rai Storia. Le Nazioni Unite, appena fondate, decidono di dividere la Palestina in uno Stato ebraico e uno arabo. Ma la creazione di uno Stato ebraico richiede denaro. Molto denaro, soprattutto in vista della feroce resistenza della popolazione araba e degli Stati confinanti. Golda Meir viaggia attraverso gli Stati Uniti e raccoglie più di 50 milioni di dollari in poche settimane. Quando il 14 maggio 1948 viene proclamato lo Stato di Israele, la guerra scoppia immediatamente e la politica israeliana si trova coinvolta in un nuovo conflitto. Contemporaneamente, la fisica americana Joan Hinton si batte per l'uso pacifico dell'energia nucleare. Quando si rende conto che l'esercito americano sta pagando la sua borsa di studio di dottorato, decide di partire e di raggiungere il suo fidanzato Sid in Cina. Ma lì infuria una brutale guerra civile e i comunisti stanno facendo ulteriori progressi. Joan Hinton deciderà di voltare per sempre le spalle agli Stati Uniti d'America? Nel frattempo, Wernher von Braun arriva negli Stati Uniti. Gli americani lo hanno portato qui per continuare le sue ricerche sui razzi, questa volta per conto loro. Lo scienziato tedesco vuole finalmente realizzare il suo sogno di volare sulla Luna. Ma l'esercito americano ha dei dubbi sulla sua collaborazione con gli ex nazisti tedeschi. Von Braun deve confrontarsi con il suo oscuro passato.
'14-'18: Grande Guerra cento anni dopo
Non c’è solo la vittoria
Il lato oscuro della vittoria italiana nella Grande Guerra è la storia dei 600 mila italiani catturati e deportati nei campi austro-tedeschi. Di questi 600 mila prigionieri circa 100 mila morirono di tubercolosi, di fatiche e di fame. Lo ricostruisce “’14 -’18: Grande Guerra 100 anni dopo”, in onda martedì 12 agosto alle 22.10 su Rai Storia.
Al di là dei morti sul campo o in prigioni, la Prima Guerra Mondiale per l’Italia si traduce anche nella tragica vicenda delle esecuzioni sommarie, delle decimazioni e delle condanne a morte (secondo i dati del Ministero della guerra quelle eseguite furono 750); e nel dramma dell’autolesionismo pur di non combattere e dei disturbi mentali dovuti alla guerra.
Sant'Anna di Stazzema. La memoria dopo l'oblio
Lo speciale Rai Cultura nell’anniversario dell’eccidio
«Arrivarono improvvisamente, ci presero, io non volevo andare, ma uno di essi mi dette un pugno e mi gettò a terra, mi rialzai, ma lui mi dette un altro pugno». Così ricorda Cesira Pardini, una delle poche sopravvissute alla strage di Sant’Anna di Stazzema, quel 12 agosto 1944. Una pagina di storia ripercorsa dallo speciale Rai Cultura “Sant’Anna di Stazzema. La memoria dopo l’oblio” di Riccardo Sansone con la regia Agostino Pozzi in onda martedì 12 agosto alle 23.10 su Rai Storia nell’anniversario dell’eccidio.
Nell’estate del 1944, nell’ambito delle operazioni di costruzione della Linea Verde, le forze di occupazione nazifasciste vedono le colline sopra Pietrasanta in Versilia come luoghi infestati dalle forze partigiane, piccole comunità ostili che foraggiano e proteggono la Resistenza locale. Senza prove tangibili di questa connivenza, il piccolo paese di Sant’Anna che dal 1943 ospita anche moltissimi sfollati, diventa presto oggetto delle violenze spropositate degli occupanti e luogo di martirio per centinaia di civili inermi. Nonostante ricerche approfondite, ancora oggi è difficile stimare con esattezza il numero effettivo delle vittime che per le memorie locali si attesterebbe intorno alle 560 persone.
Il 12 agosto 1944 verrà così ricordato come il giorno dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, uno dei più efferati crimini di guerra compiuti dai reparti della 16. SS Panzer-Grenedier-Division “Reichsführer-SS” In Italia. A ottant’anni dall’eccidio, lo speciale, con Charlotte Marincola, ripercorre i fatti di Sant’Anna di Stazzema attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, il commento storico di Isabella Insolvibile, il racconto della vicenda giudiziaria del Procuratore Generale Militare presso la Corte Militare d'Appello di Roma Marco De Paolis e la narrazione sulla politica della memoria dell’antropologa Caterina Di Pasquale.
MERCOLEDI’ 13/08/2025
Omaggio a Piero Angela
Il ricordo di Rai Cultura nell’anniversario della scomparsa
“Io cerco di servire il pubblico e non di servirmi del pubblico” così si apre lo speciale “Piero Angela: raccontare la scienza” riproposto da Rai Cultura mercoledì 13 agosto alle 19.30 su Rai Storia in occasione dell’anniversario della scomparsa. Lo speciale racconta la carriera di Piero Angela, attraverso le interviste, i servizi del telegiornale, da quando era inviato fino alla lunga serie di “Quark” e “Superquark”.
Incontri con Alfred Hitchcock
“Il maestro del brivido” nell’anniversario della nascita
Nel giorno dell’anniversario della nascita di Alfred Hitchcock, Rai Cultura lo ricorda mercoledì 13 agosto alle 11.30 su Rai Storia con “Incontri con Alfred Hitchcock”, che raccoglie le interviste realizzate dalla Rai negli anni Sessanta al regista londinese.
È proprio da Londra, nella quale è nato, che parte l’intervista di Carlo Mazzarella, incorniciata da Castel Sant’Angelo, in "Arti e scienze - Cronache di attualità" (1960). A contrasto con i vicoli bui,e le strade bagnate dalla pioggia della città e di molti racconti e film classici del mistero, il regista ha contrapposto scenografie illuminate dal sole, uomini comuni e non gangster: “e così il pubblico che vede il film vede luoghi di tutti i giorni e personaggi simili come lui, quelli che frequenta tutti i giorni. E così è terrorizzato più che dal buio, dal sole e dalla bella scena”. L’intervista è realizzata in occasione dell’uscita nelle sale di “Psycho”.
Segue poi l’intervista di Romano Battaglia del 1964 sulla bellezza di Villa d'Este, sul lago di Como, ove risiede quando si trova in Italia, sull'attitudine personale a prendere in giro la gente, sulle cose di cui ha paura. Seguono altre due interviste di Mazzarella del 1966.
Passato e presente
La Spagna della Reconquista
Da una parte i conquistatori arabi, che nell’VIII secolo invadono la penisola iberica e creano la favolosa al-Andalus, dall’altra i regni cristiani, arroccati al nord della penisola, che cercano per secoli di ricacciare gli invasori e riprendersi i territori perduti: la Reconquista rappresenta settecentocinquanta anni di storia spagnola, una storia di convivenza tra arabi, cristiani ed ebrei, ma anche di alterne alleanze, lotte e guerre. Ne parlano Paolo Mieli e lo storico Franco Cardini a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 13 agosto alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
La lunga storia di Al-Andalus si interrompe definitivamente nel 1492, con la capitolazione dell’ultima roccaforte: Granada. La Spagna riconquistata al cristianesimo vivrà un periodo di grande fioritura, anche grazie alla scoperta del Nuovo Mondo, ma sarà un periodo pieno di contraddizioni che in meno di un secolo porterà la Spagna alla decadenza.
Illuminate
Franca Valeri
Il poliedrico talento di Franca Valeri che, da attrice a sceneggiatrice, da regista ad autrice, ha rivoluzionato il mondo dell’intrattenimento, rompendo il tabù sulla comicità femminile. Lo racconta Emanuela Fanelli in "Illuminate", in onda mercoledì 13 agosto alle 21.10 su Rai Storia. Franca Valeri, pseudonimo di Franca Norsa, sapeva fin da piccola che la recitazione sarebbe stata la sua strada: già da bambina, infatti, imitando le amiche della madre e recitando alcune caricature, fece nascere "La Signorina Snob", divenuto poi uno dei suoi personaggi simbolo, con cui stigmatizzava con sagacia e ironia i comportamenti della borghesia milanese, a cui lei stessa apparteneva. Per via delle origini ebree del padre, le leggi razziali la obbligarono a lasciare la scuola a 18 anni, ma riuscì comunque a iscriversi da privatista. Determinata a raggiungere il suo obiettivo, dopo la bocciatura all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, consapevole del suo talento, continuò a recitare e a fare cabaret fino al 1949, anno in cui debuttò a Parigi con la "Compagnia dei Gobbi". Nel frattempo, Franca aveva già inventato le sue celebri "maschere": oltre a "La Signorina Snob", anche "La Sora Cecioni"e "Cesira la manicure", personaggi con cui, con sfrontatezza ed eleganza, ha rivoluzionato la comicità di metà Novecento, fino ad allora declinata rigorosamente al maschile.
Il docu-film a lei dedicato prende il via nel momento in cui l’attrice-narratrice Emanuela Fanelli si prepara a portare in scena uno degli iconici monologhi di Franca Valeri, "Una moglie felice". Per farlo, Emanuela studia le sue opere e ripercorre la sua vita, i suoi amori e la sua carriera facendo emergere la personalità colta e complessa di quest’artista che ha usato l’ironia per fare una raffinata e pungente critica sociale dei costumi della società italiana di quel periodo. Un talento poliedrico che l’ha vista nel ruolo di interprete, di autrice e di regista non solo di commedie, ma anche di pellicole da lei scritte e interpretate, di programmi tv e di opere liriche.
In questo viaggio Emanuela Fanelli si muove tra i luoghi cari a Franca Valeri per ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita: dal camerino del teatro alla sua villa sul Lago di Bracciano, dove ha trascorso gli ultimi anni e dove oggi si trova l’”Associazione Franca Valeri - Onlus pro-assistenza animali abbandonati”, da lei fondata per combattere il randagismo.
Parallelamente alle sequenze di fiction, il racconto si arricchisce di materiali di archivio e dei contributi di numerosi testimoni illustri, tra cui la figlia Stefania Bonfadelli, le attrici Cinzia Leone e Gabriella Franchini, la direttrice del Teatro Parenti di Milano Andree Ruth Shammah, il regista e conduttore televisivo Pino Strabioli, il regista e direttore artistico Giorgio Ferrara e l’amico Michele Della Valle, per restituire un ritratto intimo e inedito dell’inarrestabile artista che ha fatto la storia della comicità italiana.
GIOVEDI’ 14/08/2025
Omaggio a Piera degli Esposti
Il ricordo di Rai Cultura nell’anniversario della scomparsa
Nata a Bologna il 12 marzo del 1938, dopo essere stata respinta dall'Accademia d'Arte Drammatica 'Silvio D'Amico' di Roma, Piera degli Esposti si dedica, in maniera ostinata, alla sua vocazione: la recitazione. È lei la protagonista della puntata de “Il segno delle donne” – una coproduzione Anele e Rai Cultura, realizzata da Anele e prodotta da Gloria Giorgianni - riproposta giovedì 14 agosto alle 15.00 su Rai Storia in occasione dell’anniversario della scomparsa avvenuta il 14 agosto 2021. A darle voce nel faccia a faccia con Angela Rafanelli è Michela Cescon. Coraggiosa, colta e anticonformista, con il suo stile e il suo 'metodo' interpretativo, Piera degli Esposti porta in scena dei personaggi memorabili come 'Molly cara' e 'La pazza di Chaillot', che la trasformeranno in un'icona nel mondo della cultura.
Passato e Presente
La fine dell’impero ottomano
In pochi decenni, dalla fine dell’800 alla Prima Guerra Mondiale l’impero ottomano si dissolve e, nel 1923, nasce la repubblica turca nel 1923. A Passato e presente in onda giovedì 14 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Paolo Mieli con lo storico Giorgio Del Zanna ripercorre quel periodo: dai tentativi di riforma delle strutture imperiali alle spinte secessioniste dei movimenti nazionali; dalla crisi violenta della coabitazione islamo-cristiana alla nascita di uno Stato-nazione turco riconosciuto a livello internazionale, ma anche indebolito dalla fine del suo pluralismo interno.
5000 anni e più. La lunga storia dell'umanità
Anna, la regina dimenticata
Salita al trono nel 1702, Anna si ispirò al modello su Elisabetta I. Fu l'ultima monarca della dinastia Stuart e uno dei monarchi più laboriosi che la Gran Bretagna abbia mai visto. È lei la protagonista di “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità” il programma di Rai Cultura, condotto da Giorgio Zanchini, che ripercorre la storia dell'umanità e che andrà in onda giovedì 14 agosto alle 21.10 su Rai Storia. Anna fu la prima regina della Gran Bretagna, riunendo Scozia e Inghilterra sotto un unico sovrano, e regnò in un periodo in cui la Gran Bretagna divenne un attore importante sulla scena mondiale. L’importanza di questa sovrana è stata spesso sottovalutata, Giorgio Zanchini e la professoressa Vittoria Fiorelli introdurranno le vicende di questa regina dimenticata.
A seguire, Giorgio Zanchini ripercorre il lungo viaggio del grande navigatore portoghese Ferdinando Magellano tra fonti storiche e filosofiche, testimonianze di grandi navigatori, archivi d'epoca, carte e testi redatti da lui e dai suoi contemporanei, ma anche attraverso immagini aeree girate nei diversi luoghi che Magellano e il suo equipaggio hanno attraversato nel loro lungo viaggio. Le sequenze storiche punteggiano la narrazione e vengono ricreate utilizzando disegni moderni e realistici ispirati agli azulejos portoghesi.
RAInchieste
All'Est qualcosa di nuovo
Un’inchiesta di Enzo Biagi del 1963 in tre Paesi satellite da Mosca, la Cecoslovacchia, l’Ungheria e la Polonia, che in piena guerra fredda sono influenzati dal mondo occidentale. E’ “All’Est qualcosa di nuovo” che Giorgio Zanchini ripropone in “RAInchieste”, in onda giovedì 14 agosto alle 22.10 su Rai Storia. In tre puntate – realizzate anche con la collaborazione di un giovane Jas Gawronski – Biagi getta uno sguardo oltre quella cortina di ferro che divideva allora l’Europa, e il mondo intero, in due blocchi contrapposti. La prima puntata dell’inchiesta è intitolata “Dopo il disgelo”, mentre nella seconda – purtroppo non conservata - vengono raccontate, in prima persona, le storie di dieci donne. Nella terza puntata, dal titolo “Sabato sera”, infine, Biagi affronta un insolito viaggio tra i divertimenti notturni. Nel 1970, all’interno della rubrica “Grandangolo”, la Rai ritrasmette l’inchiesta di Enzo Biagi. Il giornalista bolognese – che nel frattempo è passato alla direzione del Resto del Carlino – scrive una lettera a Corrado Guerzoni, allora direttore del Radiocorriere Tv e nel ricordare il suo reportage sui Paesi dell’Est e nel rivedere quelle sequenze di sette anni prima, Biagi non nasconde un po’ di commozione e anche una vena di amarezza. Perché molte speranze sono andate deluse.
VENERDÌ 15/08/2025
Omaggio a Grazia Deledda
Grazia Deledda, la voce nella scrittura
È l’unica italiana tra le 14 scrittrici premio Nobel per la letteratura. La scrittrice Grazia Deledda è la protagonista dello speciale “Grazia Deledda, la voce della scrittura”, di Simona Fasulo, regia di Nicoletta Nesler, in onda riproposto venerdì 15 agosto alle 16.00 su Rai Storia nel giorno dell’anniversario della scomparsa. A raccontare la sua vita e le sue opere sono due scrittrici sarde che si sono occupate di tenere in vita la memoria della Deledda attraverso i loro lavori, Maria Elvira Ciusa e Rossana Dedola; lo storico dell'università di Cagliari Luciano Marrocu (“lei Roma la sceglie, come una Gerusalemme dell'arte”) e il filologo della letteratura Dino Manca dell'Università di Sassari, (“Deledda è stata marginalizzata e ridimensionata perché con le sole categorie di verismo e decadentismo non la si poteva spiegare”). Il documentario è arricchito da brani di repertorio, tra cui un’intervista del 1961 al figlio minore Franz e alla moglie, testimonianze del 1987 dell’antropologo Alberto Cirese, dello storico della letteratura Mario Petronio e del critico cinematografico Giampiero Brunetta. In primo piano anche le relazioni che la Deledda aveva con gli altri intellettuali dell'epoca, soprattutto con Sibilla Aleramo, Ada Negri, Matilde Serao e Eleonora Duse, che nel 1916 rivisiterà per il cinema il romanzo Cenere; e il rapporto col marito Palmiro Madesani, che si occuperà del lavoro della moglie vestendo i panni modernissimi dell'agente letterario, sarà di grande solidità fino alla fine. Il premio Nobel diverrà così il coronamento di una vita trascorsa nell'amore e nella dedizione alla scrittura.
I temi che Grazia Deledda tratta nei suoi numerosissimi romanzi, la maggior parte di ambientazione sarda, sono universali: la colpa, il castigo, l'espiazione, il male che alberga in ogni uomo e che, per la scrittrice, può essere affrontato e superato solo attraverso un lavoro di trasformazione dovuto essenzialmente alla via della fede.Spezzoni di film e di sceneggiati televisivi tratti dai lavori della Deledda completeranno il profilo di questa scrittrice mai abbastanza ricordata.
Passato e Presente
Woodstock il concerto del secolo
Woodstock è una leggenda, sicuramente il più famoso concerto del Novecento, forse il più importante evento musicale della storia. Nel giorno dell’anniversario dell’inizio del concerto, Paolo Mieli e lo storico Fedinando Fasce ne parlano a “Passato e Presente”, in onda venerdì 15 agosto alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Woodstock è stata la manifestazione culmine della controcultura hippie, che ha avuto nel biennio ’67-’69 il suo apogeo a partire dalla “summer of love” esplosa tra le strade di San Francisco. Ma per altri aspetti Woodstock è anche l’inizio del declino di quella stagione che ha visto imporsi i “giovani” come nuovo soggetto sociale e politico, negli Stati Uniti e nel resto del mondo Occidentale. Come è nato, chi lo ha voluto, chi ha partecipato e soprattutto cosa ha fatto sì che proprio quel concerto sia diventato il simbolo di una generazione, producendo un mito destinato a rimanere nel tempo?
“La macchina delle immagini di Alfredo C”
La storia degli italiani "dimenticati"
La storia degli italiani trattenuti in Albania dal regime comunista è quasi dimenticata, coperta dalla valanga di eventi che ha travolto centinaia di migliaia di connazionali in altri Paesi. Una pagina di storia che rivive nello speciale “La macchina delle immagini di Alfredo C.”, firmato da Roland Sejko e prodotto da Luce-Cinecittà, in onda venerdì 15 agosto alle 21.10 su Rai Storia e disponibile su RaiPlay, introdotto e contestualizzato dal professor Alberto Basciani. Il documentario è stato presentato con successo alla Mostra del Cinema di Venezia e ha vinto il Nastro d’Argento 2022 per il Miglior Documentario. Aprile 1939. L’Italia fascista occupa l’Albania. Migliaia di italiani, operai, coloni e tecnici, vengono trasferiti nel Paese. Novembre 1944, l’Albania è liberata. Il nuovo regime comunista chiude i confini e pone all’Italia decine di condizioni per il rimpatrio dei suoi concittadini. Nel 1945 in Albania si trovano trattenuti ancora 27.000 italiani tra reduci e civili. Tra di loro c’è anche un operatore cinematografico. Si chiama Alfredo C. – interpretato da Pietro De Silva – ed è un operatore della propaganda fascista che ha girato per cinque anni l’Albania con la sua cinepresa. Prima, per quasi un ventennio, ha immortalato la capillare macchina del regime. Ora, da un giorno all’altro, deve fare lo stesso, ma per un regime comunista. Chiuso nel suo magazzino, circondato da migliaia di pellicole, Alfredo C. rivede su una vecchia moviola quello che ha girato. La sua storia che è anche il suo film. E, forse, non solo il suo. “La chiave per raccontare – dice Roland Sejko - è arrivata, come spesso succede, per caso. Quando tra i documenti dell’Archivio Centrale d’Albania, in una richiesta di rimpatrio ho notato un nome che conoscevo: quello dell’operatore dell’Istituto Nazionale Luce in Albania, ora, in quelle carte, dipendente del Minculpop comunista. La sua storia, intrecciata giocoforza con le immagini e le storie di altri, dava l’occasione per elaborare alcuni temi: l’onnipresenza e le tecniche della propaganda, l’incombenza degli eventi storici sui destini personali, la responsabilità della folla e quella dei singoli. E una riflessione sulla responsabilità – di oggi, come di ieri – di chi produce immagini, e di chi le vede. La sua storia, intrecciata giocoforza con le immagini e le storie di altri, dava l’occasione per elaborare alcuni temi: l’onnipresenza e le tecniche della propaganda, l’incombenza degli eventi storici sui destini personali, la responsabilità della folla e quella dei singoli. E una riflessione sulla responsabilità – di oggi, come di ieri – di chi produce immagini, e di chi le vede”.
Florence Nightingale
La prima infermera
Una donna straordinaria, una autentica pioniera, una personalità capace di ribellarsi alle regole sociali dell’Inghilterra vittoriana e lasciare un segno profondo in tutto il mondo. È Florence Nightingale, raccontata dalla seconda e ultima puntata dell’appuntamento “Florence Nightingale. La prima infermiera” in onda venerdì 15 agosto alle 22.10 su Rai Storia, con l’introduzione e la contestualizzazione della professoressa Barbara Bracco. Come attivista, riformatrice sociale, esperta statistica e infermiera, Florence Nightingale ha aperto la strada al lavoro degli infermieri dopo di lei.
SABATO 16/08/2025
Italia. Viaggio nella bellezza
I bronzi di Riace: storia di un mito
Sono trascorsi 53 anni dalla scoperta dei bronzi di Riace, due magnifiche statue greche del V secolo a.C. recuperate grazie a un ritrovamento fortuito nelle acque del piccolo borgo calabrese. Per la Calabria i due guerrieri sono stati subito simbolo di identificazione culturale e speranza di riscatto. A loro è dedicata la puntata di “Italia. Viaggio nella bellezza” - firmata da Brigida Gullo con la regia di Federico Cataldi – riproposto sabato 16 agosto alle 16.45 su Rai Storia nel giorno dell’anniversario del ritrovamento. Giunti a Firenze per il primo restauro durato cinque anni, dal loro esordio presso il Museo archeologico, il 15 dicembre 1980, i bronzi hanno attratto, per armonia di forma e espressione folle di turisti e visitatori. Sandro Pertini, allora presidente della Repubblica le ha ospitate al Quirinale, nell’estate del 1981, per una seconda mostra, a consacrare il grande evento della loro scoperta. Con le esposizioni a Firenze e Roma le statue erano oramai entrate nel discorso pubblico. Gli ingredienti per la nascita di un mito erano a portata di mano: la bellezza classica dei due guerrieri, il ritrovamento in mare del tutto fortuito, e il fascino dell’antico, hanno fatto breccia su un mondo che a inizio anni ’80 si lasciava alle spalle un periodo turbolento e si avviava verso un decennio di spensieratezza e edonismo. La loro destinazione finale, nell’estate del 1981, è stata l’allora Museo Nazionale di Reggio Calabria, oggi Museo Archeologico, che continua a custodirli e valorizzarli. I bronzi di Riace non sono semplicemente due statue greche del V secolo avanti Cristo. Sono molto di più: le vicende che li hanno riguardati, se da un lato ne hanno decretato la trasformazione in mito, dall’altro hanno rischiato di soffocarli, replicandone eccessivamente l’immagine e trasformandoli in feticci. Per capire chi siano davvero i due bronzi, occorre tralasciare il loro aspetto esteriore e guardarli da dentro. È nel buio delle cavità che ne costituiscono struttura e anima che abitano i loro segreti. Grazie ai restauri ai quali sono stati sottoposti nel corso di cinquant’anni e alle nuove tecnologie, che oggi sono in grado di esaminare anche le più piccole tracce fuori e dentro le due statue, oggi si può iniziare a ipotizzarne la provenienza e a ricercarne l’identità. Mentre il dibattito scientifico sui bronzi di Riace è destinato a continuare, il loro fascino rimane intatto: diventate, come avrebbe detto Roland Barthes, un mito d’oggi, sono destinati a incantare chiunque cerchi in loro il simbolo di un passato in cui bellezza e armonia erano virtù supreme e assolute. Intervengono Vinzenz Brinkmann (Liebieghaus Skulpturensammlung - Francoforte sul Meno), Pietro Giovanni Guzzo (Accademia dei Lincei), Mario Iozzo (Direttore Museo Archeologico Nazionale di Firenze), Carmelo Malacrino (Direttore Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria fino al 2023), Marcello Miccio (restauratore chimico), Mario Micheli (Università degli Studi Roma Tre), Maurizio Paoletti (Università della Calabria), Giuseppe Zurzolo (sindaco di Riace 1970-1980).
Passato e Presente
Etruschi, signori dei due mari
Il racconto del rapporto tra il popolo etrusco e il mare è un racconto legato al tema dell’incontro culturale e dell’integrazione. Ne parlano Paolo Mieli e la professoressa Laura Michetti a “Passato e Presente”, in onda sabato 16 agosto alle 20.30 su Rai Storia. Quel mondo arcaico, seppur non estraneo agli scontri e alla violenza della guerra, ci restituisce un complesso di valori sociali, di tolleranza e rispetto verso le altre culture. Basti pensare alla presenza nel porto di Pyrgi di un santuario dedicato a Uni, la Giunone etrusca che incrociava l’immagine religiosa di Astarte, dea dei Fenici. In studio, con
Cinema Italia
La guerra dei cafoni
Ogni estate, a Torrematta, territorio selvaggio e sconfinato, si assiste allo scontro di due fazioni opposte, che vede contrapporsi da una parte “i signori”, i figli dei ricchi, dall’altra “i cafoni”, i figli dei pescatori e contadini. È il film di Davide Barletti e Lorenzo Conte “La guerra dei cafoni”, in onda sabato 16 agosto alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”.
Si tratta di un odio atavico, manifestato sin dalla culla, che è espressione di una feroce lotta di classe. Il coinvolgimento nello schieramento dei “cafoni” del “Cugginu” proveniente dalla città trasformerà lo scontro, da fine a se stesso a terreno di conquista.
Nel cast Donato Paterno, Pasquale Patruno, Letizia Pia Cartolaro, Piero Dionisio, Alice Azzariti, Angelo Pignatelli, Kevin Magrì.
Documentari d’autore
Monte Corno
Il 19 agosto del 1573 Francesco De Marchi a quasi settant’anni, con una piccola spedizione, riesce a raggiungere per primo la vetta del Corno Grande (ovvero Monte Corno), la più elevata del Massiccio del Gran Sasso. La sua epica e pionieristica impresa è raccontata in “Monte Corno” di Luca Cococcetta, con Massimo Poggio, in onda sabato 16 agosto alle 22.45 su Rai Storia per il ciclo “Documentari d’autore”.
