Roma Barocca
Una direzione musicale eccellente, un protagonista straordinario accompagnato da un cast di lusso e una messa in scena barocca ed esuberante, anche se volutamente kitsch, sono stati determinanti per il successo di questa versione del Benvenuto Cellini di Berlioz al Teatro La Monnaie di Bruxelles.
BRUXELLES, 3 febbraio 2026 - Una direzione musicale eccellente, un protagonista straordinario accompagnato da un cast di lusso e una messa in scena barocca ed esuberante, anche se volutamente kitsch, sono stati determinanti per il successo di questa versione del Benvenuto Cellini di Berlioz al Teatro La Monnaie di Bruxelles.
Nella direzione musicale Alan Altinoglu riesce a dare la giusta sfumatura a ogni momento della difficile partitura, in perfetto stile, senza eccessi e con una magnifica risposta da parte dell'Orchestra del teatro. I cori, sempre importanti nelle opere di Berlioz, sono risultati adeguati, energici e precisi, sotto la preparazione di Emmanuel Trenque.
John Osborn è oggi l'interprete di riferimento del ruolo di Benvenuto Cellini e riesce a rendere la serata indimenticabile. Tutto è perfetto, dagli acuti alla linea vocale, dalla sottigliezza alla potenza, il tutto con uno stile e una dizione francesi impeccabili.
Come Teresa si è apprezzato il soprano Ruth Iniesta. A un'emissione raffinata si aggiungono appropriata musicalità, credibilità scenica e un eccellente francese.
Sia Tijl Faveyts (Giacomo Balducci) sia Jean-Sébastien Bou (Fieramosca) eccellono nella recitazione e sono perfetti dal punto di vista vocale.
Potenti gli accenti di Papa Clemente VII di Ante Jerkunica e una piacevole sorpresa Florence Losseau nel ruolo di Ascanio.
Completano egregiamente il cast Luis Aguilar (Francesco), Leander Carlier (Bernardino), Gabriele Nani (Pompeo) e Yves Saelens (cabaretier).
Thaddeus Strassberger, responsabile sia della messa in scena che della scenografia, propone quasi un omaggio a tutte le epoche di Roma, giustapponendo deliberatamente elementi per creare la sua concezione scenica che colloca in un'epoca inequivocabilmente attuale. Dai televisori nella casa di Giacomo Balducci, la scenografia - quasi tutta in marmo bianco - non rinuncia a inserire elementi dell'antica Roma insieme a elementi barocchi e altri più attuali, ma di un lusso volgare. Muse che prendono vita, guardie svizzere insieme alla gendarmeria italiana attuale, venditori di pizza, le immancabili drag queen di qualsiasi allestimento modernizzato, insieme alle casalinghe di qualche decennio fa, fino al piccolo Colosseo che funge da fucina, animazioni al computer, innumerevoli busti di Cellini con i lineamenti del tenore protagonista, obelischi egizi, gli eccessi del carnevale e della sessualità in combinazione con un leggero anticlericalismo, la colonna di Traiano o della Piazza Colonna con il busto di Cellini in cima, scale bianche immacolate, proiezioni della Fontana di Trevi; la lupa capitolina e molto altro ancora si coniuga nell'opulenza visiva volutamente ricercata.
L'azione è costante e il movimento accurato per creare l'esuberanza deliberata che Strassberger vuole mostrarci, cercando e trovando un equilibrio tra la satira e il serio.
Creativi i costumi di Giuseppe Palella e, in combinazione con la messa in scena, sia l'illuminazione di Driscoll Otto che le proiezioni di Greg Emetaz.
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