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Sferisterio a bocca amara

La recensione Macerata, Macerata Opera Festival, 04-06/08/2017

Il comunicato stampa I numeri del Macerata Opera Festival 2017: record di incassi e di spettatori paganti

Gentile direttore,

la bocca non è secca ma amara dopo aver letto la recensione di Francesco Lora sulla tua rivista che, nel suo percorso censorio - per certi versi insito nella funzione del critico - ha fornito informazioni tendenziose e non veritiere, equivocando circa la vocazione del Macerata Opera Festival e insinuando opinioni false e lesive dell'immagine del Festival.

Le considerazioni iniziali che mettono in rapporto i risultati di pubblico e botteghino di Macerata con Pesaro (senza tralasciare i riferimenti a Verona e Martina Franca) sono vistosamente incongrue perché comparano tre realtà con infrastrutture, assetti amministrativi e statuti completamente diversi. Fa particolarmente male non leggere alcun cenno di apprezzamento nei confronti di un'iniziativa che - ormai a detta di tutti, pubblico, operatori e critici musicali - si caratterizza proprio per l'allargamento di prospettive e l'apertura verso il pubblico del territorio, all'infuori da qualsiasi elitarismo e, dopo anni di difficoltà economiche e perdite, ha intrapreso un percorso virtuoso sia gestionale che artistico. È quantomeno ingeneroso continuare a rapportare il festival di oggi con quello del passato: troppe cose in così tanti anni sono cambiate nel mondo della musica, della regia, della gestione, dei fondi, del pubblico.

Entro nei dettagli: nego che la grande percentuale dei biglietti (con il record raggiunto quest'anno) sia stata acquistata da sponsor che poi li hanno distribuiti; forse Lora riferiva in maniera incompleta il caso di una singola manifestazione (l'ultima recita dell’Aida, che lui non ha visto) per la quale un unico sponsor privato ha acquistato un gruppo di biglietti (500 su 2500, che sono appena il 20% della capienza e comunque sono acquistati) e li ha offerti - tramite le amministrazioni comunali del territorio - ai cittadini residenti in zone colpite dal terremoto, che sono stati avvertiti e coinvolti per tempo. Non mi sembra un gesto deplorevole o criticabile ma il segno tangibile di un festival profondamente radicato nella partecipazione dei privati (oltre il 55% delle risorse viene non da contributi pubblici ma da privati e da proventi di biglietteria) e, in questo caso, di solidarietà collettiva nei confronti di una zona duramente colpita dal terremoto. A Macerata si è fatto di tutto per ristabilire un clima di tranquillità dopo le scosse del 2016 e il loro perdurare nei primi mesi del 2017, fatto che ha coinciso con l'inizio delle prenotazioni turistiche: a dicembre si registrava un crollo del 90% delle presenze, fenomeno che il festival ha ribaltato come dalle dichiarazioni delle Associazioni di categoria. Gli alberghi pieni, i ristoranti altrettanto e i biglietti venduti dimostrano che la vendita è stata diretta e non surrogata come l'articolo purtroppo induce a pensare. L’iniziativa del 14 agosto per Aida non è stata del resto l’unico gesto dello Sferisterio verso il territorio del terremoto, che in inverno è stato coinvolto nella rassegna per le scuole “Incontra l’opera” (con una serie di lezioni-concerto proprio nelle scuole superiori del cratere); il 10 agosto a Pieve Torina (comune con il 93% degli edifici inagibili), si è realizzato “Lo Sferisterio per i Sibillini”, spettacolo con gli artisti del Festival (fra cui Gianni Forte, France Dariz e Davinia Rodriguez) per coinvolgere il più possibile coloro che hanno vissuto il dramma del terremoto.

Sorvolo - per rispetto verso l'opinione critica - sulle considerazioni musicali e sulla recensione di Turandot, che un commentatore meno incline al livore avrebbe forse potuto argomentare in modo più circostanziato e con riferimenti testuali motivati; è invece molto spiacevole che dell'allestimento di Aida si siano colti solo aspetti "puerili" anziché una schietta e diretta vocazione narrativa, priva di qualsiasi elemento criptico, che non solo ha ricevuto apprezzamenti da parte dei non pochi "melomani" presenti in tutte le recite, e che Lora forse non ha incontrato, ma si ricollega con lo spirito di "opera per il bene comune" che informa il MOF, nel tentativo, a mio avviso attuale, consistente e non demagogico, di coniugare spettacolo, proposte artistiche di nuova concezione e crescita civile collettiva, per di più con energie economiche e masse artistiche meno imponenti di altre realtà. 

Desta un certo stupore poi la sfiducia che leggo nel ritenere che Shi di Boccadoro (opera per di più non vista da Lora) come qualsiasi titolo contemporaneo, sembri dover passare da una non ben precisata "preparazione" del "terreno sociale", perché questo andrebbe contro sia alla legittima autonomia di visione di qualsiasi direzione artistica, sia alla lecita ambizione di ogni compositore di parlare al pubblico del suo presente. D'altro canto l'allestimento è stato realizzato coinvolgendo due realtà cittadine molto attive come l'Accademia di Belle Arti e l'Istituto Confucio, oltre al fatto che Macerata ospita dall'83 una prestigiosa rassegna di Nuova musica e il Festival ha spesso accolto in precedenza teatro musicale contemporaneo.

È un po' affrettata la notazione sulla poca critica presente e sulla presunta "notorietà" dei volti... anche perché i critici dei quotidiani e delle maggiori testate specializzate sono stati quest'anno più presenti del solito lungo le quattro settimane di programmazione.

Su Iréne Theorin si sono susseguite varie imprecisioni: nessun forfait dopo la prova generale (come era stato riportato in una prima versione online del pezzo) ma regolare debutto, con successo. La sua presenza a Macerata purtroppo sì è interrotta a causa di un incidente (con conseguente ricovero ospedaliero) nei giorni successivi alla prima che l'ha costretta suo malgrado a rinunciare alle repliche restanti; l'accaduto è stato oggetto di comunicazione e di cronaca giornalistica. La seconda versione in cui si dice, approssimativamente "dopo un paio di recite", è altrettanto erronea, finalmente alla terza versione corretta si arriva a “dopo la prima”. Di nuovo una imprecisione sul cambio di interpreti per Aida: Sonia Ganassi e Maria Pia Piscitelli - annunciate da mesi -  hanno entrambe rinunciato all'impegno per motivi di salute e dopo l'inizio delle prove abbiamo annunciato su tutti i mezzi i nuovi cast. Non si è trattato quindi di un cambio "senza giustificazioni" ma, come sai, per la privacy, non possono essere annunciati ulteriori dettagli.

In allegato il comunicato del 14 agosto con i risultati di biglietteria e le presenze al Festival 2017 che chiediamo venga anch’esso pubblicato e linkato, con evidenza in homepage e social

Grazie per l'attenzione

Floriana Tessitore
Skill&Music
Ufficio stampa dell'Associazione Arena Sferisterio


 

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