Affermazioni gravi, false e offensive
Solidali con i musicisti e tutti i lavoratori del teatro, riceviamo e volentieri pubblichiamo la risposta alle ultime, gravi, gravi dichiarazioni di Beatrice Venezi in un’intervista al quotidiano argentino La Nación [LINK]
RISPOSTA ALLE DICHIARAZIONI DELLA DIRETTRICE BEATRICE VENEZI
La RSU del Gran Teatro La Fenice, a nome di tutte le sue lavoratrici e i suoi lavoratori, esprime profonda costernazione e amarezza per le dichiarazioni rilasciate da Beatrice Venezi in un’intervista al quotidiano argentino La Nación pubblicata il 23 Aprile us, secondo cui i posti nell’orchestra veneziana si tramanderebbero “di padre in figlio”.
Si tratta di affermazioni gravi, false e offensive, che ledono la professionalità, il merito e la dignità delle Professoresse e dei Professori d'orchestra della Fenice, professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale. Offendere i lavoratori e il pubblico del Teatro non è solo un atto di scortesia istituzionale, ma un attacco diretto all'identità stessa della nostra Fondazione.
Riteniamo che simili dichiarazioni siano incompatibili con le condizioni necessarie per costruire un rapporto di fiducia e una collaborazione artistica proficua. La direzione d'orchestra e di coro non può prescindere dal mutuo rispetto e da un clima di armonia professionale che le parole della Maestra Venezi hanno pesantemente e unilateralmente compromesso.
Alla luce di quanto accaduto, sentiamo il dovere di evidenziare che la sua presenza sul nostro podio avverrebbe in un contesto di profonda tensione e sfiducia. È necessario che la Maestra e la Direzione prendano atto che non sussistono più i presupposti per un rapporto di collaborazione disteso e fecondo. Senza il rispetto per chi il Teatro lo vive e lo onora ogni giorno con il proprio lavoro, viene meno la base stessa di ogni produzione artistica d'eccellenza.
La RSU del Gran Teatro La Fenice di Venezia
