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Woody Allen alla Scala per Puccini

Il grande regista americano presenta al Piermarini con l’Accademia la sua regia di Gianni Schicchi, in accoppiata con Prima la musica e poi le parole di Salieri con una nuova regia di Grischa Asagaroff.

Protagonista di entrambi i titoli il grande Ambrogio Maestri insieme ai ragazzi del Corso di perfezionamento per cantanti lirici.

L’Orchestra dell’Accademia è diretta da Ádám Fischer.

E il Museo del Cinema propone una grande retrospettiva di 28 titoli dedicata a Allen.

Soggetti e opere in breve

Biografie

Welcome back Mr Allen

locandina

Alla Scala era stato solo da spettatore, per Macbeth di Verdi nel 1997. Ora Woody Allen torna da regista, presentando dal 6 al 19 luglio la sua regia del pucciniano Gianni Schicchi con scene e costumi di Santo Loquasto. La produzione, realizzata con i complessi dell’Accademia diretti da Ádám Fischer, va in scena insieme a un nuovo allestimento di Prima la musica e poi le parole di Antonio Salieri firmato da Grischa Asagaroff. Interprete di entrambi i titoli, insieme agi allievi del Corso di perfezionamento per cantanti lirici, è Ambrogio Maestri.

La produzione costituisce uno dei momenti più importanti del percorso di studi degli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala, polo formativo del Teatro milanese che prepara tutte le figure professionali che operano nell’ambito dello spettacolo dal vivo (artistiche, tecniche e manageriali). Il Progetto Accademia, che impegna non solo gli allievi del Dipartimento Musica, ma anche molti del Dipartimento Palcoscenico, in particolare gli scenografi, costituisce un’occasione ineguagliabile per misurarsi in scena e dietro le quinte, accanto ad artisti di fama assoluta, che si prodigano con entusiasmo per trasmettere loro sapere ed esperienza.

Woody Allen, il cui nuovo film A Rainy Day in New York sarà nelle sale dal prossimo 3 ottobre, è una leggenda del cinema mondiale che nella sua lunga carriera ha saputo spaziare con intelligenza ed eleganza tra la commedia, la comicità e il dramma. Il mondo della musica fa parte da sempre dei suoi riferimenti culturali e rimandi al repertorio sinfonico e operistico ricorrono in tutto il suo cinema, dal secondo movimento della Sinfonia Jupiter di Mozart citato in “Manhattan” tra le ragioni per cui vale la pena di vivere fino alla celebre “I can’t listen to that much Wagner. I start getting the urge to conquer Poland” (“Non posso ascoltare così tanto Wagner o mi viene voglia di invadere la Polonia”) in “Misterioso omicidio a Manhattan”. Occorre poi ricordare l’uso di musica sinfonica e cameristica nelle colonne sonore, da Mendelssohn (ovviamente in “Una commedia sexy in una notte di mezza estate”) al Quartetto op. 161 di Schubert in “Crimini e misfatti” e alla Nona di Mahler in “Mariti e Mogli”, mentre la colonna sonora di “Match Point” è interamente costituita da interpretazioni di Enrico Caruso. L’approdo di Allen a questa che resterà la sua unica incursione nel campo della regia d’opera risale al 2008 alla Los Angeles Opera. Scene e costumi sono di Santo Loquasto, che ha realizzato le scenografie di 14 film di Allen da “Radio Days” (1987) a “Un giorno di pioggia a New York” (2019) ottenendo tre Nomination agli Oscar. L’allestimento è un omaggio al cinema italiano tra neorealismo e commedia, con un protagonista destinato a un finale non lieto, ed è stato ripreso in Italia al Festival dei due mondi di Spoleto.

Alla Scala Schicchi sarà Ambrogio Maestri, impegnato anche nella parte del Maestro di cappella in Prima la musica e poi le parole, l’atto unico di Antonio Salieri che apre la serata. Questo “divertimento teatrale” su libretto di Giovanni Battista Casti (affascinate figura di letterato e diplomatico che aspirava a subentrare a Pietro Metastasio nella carica di poeta cesareo) fu commissionato dall’imperatore Giuseppe II per essere eseguito nell’orangerie del castello di Schönbrunn insieme al Singspiel Der Schauspieldirektor (l’impresario teatrale), commissionata a Mozart, in una serata pensata per contrapporre il teatro musicale italiano a quello tedesco. Alla prima, il 7 febbraio 1786, la protagonista era il celebre soprano Nancy Storace. Tra gli estimatori del lavoro di Salieri anche Nikolaus Harnoncourt, che ne ha inciso una versione di riferimento alla testa del Concertgebouworkest nel 1987.

La regia di Prima la musica e poi le parole è affidata a Grischa Asagaroff. Cresciuto a Monaco di Baviera, Asagaroff è stato direttore di scena e assistente alla regia di Rudolf Hartmann e Günther Rennert all’Opera di Stato bavarese, e negli anni ’70 alla Deutsche Oper am Rhein ha iniziato una stretta collaborazione con Jean-Pierre Ponnelle che lo ha portato ad affiancare agli spettacoli firmati da lui stesso richiesti da teatri come l’Opera di Vienna e il Metropolitan, una serie di riprese di lavori del maestro. Ha rivestito incarichi presso l’Opera di Vienna e quella di Zurigo, e alla Scala ha curato L’elisir d’amore (al Piermarini e all’aeroporto di Malpensa), diverse opere per bambini e la recente ripresa della regia di Jean-Pierre Ponnelle de La Cenerentola di Rossini.

Ambrogio Maestri è uno dei baritoni più apprezzati del nostro tempo per doti vocali, personalità e carisma scenico, ed è sempre applauditissimo alla Scala, negli ultimi anni come Falstaff con Zubin Mehta e come Don Pasquale con Riccardo Chailly e in precedenza come Dulcamara, Tonio e Amonasro, e con Riccardo Muti in una galleria verdiana che include Don Carlo ne La forza del destino, Falstaff, Renato, Iago e Germont. Numerosi in questo periodo gli impegni pucciniani: tra aprile e giugno Maestri è stato Scarpia a Las Palmas e a Monaco Schicchi e Michele del Tabarro. Nell’estate sarà ancora Scarpia all’Arena prima di tornare alla Scala come Dulcamara ne L’elisir d’amore in settembre.

Sul podio Ádám Fischer, che prima di diventare un celebrato interprete di Mozart e Wagner nei più grandi teatri e nei più prestigiosi festival internazionali ha iniziato la carriera come specialista del repertorio italiano (alla Scala ha recentemente diretto Ernani, mentre la prossima Stagione lo vedrà impegnato in Tannhäuser e La Gioconda). Con i complessi dell’Accademia ha già costruito una felice collaborazione in occasione della nuova produzione de Die Zauberflöte.

In occasione della presenza di Woody Allen a Milano il Teatro alla Scala torna a collaborare con la Fondazione Cineteca Italiana che presenta Welcome Back Mr. Allen, una rassegna cinematografica dedicata al maestro newyorkese. Dal 26 giugno al 28 luglio 2019 presso il Mic - Museo Interattivo del Cinema di Milano, sono in programma 28 lungometraggi in cui Woody Allen riveste contemporaneamente il doppio ruolo di regista e interprete. Alcuni film verranno presentati in edizione originale con i sottotitoli italiani, per apprezzare al meglio le doti attoriali di Allen, mentre altri titoli, proiettati in supporto 35mm, sono proposti in edizione italiana con il doppiaggio di Oreste Lionello, la cui voce ha reso celebre Woody Allen in Italia.

https://cinetecamilano.it/rassegna/welcome-back-mr-allen-


 

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