L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Contrasto fra antico e moderno

di Michele Olivieri

L’emergenza sanitaria ancora in atto ci ha imposto un nuovo comportamento. Non si può andare a teatro ma questo non significa sospendere ogni attività e non coltivare più gli interessi, bisogna solo fruirne in maniera differente. Grazie al web e alla televisione importanti proposte arrivano direttamente a casa dando una mano alla cultura. Sul canale Youtube della NDP - Nicole Davidson Productions è stata trasmessa in diretta streaming la serata di danza intitolata Re-Salire.

ZURIGO – Dalla splendida e storica Villa Egli di Zurigo, in quell’angolo di Svizzera così affascinante nello specchio del lago a ridosso delle scenografiche montagne, la talentuosa videomaker Nicole Davidson con la sua società NDP - Nicole Davidson Productions ha filmato ed organizzato una diretta streaming, protagonista la danzatrice Giulia Tonelli, per portare in scena il frutto di un profondo desiderio di ri-connessione e cercare (malgrado tutto) una fonte di ispirazione e di rinnovata creatività per esprimersi artisticamente durante questi tempi difficili. Quando gli artisti esplorano nuovi modi di espressione, specialmente in situazioni quali la presente emergenza sanitaria, si arriva dritti alle emozioni. Giulia Tonelli, prima ballerina al Balletto di Zurigo, insieme con alcuni dei suoi colleghi della compagnia elvetica, ha messo in scena un piccolo galà, una serata di qualità con l’apporto di grandi coreografi della scena attuale, del calibro di Cathy Marston, Filipe Portugal, Lucas Valente, Craig Davidson, oltre a nomi che fanno parte della storia tersicorea quali Michel Fokine ed August Bournonville. Nel tentativo di portare la danza a un vasto pubblico, vista la chiusura prolungata dei teatri, con il supporto e la realizzazione di Christian Spuck e della Zürich Opera House, Giulia Tonelli ha ideato la serata internazionale di balletto dal titolo Re-Salire, una performance che ha mostrato quanto siano resistenti gli artisti nello sperimentare la bellezza della danza, tra tradizione e contemporaneità, nel momento in cui il pubblico sente forte la necessità di ritrovare nell’arte un rifugio. L’apertura di tale nuova frontiera dello spettacolo via web non poteva che essere affidata alla disciplina accademica, salutata come omaggio alla madre di tutte le danze moderne con tre punte di diamante della scena coreutica qui idealmente insieme per eseguire Infiorata a Genzano, esecutori Giulia Tonelli e Wei Chen nell’intramontabile coreografia di August Bournonville, brano suggerito dalla processione religiosa nell’omonima cittadina romana durante la festa del Corpus Domini: due giovani e spensierati amanti che tratteggiano il loro amore scherzosamente in un clima che avvolge il portamento e la musicalità poggiando le basi su passi giocondi e festosi, un passo a due risultato privo di inesattezze, con le singolarità tratteggiate da risolute pennellate tecniche. La diretta ha permesso, tra una creazione e l’altra, di ascoltare brevi interviste esplicative dalla viva voce dei ballerini sui pezzi interpretati nella meravigliosa sala danza di Villa Egli con la sua elegante boiserie tra specchi e sbarre in legno. Così dopo l’Infiorata Wei Chen ha illustrato le personali emozioni nel portare in scena un pezzo di antica memoria, che ha avuto il debutto assoluto nel 1858 a Copenaghen con il Balletto Reale Danese. A seguire un’intervista doppia con Mélissa Ligurgo e Lucas Valente per la coreografia Uncontrolled di Filipe Portugal, su musica di Philip Glass (Orphée Suite: IV. Orphée and the Princess) creata per la Tanzakademie Zürich, un sensuale passo a due di matrice contemporanea, il linguaggio è naturale, il movimento è idealmente dipinto su una tela e legato a stretto giro da un filo nel descrivere gli stati d’animo dei due intensi interpreti, difficilmente definibile seppur variato da molteplici fattori che fanno di Filipe Portugal un artista trascinante. Terzo pezzo in programma, il notissimo assolo La morte del cigno ballato da Elena Vostrotina nella versione coreografica di Michel Fokine adattata per la solista danese Elna Ørnberg nel 1925 (rivisto da Elna Matamoros dopo Carmina Ocaña). Dal debutto del 1907 al Mariinskij di San Pietroburgo, con questo pezzo si sono misurate numerose star del balletto; la Vostrotina esprime in maniera del tutto personale l’amenità di un crepuscolo esitante sulla musica di Camille Saint-Saëns: entra in scena con tutina nera e tutulette bianca, introdotta da una ripresa sulle rive del lago zurighese con l’uccello acquatico simbolo di eccellenza nel balletto (che rimanda all’altro capolavoro di Čajkovskij), un gioco di specchi ci restituisce l’emblema della ballerina come da tradizione con indosso il tutù bianco con le piume applicate e il capo cinto da altrettante impalpabili piume. Di fondamentale importanza il movimento delle gambe e le movenze delle braccia, a ricordare il battito d’ali, coinvolgendo tutto il corpo trascinato dall’andamento flessibile degli arti superiori. Nelle iniziali luci del giorno a quelle del buio della notte la Vostrotina è illuminata da un faro in diagonale, a sottolineare l’imminente fine, o forse il ricostituirsi del vigore spirituale. A seguire l’intervista con Elena Vostrotina e quella con Daniel Mulligan interprete, insieme a Giulia Tonelli, del quarto brano proposto In Our Wishes coreografato da Cathy Marston, un pezzo contemporaneo sulle punte di stampo neoclassico, intricato e carico di tensione viscerale nel raccontare una storia d’amore che cade a pezzi, una portata qualitativa (sia creativa che interpretativa) accentuata rispetto ai modi consueti; Tonelli-Muligan risultano contraltari ben immedesimati. Nuova intervista con Michelle Willems e Matthew Knight ad introdurre la loro esibizione Scent Of Her Gardenias su coreografia di Lucas Valente, vestiti di bianco, stile contemporaneo deciso, la semioscurità ad incorniciare il passo a due, un incontro particolarmente intimo con sé stessi e le proprie paure, un’espressione fisica che sarebbe impossibile tradurre in parole per atmosfera. La sequenza dei movimenti è controllata e somiglia a tratti ad un’arte marziale. A seguire intervista con Jan Casier per il penultimo brano in programma Reminiscence, un elegante neo classico sulle punte (Elena Vostrotina), lui a petto nudo con i calzini, entrambi in gonna di organza (costumi di Kate Venables), musica di Ólafur Arnalds e Alice Sara Ott. La coreografia di Craig Davidson è astratta, fluida e versatile nel rivivere quel desiderio di passato, come se i ricordi potessero farlo riapparire. Un nuovo capitolo della vita è iniziato, ma il corpo si lascia ancora trascinare nel ricordo di sensazioni percepite quando la libertà era parte integrante della quotidianità. Quegli anni ormai irrecuperabili appaiono quelli più sicuri, mentre nel finale il futuro è sospeso... Jan Casier si avvia verso la grande finestra dall’elegante forma architettonica, non prima di aver effettuato un poetico arabesque, come per inseguire un sogno. In chiusura di serata l’intervista all’artefice Giulia Tonelli, per l’assolo coreografico firmato dal talentuoso Craig Davidson Re-Salire su musica di Ezio Bosso. Ottima tecnica di punte, port de bras che sviluppano al meglio la grazia delle linee, e via via la morbidezza e la mobilità della testa e del corpo, quest’ultimo con un dizionario capace di assorbire l’urto dello sconforto grazie ad ispirati allongé, per affrontare e superare quell’assordante silenzio sui palcoscenici del mondo. La coreografia si chiude nello specchio incarnando così una doppia valenza - negativa o positiva - in esso ci si perde e ci si riconosce.


 

 

 
 
 

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