L’ape musicale

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Tragedia di tre donne

di Gustavo Gabriel Otero

 

Al Colon, nuova produzione dell'Elektra di Strauss con un eccellente trio femminile protagonista e un livello complessivo più che convincente.

BUENOS AIRES, 28 ottobre 2014 - Il Teatro Colón ha proposto un nuovo allestimento di Elektra di Richard Strauss contraddistinto da una corretta fusione di tutte le diverse componenti, che confluivano in uno spettacolo di livello assai buono, che ha avuto il suo culmine nelle tre voci femminili impegnate nei ruoli principali.

Regia, scene e luci erano curate dal direttore generale e artistico del Colón, Pedro García Caffi, che ha lavorato in modo rispettoso, ma al quale si sarebbe potuto domandare maggior vigore drammatico e maggior inventiva, pur risultando efficace. La scenografia consisteva in sette colonne troncate in pietra nera che suggeriscono un tempio o un palazzo in rovina, davanti al quale una piattaforma rappresentava  un mucchio di rocce che divideva in tre grandi aree il luogo della tragedia.

Se non è stata un'idea innovativa, nondimeno è risultata adeguata. Tutto era illuminato con criterio e i costumi di Alejandra Espector con lontane eco greche, non hanno sfigurato.

A Roberto Paternostro se potrà imputare una carenza di personalità in certi titoli, ma non si può non rendergli il merito d'essere un serio preparatore e concertatore, profondo conoscitore del repertorio. La sua visione di Elektra e la risposta da parte dei professori dell'orchestra stabile sono parse sicure e ben a fuoco. Sebbene talvolta l'imponente massa orchestrale abbia coperto i cantanti - cosa che pare quasi nella natura dell'opera - l'equilibrio generale fra buca e palco è stato buono. Non ci sono state defaillances, i piani sonori erano ben calibrati e c'è stato spazio anche per qualche sottigliezza.

Tutti i cantanti si sono dimostrati all'altezza della situazione con un livello generale che dimostra la buona scelta della compagnia.

Linda Watson è stata una Elektra carismatica dal principio alla fine, con buona proiezione, linea di canto suggestiva, voce poderosa e coinvolgimento drammatico. Iris Vermillion. Klytaemnestra, era più che interessante: è assai comune che cantanti a fine carriera affronti la parte con più con il mestiere che con il canto e ascoltare invece una Klytaemnestra cantata dall'inizio alla fine è un'esperienza salutare. Con uniformità di registro, gravi profondi e malvagità a fior di pelle ha incarnato un ruolo del quele può diventare interprete di riferimento. Manuela Uhl brillava come Chrysothemis, mostrando ancora una volta la sua dizione perfetta e la sua squisita musicalità. Non è stata una sorella sottomessa, ma una giovane temperamentosa dall'emissione pura, dal bel colore e dal giusto volume. In un terzetto protagonista di primo livello è colei che raccolto la palma per il suo canto lucente. Hernán Iturralde ha restituito Orestes con sobrietà scenica e autorità vocale, la sua voce riempiva la sala e commuoveva soprattutto nel momento dell'agnizione con la sorella. A posto l'Aegysthus di Enrique Folger, interessante la voce di Eduardo Bosio come giovane servitore, potente Víctor Castells quale vecchio servitore, irreprensibili nei loro brevi ruoli Daniela Tabernig, Cristian De Marco e Marisú Pavón, efficace il resto del cast così come il coro nella sua microscopica partecipazione.

foto Arnaldo Colombaroli e Maximo Parpagnoli, Teatro Colon

Buenos Aires, 28/10/2014. Teatro Colón. Richard Strauss: Elektra.  Hugo von Hofmannsthal. Pedro Pablo García Caffi, dirección escénica, escenografía e iluminación. Alejandra Espector, vestuario. Linda Watson (Elektra), Manuela Uhl (Chrysothemis), Iris Vermillion (Klytaemnestra), Hernán Iturralde (Orestes), Enrique Folger (Aegysthus), Cristian De Marco (precettore di Orestes), Marisú Pavón (confidente), Daniela Tabernig (l'ancella dello strascico), Janice Baird (sorvegliante), Eduardo Bosio (giovane servo), Víctor Castells (vecchio servo), Alejandra Malvino, Alicia Cecotti, Virginia Correa Dupuy, Vanesa Tomas e Marisú Pavón (ancelle). Orchestra e Coro Stabili del Teatro Colón. Maestro del Coro: Miguel Martínez. Maestro concertatore e direttore: Roberto Paternostro.


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