L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

I giovani per Verdi 

Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

Mercoledì 12 luglio ore 21 - Cavea

Primo concerto dell’Estate a Santa Cecilia nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Sul podio dell’Orchestra dei Conservatori e del Coro di Santa Cecilia, sul podio un giovane emergente, Alessandro Bonato, che dirigerà la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi.

Il concerto rientra nell’iniziativa “VivaVerdi” promossa dal Ministero della Cultura.

Un’inaugurazione all’insegna della valorizzazione delle giovani promesse della musica quella che segna l’apertura dell’Estate a Santa Cecilia, mercoledì 12 luglio (ore 21, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Cavea) dall’Orchestra dei Conservatori - un progetto didattico del Ministero dell’Università e della Ricerca - e dal Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (istruito dal nuovo maestro del Coro, Andrea Secchi), affidati alla direzione di Alessandro Bonato, con la Messa da Requiem di Verdi. I quattro giovani solisti saranno Chiara Isotton (soprano), Irene Savignano (mezzosoprano), Vassily Solodkyy (tenore) e HuanHong Li (basso).

Il ricavato della serata verrà devoluto a favore della iniziativa “VivaVerdi” che, promossa dal Ministero della cultura in collaborazione con i teatri lirico-sinfonici italiani, sostiene il progetto di acquisto, salvaguardia e valorizzazione della Villa di Giuseppe Verdi a Sant’Agata di Villanova, attraverso un ciclo di rappresentazioni di musiche e opere verdiane che coinvolgerà le 14 fondazioni lirico-sinfoniche e i cui incassi verranno devoluti all’acquisto in via di prelazione del sito e delle sue pertinenze.

Alessandro Bonato, è tra i direttori più apprezzati e promettenti della sua generazione. Lo scorso anno ha debuttato al Musikverein di Vienna sul podio del Wiener Concert-Verein, ha diretto nuove produzioni del Barbiere di Siviglia allo Sferisterio di Macerata e di Norma per OperaLombardia riscuotendo entusiastici consensi di pubblico e critica e, nonostante la giovane età (Bonato è nato nel 1995) è già stato ospite di orchestre quali l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Filarmonica Toscanini, l’Orchestra dell’Arena di Verona, l’Orchestra della Toscana, la Tokyo Symphony Orchestra e la Danish National Symphony Orchestra.

La Messa da Requiem fu originariamente concepita per commemorare la morte di Rossini avvenuta nel 1868; l'idea di Verdi era che "ad onorare la memoria di Rossini, i più distinti maestri italiani (...) componessero una Messa da Requiem da eseguirsi nell'anniversario della sua morte". Il progetto si rivelò irrealizzabile, ma Verdi nel frattempo aveva composto il Libera Me, nucleo centrale del futuro Requiem. Pochi anni più tardi, nel 1873, moriva un altro grande uomo di cultura italiano: Alessandro Manzoni. Verdi rimase profondamente impressionato da questa perdita e decise di rimettere mano al vecchio progetto del Requiem: “Io pure vorrei dimostrare quant’affetto e venerazione ho portato e porto a quel Grande che non è più, e che Milano ha tanto degnamente onorato. Vorrei metter in musica una Messa da morto da eseguirsi l’anno venturo per l’anniversario della sua morte. La Messa avrebbe proporzioni piuttosto vaste, ed oltre ad una grande orchestra ed un grande Coro, ci vorrebbero anche […] quattro o cinque cantanti principali”. La prima esecuzione avvenne a Milano il 22 maggio 1874, primo anniversario della morte dello scrittore. La raffinatezza verdiana nel trattamento della parola cantata, la resa sonora delle potenti immagini evocate dal testo raggiungono in questo brano un risultato ineguagliato. La partitura risulta sempre stupefacente per gli ascoltatori, e la forza dei contrasti, l'alternarsi di istanti di sospesa trascendenza (Mors stupebit, Agnus Dei, per citarne solo due) e di terrificanti esplosioni apocalittiche (Dies Irae, Tuba Mirum) ci propongono una commovente meditazione sul fine ultimo della vita e sull'aldilà. Opera d’arte umanissima, la definì Ildebrando Pizzetti, che sull’inizio della composizione scrisse ancora: “Leggete e ripensate per esempio l’inizio […] con quel requiem sussurrato da una invisibile folla sul lento ondeggiare di pochi accordi elementari, vi fanno subito sentire il timore e la tristezza della folla dinanzi al mistero della morte […] l’anelito a una consolazione e all’eterna pace, […] un tendersi delle loro braccia verso il cielo, a invocare clemenza e perdono”.

Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori italiani

L’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori italiani è stata fondata al fine di promuovere il sistema dei Conservatori di musica e creare, per i migliori studenti iscritti alle Istituzioni di Alta Formazione Musicale, occasioni formative altamente professionalizzanti. Al progetto, promosso dal Ministero dell’Università e della ricerca, partecipano esclusivamente gli studenti iscritti ad uno dei Conservatori statali e non statali italiani o ad uno degli istituti musicali accreditati dal MUR. Partecipare ai concerti con l’Orchestra consente agli studenti di essere parte di un’importante esperienza formativa grazie anche alla presenza di direttori d’orchestra di chiara fama. L’orchestra è formata da un numero variabile di studenti ed è in grado di affrontare repertori che spaziano da Mozart ai capisaldi del sinfonismo ottocentesco fino alla musica del Novecento.

Al fine di consentire agli studenti di fare esperienza in diversi ambiti musicali (compreso quello del pop), si è cercato di differenziare il repertorio e di far esibire l’orchestra non solo nei teatri e nelle sale da concerto, ma anche in teatri all’aperto (teatro di Taormina, Arena di Verona, Caracalla, Ravello) e con musicisti di varia estrazione artistica, anche al di fuori del tradizionale ambito caratteristico dei Conservatori.

Tra i principali impegni degli ultimi anni, ricordiamo nel 2015 la partecipazione al Mittelfest di Udine con un programma dedicato all’anniversario della Grande Guerra sotto la direzione di Giuseppe Grazioli e una tournée a Trieste e in Serbia; nel 2016 il concerto di premiazione dei Vincitori del “Premio Abbado” al Teatro Argentina sotto la guida di Bruno Aprea; nel 2017 la partecipazione all’inaugurazione del Festival dei Due Mondi di Spoleto nel Don Giovanni di Mozart diretto da James Conlon; il concerto del ventennale della carriera della cantante Elisa all’Arena di Verona e, in diretta RAI, la partecipazione al XXI Concerto di Natale al Senato della Repubblica alla presenza del Presidente della Repubblica e del Senato e con la partecipazione de tenore Francesco Meli e di Giovanni Sollima. Nel 2018, con Alexander Lonquich direttore e solista, si è esibita nella Stagione del Teatro Petruzzelli di Bari e al Festival di Ravello e lo scorso anno, in collaborazione con la Banda dei Carabinieri e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha eseguito all’Auditorium Parco della Musica brani di Čajkovskij, Borodin, Ponchielli e Stravinskij.

Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Le origini della plurisecolare Accademia di Santa Cecilia sono legate alla pratica del canto corale: nella seconda metà del ’500, alcuni Maestri di Cappella e Cantori si riunirono in associazione eleggendo a Presidente Giovanni Pierluigi da Palestrina e fondando di fatto l’Accademia. Solo dalla fine dell’Ottocento il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia inizia ad assumere un assetto stabile e a partecipare alle esecuzioni di musica polifonica e del grande repertorio sinfonico-vocale. Il Coro, diretto da Andrea Secchi, espleta la sua attività nelle stagioni concertistiche dell’Accademia affiancando l’Orchestra per l’esecuzione di grandi opere sinfonico-corali classiche e moderne.

Il Coro ha inoltre collaborato con prestigiose orchestre e celebri direttori: con Lorin Maazel e l’Orchestra dello Schleswig-Holstein (1992); con Carlo Maria Giulini e l’Orchestra della Rai di Torino (1993); con Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker (1995); con Valery Gergiev e l’Orchestra del Teatro Kirov (1998), con la prestigiosa Lucerne Festival Orchestra diretta da Claudio Abbado (agosto 2006). Nel 2007 il Coro ha eseguito nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura di Roma il Requiem di Verdi con i Wiener Philharmoniker diretti da Daniele Gatti; nel 2008 ha collaborato a Parigi con l’Orchestre National de France e Sir Colin Davis prendendo parte alla Grande Messe des morts di Berlioz, eseguita anche nel 2019 ad Amsterdam con l’Orchestra del Concertgebouw diretta da Antonio Pappano; con la direzione di Antonio Pappano e l’Orchestra di Santa Cecilia, va ricordato il Guillaume Tell di Rossini e i Quattro pezzi sacri di Verdi ai Proms di Londra (2011 e 2013), lo Stabat Mater di Rossini e il War Requiem di Britten al Festival di Salisburgo (2011 e 2013), la Terza Sinfonia di Enescu al Festival Enescu di Bucarest (2017). E ancora la partecipazione insieme a Orchestra e Coro di Radio France al Festival de Saint-Denis diretti da Valery Gergiev (luglio 2018 – Berlioz, Requiem) e il Concerto di chiusura del Festival dei Due Mondi di Spoleto, con la partecipazione di Marion Cotillard (luglio 2018 – Honegger, Jeanne d’Arc au bûcher).

Insieme all’Orchestra dell’Accademia ha preso parte all’incisione della Madama Butterfly di Puccini (con Angela Gheorghiu, incisione premiata con un Brit Award), il Requiem di Verdi (Gramophone Award, BBC Music Magazine, Brit Classical), gli Stabat Mater di Rossini e Pergolesi con Anna Netrebko (Gramophone Editors’ Choice Award), il Guillaume Tell di Rossini, la Petite Messe Solennelle di Rossini, i Quattro pezzi sacri di Verdi, il War Requiem di Britten, l’Aida di Verdi che vanta un cast stellare (Anja Harteros, Jonas Kaufmann, Erwin Schrott). Antonio Pappano, l’Orchestra e il Coro hanno inciso, inoltre, Nessun Dorma–The Puccini Album con il tenore Jonas Kaufmann (Best Classical Music Recordings of 2015 per il New York Times) che ha scalato le classifiche mondiali. Del 2018 è la partecipazione all’incisione della Sinfonia n. 3 “Kaddish” di Leonard Bernstein (Warner Classics) diretta a Santa Cecilia da Pappano in occasione dei cento anni della nascita del compositore. Nel maggio 2020 l’etichetta Sony ha pubblicato l’Otello di Verdi con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia diretti da Antonio Pappano e lo scorso marzo è stata pubblicata la Turandot con Jonas Kaufmann e Sondra Radvanovsky (Warner Classics).

Alessandro Bonato

Alessandro Bonato è stato il Direttore Principale dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana per il biennio 2021-2022. Si è imposto giovanissimo all’attenzione internazionale conquistando il terzo premio alla Malko International Competition di Copenhagen nel 2018. Nel 2016 aveva già fatto il suo debutto dirigendo Il flauto magico in una produzione AS.LI.CO alla Royal Opera House of Muscat in Oman, mentre nel 2019 ha diretto La cambiale di matrimonio al Rossini Opera Festival di Pesaro per il 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini.

In Italia ha diretto l’Orchestra della Toscana, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Filarmonica del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo ed è regolarmente ospite de I Pomeriggi Musicali, mentre all’estero è stato ospite della Danish National Symphony Orchestra e della CRR Symphony Orchestra di Istanbul. Nella stagione 2021/22 ha debuttato con la Filarmonica Toscanini, con l’Orchestra Sinfonica Siciliana e al Musikverein di Vienna con la Wiener Concert-Verein. Nell’estate 2022 ha fatto il suo debutto al Macerata Opera Festival con una nuova produzione del Barbiere di Siviglia mentre nell’autunno 2022 ha diretto per la prima volta nell’ambito del Circuito Lirico Lombardo una edizione di Norma. Nella stagione 2022/23 si presenta per la prima volta in Giappone, alla guida dell’Ensemble Kanazawa accanto al giovane prodigio della tastiera Mao Fujita e successivamente della Tokyo Symphony Orchestra. Ritorna inoltre sul podio dei Pomeriggi Musicali, dell’Orchestra Toscanini di Parma nell’ambito del Festival Toscanini, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, oltre a debuttare con l’Orchestra Sinfonica di Bursa in Turchia e con l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo in un programma sinfonico. Nell’estate farà il suo debutto all’Arena di Verona per Il barbiere di Siviglia. Nell’autunno 2023 porterà l’Orchestra dell’Accademia della Scala in tournée in Francia e tornerà al Teatro Filarmonico di Verona per una rara opera di Franco Faccio, l’Amleto.

Alessandro Bonato è impegnato nella divulgazione musicale sui social media, una attività che ha sviluppato durante il lockdown e che è stata molto apprezzata per originalità e competenza.

Nato a Verona, ha studiato violino e composizione oltre che direzione d’orchestra presso il locale Conservatorio con Piercarlo Orizio; si è inoltre perfezionato sotto la guida di Donato Renzetti nell’ambito dei Corsi di Direzione d’Orchestra presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo.

Chiara Isotton

Il soprano Chiara Isotton nasce nel 1985 a Belluno dove studia presso la locale Scuola di musica. Dopo essersi brillantemente diplomata al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, prosegue il perfezionamento con Raina Kabaivanska, William Matteuzzi, Roberto Scandiuzzi e Renato Bruson. Dopo essersi classificata in numerosi Concorsi nazionali, nel marzo 2013 risulta fra i vincitori del Concorso di Spoleto che le consentirà di esibirsi al Festival dei Due Mondi e a debuttare in Tosca. Nello stesso anno entra a far parte dell'Accademia di perfezionamento del Teatro alla Scala dove avrà l'occasione di debuttare come Sacerdotessa nell’Aida diretta da Zubin Mehta e come Alisa nella Lucia di Lammermoor diretta da Stefano Ranzani. Nel giugno 2015 si diploma all’Accademia e a settembre ritorna a Spoleto debuttando Mimì ne La bohème.

Fra i suoi impegni concertistici, la sua apparizione all’Hermitage Music Festival di San Pietroburgo, l’esecuzione dello Stabat Mater di Rossini all'Auditorum dei Wiener Sängerknaben e una serie di recital in Corea al fianco di Renato Bruson. Inoltre si è esibita a Hong-Kong, allo State Theater di New Brunswick (New Jersey), ad Al Ain, al Bolshoi diretta da Tugan Sokhiev e al Carlo Felice di Genova nella Quarta Sinfonia di Mahler diretta da Fabio Luisi.

Tra gli impegni recenti e futuri il Gala Donizetti con la direzione di Marco Armiliato, Cintia in La cena delle beffe con Carlo Rizzi, Florain Traviata con Chung e Geltrude in Hänsel und Gretel con Marc Albrecht (Scala di Milano), La Medium a Modena, il debutto nel Trovatore a Sassari, Margherita nel Mefistofele al Theatre du Capitole di Tolosa, Tosca a Nagoya, alla Fenice, al NNTT di Tokyo, al Municipale a Piacenza e al Massimo di Palermo, Elisabettain Don Carlos a Marsiglia, l’inaugurazione della Stagione 21/22 del Teatro alla Scala con Macbeth, il debutto alla Deutsche Oper in 7 Deaths of Maria Callas, il debutto in Suor Angelica al Filarmonico e a Tokyo, Tosca al Massimo di Palermo e a Trapani, di nuovo Il trovatore al Municipale di Piacenza e a Modena, il debutto in L’amore dei tre Re e Andrea Chénier alla Scala, Medea a Toronto, Fedora alla Scala e al Metropolitan, Giorgetta nel Tabarro a Torre del Lago, La fanciulla del West a Lione, Don Carlo a Copenhagen.

Irene Savignano

Irene Savignano è nata a Palermo, e ha iniziato i suoi studi musicali all’età di 12 anni con il soprano Mary Elizabeth Anne Smith, proseguendoli e perfezionandoli con Patrizia Gentile. Studia al Conservatorio “Alessandro Scarlatti” e segue masterclass di Grigoriev, Marquez Fernandez, Del Carmen, Pèrez Bianco, Nardis, Gucciardo, Cibelli, Norberg-Schulz, Marriott, Orciani, Barricelli, Patanè. Dal 2020 fa parte di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Vince numerosi concorsi internazionali come il 70° Concorso AsLiCo “Voci Emergenti”, il “Voci del Mediterraneo-Premio Archimede” di Siracusa (premio speciale 2011, 2012), “I SING BEIJING” 2012, la 33° edizione del Francesco Paolo Neglia (Secondo premio), la 19° edizione dell’ Ottavio Ziino (secondo premio).

Recentemente ha interpretato: Giovanna (Ernani, Teatro Massimo di Palermo, 2021); Edwige (Guglielmo Tell, Teatro Sociale di Como, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Grande di Brescia, Teatro Sociale di Bergamo e Teatro Verdi di Pisa 2020 e 2021); Tisbe (La Cenerentola, Teatro Massimo di Palermo 2019); Amneris (Aida, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Eliseo, Teatro Argentina e Teatro Quirino di Roma, Teatro La Pergola di Firenze, Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, 2018); Lavinia (L’oca del Cairo, Teatro Massimo di Palermo, 2017); Suzuki (Madama Butterfly, 2016); Suzy e Lolette (La rondine, Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, 2012).

Ha lavorato con molti direttori di successo quali Jader Bignamini, Roberto Abbado, Michele Mariotti, Omer Meir Wellber, Fabio Biondi e registi come Davide Livermore, Damiano Michieletto, Arnaud Bernard. Ha partecipato a numerose registrazioni, incluso "Spirito" con Marina Rebeka. Per l'Opera di Roma ha cantato come solista nei concerti: Gloria di Vivaldi diretto da Gabbiani, Petite Messe solennelle di Rossini diretta da Bignamini, I Puritani diretta da Abbado, Luisa Miller diretta da Mariotti, Mass diretta da Diego Matheuz. Nella messa in scena (prima mondiale) di Acquaprofonda è Balena/Madre, opera di Giovanni Sollima coprodotta dal Teatro dell’Opera di Roma e dal Teatro Sociale di Como. Prende parte all’Opera-Film Farnese Suite in onda su RAI5 e suOPERAROMA.TV, in collaborazione con il Teatro dell'Opera di Roma, dell'Opéra National de Paris e dell'Ambasciata di Francia interpretando l’aria di Charlotte (Werther) e partecipa come solista al film-documentario “INCONFESSABILE VERDI” prodotto da Opera Europa, Word Opera Day in onda su OPERAVISION per conto del Verdi Off del Teatro Regio di Parma. Recentemente è stata impegnata con Dialogues des Carmélites e con il debutto in Aida all’Opera di Roma, entrambe dirette da Michele Mariotti.

Vassily Solodkyy

Nato a Ternopil in Ucraina, inizia da piccolo lo studio del pianoforte e trasferitosi in Italia intraprende lo studio del canto lirico sotto la guida di Valeria Esposito. Dopo la specializzazione all’Accademia Verdiana del Teatro Regio di Parma collabora stabilmente con la Fondazione Pavarotti. Nel 2022 si aggiudica il terzo premio al Concorso internazionale di canto “Renata Tebaldi” di San Marino. Ha cantato in importanti teatri quali: Teatro Regio di Parma, Teatro La Scala di Milano, Teatro Petruzzelli a Bari, Teatro Comunale di Modena, Sferisterio Opera Festival di Macerata, Teatro Sociale di Bergamo. Tra i suoi passati impegni, si ricordano: Nabucco a Parma e in tour all’Opera di Montecarlo; Le siège de Corinthe al Rossini Opera Festival di Pesaro; Der fliegende Holländer al Teatro Petruzzelli di Bari. Ha debuttato il ruolo di Nemorino nell’Elisir d’amore al Teatro Comunale in Modena all’interno del progetto “Modena Città del Belcanto”. Al Festival di Macerata ha preso parte alla produzione di Rigoletto e al Festival Verdi di Parma in quella dei Due Foscari. Ha inoltre cantato nel ruolo diPangnella Turandot (regia di Pierluigi Pizzi) e preso parte alla Carmen all’interno del Circuito Marchigiano. Altri impegni recenti degni di nota: Le bourgeois gentilhomme, Ariadne auf Naxos, La Creazione di Haydn in forma scenica (sotto la direzione di Fabio Luisi) al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca; Le songe d'une nuit d'été di Thomas al Festival di Wexford; Marin Faliero al Festival Donizetti di Bergamo (diretto da Riccardo Frizza); La scuola guida di Nino Rota a Jesi; The Rake's progress (Tom Rakwell) a Magonza; I vespri siciliani a Bologna e il Requiem di Verdi a Varsavia (National Opera). Ha debuttato al Teatro la Scala di Milano nella produzione di Kaspar Holten del Boris Godunov diretto da Riccardo Chailly. Prossimi impegni lo vedranno impegnato nel Falstaff a Busseto per il Festival Verdi del Teatro Regio di Parma; La Rondine a Pisa e Jesi el’Otello di Verdi alla Israeli Opera di Tel Aviv.

Huanhong Livio Li

Nato a HeNan, in Cina, Huanhong Livio Li intraprende gli studi di canto lirico nel 2009, seguendo il magistero di Yu Wenjie e Lan Tingting. Frequenta il Conservatorio di musica di XingHai, dove si diploma nel 2016, studiando, fra gli altri, con Cheng Lu, Yang Yan e Chen Xiao. Nello stesso anno si trasferisce in Italia per proseguire gli studi al Conservatorio Arrigo Boito di Parma, dove nel 2018 consegue il diploma accademico di secondo livello. Dall’arrivo in Italia approfondisce la tecnica, avendo come insegnanti Gianni Maffeo, Ilia Aramayo, Paolo Barbacini, Evghenia Dundekova, Giacomo Prestia, Carlo Colombara. Nel 2022 viene ammesso alla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna. Fra le sue esperienze artistiche, la prima delle quali in una produzione della Traviata presso la Guangzhou Opera House, si ricordano lo Stabat Mater di Rossini al Teatro Dante Alighieri di Ravenna, Rigoletto al Teatro Sociale Stradella nel ruolo di Sparafucile e Madama Butterfly nei panni dello Zio Bonzo. Nel 2022 si è aggiudicato il terzo premio al 58° Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto. Nello stesso anno viene ammesso all’Accademia di perfezionamento per cantanti liricidel Teatro alla Scalaper il biennio 2022-2024. Nel 2023 debutta sul palcoscenico del Teatro alla Scala nel ruolo di Schmidt e del Maestro di casa in Andrea Chénier, diretto da Marco Armiliato nell’allestimento firmato da Mario Martone.

Andrea Secchi

Andrea Secchi è il nuovo maestro del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nato a Colle Val d’Elsa (Siena), Andrea Secchiha conseguito la maturità classica e si è diplomato con lode e menzione speciale in Pianoforte al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze sotto la guida di Giorgio Sacchetti. Ha frequentato corsi di perfezionamento tenuti da Paul Badura-Skoda, Joaquín Achúcarro e Maurizio Pollini presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena; è stato allievo di Andrea Lucchesini all’Accademia Internazionale di Musica di Pinerolo e, per la Direzione d’orchestra, di Piero Bellugi. Si è esibito in Italia e all’estero, prendendo parte a numerosi cicli concertistici a Torino, Siena, Roma, Palermo e Firenze, nella Beethoven-Haus di Bonn, nel Museo Chopin di Varsavia, a Dublino, Londra, Monaco di Baviera, Kiel, Cracovia, Pechino, Pretoria e Tokyo, riscuotendo ovunque unanimi e calorosi consensi per la sua personalità e passione interpretativa. Ha vinto oltre venti concorsi nazionali e internazionali ottenendo inoltre premi speciali per la migliore interpretazione di musiche di Bach, Mozart, Schubert, Schönberg e Beethoven. Nel 2003 si è distinto come miglior italiano nel prestigioso Leeds International Piano Competition e debuttando alla Salle Cortot di Parigi. Da sempre si interessa al repertorio cameristico e dal 2002 al 2006 ha fatto parte del Quartetto Accademia.

Vasta è la sua esperienza anche nel repertorio lirico. Dal 2006 al 2013 è stato Altro Maestro del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, incarico che gli ha permesso di collaborare con alcuni dei più grandi direttori d’orchestra, fra i quali Zubin Mehta, Seiji Ozawa, Lorin Maazel, Kurt Masur, Riccardo Chailly, Daniel Oren, Semyon Bychkov. Dal 2013 al 2017 è stato Maestro sostituto e Altro Maestro del Coro alla Den Norske Opera & Ballett di Oslo.

Come Maestro Collaboratore è stato invitato alla Staatsoper di Vienna e al Teatro Regio di Torino, dove, dopo una prima collaborazione nel 2012-2013, ha assunto dal 2018 il ruolo di Direttore del Coro. In questo prestigioso Teatro ha affrontato molti dei titoli del grande repertorio operistico, oltre ad opere meno conosciute, come Violanta di Korngold, o Agnese di Paer (produzione che ha vinto il premio Abbiati), nonché capolavori di quello sinfonico, dal Deutsches Requiem di Brahms, all’Elias di Mendelssohn, dallo Stabat Mater di Rossini, ai Quattro Pezzi Sacri di Verdi, affiancando Direttori quali Riccardo Muti, Gianandrea Noseda, Fabio Luisi, Daniele Gatti e collaborando anche con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

mercoledì 12 luglio ore 21

Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Cavea

Orchestra dei Conservatori

Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia


direttore Alessandro Bonato

soprano Chiara Isotton ׀mezzosoprano Irene Savignano

tenore Vassily Solodkyy ׀basso HuanHong Li

maestro del Coro Andrea Secchi

Verdi Messa da Requiem

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www.santacecilia.it

Biglietti da € 20 a € 40

 


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