L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

DVD da Nabucco a Don Alvaro

di Roberta Pedrotti

G. Verdi

Nabucco, Ernani, Il corsaro, I vespri siciliani, La forza del destino, Gala verdiano

Gazale, Neves, Anastassov, Berti, Guelfi, Prestia, Bruson, Michailov, Damato, Sburlati, Nizza, Stoyanov, Zulian, Di Felice, Branchini, Carraro, Rumetz, Battaglia, Cura, Nucci, Fabbricini, Rezza

direttori Frizza, Allemandi, Palumbo, Ranzani, Karytinos registi Miller, Pier'Alli, Puggelli, Pizzi, Maestrini

Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Regio di Parma, Teatro Verdi di Busseto, Teatro Comunale di Modena

6 DVD Dynamic, 33643, 2009

L'uscita di questa prima Verdi Collection risale al 2009, ma in chiusura dell'anno verdiano e in corrispondenza con la pubblicazione del secondo volume abbiamo ritenuto opportuno tornare anche su questo cofanetto agile ed elegante, nei toni caldi fra il seppia e il bordeaux, che raccoglie sei registrazioni effettuate fra il 2003 e il 2006.

La scelta dei video propone ben tre titoli diversamente rappresentativi degli anni di galera: il rivelatore Nabucco, l’emblematico Ernani e il fulmineo Corsaro. Il primo proviene dal Carlo Felice di Genova e permette di ascoltare l’ottimo protagonista di Alberto Gazale in uno dei suoi ruoli migliori e un giovanissimo Orlin Anastassov, magari ancora acerbo e viziato da un’emissione talvolta slaveggiante ma colto nel momento di massimo rigoglio vocale. Abigaille è Susan Neves, vale a dire una delle più accreditate interpreti del ruolo del più recente passato. La ritroviamo, un po’ acidula, anche in Ernani [qui la recensione estesa del DVD singolo, ndr], dove condivide la scena con un Marco Berti timbricamente ammaliante: la voce perfetta per il ruolo, purtroppo la musicalità non è all’altezza dei mezzi. Giacomo Prestia è sempre un affidabile Silva, mentre Carlo Guelfi non convince nei panni del suo omonimo sovrano e imperatore. Il corsaro è dominato dall’esperienza di Renato Bruson, con Michailov che gioca più di sciabola che di fioretto, la Sburlati che passa inosservata nella romanza di Medora e la Damato che si mette in gioco con invidiabile energia come Gulnara. I vespri siciliani presentano una compagnia equilibrata nella quale spiccano il Procida giovane e fanatico di Anastassov e l’elegante Manforte di Stoyanov; Amarilli Nizza gestisce con professionalità e convinzione il ruolo monstre di Elena e Renzo Zulian, senza crismi d’eccezionalità, porta in scena con onore l’impervio Arrigo, graziato della Siciliana del quinto atto. Sempre Zulian si fa valere nella Forza del destino: dove non si cerchino finezze interpretative, illuminazioni di fraseggio e abbaglianti splendori vocali è un’edizione – consideriamo che proviene da un circuito di provincia – nel complesso attendibile, nella quale si ascoltano fa bella figura anche il Carlo di Vargas di Marco Di Felice e risulta efficace - per quanto un po' corta in acuto - la Preziosilla di Tiziana Carraro. Susanna Branchini canta con partecipazione Leonora, ma le gioverebbe evitare certi affondi di petto. Paolo Battaglia è il padre Guardiano e Paolo Rumetz Fra Melitone. Purtroppo la direzione di Lukas Karytinos è rigida e monotona, avara di colori e respiro, mentre la regia di Pier Francesco Maestrini accontenterà i più intransigenti amanti della tradizione, così come la regia video, in questo caso molto ligia all’illustrazione dell’intricata vicenda. Al contrario lo spettacolo di Jonathan Miller per Nabucco, sotto la direzione nervosa di Riccardo Frizza, è ripreso da una telecamera che spia tra le quinte, s’infila fra i coristi, dà, insomma, l’impressione di essere in palcoscenico fra ebrei e babilonesi. L’Ernani di Pier’Alli in video guadagna certamente molto rispetto all'esperienza teatrale; meno la prova routinier di Antonello Allemandi. Molto bello e suggestivo l’allestimento del Corsaro firmato da Lamberto Puggelli e sempre lodevole la direzione avvincente e raffinata di Renato Palumbo. I vespri siciliani sono portati, in apparente contraddizione con la sua natura di grand opéra, nel minuscolo teatro di Busseto da un Pierluigi Pizzi particolarmente ispirato che coinvolge nell’azione tutta la sala in una spazialità ben valorizzata dalla regia video. Corretta la direzione di Ranzani. Chiude il cofanetto il Gala verdiano del 2004 con scene da Giovanna D’Arco, Attila, I masnadieri, Macbeth e il Corsaro. Un raro esempio di alta qualità per un concertone celebrativo; in particolare si segnala il vertice del quadro finale di Macbeth con uno smagliante Leo Nucci e un’orchestra del Regio di Parma in stato di grazia sotto la direzione di Palumbo.

leggi la recensione della Verdi Collection vol.2


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