L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo 56° edizione dal 13 luglio al 31 agosto 2019

 

Venerdì 13 luglio 2019 ore 21.30
Cervo Piazza dei Corallini Uto Ughi – violino
Bruno Canino – pianoforte J.M. Leclair Sonata in Re maggiore op.9 n° 3 "Tambourin"

              1. Un poco andante

              2. Allegro

              3. Sarabande - Largo

              4. Tambourin - Presto

W.A. Mozart Sonata n° 40 in Si bemolle maggiore per violino e pianoforte, K 454

              1. Largo

              2. Andante

              3. Rondò. Allegretto

 

***

C. Saint Saens Havanaise in Mi maggiore op. 83 per violino e pianoforte C. Saint Saens Introduzione e Rondò capriccioso in La minore per violino e pianoforte, op. 28 P. Sarasate Zingaresca per violino e pianoforte, op. 20 Uto Ughi Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, Uto Ughi ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all'età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Quando era solo dodicenne e la critica scriveva: "Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo". Ha iniziato le sue grandi tournèes europee esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato infatti in tutto il mondo, nei principali Festivals con le più rinomate orchestre sinfoniche tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre, sotto la direzione di maestri quali: Barbirolli, Bychkov, Celibidache, Cluytens, Chung, Ceccato, Colon, Davis, Fruhbeck de Burgos, Gatti, Gergiev, Giulini, Kondrascin, Jansons, Leitner, Lu Jia, Inbal, Maazel, Masur, Mehta, Nagano, Penderecki, Pretre, Rostropovich, Sanderlin, Sargent, Sawallisch, Sinopoli, Slatkin, Spivakov, Temirkanov. Uto Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. In quest'ottica ha fondato il festival "Omaggio a Venezia", al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare. Conclusa quell'esperienza, il festival "Omaggio a Roma" (dal 1999 al 2002) ne raccoglie l'ideale eredità di impegno fattivo, mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale; concerti aperti gratuitamente al pubblico ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei conservatori italiani. Tali ideali sono stati ripresi nel 2003 e attualmente portati avanti dal festival "Uto Ughi per Roma" di cui Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico. Recentemente la Presidenza del Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile. Il 4 settembre 1997 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici. Nell'Aprile 2002 gli è stata assegnata la Laurea Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni. Intensa è la sua attività discografica con la BMG Ricordi S.p.A- per la quale ha registrato: i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch, il Concerto di Cajkovskij con Kurt Sanderling, Mendelssohn e Bruch con Prêtre, alcune Sonate di Beethoven con Sawallisch al pianoforte, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, “Le Quattro Stagioni”, tre Concerti di Paganini nell’edizione inedita di direttore–solista, il Concerto di Dvorak con Leonard Slatkin e la Philarmonia Orchestra di Londra; le Sonate e Partite di Bach per violino solo. Ultime incisioni sono: “Il Trillo del diavolo” (disco “live” dei più importanti pezzi virtuosistici per violino); il Concerto di Schumann diretto dal M° Sawallish con la Bayerischer Rundfunk ; i Concerti di Vivaldi con i Filarmonici di Roma; la Sinfonia Spagnola di Lalo con l’Orchestra RAI di Torino e de Burgos; l’incisione discografica per Sony Classical, nel 2013, dal titolo “Violino Romantico”, una raccolta di pezzi emblematici del Romanticismo sul violino, con la partecipazione dell’Orchestra da Camera I Filarmonici di Roma. Altro evento di particolare rilievo è la pubblicazione del libro “Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita”, avvenuta nel 2013, edito da Einaudi: la storia di una vita incredibile, interamente dedicata alla musica. Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei “Guarneri” esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata. Bruno Canino Ha suonato nelle principali sale da concerto e festival in Europa, America, Australia, Asia. Da sessant'anni suona in duo pianistico con Antonio Ballista e ha fatto parte per trent'anni del Trio di Milano. Ha collaborato e collabora con illustri interpreti come Gazzelloni, Cathy Berberian, Accardo, Amoyal, Nicolet, Vittora Mullova, Itzhak Perlmann, Uto Ughi e con i Quartetti Amadeus, Borodin, Quartetto di Tokyo e altri. E' stato dal 1999 al 2002 Direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia, essendosi dedicato particolarmente alla musica contemporanea: ha lavorato con Dallapiccola, Boulez, Berio, Ligeti, Maderna, Stockhausen, Bussotti. Ha suonato sotto la direzione di Abbado, Muti, Chally, Sawallisch, Pappano con orchestre come la Filarmonica della Scala, Santa Cecilia, Berliner Philarmoniker, New York Philarmonic, Philadelphia Orchestra, Orchestre National de Paris. Numerose le sue registrazioni discografiche (Debussy, Casella, Mozart, Chabrier, Bach, ecc.) Ha tenuto masterclasses in Italia, Germania, Giappone, Spagna, e da trentacinque anni è invitato al Marlboro Music Festival nel Vermont. Al suo libro Vademecum del pianista da camera ha fatto seguito nel 2015 un libro dal titolo Senza Musica, sempre edito da Passigli.

Mercoledì 17 luglio 2019 ore 21.30
Cervo Oratorio di S. Caterina Andrea Bacchetti – pianoforte
In collaborazione con Lions Club Imperia Host

J.S. Bach Suite Inglese n° 5 in Mi minore BWV 810

                  1. Prélude

                  2. Allemande

                  3. Courante

                  4. Sarabande

                  5. Passepied I e II

                  6. Gigue

J.S. Bach Suite Francese n° 5 in Sol magg. BWV 816

                  1. Allemande

                  2. Courante

                  3. Sarabande

                  4. Gavotte

                  5. Bourrée

                  6. Loure

                  7. Gigue

J. S. Bach Suite Inglese n° 2 in La minore BWV 807

                  1. Prélude

                  2. Allemande

                  3. Courante

                  4. Sarabande

                  5. Bourrée I e II

                  6. Gigue

J. S. Bach Ouverture Francese in Si min. BWV 831

                  1. Ouverture

                  2. Courante

                  3. Gavotte I

                  4. Gavotte II

                  5. Passepied I

                  6. Passepied II

                  7. Sarabande

                  8. Bourrée I

                  9. Bourrée II

                  10. Gigue

                  11. Echo

J. S. Bach Fantasia cromatica e fuga in Re minore BWV 903


Andrea Bacchetti Nato nel 1977, ancora giovanissimo Andrea Bacchetti ha raccolto i consigli di Karajan, Magaloff, Berio, Horszowski, Siciliani. Debutta a 11 anni a Milano nella Sala Verdi con i Solisti Veneti diretti da C. Scimone. Da allora suona più volte in Festival Internazionali - Lucerna, Salisburgo, Belgrado, Santander, Tolosa (Piano aux Jacobins), Lugano, Sapporo, Brescia e Bergamo, Roma (Uto Ughi per Roma), La Roque d'Anteron (Radio France), Milano (MI.TO), La Coruña (Festival Mozart), Pesaro, Cervo, Bellinzona, Ravenna, Ravello, Santiago de Compostela (cicle de Piano A. Brage), Varsavia (Beethoven Festival), Parigi (La Serre d'Auteil), Bad Worishofen, Spoleto, Husum, Murten Classics - e presso prestigiosi centri musicali - Konzerthaus (Berlino); Salle Pleyel, Salle Gaveau ciclo piano 4**** (Parigi); Rudolfinum Dvorak Hall (Praga); Teatro Coliseo (Buenos Aires); Rachmaninoff Saal, The Moscow State Philharmonic Society (Mosca); IBK Concert Hall Arts Center (Seoul); Auditorium Nacional de España (ciclo di Scherzo e CNDM), Teatro Real, Fundação Gulbenkian (Lisbona); Teatro Monumental, Fundación March (Madrid); Toppan Hall, Musaschino Concert Hall (Tokyo); De Warande (Anversa); Huelecourt Art Project (Bruxelles); Mozarteum Brasileiro e Cultura Artistica (São Paulo); Hyogo Performing Arts Center (Nishinomiya); Parco della Musica (Roma); Zentrum Paul Klee (Berna); Gewandthaus (Lipsia). In Italia è ospite delle maggiori orchestre ed enti lirici, e di tutte le più importanti associazioni concertistiche. All'estero ha lavorato con numerose orchestre - Lucerne Festival Strings, Camerata Salzburg e Salzburg Chamber Soloists, RTVE Madrid, Sinfónica de Asturia, Oviedo, OSCYL, Valladolid; MDR Lipsia, Kyoto Simphony Orchestra, Sinfonica di Tenerife, Filarmonica della Scala, OSNR Torino, Sinfónica del Estado de Mexico, RTL Lubiana, Cappella Istropolitana, Bratislava, Russian Chamber Philarmonic St. Petersburg, Dubrovnik Symphony Orchestra, Philarmonique de Nice, Prague Chamber Orchestra, ORF Vienna, Filarmonica Toscanini di Parma, Philarmonie der Nationen, Amburgo, Enesco Philarmonic di Bucarest, e con direttori come Bellugi, Guidarini, Venzago, Luisi, Zedda, Manacorda, Panni, Burybayev, Pehlivanian, Gullberg Jensen, Nanut, Lü-Ja, Justus Frantz, Baungartner, Valdes, Renes, Bender, Bisanti, Ceccato, solo per citarne alcuni. Incide in esclusiva per Sony Classical e fra la sua ampia discografia sono da ricordare il SACD con le sonate di Cherubini (Penguin Guide UK, Rosette 2010), "The Scarlatti Restored Manuscript" (RCA Red Seal) che è risultato vincitore dell'ICMA 2014 nella categoria "Baroque Instrumental". Di Bach le "Invenzioni e Sinfonie" (CD del mese, settembre 2009, "BBC Music Magazine") e "The Italian Bach" (CD del mese, maggio 2014, "Record Geijutsu"). Si dedica con passione alla musica da camera. Proficue sono state le collaborazioni con partner come R. Filippini, il Prazak Quartet, Uto Ughi, Antonella Ruggiero, Quatour Ysaye. Compositori come Vacchi, Boccadoro, Del Corno - fra gli altri - gli hanno dedicato brani. Nella stagione passata ha tenuto concerti in Spagna, Messico, Cuba, Corea, Svizzera, Polonia, Belgio, Russia ed in quella in corso sono previste tournèe in Giappone e Lussemburgo.

 

Venerdì 19 luglio 2019 ore 21.30
Cervo Piazza dei Corallini “Giornate Géza Anda”
Tra rigore e libertà - Un viaggio nel tempo attraverso Studi, Improvvisi e Fantasie per pianoforte Secondo concerto del ciclo triennale In collaborazione con Concorso pianistico “Géza Anda” di Zurigo

Pietro De Maria – pianoforte

L.v. Beethoven Sonata n. 12 in la bemolle maggiore, op. 26

                  1. Andante con variazioni

                  2. Scherzo. Allegro molto

                  3. Marcia funebre sulla morte d'un eroe

                  4. Allegro

L.v. Beethoven Sonata quasi una fantasia n. 1 in mi bemolle maggiore, op. 27

                  1. Andante

                  2. Allegro molto e vivace

                  3. Adagio con espressione

                  4. Allegro vivace

***

S. Rachmaninoff 9 Études-tableaux op. 39

                  1. Allegro agitato

                  2. Lento assai

                  3. Allegro molto

                  4. Allegro assai

                  5. Appassionato

                  6. Allegro

                  7. Lento

                  8. Allegro moderato

                  9. Allegro moderato. Tempo di Marcia

Pietro De Maria

Dopo aver vinto il Premio della Critica al Concorso Tchaikovsky di Mosca nel 1990, Pietro De Maria ha ricevuto il Primo Premio al Concorso Internazionale Dino Ciani di Milano (1990), al Géza Anda di Zurigo (1994).

Nel 1997 gli è stato assegnato il Premio Mendelssohn ad Amburgo. La sua intensa attività concertistica lo vede solista con prestigiose orchestre e con direttori quali Roberto Abbado, Gary Bertini, Myung-Whun Chung, Vladimir Fedoseyev, Daniele Gatti, Alan Gilbert, Eliahu Inbal, Marek Janowski, Ton Koopman, Michele Mariotti, Ingo Metzmacher, Gianandrea Noseda, Corrado Rovaris, Yutaka Sado, Sándor Végh.

Nato a Venezia nel 1967, De Maria ha iniziato lo studio del pianoforte con Giorgio Vianello e si è diplomato sotto la guida di Gino Gorini al Conservatorio della sua città, perfezionandosi successivamente con Maria Tipo al Conservatorio di Ginevra, dove ha conseguito nel 1988 il Premier Prix de Virtuosité con distinzione.

Il suo repertorio spazia da Bach a Ligeti ed è il primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l'integrale delle opere di Chopin in sei concerti. Recentemente ha realizzato un progetto bachiano, eseguendo i due libri del Clavicembalo ben temperato e le Variazioni Goldberg.

Ha registrato l'integrale delle opere di Chopin, il Clavicembalo ben temperato e le Variazioni Goldberg per DECCA, ricevendo importanti riconoscimenti dalla critica specializzata, tra cui Diapason, International Piano, MusicWeb-International e Pianiste.

Ha inciso inoltre le tre Sonate op. 40 di Clementi per l'etichetta Naxos, un recital registrato dal vivo al Miami International Piano Festival per la VAI Audio, l'integrale delle opere di Beethoven per violoncello e pianoforte con Enrico Dindo per la Decca e un CD con opere di Fano per Brilliant Classics.

Pietro De Maria è Accademico di Santa Cecilia e insegna al Mozarteum di Salisburgo. È nel team di docenti del progetto La Scuola di Maria Tipo organizzato dall’Accademia di Musica di Pinerolo.

Lunedì 22 luglio 2019 ore 21.30
Cervo Piazza dei Corallini “Giornate Géza Anda”
In collaborazione con Concorso pianistico “Géza Anda” di Zurigo e con Lions Club Imperia Host

Dasol Kim – pianoforte

R. Schumann Tema e Variazioni in Mi bemolle maggiore “Geistervariationen”, WoO 24 A. Scriabin Sonata in Fa diesis minore, op. 23

              1. Drammatico

              2. Allegretto

              3. Andante

              4. Presto con fuoco

A. Scriabin Sonata in Fa diesis maggiore, op. 30

  1. Andante

  2. Prestissimo volando

*** F. Schubert Sonata in Si bemolle maggiore, D. 960

              1. Molto moderato

              2. Andantino sostenuto

              3. Scherzo. Allegro vivace. Trio.

              4. Allegro ma non troppo

 

Dasol Kim

Dasol Kim è un solista molto richiesto, si è recentemente esibito con la New York Philarmonic a Seoul, con l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, con la Berlin Konzerthaus Orchestra, con la Orchestra Sinfonica della Radio bavarese, con la Orchestre de la Suisse Romande, la Berlin Chamber Orchestra, MDR Leipzig Radio Symphony, Concerto Budapest, e la Belgium National Orchestra tra le altre.

Tra i suoi numerosi impegni recenti, Kim sta attualmente effettuando l’esecuzione dell’integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven in Svizzera e Corea nel corso di un periodo di quattro anni, negli Stati Uniti ha debuttato nella Young Conert Artist Series a New York e Washington, nonché di nuovo a New York presso il Kennedy Center in qualità di vincitore del Korean Concert Prize. Nella stagione 2018/2019 ritornerà alla Young Artist Concert Series con un recital alla Morgan Library di New York.

Si è inoltre esibito al Kuhmo Music Festival in Finlandia, La Roque d’Anthéron in Francia, Kissinger Sommer in Germania, e al PyeongChang Music Festival in Corea.

Dasol Kim ha vinto il Primo Premio nella edizione 2015 del Young Concert Artist International Auditions di New York, 2011 Epinal International Piano Competition (Francia) e nel Young Concert Artist International Auditions di Lipsia (Germania), il secondo premio nell’edizione 2012 del Concorso Géza Anda di Zurigo e terzo premio nell’edizione 2011 dell’ARD International Music Competition di Monaco. Kim si è laureato presso la Hochschule di Hannover, dove ha studiato con Arie Vardi e Gerald Fauth. L’etichetta Deutsche Gramophon ha recentemente pubblicato il suo primo cd, “Dasol Kim plays Schumann”.

 

Venerdì 26 luglio 2019 ore 21.30 Cervo Piazza dei Corallini

Paolo Fresu & Daniele Di Bonaventura with Jaques Morelenbaum
Paolo Fresu – tromba, flicorno, effetti Daniele Di Bonaventura – bandoneon, effetti
Jaques Morelenbaum - violoncello

Paolo Fresu, onnivoro protagonista di avventure musicali è attivo sulla scena di questi ultimi anni con diversi “duo”, vale a dire quella figurazione davvero particolare e difficile che contrappone e unisce sensibilità molte volte contrapposte o storicamente difficili da far convivere.

Uno di questi è lo “strano incontro” fra tromba e bandoneon: un dialogo in musica nel segno di strumenti ad aria e di un lirismo dagli aromi mediterranei che sta lasciando un segno distintivo.

Protagonisti insieme alle voci corse del coro A Filetta del riuscito progetto “Mistico Mediterraneo” e dell'omonimo disco pubblicato da ECM, Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura vivono ormai da anni la dimensione di un duo davvero particolare che fa incontrare due strumenti così apparentemente dissimili quali la tromba e la “ fisarmonica argentina” che tutti pensano strumento sudamericano doc ma che invece è nata in Germania a sostituire l’organo laddove (specialmente nelle chiese) quest’ultimo strumento non era o non poteva essere presente.

Un incontro, quello fra il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano, ormai ben rodato attraverso tanti concerti e che viene veicolato con intelligenza attraverso un concerto di grande effetto ricco di poesia, intimismo e di quelle piccole cose capaci di raccontare i colori dell'universo musicale contemporaneo.

Ecumenicamente attratti dalla musica etnica, classica ed elettronica, Fresu e Di Bonaventura si sono resi protagonisti, nel 2011, di un interessante progetto di contaminazione, affiancati dal celebre ensemble vocale córso A Filetta.

Il risultato di questo riuscito ed affascinante viaggio musicale, che tocca corde ancestrali, è il disco «Mistico Mediterraneo», pubblicato dalla prestigiosa etichetta tedesca Ecm. Il duo è una sorta di estrazione poetica del magico interplay di quel progetto madre e che caratterizza ormai da tempo i sempre più frequenti incontri ormai divenuti un progetto originale e autonomo. Ciò li ha portati a registrare - proprio in duo - nuovo materiale musicale, uscito, ancora per le nobili produzioni Ecm, nella primavera del 2015 e intitolato « In maggiore» , ormai un best seller fra i titoli delle ultime produzioni della celebrata casa discografica tedesca.

Da un’altra parte del cielo vive invece l’incontro del trombettista di Berchidda con un autentico maestro del suono, della musica evocativa e del mondo armonico tout-court qual è il violoncellista carioca Jaques Morelenbaum, vero “must” della musica brasiliana contemporanea, ben noto in Italia specialmente per le tante importanti frequentazioni con l’ importante nome di Caetano Veloso. Non è davvero necessario spendere parole in più se non quelle che possano raccontare il fascino e la magia di un duo come quello formato da Paolo Fresu e Jaques Morelenbaum. Nato sulla scia della collaborazione per l'album “Alma” di Paolo e Omar Sosa, uscito nel 2012 per la Tǔk Music, dove il violoncello di Morelenbaum impreziosisce quattro dei dodici brani contenuti nel disco, il progetto di un duo così "importante" nel mondo della musica contemporanea era nell'aria da tempo e ha avuto il suo battesimo nel corso dell'edizione 2013 del festival di Paolo a Berchidda.

Le sonorità fondamentali sono ovviamente quelle che si appoggiano sull'immenso patrimonio sonoro brasiliano, "filtrato" dalle lenti mediterranee e dalla ricerca del peculiare suono di Paolo.

Usualmente, tra gli innumerevoli stili musicali che si sono sviluppati in Brasile, il Samba è quello che meglio rappresenta l’enorme diversità culturale di quel grande paese. La perfetta mescolanza di influenze africane, europee e native brasiliane crea un ritmo pieno di sensualità, grazia, melodia e ricercatezza armonica, che ha permesso una perfetta integrazione del violoncello, strumento di origine europea, ora diventato un'icona musicale della musica “carioca” e usato da grandi compositori come Antonio Carlos Jobim, Egberto Gismonti e Caetano Veloso.

Jaques Morelenbaum riprende questa tradizione unendola al sapore intimista della musica da camera, per offrirci una visione panoramica del samba, dalle sue radici fino ad oggi, nelle composizioni di artisti di culto, come Dorival Caymmi, Jacob do Bandolim, Newton Mendonça, Carlos Lyra, João Gilberto, Gilberto Gil e João Donato.

Sulla base di questa filosofia di pensiero, l'innesto del mondo musicale di Fresu riesce ad ampliare le architetture fondamentali, riuscendo a creare un progetto dalle peculiarità nuove capace di unire profondità e prospettiva e universi musicali solo apparentemente distanti. Momenti etnici fatti di colore e calore accanto ad altri collegati al grande mondo della classica e poi ancora episodi di puro stile e talentuosa bravura tecnica fanno parte genetica di questa avventura di rara bellezza. Nessuna sofisticazione elitaria: questo storico incontro di pura naturalezza potrebbe invece facilmente essere individuato nella più completa e nobile accezione di totale "art music". Interpretazioni magistrali di due autentici maestri della musica di oggi.

Scritto tutto ciò, si cerchi ora di immaginare il risultato che può avere l’operazione di unire questi due preziosi “duo” in un trio. Un recente tour sudamericano è stato capace di saldare con rara uniforme bellezza e qualità le proposizioni delle filosofie musicali di questi tre veri signori dell’arte musicale. F acile, sin dall’inizio, ipotizzare titoli di recensioni che parlano di “trio delle meraviglie” o di “trionfo dell’arte del suono” e folle ovviamente acclamanti.

E proprio questo è ciò che è accaduto e sta accadendo. Un concerto di rara intensità e bellezza fatto di semplice ma immensa emozione.

Paolo Fresu

Fresu is one of those musicians who come from time to time to remind us why jazz is so special and unique" (Buenos Aires Herald)

La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l'amore per le piccole cose e Parigi.

Esiste davvero poca gente capace di mettere insieme un tale abbecedario di elementi e trasformarlo in un'incredibile e veloce crescita stilistica.

Paolo Fresu c'è riuscito proprio in un paese come l'Italia dove - per troppo tempo - la cultura jazz era conosciuta quanto Shakespeare o le tele di Matisse, dove Louis Armstrong è stato poco più che fenomeno da baraccone d’insane vetrine sanremesi e Miles Davis scoperto "nero" e bravo ben dopo gli anni di massima creatività.

La "magia" sta nell'immensa naturalezza di un uomo che, come pochi altri, è riuscito a trasportare il

più profondo significato della sua appunto magica terra nella più preziosa e libera delle arti.

A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve più enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che l’hanno imposto a livello internazionale e che fanno sistematicamente ed ecumenicamente amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c'è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profondità di un pensiero non solo musicale, la generosità che lo vuole "naturalmente" nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l'enorme e inesauribile passione che lo sorregge da sempre.

Il presente di Paolo è – come al solito – turbinoso, degno dell’artista onnivoro e creativo che tutti riconoscono in lui. Oggi (a parte un sorprendente lato letterario che è sfociato nella pubblicazione di alcuni interessanti lavori editoriali e l'importante consegna della Laurea Honoris Causa dell’Università la Bicocca di Milano in Psicologia dei processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici) è fatto del suo storico quintetto che ha girato la boa dei tre decenni di piena collaborazione e stima reciproca, ma è anche quello del quartetto “Devil”, che riscatta a pieno merito i successi del celebrato “Angel” che impose Paolo all’attenzione europea qualche lustro fa.

Crescono poi le importanti realtà contemporanee. Solo alcune di queste sono il duo con Uri Caine, la collaborazione con Carla Bley ( e Steve Swallow) e il fortunato incontro con Ralph Towner che ha fatto da ponte all'ingresso del nome di Paolo nell'entourage della celebrata e nobile etichetta ECM, che - oltre al lavoro con Towner - ha poi pubblicato il bellissimo lavoro Mistico Mediterraneo con Daniele Di Bonaventura e il coro polifonico corso A Filetta e il disco in duo con il bandoneonista marchigiano.

Il suo presente più attuale lo vede attivo, in ottica più esterofila, in trio con Richard Galliano e il pianista svedese Jan Lundgren (“Mare Nostrum”) e in diverse nuove avventure con importanti nomi dell’entourage jazzistico contemporaneo quali Omar Sosa, Gianluca Petrella e – ancora – con Lars Danielsson, Eivind Aarset, Chano Dominguez, Oren Marshall o Arild Andersen. Interessanti sono poi i progetti con alcuni grandi nomi del mondo letterario e teatrale italiano (Ascanio Celestini, Lella Costa, Stefano Benni, Alessandro Bergonzoni, Giuseppe Battiston) oltre, infine, a una nuova serie di piccole ma importanti collaborazioni con la musica “intelligente” delle frange popolari italiane. Musica per il Cinema e “progetti speciali” come il suo straordinario “a solo” teatrale chiudono il cerchio insieme alla piccola grande e folle avventura che l’ha portato a festeggiare nel 2011 i suoi 50 anni con 50 concerti, in 50 giorni consecutivi, con 50 formazioni e progetti diversi di giorno in giorno in 50 capolavori paesaggistici della sua Sardegna.

Manca all’appello anche l’importante serie di progetti dedicata a diversi aspetti del mondo “classico” tout- court che, grazie a lavori ad hoc, sta riservando belle sorprese con musicisti capaci di "guardare avanti" oppure, infine, il bellissimo nuovo lavoro di promozione cha Paolo sta portando avanti nei confronti di molti giovani leoni dell'entourage jazzistico contemporaneo attraverso le possibilità offerte loro grazie alla sua nuova etichetta Tǔk Music costruita per guardare al futuro.

Daniele Di Bonaventura

Nato a Fermo (nelle Marche), Daniele di Bonaventura, compositore- arrangiatore, pianista- bandoneonista, ha coltivato sin dall'inizio della sua attività un forte interesse per la musica improvvisata pur avendo una formazione musicale di estrazione classica (diploma in Composizione) iniziata a soli 8 anni con lo studio del pianoforte, del violoncello, della composizione e della direzione d’orchestra.

Le sue collaborazioni spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music, con incursioni nel mondo del teatro del cinema e della danza.

Ha suonato nei principali festival italiani ed internazionali tra cui : Rumori Mediterranei a Roccella Jonica ’87 e ‘88; Jazz & Image di Villa Celimontana a Roma, Ravenna Jazz 2000 , Clusone Jazz 2001, Biennale Arte Venezia 2001; Sant'Anna Arresi Jazz 2004; Festival della Letteratura Mantova 2004; Cormòns 2005, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Stagione Musica da Camera 2005- '06; Inghilterra - Music Hall Festival e Royal Festival Hall a Londra; Olanda - Music Hall a Leeuwarden; Germania - 30° Deutsches Jazz Festival a Francoforte; Berlin Jazz Festival; Spagna - Festa de la Mercè a Barcellona; Egitto - Opera House a Il Cairo; Norvegia - Olavsfestdagen a Trondheim; Francia; Svizzera; Portogallo; Brasile; Argentina; Slovenia; Croazia; Albania; Singapore; Stati Uniti e Sud Africa.

Ha suonato, registrato e collaborato con: Enrico Rava; Paolo Fresu; A Filetta; Oliver Lake; David Murray; Miroslav Vitous; Rita Marcotulli; David Liebman; Toots Tielemans; Omar Sosa; Flavio Boltro; Joanne Brackeen; Greg Osby; Ira Coleman; Dino Saluzzi; Javier Girotto; Cèsar Stroscio; Tenores di Bitti; Enzo Favata; Aires Tango; Peppe Servillo; David Riondino; Francesco Guccini; Sergio Cammariere; Lella Costa; Ornella Vanoni; Franco Califano; Eugenio Allegri; Alessandro Haber; Omero Antonutti; Giuseppe Piccioni; Mimmo Cuticchio; Custòdio Castelo; Andrè Jaume; Tiziana Ghiglioni; Furio Di Castri; U.T. Gandi; Guinga; Riccardo Fassi; Frank Marocco. Nel 2003 per l’Orchestra Filarmonica Marchigiana ha composto, eseguito e registrato la "Suite per Bandoneon e Orchestra" commisionatagli proprio dalla stessa.

Ha pubblicato più di 30 dischi con l’etichette discografiche ed edizioni: Via Veneto Jazz; Philology; Manifesto; Felmay; Amiata Records; Splasc(H); World Music; CCn’C Records; e per la Harmonia Mundi l’ultimo lavoro intitolato “Sine Nomine”. Le ultime collaborazione sono quelle con Miroslav Vitous, il quale lo ha chiamato a partecipare nell'ultimo cd intitolato Universal Syncopation II pubblicato dalla prestigiosa etichetta tedesca ECM. Sempre per la stessa etichetta ECM ha pubblicato l’ultimo lavoro intitolato “Mistico Mediterraneo” un opera condivisa con il gruppo vocale della Corsica A Filetta e Paolo Fresu.

Jaques Morelenbaum

Jaques Morelenbaum, brasiliano di origini polacche, è figlio d’arte e vive in una famiglia di musicisti (genitori, fratelli, moglie). Vanta numerose collaborazioni con i migliori autori del samba, di cui è cultore e profondo conoscitore, ma anche con altri musicisti come la compianta Cesaria Evora, Ryuichi Sakamoto e Sting.

Attualmente è tra i più importanti testimonial della musica brasiliana nel mondo. Ne sono conferma la miriade di collaborazioni con artisti di fama internazionale che può vantare la sua carriera e testimoniate da più di 600 dischi in cui risulta di volta in volta arrangiatore, produttore, compositore o violoncellista.

Nato a Rio de Janeiro ha partecipato come violoncellista alle produzioni musicali di Antonio Carlos Jobim, Caetano Veloso, Gal Costa, Gilberto Gil, Maria Bethania, Chico Buarque, Milton Nascimento, Sting, Ryuichi Sakamoto, Henri Salvador, Omar Sosa, Julieta Venegas, Mariza e altri.

Ha composto e prodotto, con Antonio Pinto, la colonna sonora di Central do Brazil, di Walter Salles, in concorso per l'Oscar come miglior film straniero nel 1999. Nel 2001 in Hable con ella, film di Pedro Almodovar, ha eseguito con Caetano Veloso il brano Cucurucucu paloma.

Ha diretto le orchestre di Parigi, Londra, Roma, Madrid, Barcellona, New York, Miami, Buenos Aires, la OSBA, l'Orchestra Sinfonica di Bahia con Carlinhos Brown come solista e compositore, la Petrobras Symphonic Orchestra nella sua città natale, Rio de Janeiro e la Beiras Philharmonic Orchestra al Municipale Estadio de Aveiro, in Portogallo, arrangiando opere di Gilberto Gil, che ha accompagnato come solista. A partire dal 2009 ha suonato con Gilberto Gil nel progetto “String Concert”.

Dal 2005 si esibisce in giro per il mondo con il Cello Samba Trio affiancato da due grandi talenti della musica popolare brasiliana: il chitarrista Lula Galvão e il percussionista Rafael Barata talvolta arricchito dalla splendida voce della moglie Paula Morelenbaum. Con questa formazione ha pubblicato l'album Saudade do Futuro (Biscoito Fino/Mirante Records) che contiene tutto il samba con il sapore intimista della musica da camera.

Domenica 28 luglio 2019 ore 21.30 Cervo, Area naturalistica “Parco del Ciapà”

LE TRE SORELLE
Canti, tammurriate, tarantelle e pizziche dal sud Italia

Alessia Cravero - voce, fisarmonica, organetto diatonico, chitarra battente, percussioni

Giulia Provenzano - voce, chitarra francese, percussioni

Valeria Quarta - voce, chitarra francese, percussioni

Il progetto musicale ‘Le Tre Sorelle’ nasce con l'obiettivo di far conoscere e valorizzare le vocalità femminili tipiche del patrimonio melodico del sud Italia. Il trio presenta un repertorio di brani polivocali tradizionali accompagnando l’ascoltatore in un viaggio sonoro attraverso le regioni del Meridione: dai valzer e canti siciliani e della Campania alle tarantelle del nord e del centro della Calabria, soffermandosi più a lungo in Puglia con le sue serenate e stornelli, canti d'amore e di sdegno, la pizzica pizzica salentina e della Bassa Murgia. L’intento delle Tre Sorelle è quello di offrire delle versioni personali dei brani interpretati, avendo rispetto della tradizione, della memoria e della cultura di cui sono espressione.

Alcuni dei canti in repertorio sono inediti, frutto dello studio diretto con ricercatori, musicisti e suonatori tradizionali. Gli arrangiamenti proposti seguono la semplicità e l’immediatezza tipiche della musica popolare, esaltando il diretto coinvolgimento dato dall’intessersi delle voci impegnate nell’esecuzione di questi meravigliosi canti del sud. I brani vengono cantati 'alla stisa' (a cappella) o con l’accompagnamento di strumenti musicali tipici: fisarmonica, organetto, chitarra battente, tamburelli, tamburi a cornice e un vasto assortimento di percussioni minori: putipù, scetavaiasse, castagnette, tricchaballacche, marranzano, triangolo, mestoli e cucchiai. Le Tre Sorelle vi faranno commuovere e incantare nell’ascolto di brani più lenti e introspettivi, ma anche divertire e ballare al ritmo di pizzica pizzica e tarantelle, con l’affiatamento e la genuinità proprie del loro trio, nato dalla passione comune per la musica tradizionale del Sud Italia e dall’entusiasmo di volerla trasmettere e condividere.

Mercoledì 31 luglio 2019 ore 21.30
Cervo Piazza dei Corallini In collaborazione con Festival Paganiniano di Carro e con FAI – sez. Liguria

Quartetto d’archi Calidore
Jeffrey Meyers - violino Ryan Meehan - violino Jeremy Berry - viola Estelle Choi - violoncello


F. J. Haydn Quartetto per archi n° 1 in Sol maggiore, Op. 77  

                  1. Allegro moderato

                  2. Adagio

                  3. Minuetto. Presto e Trio

                  4. Finale. Presto

H. Wolf Serenata Italiana in Sol maggiore

  1. Sehr lebhaft, Recitativ, Tempo I

 

***

G. Puccini Crisantemi, elegia per quartetto d’archi

L.v. Beethoven Quartetto per archi n° 12 in Mi bemolle maggiore, Op. 127

    1. Maestoso – Allegro teneramente

    2. Adagio, ma non troppo e molto cantabile

    3. Scherzando vivace

    4. Allegro

Acclamato dalla critica musicale americana, il Quartetto Calidore è oggi universalmente riconosciuto come una elle migliori formazioni quartettistiche di oggi. Vincitore di molti concorsi dedicati al Quartetto, AVERY FISCHER CAREER GRANT 2018, nel 2016 gli sono stati assegnati il Borletti Buitoni Trust Fellowship e il BBC Radio3 New Generation Artists, premio che comporta incisioni, trasmissioni radio e concerti nei più importanti centri musicali e Festival inglesi. Nella stagione 2017/18 continua la residenza triennale nell’ambito della Chamber Music Society of Lincoln Center di New York.

Il Quartetto Calidore è frequente ospite non solo delle maggiori società di concerti e festival americani, ma anche europei: Wigmor Hall, Konzerthaus di Berlino, Philharmonie di Colonia, Festival di Rheingau e del Meklenburg-Vorpommern, East Neuk Festival e molti altri.

Nella stagione 2017/18 è stato ospite del Kennedy Center e dei BBC Proms, ha suonato a Boston, Philadelphia, Parigi, Bruxelles, Colonia e Barcellona, oltre che alla Wigmore Hal e al Festival di Verbier. Protégés del Quartetto Emerson, il Calidore suonerà con l’Emerson al Festival di Ravinia e in molte importanti serie cameristiche americane. Oltre che con l’Emerson, il Calidore collabora anche con David Finckel, Wu han, Alessio Bax,  Roberto Diaz, Jean Yves Thibaudet, Joshua Bell e molti altri.

Il concerto nell’ambito dei BBC Proms lo vedrà interprete della prima esecuzione mondiale di un Quartetto di Caroline Shaw, vincitrice del Premio Pulitzer. Continuerà inoltre la residenza all’Istituto di Innsbrook (Center Stage Strings) e la direzione della musica da camera del Festival Bravo! di San Diego, dove terrà una serie di lezioni per molti talenti provenienti dallaCina.

Il Quartetto Calidore ha partecipato a molte trasmissioni radiofoniche e nell’ottobre 2018 ha pubblicato il disco di debutto per SIGNUM RECORDS con quartetti di Mendelssohn, Prokofev, Janacek e Golijov.
Formatosi nel 2010, ha studiato con il Quartetto Emerson, Guenter Pichler e Gerhard Schulz (ambedue ex Alban Berg Quartett) e con il Quartetto Ebène. E’ molto impegnato con l’insegnamento ed ha tenuto masterclasses e seminari nelle più importanti università americane.

Venerdì 2 agosto 2019 ore 21.30
Cervo Piazza dei Corallini In collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi

La Leggenda del pianista sull’Oceano

Spettacolo teatrale e musicale
dal romanzo di Alessandro Baricco- adattamento di Igor Chierici Musiche di F. Waller, A. Shaw, G. Gershwin, I. Jones, H. Akst, R. Rodgers

regia di Luca Cicolella
con Igor Chierici Marco Vecchio - pianoforte
Lauretta Galeno - voce Gianluca Fiorentino - chitarra Emanuele Valente - contrabbasso Produzione Igor Chierici Produzione esecutiva Fondazione Garaventa

Max è un trombettista di bordo che si imbarca sul transatlantico Virginian nel Gennaio del 1927, starà a bordo del piroscafo 6 anni e lì conoscerà e diverrà il più grande amico della leggenda vivente: Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, il più grande pianista che abbia mai suonato sull’Oceano. Finita la guerra, Max riceve una lettera con un post scriptum strano: “Novecento, mica è sceso lui”. Max, che aveva chiuso con quella vita, tornerà a bordo della nave per cercare il suo amico pianista che per tutta la vita non è mai sceso da quella nave, mai. Arrivato a bordo, entrando in scena, Max racconterà tutta l’incredibile storia del suo più grande amico: Novecento. Uno spettacolo della durata di un’ora e mezza dove l’attore Igor Chierici, nei panni di Max, farà rivivere la vita del più strano transatlantico che abbia solcato l’oceano. Molti i personaggi che Max racconta, ai quali da voce e che vertono intorno a questa storia: un capitano claustrofobico, un timoniere cieco, un marconista balbuziente, un medico di bordo con un nome impronunciabile, un cameriere che non capisce niente ma al quale non c’è verso di togliere, mai, il buonumore di dosso e poi lui: Danny Boodman T. D. Lemon Novecento: il più grande.

Martedì 6 agosto 2019 ore 21.30
Cervo Piazza dei Corallini

Vilde Frang - violino Nicolas Altstaedt – violoncello

In collaborazione con FAI – sez. Liguria

J.S. Bach Suite n° 5 in Do minore per violoncello solo, BWV 1011

                  1. Prélude

                  2. Allemande

                  3. Courante

                  4. Sarabande

                  5. Gavotte I

                  6. Gavotte II

                  7. Gigue

E. Ysaÿe Sonata n° 5 in Sol maggiore per violino solo, Op. 27

                  1. L'aurore: Lento assai

                  2. Danse rustique: Allegro giocoso molto moderato

***

Z. Kodaly Duo per violino e violoncello, Op. 7

                  1. Allegro serioso, non troppo

                  1. Adagio - Andante
                  2. Maestoso e largamente, ma non troppo lento - Presto

 


Vilde Frang – violino

Notata giovanissima per la sua espressività e completo dominio tecnico, Vilde Frang è considerata la più interessante violinista della sua generazione. Nel 2012 le è stato assegnato il prestigioso Credit Suisse Young Artists Award e nel mese di settembre è stata invitata per il debutto al Festival di Lucerna con i Wiener Philharmoniker diretti da Bernard Haitink.

Tra le maggiori orchestre internazionali con cui collabora spiccano Philharmonia, Gewandhaus Orchester di Lipsia, London Philharmonic, Filarmonica della Scala, St. Petersburg Philharmonic, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre de Paris, NHK Symphony Tokyo; tra i direttori Simon Rattle, Vladimir Ashkenazy, Mariss Jansons, Daniel Harding, David Zinman, Vladimir Jurowski, Vasily Petrenko, Paavo Järvi, Esa-Pekka Salonen e Yuri Temirkanov.

Nel maggio 2016 ha debuttato con i Berliner Philharmoniker diretti da Simon Rattle. La stagione 2016-17 la vedrà debuttare con i Münchner Philharmoniker e Valery Gergiev, protagonista di concerti con la Deutsche Kammerphilharmonie di Brema e Paavo Järvi, in un ampio tour in Asia con la Gurzenich Orchestra e il ritorno al Festival di Lucerna con l’orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Herbert Blomstedt.

Vilde Frang è invitata come solista e in ensemble da camera ai Festival di Salisburgo, Verbier, Lucerna, London Proms, Schleswig-Holstein, George Enescu, Lockenhaus e Prague Spring Festival.

È invitata regolarmente a tenere recital a Carnegie Hall di New York, Concertgebouw di Amsterdam, Musikverein di Vienna, Philharmonie di Berlino, Wigmore Hall, Royal Albert Hall, Tonhalle Zurich, Bozar Brussels, Vancouver Recital Series, San Francisco.

Vilde Frang registra in esclusiva per Warner Classics. Il suo debutto discografico è stato premiato dall’Edison Klassiek Award e dal Classic BRIT, le altre registrazioni hanno ricevuto molti premi tra cui Editor’s Choice di Gramophone, Diapason d’Or, Deutsche Schallplattenpreis e Echo Klassik Award. Ha vinto il Gramophone Award 2016 nella categoria Concerto per il disco dedicato ai Concerti di Britten e Korngold.

Nata in Norvegia nel 1986, Vilde Frang è stata scelta da Mariss Jansons all’età di 12 anni per il debutto con la Oslo Philharmonic Orchestra. Ha studiato con Kolja Blacher alla Musikhochschule di Amburgo e con Ana Chumachenco alla Kronberg Academy. Ha lavorato con Mitsuko Uchida nell’ambito del premio Borletti-Buitoni nel 2007 e dal 2003 al 2009 è stata studente borsista della Fondazione Anne-Sophie Mutter.

Suona un Jean-Baptiste Vuillaume del 1864.

Nicolas Altstaedt – violoncello

Rinomato per il suo suono particolare ed il suo virtuosismo, il violoncellista franco-tedesco Nicolas Altstaedt è uno dei musicisti più creativi e versatili del panorama artistico attuale. Particolarmente ricercato come solista, direttore e musicista da camera, affascina il pubblico con le sue straordinarie esibizioni che spaziano dal repertorio barocco fino al contemporaneo.

Durante la stagione 2018/19 sarà ‘Artist in Residence’ alla NDR Elbphilharmonie di Amburgo, presso la quale si esibirà con Krzysztof Urbánksi, Hannu Lintu e Christoph Eschenbach (anche in tournée). Altri appuntamenti salienti dell’attuale stagione includono debutti con l’Orchestre National de France, la Yomiuri Symphony alla Suntory Hall, il Giardino Armonico al Festival di Grafenegg, l’Orchestra Sinfonica KBS, Les Violons du Roy, la Netherlands Philharmonic al Concertgebouw di Amsterdam, la Residentie Orkest e nuove collaborazioni con la DSO di Berlino, la Rotterdam Philharmonic, la BBC Symphony in tournée, l’Orchestra della Radio finlandese, la Gürzenich Orchestra e l’Orchestra SWR diretta da Teodor Currentzis in una importante tournée europea.

In veste di direttore d’orchestra sono previsti i debutti con l’Orchestra SWR di Stoccarda, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, le Orchestre da Camera di Zurigo e l’Orchestre de Chambre de Lausanne. Nella passata stagione Nicolas Altstaedt ha suonato il Concerto per violoncello di Esa-Pekka Salonen sotto la direzione del compositore stesso, al Festival di Helsinki (prima esecuzione nel paese) ed è stato ‘Artist in Spotlight’ al Concertgebouw di Amsterdam.

Premiato con il Credit Suisse Young Artist Award nel 2010, ha poi tenuto una acclamatissima esibizione del Concerto di Schumann con la Filarmonica di Vienna diretta da Gustavo Dudamel al Festival di Lucerna. Da allora si è esibito regolarmente con orchestra del calibro della Tonhalle di Zurigo, dei Wiener Symphoniker, delle Orchestre della galassia BBC, dell’Orchestra Metropolitana di Tokyo, delle Orchestre Sinfoniche di Melbourne e della Nuova Zelanda, della Sinfonica della Radio Finlandese e della Filarmonica Ceca collaborando con direttori quali Sir Roger Norrington, Esa-Pekka Salonen, Sir Andrew Davis, Lahav Shani, Robin Ticciati, Sir Neville Marriner, Vladimir Ashkenazy, Andrew Manze, Emanuel Krivine, Juraj Valcuha, Thomas Dausgaard, Ben Gernon, Thierry Fischer, Karina Canellakis, Dmitri Slobodeniouk, René Jacobs, Giovanni Antonini e Andrea Marcon, tra gli altri.

Nel 2012 Nicolas Altstaedt è stato scelto da Gidon Kremer come suo successore per la direzione artistica del Festival di Lockenhaus mentre, nel 2014, Adam Fischer gli ha proposto di succedergli come direttore artistico della Haydn Philharmonie, con cui si esibisce regolarmente alla Konzerthaus di Vienna e al Festival Esterházy e con cui ha effettuato recenti tournée in Cina e Giappone. Nicolas Altstaedt sarà Direttore artistico del Pfingstfestspiele Ittingen nel 2019 e 2020.

Nel campo della musica da camera Nicolas Altstaedt collabora con artisti quali Janine Jansen, Vilde Frang, Christian Tetzlaff, Pekka Kuusisto, Tabea Zimmermann, Lawrence Power, Antoine Tamestit, Martin Fröst, Alexander Lonquich, Jonathan Cohen e il Quatuor Ébène.

È regolarmente ospite delle Settimane Mozart e del Festival di Salisburgo, dei Festival di Verbier, Lucerna, Gstaad, dei BBC Proms, del Musikfest di Brema, dei Festival Schleswig-Holstein e Rheingau.

Nicolas Altstaedt è molto attivo anche nel campo della musica contemporanea e ha collaborato con compositori quali Thomas Ades, Jörg Widmann, Thomas Larcher, Fazil Say e Sofia Gubaidulina.

La sua recente registrazione dei Concerti di CPE Bach per Hyperion, con Arcangelo e Jonathan Cohen, ha ricevuto il BBC Music Magazine Concerto Award 2017. Il suo ultimo album, intitolato Four Cities e pubblicato con Fazil Say per Warner Classics, ha ricevuto grande consenso e si è aggiudicato il premio Edison Klassiek 2017. Nicolas Altstaedt riceverà il Musikpreis der Stadt Duisburg 2018; è inoltre stato BBC New Generation Artist 2010-2012 ed ha ricevuto il “Borletti Buitoni Trust Fellowship” nel 2009.

Venerdì 9 agosto 2019 ore 21.30
Cervo Piazza dei Corallini

Cervo incontra il Premio Tenco

in collaborazione con Club Tenco

Vittorio De Scalzi - voce, chitarra Gnu Quartet Francesca Rapetti - flauto Roberto Izzo - violino Raffaele Rebaudengo - viola Stefano Cabrera - violoncello Maria Pierantoni Giua - voce, chitarra Luca Magariello - violoncello

Vittorio De Scalzi

Fonda i New Trolls a Genova nel 1967 ed è autore di tutte le canzoni del gruppo. Dalla collaborazione con i grandi autori (De Andrè, Bindi, Dalla, Zero, Fossati, Baglioni) a quelle con le primedonne di casa nostra (Vanoni, Mina, Oxa, Bertè), alla sperimentazione tra rock e musica classica (Concerto Grosso I e II) ai grandi successi da Hit-Parade (Una miniera, Quella carezza della sera), "La storia dei New Trolls" ha accompagnato l'evoluzione della musica leggera in Italia.

Gnu Quartet

Dal 2006 il GnuQuartet ha realizzato sei album, con brani originali e rielaborazioni, e collaborato alla realizzazione – in fase di scrittura, arrangiamento e registrazione – di moltissimi lavori discografici, colonne sonore cinematografiche e sigle televisive. Stefano Cabrera, Roberto Izzo, Francesca Rapetti e Raffaele Rebaudengo hanno centinaia di concerti alle spalle in Italia e in giro per il mondo, dal Messico alla Francia, dalla Corea alla Spagna, partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici –Che tempo che fa, Quelli che il calcio, X Factor, Parla con me, Domenica in – e a grandi festival internazionali: Festival di Sanremo 2011, European Jazz Expo, Sildajazz Festival di Haugesund, Carinthian Summer Music Festival, Venezia Jazz, MITO Settembre Musica, Festival del Mediterraneo, I Suoni delle Dolomiti, Primo Maggio 2009, 2010, 2012, 2013. Nell’estate 2013 sono stati ospiti dei Negramaro a San Siro e all’Olimpico.

Nel Maggio 2011 è uscito in Italia “Something Gnu”– prodotto da Bonsai Music e distribuito in Italia da Egea – fra jazz e sperimentazione. Ad Ottobre dello stesso anno è uscito in Francia e nel resto d’Europa.

Il 10 Aprile 2013 è uscito in digitale per Believe Digital “muse_ic GnuQuartet play Muse” un lavoro tratto dall’omonimo spettacolo multimediale dedicato alla riscoperta della musica dei MUSE, tra classica ed elettronica.

Nel mese di Aprile 2014 è uscito in Messico, Corea ed Italia l’EP “Karma” che traghetta le sonorità degli Gnu verso il rock progressivo.

Nel Dicembre 2016 gli Gnu presentano “Untitled” il primo disco interamente composto da composizioni originali.

Il 24 Aprile 2018 prende forma il nuovo progetto “80vogliadiGnu, un progetto discografico lungo un anno in 52 puntate, un concerto da ballare accompagnati da un quartetto – roba che non si sentiva dai tempi del Minuetto, uno sguardo divertito sulla musica più popolare ed evocativa dell’ultimo decennio analogico.

Hanno collaborato, tra gli altri, con Negramaro, Simone Cristicchi, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Niccolò Fabi, Arisa, Baustelle, Samuele Bersani, Afterhours, New Trolls, PFM, Gianni Morandi, Malika Ayane, Vittorio De Scalzi, Giua, La Crus, Samuel & Boosta from Subsonica, Gabriele Mirabassi, Neri Marcoré, Ferruccio Spinetti, Flavio Boltro, Giuliano Sangiorgi, Morgan, Antonella Ruggiero, Jovanotti.

Maria Pierantoni Giua

Avviata dal padre alla passione per la musica, inizia giovanissima la sua carriera di cantautrice.

Riceve numerosi riconoscimenti: Premio Lunezia, Festival di Castrocaro, Premio Recanati, Mantova Musica Festival.

Nel 2008 è finalista al Festival di Sanremo e pubblica il suo primo album GIUA per Sony-Bmg, prodotto da Beppe Quirici e Adele Di Palma.

Collabora con artisti importanti (Avion Travel, Armando Corsi -di cui è stata allieva -, Riccardo Tesi, Adriana Calcanhotto, Pippo Pollina, Fausto Mesolella, per citarne alcuni) e si fa notare come raffinata interprete di F. De André, Bindi,Lauzi, Gaber, De Gregori.

Numerose le partecipazioni a festival nazionali e internazionali e le collaborazioni teatrali come autrice delle musiche e interprete in scena (Festival dei due mondi di Spoleto, Barnasants Festival di Barcellona, Teatro della Tosse e Teatro Stabile di Genova).

Nel gennaio 2012 è uscito TrE, il suo secondo lavoro discografico in collaborazione con il chitarrista Armando Corsi, un doppio cd distribuito da Egea music, con ospiti importanti: Jaques Morelenbaum, Oscar Prudente, Riccardo Tesi, Mario Arcari.

Il live di TrE è stato ospitato dalle più prestigiose rassegne musicali (Itinerari Folk di Trento, Etnomusic di Pescara, Auditorium Parco della musica di Roma).

Del 2015 è la sua collaborazione in qualità di interprete e musicista col Teatro dell’Archivolto per lo spettacolo “Quello che non ho” con Neri Marcoré: la tournée ha toccato le più belle città e i più bei teatri italiani. Nel gennaio 2016 è uscito il suo nuovo disco E IMPROVVISAMENTE per Egeamusic, arrangiato assieme al Maestro Stefano Cabrera, violoncellista ed arrangiatore degli Gnu Quartet, e frutto di una produzione dal basso organizzata su Musicraiser. Tanti i musicisti e gli ospiti importanti, tra cui spiccano Zibba, Pilar e Victoria Vox.


Luca Magariello

Luca Magariello nasce nel 1989 ed inizia lo studio del violoncello all’età di quattro anni presso la Scuola Suzuki di Torino, sotto la guida del Maestro Antonio Mosca, con il quale si diplomerà a soli 16 anni con il massimo dei voti e la lode. Dall’età di sei anni partecipa a numerose tournèes in Italia e all’estero con l’Orchestra Suzuki,consolidando esperienza solistica ed orchestrale. Dopo il diploma determinante è l’incontro con Enrico Dindo ed Enrico Bronzi, maestri ai quali affiderà la sua formazione artistica e musicale. Finalista al 5th Antonio Janigro International Competition di Zagreb, nel giugno 2010, vince il primo premio al Kachaturian Cello Competition in Armenia (Yerevan), risultato che gli apre le porte a una carriera internazionale. Ha suonato da solista con l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, la Philarmonie Orchestra of Zagreb, la State Youth Orchestra of Armenia, Durres Chamber Orchestra, Hulencourt Soloists Chamber Orchestra collaborando con direttori quali Guy Braustein, Sergey Sambatyan, Filip Pavisic, Mikk Uleoja. Svolge un’intensa attività concertistica come camerista in duo con la pianista Cecilia Novarino, con la quale si perfeziona sotto la guida del Trio di Parma. Il duo è regolarmente ospite di numerose manife­stazioni musicali internazionali di rilievo come Unione Musicale, MITO Settembre Musica, Festival Santa Cecilia di Portogruaro, Festival di Musica da Camera di Cervo,  Società della Musica di Mantova, raccogliendo consensi di pubblico e critica. Sempre in duo e in altre formazioni si esibisce nelle più importanti istituzioni ed enti musicali  come Gran Teatro la Fenice di Venezia, Teatro Regio di Torino, Lingotto di Torino, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Coccia di Novara. Molto prolifico nel campo discografico della musica da camera, Luca Magariello ha all’attivo svariati cd tra cui i Concerti di Haydn (Fregoli Music), Saint Saens Piano Quartets e Hummel Piano Trios (Brilliant Classics) e sempre per Brilliant Classics il suo ultimo lavoro riguarda le incisioni delle sonate di N. Myaskovsky per violoncello e pianoforte.

A soli 25 anni vince il concorso per ricoprire il ruolo di Primo Violoncello nell’Orchestra del Teatro la Fenice di Venezia. Collabora stabilmente da anni, sempre in qualità di primo violoncello, con la Camerata Salzburg.

Martedì 13 agosto 2019 ore 21.30

Cervo Piazza dei Corallini In collaborazione con Festival Paganiniano di Carro

Quintetto d’archi dei Berliner Philharmoniker e Tatjana Vassiljeva Luiz Felipe Coelho, violino Romano Tommasini, violino Wolfgang Talirz, viola Kyung Min Park, viola David Riniker, violoncello Tatjana Vassiljeva, violoncello


W. A. Mozart Grande sestetto concertante
Trascrizione della Sinfonia concertante per violino e viola KV 364

    1. Allegro maestoso

    2. Andante

    3. Presto

***

P.I. Tchaikovski Sestetto per archi "Souvenir de Florence", op. 70

    1. Allegro con spirito

    2. Adagio cantabile e con moto

    3. Allegro moderato

    4. Allegro vivace

Luiz Felipe Coelho

Ha iniziato lo studio del violino all’età di quattro anni nella sua città natale, (Sao Paulo, Brasile). Ha studiato in Svezia e a Berlino, dove si è diplomato con il massimo dei voti nel 2008. Nel 2007 e 20089 è stato studente nell’Accademia dell’Orchestra dei Berliner Philarmoniker. Dal 2012 fa parte a tutti gli effetti dei Berliner Philarmoniker.


Romano Tommasini

Figlio di genitori italiani, è cresciuto in Francia e Lussembrugo. Ha completato gli studi musicali a Parigi. Dopo essere stato primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Nancy, dal 1989 fa parte dei Berliner Philarmoniker.

Wolfgang Talirz

É membro dei Berliner Philarmoniker dal 1983 ed è stato coinvolto attivamente in numerosi ensemble cameristici in seno alla prestigiosa formazione tedesca. É inoltre uno dei musicisti coinvolti nella Kammerorchester Wien-Berlin, con cui si è esibito in tutto il mondo.

David Riniker

Ha studiato con Jean Paul Guéneux e si è successivamente perfezionato a Basilea con Antonio Meneses. Ha completato poi gli studi con Arto Noras, Boris Pergamenschikow, Wolfgang Boettcher e David Geringas. Fa parte dell’organico dei Berliner Philharmoniker dal 1995.

Tatjana Vassiljeva

Ha studiato in Russia e Germania ed è vincitrice di numerosi concorsi internazionali. Si è esibita in qualità di solista con alcune delle più importanti orchestre sinfoniche del mondo, tra cui London Symphony Orchestra, Munich Philharmonic, Orchestre de Paris, St. Petersburg Philharmonic, Orchestre de la Suisse Romande, sotto la direzione di Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, David Zinman, Claudio Abbado, Daniele Gatti, Vladimir Spivakov e Yuri Bashme. Dal 2014 è primo violoncello solista dell’Orchestra del Concertgebow di Amsterdam.

Venerdì 16 agosto 2019 ore 21.30

Cervo Piazza dei Corallini

Danilo Rea - pianoforte Danilo Rea

Nato a Vicenza quasi per caso, Danilo Rea è romano, ma non d’adozione. È romano perché la sua storia in musica nasce a Roma, tra le pareti di casa sua, dove l’incanto per i vecchi vinili di Modugno è più forte, già da piccolissimo, di qualsiasi divertimento: il vero gioco è suonare il piano, il vero incanto è la musica, il vero sogno è la melodia, il vero abbandono è nell’armonia. E la passione diventa studio al Conservatorio di Santa Cecilia, E la passione diventa studio al Conservatorio di Santa Cecilia, dove si diploma in pianoforte con il massimo dei voti e dove insegna nella cattedra di jazz fino al 2017. Studi classici, rock e pop influenzano la sua formazione e convergono attraverso il jazz, la sua vera passione, in uno stile inconfondibile e unico composto di due ingredienti fondamentali: melodia e improvvisazione. Appena maggiorenne esordisce con lo storico Trio di Roma con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto; parallelamente accompagna come pianista i più importanti cantautori italiani: Mina lo vuole prima ancora di Gino Paoli, ed entrambi gli restano fedeli negli anni, fino a oggi. Intanto collabora con Claudio Baglioni, Pino Daniele, Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano. Il suo talento lo porta ben presto ad affermarsi anche sulla scena internazionale e a suonare al fianco dei più grandi nomi del jazz come Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Bob Berg, Phil Woods, Michael Brecker, Tony Oxley, Joe Lovano, Gato Barbieri, Aldo Romano, Brad Mehldau, Danilo Pérez, Michel Camilo, Luis Bacalov. Nel 1997, con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, fonda “Doctor 3”, il trio che per tre anni riceve il premio della critica come miglior gruppo jazz, e che per più di dieci anni lo porta a calcare i più importanti palcoscenici italiani e all’estero con esibizioni in Europa, Stati Uniti, Sudamerica e Cina. A partire dal 2000 Danilo Rea trova nella dimensione in piano solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale per l’improvvisazione: le idee che convergono nelle performance sono delle più varie, dai capisaldi del jazz, passando per le canzoni italiane, fino alle arie d’opera. I suoi concerti di piano solo, con le sue improvvisazioni che spaziano su qualsiasi repertorio, conquistano le platee di tutto il mondo: oltre a essere il primo jazzista ad avere un concerto di piano solo alla sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica (nel 2003), nel 2006 è protagonista di un memorabile concerto al Guggenheim Museum di New York. Successivamente, con “Concerto per Peggy”, in occasione del 60° anniversario della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, rende omaggio a Peggy Guggenheim con un recital pianistico che attraversa e celebra la musica classica americana della prima metà del secolo scorso. Nel 2009 si esibisce al Teatro la Fenice di Venezia e chiude la 68° stagione della Camerata Musicale Barese con un concerto al Teatro Petruzzelli. Tra le sue collaborazioni più recenti, i lavori con Gino Paoli: già compagni di avventura nel progetto “Un incontro in Jazz”, il sodalizio artistico prosegue con l’album e il progetto live “Due come noi che…” (2012), “Napoli con Amore” (2013) e ``3`` (2017), un' omaggio alla canzone d'autore francese, edito sempre dalla Parco della Musica Records. Nel 2014 Danilo firma le musiche per il film “Quando c’era Berlinguer” e nel 2015 quelle per “I bambini sanno”, entrambi per la regia di Walter Veltroni; nell’estate dello stesso anno viene presentato in anteprima mondiale a Umbria Jazz “…IN BACH?”, il progetto live a quattro mani con Ramin Bahrami, omaggio all’imponente eredità musicale di Johann Sebastian Bach che nel 2017 diventa un disco edito dalla DECCA, dal titolo ``Bach is in the air``. Il 16 ottobre 2015 esce “Something in our way” (Warner Music Italy), nuovo disco in piano solo ispirato all’indimenticabile repertorio dei Beatles e dei Rolling Stones. Dal 27 Aprile all' 8 Maggio 2016, attraverso il tour di Umbria Jazz in Cina 2016, i suoi concerti in piano solo toccano prestigiose venues ed importanti teatri nelle città di Pechino, Shangai, Qingdao e Canton. Il 3 Novembre 2016 gli viene consegnato il prestigioso Premio Vittorio De Sica per la Musica, un riconoscimento che viene conferito a personalità di rilievo nel campo del cinema e delle altre arti, della cultura, delle scienze e della società per il complesso della loro carriera, o per meriti rilevati nel corso dell’anno. Il 1 Dicembre 2016, a seguito del successo ottenuto dal tour di Umbria Jazz in Cina, gli viene conferito il Leone D'Oro, assegnato a personalità del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo che si sono distinte nelle relazioni con la Cina, in occasione dei China Awards 2016 evento organizzato dalla Fondazione Italia Cina e da MF/ Milano Finanza con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente e della Camera di Commercio Italo Cinese, la partnership della Camera di Commercio Italiana in Cina. Il 4 Marzo 2017, presso l’Aula Magna di Palazzo Pietro Tiravanti, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, alla presenza del Direttore Generale del MIUR, gli conferisce il Diploma Accademico di Secondo Livello Honoris Causa in Nuove Tecnologie dell’Arte per il profondo impegno profuso nel diffondere l'arte della musica. Nell'aprile del 2018 viene pubblicata da Rai Eri la sua biografia, dal titolo “Il Jazzista Imperfetto”, scritta da Danilo Rea insieme a Marco Videtta.

Domenica 18 agosto 2019 ore 21.30

Seborga Piazza s. Martino

Quartetto d’archi dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo
Marco Bigarelli – violino
Luca Marzolla – violino
Fara Bersano – viola
Mariano Dapor - violoncello In collaborazione con Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo

W. A. Mozart Quartetto n° 3 in Sol maggiore, K 156

                  1. Presto

                  2. Adagio

                  3. Tempo di Minuetto

A. Part Summa

trascrizione per quartetto d’archi di A. Part

A. Part Da Pacem Domine
trascrizione per quartetto d’archi di A. Part

***

W. A. Mozart Quartetto n° 19 in Do maggiore “Delle dissonanze”, K 465

                  1. Adagio. Allegro

                  2. Andante cantabile

                  3. Minuetto e Trio. Allegro

                  4. Allegro molto

D. Lang I Lie

D. Lang Rhythmically mechanical – like a clock (but intimate and very tender)

G. Sollima Federico II

(Primo brano della composizione Viaggio in Italia. Omaggio di Sollima all'illuminato Imperatore tedesco che scelse Palermo come sua residenza ufficiale)

Marco Bigarelli

Diplomatosi in violino con Mario Balestra, si è perfezionato con Corrado Romano a Ginevra e con Cristiano Rossi, ottenendo una borsa di studio nel 1989. Ha tenuto numerosi concerti da solista con la Sinfonica di Sanremo, dove attualmente è Spalla dei primi violini, e con diverse formazioni cameristiche tra le quali la Latvian Philharmonic Chamber Orchestra.

Luca Marzolla

Si è diplomato con il massimo dei voti e la lode in Violino sotto la guida del M° Glauco Bertagnin presso il Conservatorio “A.Vivaldi” di Novara e ha ottenuto, sempre con lode, il Diploma accademico di secondo livello in Discipline musicali (Violino) presso il Conservatorio “Venezze” di Rovigo. Accanto allo studio del Violino, si è laureato con il massimo dei voti in Viola presso il Conservatorio “Ghedini” di Cuneo.

In qualità di violinista si è perfezionato alla Scuola Superiore di Musica “Perosi” di Biella con il M° Corrado Romano, a Portogruaro con i M° Vaitsner e Vernikov, a Riva del Garda con il M° Giuliano Carmignola e con il M° Uto Ughi a Gardone Riviera.

E’ stato allievo ai corsi di formazione orchestrale dell’Emilia Romagna (Budrio 1993; Imola 1995). E’ stato Prima parte dell’Orchestra Giovanile Italiana (Fiesole 1996-97), Primo violino di spalla dell’Orchestra Giovanile dell’Accademia della Scala (Milano 2000/01), dove si è perfezionato con il M° Manara, ed è stato inoltre Primo violino di spalla dell’Orchestra Giovanile Cherubini di Piacenza (diretto dal M° R. Muti) e dell’Orchestra Giovanile del Veneto. Ha collaborato e collabora tuttora con le seguenti orchestre: del Comunale di Bologna, la Fenice di Venezia, del Teatro “Verdi” di Trieste, Sinfonica della Rai di Torino, Toscanini e Filarmonica di Parma, la Filarmonica della Scala di Milano, del Teatro Lirico di Cagliari, la Symphonica Toscanini, del Teatro “C. Felice” di Genova, Philarmonique di Montecarlo, diretto da Maestri quali P. Maag, D. Gatti, I. Karabtchevsky, G. Sinopoli, J. Tate, R.Chailly, R. Muti, G. Kuhn, L. Maazel, Sir C. Davis, D. Oren, E. Krivine, A. Lazarev, P. Steinberg, J. Kakhidze e molti altri con i quali ha effettuato tournée negli Stati Uniti, Argentina, Brasile, Giappone, Cina, Marocco e in tutta Europa.

Attualmente ricopre il ruolo di Primo dei Secondi Violini presso l’Orchestra Sinfonica di Sanremo.

Fara Bersano

Studia violino e si diploma a Cuneo presso il Conservatorio “G. F. Ghedini”. Frequenta la scuola di musica di Fiesole e partecipa, in qualità di Viola, ai Corsi di Perfezionamento AFOS dell’Orchestra Toscanini di Parma. Consegue il diploma di Viola presso il Conservatorio “N. Paganini” di Genova. Dal 1994 è membro di numerosi organici orchestrali, cameristici e sinfonici. Dal 2005 è Violista Stabile nell’Orchestra Sinfonica di Sanremo.

Mariano Dapor

Si è diplomato presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano e ha conseguito la laurea con 110 e lode in Discipline Musicali. Perfezionatosi in varie accademie tra cui la prestigiosa Hochschule di Monaco di Baviera e l'Accademia Stauffer di Cremona, alterna l’attività cameristica con quella orchestrale ricoprendo cariche in orchestre internazionali (Orchestra da Camera Italiana, Orchestra da Camera di Mantova, I Solisti di Pavia, L'Orchestra d'Archi di Bolzano).

Vincitore di diversi concorsi fra cui il Vittorio Veneto (accompagnato da una borsa di studio speciale per la migliore interpretazione delle Suite di J.S.Bach), ricopre ora il ruolo di Primo Violoncello presso la Fondazione "Orchestra Sinfonica di Sanremo" che ha ottenuto attraverso il concorso per incarico a tempo indeterminato svoltosi nel 2000. Con il Quartetto d'archi Constanze ha seguito i corsi speciali di M.Skampa presso la scuola di musica di Fiesole e, nel 1998, i corsi alla "Britten - Pers School" britannica sotto la guida di H.Maghuire e S.Metz.

Nel 1999 il Quartetto è stato ospite del Festival "Orlando" (Olanda) come quartetto residente. Nel 1999 è stato membro effettivo dell'EUYO (Orchestra giovanile europea) e primo violoncello dell'Orchestra giovanile dell'Accademia della Filarmonica della Scala a Milano, collaborando con importanti direttori tra i quali Wolfgang Savallisch, Riccardo Muti, Jurij Temirkanov, Gianluigi Gelmetti, Isaac Karabtchevsky, Diego Fasolis. Ha tenuto diversi concerti sia solistici che in duo con pianoforte in stagioni importanti tra cui quella della Filarmonica di Rovereto, degli amici della musica di Padova e del Veneto, del Festival Mahler di Dobbiaco, del Festival di Cervo, della stagione del Théâtre des Variétés di Montecarlo, del Festival I Suoni delle Dolomiti. Da ricordare la collaborazione in gruppi da camera con Salvatore Accardo e come violoncello solista l'esperienza con il direttore d'orchestra Piero Bellugi. Studia composizione presso il Conservatorio G.F.Ghedini di Cuneo sotto la guida del M° Giorgio Planesio. Ha inciso per le etichette Carus e Naxos.

 

Giovedì 22 agosto 2019 ore 21.30

Cervo Piazza dei Corallini In collaborazione con Concorso violinistico ¨Premio Paganini¨ di Genova

Kevin Zhu - violino Valentina Messa – pianoforte

G. Gershwin Tre preludi per violino e pianoforte (trascr. J. Heifetz)

                  1. Allegro ben ritmato e deciso

                  2. Andante con moto e poco rubato

                  3. Allegro ben ritmato e deciso

W.A. Mozart Sonata n° 40 in Si bemolle maggiore per violino e pianoforte, K 454

                  1. Largo

                  2. Andante

                  3. Rondò. Allegretto

***

R. Schumann Sonata n. 1 in La minore per violino e pianoforte, op. 105

                  1. Mit leidenschaftlichem Ausdruck

                  2. Allegretto

                  3. Lebhaft

N. Paganini “I Palpiti”, op. 13

Introduzione e variazioni sul tema «Di tanti palpiti» dal Tancredi di Rossini

KEVIN ZHU – violino

Il violinista diciottenne Kevin Zhu ha accumulato una straordinaria quantità di performance concertistiche e riconoscimenti in concorsi violinistici sin da quando ha iniziato lo studio del violino, all’età di tre anni. Si è esibito come solita in sale prestigiose come la London Royal Festival Hall, la Sala Mazort del Konzerthaus di Vienna, il Natrional Centre of Performing Arts in Cina, l’International Performing Arts Center di Mosca, la Sala heinz di Pittsburgh e il Long Center of the Performing Arts di Austin.

Il suo debutto con la Philarmonia Orchestra di Londra – una delle più grandi orchestre del mondo – ha ricevuto una recensione entusiasta da parte dell’autorevole rivista The Strad. In merito all’esecuzione della Carmen Fantasy di Sarasate, il critico Tim Honfray scrive: “Zhu è straordinario. Ha regalato una prestazione di incredibile maturità artistica e padronanza tecnica, in cui ogni singolo, diabolico dettaglio virtuosistico richiesto dalla partitura di Sarasate è stato eseguito con facilità e grande eleganza”.

Nell’aprile del 2018, Kevin ha vinto il Primo Premio nel 55° Concorso Violinistico Internazionale “Premio Paganini” di Genova. Ha inoltre ricevuto il premio speciale per il più giovane finalista del concorso e per la migliore esecuzione dei Capricci di Paganini. Nel 2012 ha ottenuto il Primo Premio nella Junior Division del Menuhin International Violin Competition di Beijing, diventando il più giovane vincitore della storia di questo prestigioso Concorso.

Kevin ha recentemente debuttato con la Vienna Chamber Orchestra nella Sala Mozart del Konzerthaus di Vienna, eseguendo le Quazttro Stagioni di Vivaldi. Recentemente si è inoltre esibito con i Moscow Virtuosi Orchestra, con la Pittsburgh Orchestra, Sichuan Philarmonic Orchestra, oltre a recital solistici a Genova, Londra, New York e in Florida.

Come Ambasciatore della Lin Yao Ji Music Foundation of China, Kevin è stato artista ospite del Harpa International Music Academy in Islanda nel 2013 e 2016. Sue esecuzioni sono state più volte trasmesse su BBC Radio 3. I prossimi impegni vedranno Kevin esibirsi in Libano e Italia.

Kevin è beneficiario della Kovner Fellowship alla Julliard School di New York, dove sta studiano con Itzhak Perlman e Li Lin. Precedentemente ha studiato al San Francisco Conservatory of Music con Li Lin e Ian Swensen.

Valentina Messa

Valentina Messa è nata nel 1979 a Udine e si è diplomata nel giugno ’99 al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia sotto la guida di Giorgio Lovato ottenendo il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. Nel 1997 è stata ammessa alla frequenza della Scuola di Perfezionamento di Portogruaro nella classe di Piero Rattalino ottenendo nel settembre 2000 il Diploma di Concertismo.

Nell’ottobre del 2007 ha conseguito il Diploma accademico di II livello con 110/110, lode e menzione speciale presso il Conservatorio N. Paganini di Genova e si e' perfezionata dal 2001 in poi sotto la guida di Lidia Baldecchi Arcuri, Pier Narciso Masi ed Enrico Pace.

Ha vinto numerosi primi premi e varie borse di studio, partecipando a concorsi pianistici nazionali ed internazionali, “Premio Beethoven” al Luciano Gante di Pordenone nel ’99, terza tra i pianisti segnalati al Premio Venezia 2000 e al Premio Nazionale delle Arti 2007, vincitrice dell’edizione 2005 del concorso indetto dalla Società Umanitaria di Milano, grazie al quale ha preso parte alla registrazione di un cd edito dalla Sarx Records.

Si dedica con egual passione alla musica solistica e alla cameristica, dal duo pianistico alle varie formazioni cameristiche con pianoforte, collaborando con musicisti quali Lorenza Borrani, Dami Kim, Teodora Campagnaro, Juniciro Murakami, Massimiliano Damerini, Maurizio Ben Omar, Giorgio Casati, Riccardo Agosti, Adrian Pinzaru, Katsumi Nagaoka, Aaron Berovsky, Maria Milstein e collaborando con gruppi come l”Ensemble Nuove Musiche.

L'attivita' concertistica l'ha portata a calcare i palchi di prestigiose sedi italiane ed estere quali Scuola Normale di Pisa, Societa' Umanitaria di Milano, Teather Trier, Auditorium Casa Paganini, Sala della Radio Vaticana, Teatro Alfieri di Torino, Teatro Vittoria per Unione Musicale Torino, GOG Genova, Caplan Centre for the Performing Arts di Philadelphia, Logan Centre for the Performing Arts di Chicago, Sanders Teathre della Harvard University a Boston.

Attualmente suona stabilmente in duo con Riccardo Agosti, primo violoncello del Teatro Carlo Felice di Genova, e col giovane violinista Ermir Abeshi, finalista all'edizione 2012 del Queen Elisabeth Competition, col quale nel corso del 2011 ha vinto il Concorso di Musica da Camera di Lamporecchio e un Premio speciale della Giuria al Concorso di Musica da Camera di Pinerolo.

Attualmente ricopre il ruolo di pianista accompagnatore presso il Conservatorio N.Paganini e della classe di violino del Maestro Adrian Pinzaru all'Accademia di Musica di Pinerolo ed e’ richiesta come accompagnatrice al pianoforte di corsi e masterclass di artisti internazionali quali ad esempio Bin Huang e Sonig Tchakerian.

Sabato 24 agosto 2019 ore 21.30
Cervo Piazza dei Corallini

Vitaly Pisarenko – pianoforte

Omaggio a Vladimir Horowitz
In collaborazione con Centro di Documentazione “Arturo Benedetti Michelangeli”

F. Schubert Deutsche Ländler (Danze tedesche), Op. 171, D. 790

F. Schubert Improvviso in Sol bemolle maggiore, Op. 90 n° 3, D. 899

F. Schubert Improvviso in La bemolle maggiore, Op. 90 n° 4, D. 899

R. Schumann Phantasiestücke, Op. 12

                  1. Des Abends

                  2. Aufschwung

                  3. Warum?

                  4. Grillen

                  5. In der Nacht

                  6. Fabel

                  7. Traumes Wirren

                  8. Ende vom Lied

***

F. Chopin Scherzo n° 1 in Si minore, Op. 20

F. Chopin Scherzo n° 2 in Si bemolle minore, Op. 31

F. Liszt Ballata n° 2 in Si minore, S. 171

F. Liszt Rapsodia ungherese n° 13 in La minore, S. 244

Vitaly Pisarenko

Vitaly PISARENKO, pianista russo, vince nel 2008 il primo premio all’8° Concorso Internazionale di Pianoforte ‘Franz Liszt’ a Utrecht. Subito dopo suona al Concertgebouw di Amsterdam con la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, sotto la direzione di Damian Iorio. Pisarenko si è esibito per la prima volta in pubblico all’età di sei anni. Dopo i primi studi musicali a Kiev (con Natalia Romenskaya) e a Kharkov (con Garry Gelfgat), ha studiato presso la Scuola Centrale di Musica e poi al Conservatorio Statale di Mosca con il professor Yuri Slesarev. Successivamente si è perfezionato con lo stesso insegnante ed è stato inoltre sia allievo al Conservatorio di Rotterdam, con Aquiles Delle Vigne, sia all’Oxana Yablonskaya Piano Institute in Italia. Dal 2012 Pisarenko sta studiandoper conseguire il master presso il Royal College of Music di Londra, grazie alla borsa di studio intitolata a Kenneth e Violet Scott. Dalla vittoria al Concorso ‘Liszt’, Pisarenko si è esibito in oltre venticinque Paesi, tra cui Germania, Italia, Ungheria, Polonia, Austria, Svizzera, Gran Bretagna, Norvegia, Lituania, Indonesia, Brasile, Argentina, Cile, Colombia, Ecuador, Cina, Giappone, Messico e Stati Uniti. Ha suonato per il ‘Piano Pic Festival’ in Francia, al Festival Internazionale di Musica di Berlino, al Festival di Musica da Camera di Delft e al Festival ‘Busoni’ di Bolzano. Nel 2009 è stato impegnato in una lunga tournée con la North Netherlands Symphony Orchestra e si è esibito al Festival ‘Beethoven’ di Varsavia con la Polish National Philharmonic Orchestra all’Ushuaia Festival in Argentina con la Moscow Symphony Orchestra. Nello stesso anno ha suonato in tournée con il Quartetto ‘Heath’ e ha interpretato la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninoff per la cerimonia di riapertura della De Doelen Concert Hall a Rotterdam. Ha preso parte inoltre all’European Liszt Nights Tour e ha suonato al Festival di Pianoforte di Vilnius. Nel 2010 si è esibito a Shanghai per il World EXPO ed è stato impegnato in una tournée con la Gelders Orkest, interpretando il Concerto per pianoforte n. 4 di Rachmaninoff.

Nel 2011 è stato invitato in Giappone per una lunga tournée con la Brno Philharmonic Orchestra. Nel 2012 ha debuttato al Colon di Buenos Aires, al Musikverein di Vienna, ad Antwerp e al Palazzo delle Arti di Budapest. Si è inoltre esibito in Cina, a Pechino e a Shanghai, e ha preso parte all’International Liszt Piano Academy, studiando con Elisabeth Leonskaya. Nel 2013 ha debuttato al Seoul Arts Centre in Sud Corea con la KBS Symphony Orchestra e in alcuni prestigiosi festival, quali l’International Chopin Piano Festival di Duszniki (Polonia), l’Euro Music Festival di Halle (Germania), il Grachtenfestival (Amsterdam) e il Diaghilev Festival di San Pietroburgo. Nel 2014 Pisarenko ha collaborato con l’attore Warre Borgmans in ‘Liszt’s Confession’, uno spettacolo che è andato in tournée in Belgio, nonché in una serie di recital solistici e di concerti con orchestra negli Stati Uniti, in Italia, in Cina, in Canada e in Gran Bretagna.

... Pianista immensamente dotato… con una tecnica

prodigiosa, una miriade di sfumature e una precisione

scrupolosa…” New York Times

Mercoledì 28 agosto 2019 ore 21.30
Cervo Piazza dei Corallini

Benedetta Torre – soprano
Archi all’Opera – Ensemble del Teatro Carlo Felice di Genova

Pier Domenico Sommati – violino
Andrea Ferrari - violino Giuseppe Francese - viola Giulio Glavina- violoncello Elio Veniali – contrabbasso In collaborazione con Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova

W.A.Mozart Ouverture dal “Don Giovanni”

W.A.Mozart “Deh vieni non tardar” dalle “Nozze di Figaro”

W.A.Mozart “Mi tradì quell'alma ingrata” dal “Don Giovanni”

P.Mascagni Intermezzo da “Cavalleria rusticana”

G.Verdi “Non so le tetre immagini” dal Corsaro

***

G.Puccini Intermezzo di Suor Angelice e Manon Lescaut

G.Puccini “Signore ascolta” da Turandot

G.Puccini Preludio (atto terzo) Edgar

G.Puccini “Si mi chiamano Mimì” da La Boheme

G.Puccini Tregenda da “Le Villi”

Benedetta Torre

Soprano, classe ’94, nata a Genova, inizia lo studio del canto a 13 anni, arrivando a perfezionarsi ad oggi con il soprano Barbara Frittoli.

Vince il premio giovani al V Concorso Internazionale di Canto Francesco Paolo Tosti, in seguito al quale sostiene tre concerti a Tokyo e Osaka.

Partecipa al 6° Concorso Internazionale di Canto Renata Tebaldi, aggiudicandosi il 2° premio.

Nel luglio 2015 è allieva della Riccardo Muti Opera Academy come Alice Ford nel Falstaff e, nell’ottobre dello stesso anno, debutta nel Simon Boccanegra come Amelia Grimaldi all’inaugurazione della stagione del Carlo Felice di Genova, con la direzione del M° Stefano Ranzani,

Nel dicembre 2015 è Mimì ne La Bohème del Ravenna Festival, con la regia firmata da Cristina Mazzavillani Muti e la direzione del M° Nicola Paszkowski; l’anno successivo è ancora Mimì al Teatro del Giglio di Lucca, sotto la regia di Marco Gandini.

Nel marzo 2017 debutta ne L’Elisir d’Amore nei panni di Adina al Teatro Carlo Felice e in agosto partecipa all’Aida al Festival di Salisburgo nel ruolo della Sacerdotessa, sotto la direzione del M° Riccardo Muti.

Nel novembre/dicembre 2017 è Mimì nel Circuito Marchigiano con la regia di Leo Muscato, e in occasione del Festival dei Due Mondi 2018 di Spoleto interpreta il ruolo di Arianna nella nuova opera di Silvia Colasanti, Minotauro,e Marguerite nell’oratorio drammatico Jeanne d’Arc au bucher di Honegger, vicino a Marion Cotillard nei panni di Jeanne d’Arc.

Archi all’Opera - Ensemble del Teatro Carlo Felice di Genova

È un quintetto d'archi che nasce da una stretta collaborazione tra componenti dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, di cui ne sono rappresentanti ed ambasciatori.

I cinque musicisti hanno provenienze geografiche diverse e percorsi professionali differenti, vantano collaborazioni con grandi realtà professionali, le Orchestre RAI, l’Accademia di S. Cecilia, L'Orchestra Toscanini di Parma, l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e la Fenice di Venezia, Macao(Cina), Faro (Portogallo), Saarbrucken (Germania), e con importanti formazioni da camera.

L'Ensemble “Archi all'Opera” viene regolarmente invitato presso prestigiose istituzioni concertistiche, nel 2015 è stato nominato “ensemble residente” della Società dei Concerti di La Spezia, ha suonato per il Festival Puccini del Teatro del Giglio di Lucca con la straordinaria Daniela Dessì, per la GOG di Genova, e collabora con grandi artisti del concertismo internazionale come Ara Malikian, Gianluca Campi, Andrea Bacchetti e le grandi voci della lirica italiana.

Sabato 31 agosto 2019 ore 21.30

Cervo Piazza dei Corallini

Arnulf Von Arnim eIan Fountain – pianoforte a quattro mani

F. Schubert Sonata in do maggiore D 812 (Grand Duo) per pianoforte a quattro mani

              1. Allegro moderato

              2. Andante

              3. Scherzo. Allegro vivace e Trio

              4. Allegro vivace

***

J. Brahms Sinfonia Nr 1 in do minore op. 68

(trascrizione per pianoforte a quattro mani di J. Brahms)

              1. Un poco sostenuto. Allegro

              2. Andante sostenuto

              3. Un poco Allegretto e Grazioso

              4. Finale. Adagio. Più Andante. Allegro non troppo, ma con brio

Arnulf Von Arnim

Arnulf von Arnim, nato nel 1947 ad Amburgo, ha studiato a Francoforte, Stoccarda e Parigi con Pierre Sancan. Ha frequentato masterclasses con Claudio Arrau e Wilhelm Kampff ed è risultato vincitore il 1 ° premio al concorso "Viotti" di Vercelli e al concorso "Maria Canals" di Barcellona.

Arnulf von Arnim si è esibito come solista in tour in tutta Europa, Stati Uniti e Giappone con diverse orchestre.

Come camerista ha collaborato con Frank Peter Zimmermann, Ulf Hoelscher, Saschko Gawriloff, Vesselin Paraschkevov, Kurt Nikkanen, Kurt Guntner, Paul Rosenthal, David Geringas, Ivan Monighetti, Julius Berger, Ventseslav Nicolov, Rainer Moog, Jean Sulem, il Brodsky- Quartet e molti altri.

Arnulf von Arnim è professore presso la Folkwang Hochschule di Essen, e professore ospite presso il Conservatorio Musashino di Tokio. Inoltre è direttore artistico del concorso internazionale Schubert di Dortmund. Tiene masterclasses in Europa, Giappone e Stati Uniti ed è invitato spesso come membro di giuria in concorsi pianistici

internazionali.

Ian Fountain

Nel 1989 Ian Fountain vince il primo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel Aviv, all’età di 19 anni, il più giovane vincitore nella storia della competizione israeliana. Da allora l’interprete si è esibito in Europa, negli Stati Uniti d’America, e in Asia con orchestre quali la London Symphony e la direzione di Sir Colin Davis, la Israel Philarmonic e Zubin Metha, la Filarmonica Ceca. Ian Fountain è stato ospite inoltre della Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino e della Filarmonica Berlinese, della London Philarmonic, dell’Orchestra Halle, della Wiener Chamber Orchestra, della Singapore Symphony.

È stato invitato ad inaugurare nel 1992/93 la stagione di concerti del Conservatorio moscovita, e in Polonia in occasione dei 150 anni della morte di Chopin a Cracovia, eseguendo i due concerti del compositore polacco. Nell’ambito cameristico, il pianista ha suonato nelle più prestigiose sale da concerto di New York, Chicago, Parigi, Berlino, Madrid e Gerusalemme. L’artista è ospite regolare dei più importanti Festival di Praga, dello Schleswig-Holstein, Enescu e Khumo, anche come partenr del violoncellista David Geringas, del violista Ulf Hoelscher e dei quartetti Mandelring e Emperor. Recentemente, Ian Fountain si è fatto apprezzare anche come direttore, assieme alla Israel Chamber Orchestra nel 2011 a Tel Aviv ed Eilat.

Ha tenuto nell’ultimo periodo concerti con la Filarmonia Ungarica e la direzioen di Zoltan Kocsis a Budapest, la Enescu Filarmonica a Bucarest con Christian Mandeal, la Deutsche Kammerphilarmonie di Brema e Paavo Jarvi in una tournée giapponese, la London Chamber Orchestre e l’Armenian Philarmonic a Yerevan.

Ha inoltre inciso molti CD, ai quali sono state riservate eccellenti critiche: per la Emi le Variazioni Diabelli, le opere complete di Mendelssohn, Rachmaninov e Beethoven, incise per la Haenssler Classics con David Geringas. Dal 2001 è professore di pianoforte alla Royal Academy of Music di Londra ed è stato invitato più volte come membro della commissione in importanti concorsi internazionali, tra i quali si ricorda il Concorso Rubinstein del 2011.


 

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