L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Il giorno di Napoleone

Rai3 e Rai Storia, #maestri dal 3 al 7 maggio

Viaggio in Italia. La Toscana e i toscani

Un ritratto di Viareggio e della Versilia, attraverso i preziosi filmati delle Teche RAI.

Passato e Presente. Napoleone a Roma

Napoleone Bonaparte, una delle più grandi e controverse figure dell’età moderna. Personalità complessa e di grande fascino. Spirito aperto, libero, senza frontiere, fu un costruttore di Stati e legislazioni. Fu un figlio della Rivoluzione francese e un amante della romanità. Il mito di Roma come esempio di virtù, forza, identità alle quali ispirarsi. Quando annette Roma, cacciando il Papa, e ne fa la seconda città più importante dell’Impero napoleonico, Bonaparte volle restituirle lo splendore di un tempo insieme alla nuova bellezza della modernità. A “Passato e Presente”, in onda mercoledì 5 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, il professor Gilles Pecout, e Paolo Mieli raccontano i retroscena e gli effetti del quinquennio del dominio francese a Roma, tra il 1809 e il 1814.

Passato e Presente. L'IRA: il braccio armato d'Irlanda

Le origini dell’Irish Republican Army, l’IRA, sono da rintracciare nelle formazioni paramilitari nazionaliste che si sollevarono contro la Gran Bretagna nella settimana di Pasqua del 1916. Nel 1921, in seguito alla partizione dell’Irlanda tra Ulster, a nord, che rimane sotto il dominio inglese, e Stato libero d’Irlanda, a sud, l’IRA costituisce l’avanguardia armata del movimento cattolico repubblicano. Ne parlano Paolo Mieli e il professor Eugenio Biagini a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 5 maggio alle 14:25 su Rai Storia. Da allora, combatterà con operazioni di guerriglia e attentatati terroristici per porre fine alle discriminazioni di cui sono oggetto le comunità cattoliche nelle contee settentrionali, per la riunificazione dell’isola e per l’indipendenza dal Regno Unito. È una storia sanguinosa che vede contrapposte la comunità unionista protestante e l’esercito britannico da un lato, e l’IRA dall’altro. Solo nel 1998, con l’accordo del Venerdì Santo, arrivato dopo un lungo e contrastato processo di pace, questa strisciante guerra civile vedrà la fine.

Napoleone II. Il grande zero

Era figlio di Napoleone Bonaparte, imperatore dei francesi e nipote di Francesco II che fu l'ultimo Asburgo incoronato nel nome del Sacro Impero Romano. Eppure, gli unici eventi della sua vita furono la nascita e la morte, perché Napoleone II, re di Roma, morto a soli 21 anni, non lasciò nessun segno nella storia. Una storia raccontata da “Napoleone II. Il grande zero” in onda mercoledì 5 maggio alle 16.00 su Rai Storia. Il racconto inizia con un flashback: è il 15 dicembre 1940 e per volontà di Hitler, che ha invaso e occupato la Francia, la salma di Napoleone II rientra a Parigi e viene posta agli “Invalides” accanto alla tomba del padre, esattamente un secolo dopo la sua sepoltura. Alla Francia e ai francesi però interessa poco quella salma, e Napoleone II continua a essere una figura espulsa dalla storia e dimenticata. Concepito da Bonaparte per la necessità di avere un erede a cui lasciare il trono e l'Impero, Napoleone lascia Giuseppina e sposa Maria Luisa, primogenita di Francesco II, e decide di avere da lei l'erede, pensando così di pacificarsi definitivamente con gli Asburgo. Il bimbo avrebbe dovuto solo allungare le braccia per afferrare un'Europa conquistata per lui. La storia non andò così. E’ un racconto doloroso di un bambino che avrebbe potuto avere tutto, ma non ebbe mai le uniche due cose di cui aveva veramente bisogno: un padre, Napoleone Bonaparte, assente perché in esilio, e una madre, Maria Luisa d'Austria, troppo assetata di potere. Nato il 20 marzo 1811, con il titolo di «Re di Roma» e il soprannome di Aiglon, l’aquilotto, a soli tre anni viene strappato dalla sua patria e portato in Austria diventando ostaggio delle potenze ostili alla Francia. Non rivedrà mai più il padre, ormai sconfitto ed esule sull’isola di Sant'Elena. Né gli fu mai concesso di abbandonare l'Austria, negandogli anche di raggiungere la madre nel suo granducato italiano. L'Aiglon fu prigioniero della ragion di Stato e degli Asburgo, dell'Europa della Restaurazione. Qualche tempo prima di morire, preso dallo sconforto, dalla consapevolezza della sua inutilità, della mancanza di senso di ogni cosa, dirà di se stesso: «Fra la mia culla e la mia tomba, c’è un grande zero».

"Binario Cinema". Napoleone ad Austerlitz

Dalla trasformazione della Repubblica in Impero sino al clamoroso trionfo di Austerlitz del 1805: le gesta di Napoleone Bonaparte rivivono nel film del 1960, diretto da Abel Gance, “Napoleone ad Austerlitz”, in onda mercoledì 5 maggio alle 18.30 su Rai Storia per il ciclo “Binario Cinema”. Tra gli interpreti, Pierre Monday, Martine Carol, Vittorio De Sica, Orson Welles, Claudia Cardinale.

"Ulisse" alla scoperta degli Etruschi

Nella terza puntata di “Ulisse, il piacere della scoperta”, in onda su Rai1 mercoledì 5 maggio alle 21.25, Alberto Angela partirà per un viaggio nel mondo degli Etruschi: un popolo affascinante la cui unicità e grandiosità sono state narrate dai Greci e dai Romani e le cui tracce continuano a stupirci grazie anche ai continui ritrovamenti sul territorio. Un mondo, quello etrusco, che si estendeva dall’Adriatico al Tirreno, dall’Emilia Romagna alla Campania e dove la musica, la gioia di vivere e la ricerca del bello erano elementi fondamentali. Il racconto inizierà sorvolando la Maremma laziale, in particolare l’area archeologica di Vulci, grazie a un elicottero del Raggruppamento Aeromobili dell’Arma che collabora con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Si potrà così ammirare la vastità di uno dei più importanti insediamenti etruschi mai ritrovati e scoprire l’importanza del lavoro di questo Comando al fine di preservare l’inestimabile patrimonio culturale italiano. Proprio a Vulci, assieme all’archeologo Carlo Casi - Direttore Scientifico del Parco Archeologico di Vulci – si assisterà all’apertura di una nuova tomba, risalente alla fine del VII secolo a.C., finora inviolata e si potranno ammirare in anteprima gli oggetti in essa contenuti. Si visiteranno, poi, le necropoli di Tarquinia e di Cerveteri ripercorrendo le tappe dell’esistenza di questa civiltà preromana risalente a circa 3000 anni fa e pervenuta incredibilmente sino a noi. Il Castello di Santa Severa aprirà le porte alla storia di uno dei più importanti porti dell’Etruria, Pyrgi, con il suo santuario celebre in tutto il Mediterraneo e assieme al direttore del Museo del Mare della Navigazione Antica, Flavio Enei, verranno mostrate le ultime scoperte archeologiche. E infine si conosceranno i tesori del Museo Nazionale Archeologico di Tarquinia, le opere della ricercata arte metallurgica etrusca e la preziosa collezione di celebri sarcofagi.

"Pietre d'inciampo". Alberto Pepe e i 44 eroi di Unterlüss

La storia di Alberto Pepe, arruolato come ufficiale nella Seconda guerra mondiale, che dopo l’armistizio si rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale e di collaborare con i nazisti. Fu per questo duramente perseguitato. Catturato il 15 settembre 1943 e imprigionato nei campi tedeschi, fu trasferito nel campo di Unterlüss a seguito di un atto eroico: si offrì assieme ad altri 43 tra soldati e ufficiali italiani al posto di 12 giovani soldati destinati alla fucilazione. Il 4 aprile 1945 fu tra le sei vittime di quei 44 eroi. La pietra d’inciampo a lui dedicata si trova a Teramo, in Via Cavour 2. Una storia che Annalena Benini ricostruisce in “Pietre d’inciampo”, in onda in prima visione mercoledì 5 maggio alle 21.10 su Rai Storia. Nella puntata intervengono il nipote di Alberto Pepe, Alberto Melarangelo; Angelo Parodi, pronipote di Carlo Grieco, uno dei sopravvissuti dei 44 eroi; Michele Montagano, ultimo testimone dei fatti di Unterluss; Luciano Zani, storico di puntata.

"I Kennedy" La leggenda di Camelot

Il presidente JFK guida l’America attraverso periodi di paralisi: dalla lotta alle organizzazioni criminali alla presa di posizione sui diritti civili. E riesce anche ad evitare un conflitto nucleare. Nel frattempo, molti sono i nemici che accerchiano i Kennedy: il 22 novembre 1963 John Fitzgerald Kennedy viene assassinato a Dallas, in Texas. Dalla famiglia devastata da un evento così catastrofico emerge un nuovo leader: Robert "Bobby" Kennedy. “I Kennedy”, in onda mercoledì 5 maggio alle 21.40 su Rai Storia, racconta la storia del riscatto di un uomo che, grazie al suo senso di responsabilità e di giustizia sociale, diventerà Senatore dello Stato di New York e che, in seguito, riuscirà a conquistare il popolo americano durante la sua corsa come candidato alla presidenza degli Stati Uniti per il partito democratico, perseguendo un unico grande obiettivo: tenere vivo il sogno della famiglia Kennedy.

Lady Travellers. Freya Madaleine Stark

È stata la prima occidentale a raggiungere la leggendaria Valle degli Assassini, in Iran, alla ricerca della fortezza di Alamut: Freya Madaleine Stark è la protagonista di “Lady Travellers” in onda mercoledì 5 maggio alle 22.40 su Rai Storia. A rievocarne la figura e le imprese sono Bea Birkett, scrittrice e giornalista inglese; Anna Modugno, sua segretaria personale; e la professoressa Federica Frediani, ricercatrice all’Università della Svizzera Italiana. Nata a Parigi da padre inglese e madre italiana, per il suo nono compleanno, Freya ricevette una copia delle "Mille e una notte" e rimase affascinata dall'Oriente. A 13 anni restò vittima di un terribile incidente nella fabbrica di tappeti della sua famiglia e rischiò di morire. L’incidente le costò un orecchio e parte dello scalpo, costringendola a coprire il capo sfigurato con parrucche e cuffiette. Tuttavia, questa terribile esperienza non intaccò la sua voglia di vivere. Nel 1927, all’età di 36 anni s'imbarcò per Beirut, dove perfezionò l’arabo e iniziarono i suoi viaggi. Si stabilì da prima in Libano e poi a Baghdad, dove conobbe l'ambasciatore britannico, e trascorse alcuni mesi in Siria con i Drusi, per conoscerne intimamente la cultura, vivendo nelle case della gente del posto, mangiando con loro, fondendosi con la cultura locale e cambiando anche il suo abbigliamento. Viaggiò ininterrottamente per quasi 50 anni tra Afghanistan e Medio Oriente, ma elesse l’Italia a sua patria d’elezione, decidendo di vivere ad Asolo, in Veneto, la maggior parte della sua vita, innamorata del paesaggio e dello stile di vita degli italiani. E qui morì, a 100 anni, nel 1993.


 

 

 
 
 

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