L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

La storia in tv 

DOMENICA 11/07/2021

Italiani. Giovannino Guareschi

Giornalista, scrittore e disegnatore, Giovannino Guareschi è il protagonista del doc di Fabrizio Marini, in onda domenica 11 luglio alle 17.00 su Rai Storia per il ciclo “Italiani”.

Nato a Fontanelle, in provincia di Parma, il primo maggio 1908, Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi deve all’incontro con Cesare Zavattini il primo lavoro come correttore di bozze al «Corriere Emiliano» ed è sempre Zavattini, nel 1936, a proporgli di lavorare per un nuovo quindicinale di satira, il «Bertoldo», a Milano. La guerra porta alla chiusura del giornale nel settembre 1943 e l'8 settembre, come tenente di artiglieria, Guareschi rifiuta di combattere per la Repubblica Sociale: è arrestato dai Tedeschi il 9 settembre e deportato. Due anni di prigionia durante i quali compone “La favola di Natale”, racconto musicato di un sogno di libertà. Dopo la guerra, Guareschi torna in Italia e fonda una rivista con simpatie monarchiche, il «Candido, settimanale del sabato». Nel 1948 esce il primo romanzo su Don Camillo e Peppone. È il primo episodio di una saga ventennale in 346 puntate e 5 film conosciuta in tutto il mondo. La profonda fede cattolica, l'attaccamento alla monarchia e il fervente anticomunismo fanno di Guareschi uno dei più acuti critici del Pci e sono famosissime le vignette intitolate "Obbedienza cieca, pronta, assoluta", dove sbeffeggia i militanti comunisti che lui definisce “trinariciuti”. Nelle elezioni del 1948 Guareschi s'impegna affinché sia sconfitto il Fronte Democratico Popolare (Pci-Psi) e molti slogan, come "Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no", diventano famosi. Ma nel 1950 una vignetta pubblicata sul «Candido» costa a Guareschi, condirettore del settimanale, la prima condanna per vilipendio al Capo dello Stato Luigi Einaudi. Nel 1954, poi, viene condannato per diffamazione a mezzo stampa su denuncia di Alcide De Gasperi, capo del governo dal dicembre 1945 all'agosto 1953. Guareschi viene in possesso di due lettere (poi rivelatesi false) del politico trentino risalenti al 1944. In una di esse De Gasperi avrebbe chiesto agli Alleati anglo-americani di bombardare i centri nevralgici della capitale «per infrangere l'ultima resistenza morale del popolo romano» nei confronti dei fascisti e degli occupanti tedeschi. Il 15 aprile Guareschi è condannato a dodici mesi e recluso nel carcere di San Francesco del Prato a Parma, dal quale esce il 4 luglio 1955. Nel 1957 si ritira da direttore del «Candido», rimanendo tuttavia collaboratore. Nel giugno 1961 è colto da un infarto, da cui si riprende a fatica e il 7 ottobre dello stesso anno esce il quarto film della famosa saga di don Camillo: “Don Camillo monsignore... ma non troppo”. Dopo la chiusura di «Candido», Guareschi inizia alcune collaborazioni, ma nel 1968 gli viene riproposta la direzione del giornale. Prima di poter riprendere muore per attacco cardiaco, il 22 luglio, a Cervia.I funerali di Guareschi, svoltisi con la bara avvolta dalla bandiera monarchica con lo stemma di Casa Savoia, sono disertati da tutte le autorità ufficiali del mondo politico e intellettuale. A rendere l'estremo saluto ci sono pochi personaggi noti: il direttore della Gazzetta di Parma Baldassarre Molossi, Giovanni Mosca, Carlo Manzoni, Nino Nutrizio, Enzo Biagi, Enzo Ferrari.

Passato e Presente. L’impero bizantino con il prof. Barbero

Nel 330 d.C. l’imperatore romano Costantino decide di spostare la capitale dell'impero da Roma a Bisanzio, orientando tutto il baricentro politico ed economico a Oriente e facendo prevalere la cultura greco-ortodossa su quella romano-latina. La lunga storia dell’Impero Bizantino - denominazione moderna e quasi dispregiativa dell’Impero romano d’Oriente – è approfondita dal professor Alessandro Barbero e da Paolo Mieli nell’appuntamento con “Passato e Presente” il programma di Rai Cultura in onda domenica 11 luglio alle 20.30 su Rai Storia. Se da un lato si assiste al disfacimento dell’Impero romano d’Occidente, sgretolato dalle continue incursioni dei barbari, fino alla sua caduta avvenuta nel 476 d.C., dall’altro si afferma l’Impero romano d’Oriente, per lo meno fino a quando la grande Costantinopoli non capitolerà rovinosamente per mano dei Turchi ottomani capeggiati da Maometto II, nel 1453.

Binario Cinema. Berlino – Gerusalemme

Berlino, 1919. La poetessa ebrea Else LaskerSchuler, si imbatte in Tania, giovane ebrea russa, esaltata e attiva sionista che vorrebbe raggiungere la Palestina per partecipare alla realizzazione del primo Kibbutz, il collettivo agricolo del suo sogno utopistico. Il sogno di una terra promessa prende sempre più corpo in Else, dopo la morte del figlio, e con l’avvento del nazismo. Nel frattempo, Tania raggiunge Gerusalemme dove si impegna attivamente per la realizzazione del Kibbutz e dove tenta di instaurare una convivenza pacifica con gli arabi del posto. Dovrà scontrarsi però con la violenza e le contraddizioni in cui Gerusalemme si trova da secoli. La raggiungerà anche Else, in fuga da Berlino dopo il precipitare del fanatismo nazista del 1933, ma anche lei rimarrà amareggiata e delusa dall’infrangersi del sogno della “terra promessa”. Regia di Amos Gitai. Con Liza Kreuzer, RivkaNeuman, “Berlino – Gerusalemme” andrà in onda domenica 11 luglio alle ore 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario Cinema”.

LUNEDI’ 12/07/2021

Passato e Presente. L'incendio del NarodniDom di Trieste con il prof. Guido Crainz

Trieste. 13 luglio 1920. A seguito degli incidenti del giorno precedente a Spalato, in Dalmazia, tra militari italiani e nazionalisti jugoslavi, durante i quali vengono uccisi due militari, i fascisti triestini promuovono un grande comizio in piazza dell’Unità. All’adunata partecipano oltre duemila persone. Il clima è molto teso. All’improvviso un partecipante viene accoltellato a morte e in piazza si diffonde subito la voce che l’assassino è slavo. In poco tempo diversi gruppi di manifestanti si sparpagliano per assaltare i simboli della cultura slovena in città. Quello più numeroso circonda il NarodniDom, la casa nazionale slava in piazza Oberdan, che ospita anche degli appartamenti, un caffè e l’Hotel Balkan. L’edificio viene circondato e dato alle fiamme. Il professor Guido Crainz, ospite del nuovo appuntamento con “Passato e presente”, in onda lunedì 12 luglio alle ore 13:15 su Rai3 e alle ore 20:30 su Rai Storia, approfondirà gli antecedenti storici di quell’evento e le caratteristiche di quelle complesse terre di confine dove lo squadrismo fascista ha avuto il suo battesimo.

Cronache dall’impero. Adriano: i due volti dell’imperatore

L’imperatore saggio, amante dell’arte e dell’amore raccontato da Marguerite Yourcenar in Memorie di Adriano sovrasta e si sostituisce all’Adriano storico. Per gli antichi Adriano era una figura ambigua, capace di slanci generosi e allo stesso tempo di gesti crudeli. Da Villa Adriana Cristoforo Gorno racconta i due volti dell’imperatore nell’appuntamento con “Cronache dall’Impero”, in onda lunedì 12 luglio alle 21.10 su Rai Storia.

Cronache dal Rinascimento. Leonardo a Milano e la festa del Paradiso.

È il 1482 quando Leonardo da Vinci arriva a Milano. Fino a quel momento ha lavorato nella bottega di Andrea del Verrocchio a Firenze entrando in contatto con la famiglia de’ Medici. Ed è proprio Lorenzo il Magnifico a inviare Leonardo in missione alla corte degli Sforza, a Milano. Leonardo è in cerca di gloria e di fama, e trova il suo mecenate in Ludovico Sforza, detto “il Moro”. Lo racconta il viaggio nella storia di Cristoforo Gorno con “Cronache dal Rinascimento”, in onda lunedì 12 luglio alle 21.40 su Rai Storia. Ludovico il Moro ha assunto la guida del Ducato di Milano, che spettava di diritto a suo nipote Gian Galeazzo, e ha estromesso la cognata Bona di Savoia, nominata reggente al posto del marito, ucciso in una congiura. Prima di ricevere le prime committenze dal duca, Leonardo dipinge “La vergine delle rocce” per una Confraternita. In seguito, per Ludovico il Moro progetta macchine militari e dipinge quadri come il “Ritratto di Musico”, il “Ritratto di Dama” e “La dama con l’ermellino”. A Leonardo, il duca commissiona anche l’affresco del “Cenacolo” nel refettorio di Santa Maria delle Grazie e l’imponente monumento equestre dedicato a suo padre, Francesco Sforza, che non sarà portato a termine. Memorabile è la sfarzosa “Festa del Paradiso” che Leonardo è incaricato di organizzare al Castello Sforzesco per le nozze di due nipoti di Ludovico il Moro: Gian Galeazzo e Isabella d’Aragona, nipote anche del re di Napoli. Una festa con danze, musiche e con una rappresentazione teatrale il cui allestimento scenico è curato da Leonardo su versi di Bernardo Bellincioni, poeta di corte, tesi a esaltare le virtù della sposa.

Italia. Viaggio nella bellezza. L’Unesco e l’utopia della conservazione

Notre Dame, monumento simbolo del patrimonio culturale Unesco, è bruciata. Le immagini della cattedrale in fiamme hanno tenuto con il fiato sospeso il mondo intero perché l’idea che esistano dei beni appartenenti all’umanità intera oggi è ben radicata. Quando è nato questo concetto? Attraverso quali vicende si è consolidato? E quali personaggi hanno svolto un ruolo chiave? Interrogativi al centro di “Italia. Viaggio nella bellezza”, in onda lunedì 12 luglio alle 22.10 su Rai Storia. Obiettivo sulla storia dell’idea di patrimonio mondiale, sulla nascita dell’Unesco nel 1945 sulle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, accompagnata dall’utopia di perseguire la pace nel mondo attraverso la cooperazione internazionale. Nel doc, di Eugenio Farioli Vecchioli e Alessandro Varchetta, con la regia Alessandro Varchetta, in primo piano anche le principali tappe che la neonata organizzazione delle Nazioni Unite ha compiuto nel settore della salvaguardia del passato monumentale: dalla Convenzione del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato alla campagna per salvare i tempi egizi di Abu Simbel dei primi anni ’60; dall’appello per Venezia del 1966 sino alla nascita della Lista del Patrimonio Mondiale nel 1972. Vicende che hanno visto emergere una nuova generazione di archeologi, architetti ed esperti di tutela e conservazione dei monumenti, fra i quali spicca la figura dell’italiano Piero Gazzola (1908 – 1979), architetto, soprintendente, consulente Unesco. Un intellettuale che ha lasciato una fondamentale (e poco ricordata) eredità nel settore della tutela e della conservazione del patrimonio mondiale: la ricostruzione post-bellica dei monumenti di Verona, il progetto avveniristico di salvataggio del tempio di Abu Simbel, e la stesura della Carta di Venezia, documento internazionale fondamentale per la teoria del restauro. Sono solo alcuni dei suoi principali contributi proposti grazie a preziosi documenti, filmati e materiali fotografici conservati nell'Archivio Gazzola di Negrar, vicino Verona, voluto dai figli Maria Pia e Gianandrea.

MARTEDI’ 13/07/2021

Passato e Presente” racconta Dom Franzoni, l’abate ribelle

Dom Giovanni Franzoni è stato tra i più giovani padri conciliari italiani. Una figura analizzata da Paolo Mieli con il professor Alberto Melloni e tre giovani storici a “Passato e Presente”, in onda martedì 13 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. A 35 anni Dom Franzoni è già abate dell’abazia di San Paolo fuori le mura a Roma. Il Papa Paolo VI lo tiene in gran conto. Poi tutto cambia. Nel corso degli anni l’abate radicalizza le sue posizioni fino ad avvicinarsi al partito comunista. Dimissioni da abate, sospensione a divinis, riduzione allo stato laicale. La parabola del monaco benedettino don Giovanni Franzoni è una storia affascinante ed amara, che interseca la storia del cattolicesimo italiano post-conciliare con la storia politica italiana, specie nel clima rovente degli anni Settanta.

Nei secoli fedeli

Rai Cultura ripropone, nel giorno dell’anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, martedì 13 luglio 2021 alle ore 21.10 su Rai Storia il doc Di Cosimo Calamini e Brigida Gullo, regia di Graziano Conversano, “Nei secoli fedeli”. Il doc racconta una storia lunga, aoggi, duecentosette anni: quella dell’Arma dei Carabinieri che comincia il 13 luglio del 1814, a Torino, grazie a Vittorio Emanuele I di Savoia. Daquel giorno prende il via un’avventura straordinaria che passa attraverso personaggi eroici come il Car. Giovan Battista Scapaccino, prima Medaglia d'Oro al Valore Militare; il Capitano Chiaffredo Bergia, l’uomo che combatté contro i briganti; il Maggiore Cosma Manera, l’eroe dei redenti; il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, Martire della Resistenza; il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso dalla mafia, fino ad arrivare ai caduti di Nassiriya. Un’avventura fatta di grandi personaggi ma anche di battaglie come quelle di Culqualber e del Podgora e d’imprese epiche come quelle dell’aviatore Ernesto Cabruna o dei tre “Squadroni da Guerra” dei Carabinieri Reali assegnati alla protezione del Re Carlo Alberto di Savoia che, nel 1848, furono protagonisti della celebre carica di Pastrengo. Nei secoli fedeli è il racconto di questa storia come fosse un grande libro, un romanzo pieno di eroi e peripezie, ma anche di storie semplici, di grande umanità, fatte di sacrificio e fedeltà; un romanzo la cui trama s’intreccia alle vicende del Paese.Nel primo capitolo, la storia dei Carabinieri partendo dalla nascita dell’Arma, con le regie patenti del 13 luglio 1814 fino all'Unità d'Italia, ripercorsa attraverso la figura del Car. Giovan Battista Scapaccino (prima Medaglia d'Oro al Valore Militare) e la celeberrima carica di Pastrengo del 1848, rievocata ogni anno dall'Arma.Nelsecondo capitolo, attraverso le figure del Capitano Allisio e del Capitano Chiaffredo Bergia, il racconto del sacrificio di migliaia di Carabinieri durante la lotta al brigantaggio nell'Italia post-unitaria. Sarà invece il ruolo dei Carabinieri nella Prima Guerra Mondiale il focus del terzo capitolo, raccontato attraverso le imprese sul colle del Podgora e di due grandi personaggi, il Tenente Ernesto Cabruna, eroico aviatore e il Maggiore Cosma Manera che riportò dagli Urali in Italia oltre tremila prigionieri di guerra.Nel quarto capitolo, dopo un breve passaggio sull'epoca fascista, l’impegno dei Carabinieri nel corso della Seconda Guerra Mondiale e durante la Resistenza dove spiccano le figure del Generale Caruso (protagonista insieme ai suoi Carabinieri della Resistenza a Roma) e del Vice Brig. Salvo D'Acquisto, per arrivare alla testimonianza di un sopravvissuto e agli oltre duemila Carabinieri deportati il 7 ottobre 1943 nei campi di concentramento dai nazisti.Dopo un intermezzo in cui si ricorda la partecipazione dell'Arma a favore della popolazione civile colpita da calamità naturali, si arriva al quinto capitolo, ovvero al Dopo-Guerra, all'Italia Repubblicana e all'impegno in Sicilia, ovvero alla lotta al separatismo, alla banda di Salvatore Giuliano e alla Mafia, alla quale saranno dedicati diversi episodi, dalla strage di Ciaculli all'arresto di Liggio e Totò Riina, dalla morte del Capitano Basile fino all’assassino del Generale Dalla Chiesa.Nel sesto capitolo (gli anni '60, '70) l'Arma è protagonista prima della sua ristrutturazione attraverso la complessa figura del Generale De Lorenzo e poi della lotta al terrorismo di matrice eversiva dove spiccano le figure, oltre al Generale Dalla Chiesa, del Maresciallo Felice Maritano e del Generale Umberto Rocca. Con l’ultimo capitolo si arriva infine alla modernità, allo sviluppo tecnologico dell'Arma, alla nascita dei corpi speciali come il GIS e all'evoluzione di Reparti come il RIS. Per giungere infine al tragico episodio di Nassiriya in cui l'Arma viene colpita al cuore, ma come racconta il Colonnello Cairo, riesce grazie alla vicinanza del popolo italiano, a rialzarsi.

La bussola e la clessidra. La battaglia di Maratona

Torna “La Bussola e la clessidra”, la serie Rai Cultura che vede il Prof. Alessandro Barbero rispondere ai quesiti e alle curiosità dei telespettatori su una serie di documentari dedicati al tema delle battaglie, a partire da una delle più note della storia antica. In questa serie le protagoniste saranno alcune delle grandi battaglie della storia, da Maratona ad Azincourt, dall'assedio di Vienna alla disfatta di Sedan, da Gettysburg a Stalingrado. Nel primo appuntamento, in onda martedì 13 luglio alle 22.40 su Rai Storia, si torna all’estate del 490 a.C., e alla piana di Maratona. La prima invasione persiana della Grecia si infrange contro il coraggio e la tenacia degli opliti ateniesi. Con un esercito frettolosamente mobilitato, le forze di Atene ed un manipolo di opliti di Platea, in un solo pomeriggio, mettono in fuga il più numeroso esercito persiano, distruggendo il sogno del re Dario I di sottomettere le città-stato greche.

MERCOLEDI’ 14/07/2021

Passato e Presente. La presa della Bastiglia con il Prof. G. Pécout

In un contesto di forte malcontento popolare dovuto ad anni di crisi economica, la destituzione del ministro delle Finanze Jacques Necker da parte del sovrano Luigi XVI, è per il popolo di Parigi la prova inconfutabile della congiura aristocratica. Così, la mattina del 14 luglio 1789, gli abitanti del quartiere di Saint Antoine, si armano per insorgere. Di lì a poco i parigini assedieranno la prigione della capitale, la Bastiglia; anche se al momento dell’insurrezione ospita solo 7 prigionieri, la tetra fortezza carceraria è il simbolo dell’Ancien Régime. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Gilles Pécout e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, trasmissione di Rai Cultura in onda mercoledì 14 luglio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Annientata l'ultima resistenza delle guardie del comandante De Launay, la Bastiglia è presto conquistata da migliaia di rivoltosi. Luigi XVI, sconvolto, decide di riassumere Jacques Necker, confidando in una tregua, ma la protesta è ormai dilagata nelle maggiori città del Paese e anche nelle campagne. A dare adito all’insurrezione è la rabbia accumulata, la carestia e la disperazione della popolazione francese. Con la presa della Bastiglia e il martirio dei parigini uccisi per la libertà, si accende la prima scintilla della Rivoluzione, un colpo violento che sarà il primo di una lunga serie. Da quel 14 luglio 1789, la rivolta, divenuta rivoluzione, trionferà sul potere assoluto, delineando le sorti della Nazione. Per la Francia, niente sarà più come prima.

Maria Antonietta

Il 16 ottobre 1793 Maria Antonietta (1775-1793), arciduchessa di Austria e Regina di Francia e di Navarra, è nella sua cella. È il suo ultimo giorno di vita: nel giro di pochi minuti sarà portata a Piazza della Concordia, alla ghigliottina. Ma chi fu davvero Maria Antonietta che affamò il suo popolo e disse “Se non hanno il pane, dategli da mangiare le brioches”? Lo racconta “Maria Antonietta”, film diretto da Yves Simoneau e Francis Leclerc in onda su Rai Storia mercoledì 14 luglio alle ore 21.10. A soli 14 anni Maria Antonietta arriva all’opulenta corte francese per essere data in sposa al Re Luigi XVI. Sola, incompresa e ripudiata dal marito, Maria Antonietta diventa la protagonista di diversi scandali a corte. Il film realizzato tutto in digitale, con la voce narrate di Paolo Ferrari, si basa su documenti storici riguardanti la vita della regina a Versailles, il suo processo e la sua condanna a morte. Maria Antonietta è interpretata da Karine Vanasse, una delle hostess di Pan Am.

La guerra segreta. La spia di Churchill

Celebre stilista del dopoguerra e icona della moda, Hardy Amies è stato uno degli agenti segreti più improbabili della Seconda Guerra Mondiale. Un personaggio raccontato da “La guerra segreta”, in onda mercoledì 14 luglio alle 22.35 su Rai Storia. Nato nel 1909, all’inizio della guerra Amies è un sarto sia pure già di successo, ma tutto cambia quando entra nei servizi segreti dello Special Operations Executive e – tra Inghilterra e Belgio – si mette alla caccia di agenti doppiogiochisti e spie tedesche. E lo fa partecipando a quella che passa alla storia come “Operazione Ratweek”, la settimana del ratto, una campagna di omicidi sistematici, al di fuori di ogni legge. Nonostante l’operazione sia sempre stata negata, ci sono ora le prove che ne attestano la sua effettiva realizzazione.

GIOVEDI’ 15/07/2021

Passato e Presente. Matteo Ricci missionario in Cina

Padre Matteo Ricci, missionario gesuita, è il primo europeo a stabilire un solido ponte culturale tra oriente e occidente. Sbarcato a Macao nel 1583, si stabilisce nel sud della misteriosa Cina dei Ming, dove, insieme al confratello Michele Ruggeri perfeziona lo studio del cinese e redige il primo dizionario cinese-portoghese. Il suo straordinario percorso è raccontato da Paolo Mieli e dalla professoressa Michela Catto nell’appuntamento con “Passato e presente” in onda giovedì 15 luglio alle 13:15 su Rai3 e alle 20:30 su Rai Storia. Mettendo in pratica gli insegnamenti di Alessandro Valignano, Visitatore delle missioni gesuitiche d’Oriente, Ricci si fa “cinese in Cina”: studia e assorbe la cultura e i costumi locali - laddove ciò non sia incompatibile con i dogmi e la morale evangelica, per entrare in contatto con quel popolo. Riesce persino a completare lo studio dei classici confuciani e, a 20 anni dal suo arrivo in Cina, viene finalmente ammesso nella capitale Pechino, città che non lascerà mai più. L’imperatore Wanli gli accorda protezione e il titolo di mandarino, in cambio della traduzione in cinese dei testi fondamentali del sapere occidentale. Ricci conduce una vasta opera di apostolato, con un approccio che, aspramente criticato in passato, in tempi recenti è stato definito “del dialogo religioso”.

a.C.d.C. Révolution! - 1789-1791

Con l’introduzione del Prof. Alessandro Barbero, ad a.C.d.C. la Rivoluzione Francese ricostruita come un documentario filmato tra il 1789 e il 1795. Anni terribili ed entusiasmanti, narrati in prima persona dalle voci dei protagonisti e dei testimoni oculari. Politici, giornalisti e semplici cittadini raccontano dei grandi eventi rivoluzionari e degli sconvolgimenti della vita quotidiana dei francesi, delle loro emozioni, paure, speranze; di una straordinaria esperienza di democrazia e insieme di sangue. La prima parte di “a.C.d.CRevolution!” andrà in onda giovedì 15 luglio alle 21.10 su Rai Storia. Nel 1789 la convocazione degli Stati Generali innesca una crisi istituzionale: i delegati formano un’Assemblea Nazionale, che Luigi XVI è costretto a riconoscere. Temendo una repressione la rivolta popolare si scatena il 14 luglio contro la fortezza della Bastiglia. L’Assemblea adotta la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino e una nuova organizzazione politica che fa della Francia una monarchia costituzionale. Il tentativo di fuga del re precipita gli eventi.

a.C.d.C. Révolution! dal 1792 al 1795

Nella seconda parte del documentario “Revolution!” - in onda giovedì 15 luglio alle 22.10 su Rai Storia per il ciclo “a.C.d.C” con l’introduzione del professor Alessandro Barbero – protagonisti gli anni tra il 1792 e il 1795. La Francia è in guerra contro tutte le monarchie europee, che tentano di soffocare la rivoluzione. Il re, accusato di complotto contro la nazione viene incarcerato con la sua famiglia, processato e condannato a morte. La monarchia è abolita. Nasce la Repubblica Francese. L’esecuzione del re esaspera i contrasti all’interno del fronte rivoluzionario. Per far fronte alla crisi economica e militare viene creato un Comitato di Salute Pubblica. Si instaura un clima di paura e sospetto. In un crescendo di terrore, la rivoluzione divora i suoi figli sulla ghigliottina. Con le vittorie militari e l’esecuzione di Robespierre nell’estate del 1794, la Francia si avvia a concludere la stagione rivoluzionaria. 

VENERDI’ 16/07/2021

Passato e Presente. Lincoln e l’abolizione della schiavitù con la prof.ssa Raffaella Baritono

Quando Lincoln viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti d'America, nel novembre del 1860, la questione della schiavitù - del suo possibile rafforzamento o della sua graduale estinzione - divide il paese da anni. Lincoln è a capo dello schieramento che si oppone all'estensione territoriale della schiavitù. Sebbene la sua sia una posizione moderata, che non mette in discussione l'esistenza costituzionalmente garantita dello schiavismo negli stati che già lo praticano, larga parte del Sud del paese respinge la sua vittoria come una minaccia esistenziale e sceglie la secessione. La guerra è inevitabile ma, tanto per Lincoln quanto per la maggioranza del Nord, si tratta di una guerra da combattere per ripristinare l'unione, non per abolire la schiavitù. Sarà la logica interna al conflitto a imporre una radicalizzazione degli obiettivi bellici che, nel gennaio del 1863, porterà al proclama di emancipazione e, tre anni più tardi, alla ratifica del XIII emendamento della Costituzione americana, quello che vieta la schiavitù nell'intera giurisdizione degli Stati Uniti. Lincoln e l’abolizione della schiavitù sono al centro dell’appuntamento con Passato e presente, in onda venerdì 16 luglio alle 13:15 su Rai3 e alle 20:30 su Rai Storia. In studio con il professor Paolo Mieli la professoressa Raffaella Baritono.

Inferno nei mari. Guerriglia sotto i mari

Gennaio 1945. Dotato di lanciarazzi, il sommergibile USS Barb semina il terrore lungo la costa giapponese, fino a quando il comandante Eugene Fluckey non individua una linea ferroviaria su cui si muovono i rifornimenti nemici a Karafuto.

Lo racconta “Guerriglia sotto i mari” in onda venerdì 16 luglio alle 21.10 su Rai Storia per la serie “Inferno nei mari” che racconta gli eventi più emozionanti della guerra sottomarina della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda. L'audace comandante pianifica un raid per far saltare in aria il treno: il primo attacco di terra alleato in Giappone. Ma proprio mentre la sua squadra di sabotatori posa gli esplosivi, un treno arriva a gran velocità verso di loro.

14-’18: la grande guerra cento anni dopo. Dalla strafexpedition alla conquista di Gorizia

Il 15 maggio 1916 ha inizio la grande offensiva di primavera, scatenata dagli austriaci per spezzare il fronte italiano. È la Strafexpedition: la spedizione punitiva contro il Regno d’Italia, ritenuto colpevole di tradimento per aver mosso guerra all’Impero austroungarico fino allora suo alleato. Lo racconta “’14-’18: la grande guerra cento anni dopo” - la serie prodotta da Rai Storia, presentata da Paolo Mieli, con la conduzione di Carlo Lucarelli e con la consulenza storica di Antonio Gibelli e Mario Isnenghi – in onda venerdì 16 luglio alle 22.10 su Rai Storia. È un massacro. Con gravissime perdite, gli italiani riescono a bloccare l’assalto sull’Asiago.

SABATO 17/07/2021

Passato e Presente. I servi della gleba con il Prof. A. Barbero

La casa di Dio che si crede una, è dunque divisa in tre: gli uni pregano, gli altri combattono, gli altri infine lavorano. Coloro i quali lavorano sono chiamati servi”. Questo passo dello storico Adalberone di Laon restituisce un'immagine della società intorno all'anno Mille, uno specchio abbastanza fedele della cosiddetta “prima età feudale”. Ne parlano lo storico medievista Alessandro Barbero e Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domenica 17 luglio alle 20.30 su Rai Storia. Nell'Italia in cui si stanziano i Longobardi, dopo la dissoluzione dell’Impero Romano, la maggior parte dei contadini non sono più schiavi: sono ex-schiavi, liberti, nel sistema longobardo detti aldii. Costoro sono uomini liberi, ma per le leggi degli imperatori romani, conservate dai re longobardi, non possono abbandonare la terra che lavorano. È quest'obbligo verso la terra che secoli dopo spingerà i giuristi del basso Medioevo a inventare la figura del "servo della gleba", un contadino cioè che non è schiavo di un padrone, ma è legato alla terra (la "gleba") che coltiva. Una figura giuridicamente complessa, che si colloca a metà tra lo schiavo e l’uomo libero.

Cinema Italia. Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada

Roma, pendici del Gianicolo. Il Ministro degli Interni rimane bloccato nella sua auto, una vettura tecnologicamente avanzata progettata per essere impenetrabile, impossibile da aprire sia dall’interno che dall’esterno. Occorre cercare di risolvere la situazione nella massima discrezione, per evitare che esploda uno scandalo e che si pensi che il ministro degli Interni sia vittima di un attentato terroristico. L’onorevole democristiano De Andreis si offre di nascondere l’auto nel garage della sua villa. I numerosi tentativi di liberazione del Ministro degli Interni si intersecheranno con le vite dei componenti della famiglia dell’onorevole, dando vita a esiti sempre più grotteschi. Regia di Lina Wertmüller. Con Ugo Tognazzi, Piera Degli Esposti, Gastone Moschin, Renzo Montagnani, Enzo Jannacci e Valeria Golino, “Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada” andrà in onda sabato17 luglio alle ore 21.10 per il ciclo “Cinema Italia” su Rai Storia.


 

 

 
 
 

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