L’ape musicale

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Dolce Natale, senza zuccheri aggiunti

 di Suzanne Daumann

 

Con humor e sentimento, i King's Singers accendono l'atmosfera natalizia.

FIRENZE, 16 dicembe 2017 - In una giornata bigia e piovosa, i sei magici King’s Singers sono giunti in città per portarci l'oro delle loro voci, dolci pensieri, suoni incantevoli.

Sei voci magnifiche: Patrick Dunachie e Timothy Wayne-Wright, controtenori, Julian Gregory, tenore, Christopher Bruerton e Christopher Gabbitas, baritoni, e Jonathan Howard, bass, soni i King’s Singers in questo momenti.

Il mitico sestetto vocale festeggerà i suoi cinquant'anni nel 2018 e ha confezionato un programma che unisce pezzi moderni (testi di poeti contemporanei messi in musica da precedenti componenti del gruppo) e brani natalizi dei tempi passati.

Che si tratti di Gaudete , Veni veni Emmanuel o ancora di Maria durch ein Dornwald ging , ogni brano è stato interpretato con un gusto e una sinfonia perfetti. Il Carol of the Bells ci fa pensare alla tradizione inglese del carillon e ci si porebbe chiedere se uno dei venerandi ssistemi di suona le campane non abbia dato origine alla composizione. Suona fresca  e lieta come una mattinata natalizia sotto una coltre di neve fresca. Alcune canzoni si discostano un po' dall'ambito della Natività, ma recano tutte un messaggio di gioia e pace. È assai emozionante e rinfrancante vedere dei giovani uomino dall'aria un po' "cool", tutti vestiti di neo con cravatte arcobaleno, così concentrati sulla loro arte e sul suo significato. Padroneggiano perfettamente quel lo stile britannico che miscela commedia e profondità d'emozioni così come lo riconosciamo con tanto piacere nella letteratura d'Oltre Manica.

La seconda parte del concerto è stata consacrata a una selezione natalizia statunitense, in "Close Harmony“. Ancora una volta, gli artisti hanno dimostrato la loro tecnica impeccabile, voci che si sposano a meraviglia, assoli risonanti, chiari e intensi. Spogliati da ogni sentimentalismo, cantati con ritmi inattesi o a una rapidità da mozzare il fiato, questi pessi poerano con sé gioia e allegria e il concerto termina con due bis e un uragano d'applausi e acclamazioni.

È stato un momento di gioia ed emozione, e, all'uscita, la notte era meno cupa. Lo spirito ravvivata da nuove luci.


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