L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Gli angeli del Regio

 di Antonino Trotta

Capolavori del repertorio tardo-romantico e pagine dal sapore squisitamente natalizio, il tutto stemperato in un’atmosfera festosa e accogliente: così il Teatro Regio di Torino si unisce alla celebrazioni delle festività dicembrine nel capoluogo piemontese.

Torino, 17 Dicembre 2018 – Quest’anno anche il Teatro Regio di Torino inserisce nel cartellone dell’interessante stagione sinfonica, tra una recita e l’altra della Traviata, un concerto dedicato alla celebrazione delle festività dicembrine. A tessere la trama di un programma che ammicca al clima festoso di questi giorni, senza scivolare nel mellifluo o nel banale, intervengono capolavori del repertorio tardo-romantico e pagine squisitamente ispirate al periodo dell’Avvento.

La serata ha inizio con la brillante ouverture dall’opera Ruslan e Ljudmila di Glinka. Felix Mildenberger, giovanissima bacchetta di origine tedesca, dirige i complessi della Filarmonica Teatro Regio di Torino con slancio e precisione, prediligendo tempi scattanti e sonorità graffianti nella sezione degli archi, valorizzando così l’iridescente vitalismo che infiamma questa pagine di stampo quasi beethoveniano.

Il ventaglio timbrico dell’orchestra si fa ben più sfaccettato e corposo nella splendida ouverture-fantasia Romeo e Giulietta di Čajkovskij, chiaroscuro in cui la componente spettrale e torbida si sovrappone a quella teneramente fiabesca per un risultato dalla grande incisività drammatica. Del resto, come più volte dimostrato durante l’anno, si tratta di un repertorio in cui eccelle l’orchestra del teatro sabaudo. La perfetta quadratura delle sezioni s’impone immediatamente nel cinereo Andante non tanto quasi Moderato, molto curato nell’espressività di un fraseggio lugubre e dolente. Con una grande omogeneità di visione si approda quindi all’irruenza dell’Allegro giusto in si minore, dove il materiale shakespeariano prende vita attraverso un intreccio strumentale che risponde alle esigenze narrative della partitura: dalle violente gragnole di sedicesime degli archi e dall’incedere glorioso dei corni emerge l’efferatezza del contrasto familiare mentre al corno inglese e alla viole si affida il celebre tema d’amore, esposto in modo maestoso e lucente.

Dopo l’incantevole ouverture dell’opera Hänsel und Gretel di Engelbert Humperdinck, spetta quindi al coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” di Torino, istruito dal maestro Claudio Fenoglio, l’onere di introdurre il pubblico al cuore del concerto di Natale con un’antologia di brani “a tema” di John Rutter (Angel’s Carol, The Lord bless you and keep you e A Gaelic Blessing), Ralph Vaughan Williams (Lullaby dalla cantata Hodie) e Leroy Anderson (A Christmas Festival). Estrema perizia negli attacchi, grande omogeneità nell’impasto sonoro e pulizia agli estremi del pentagramma (tanta da fare invidia alle colleghe del Coro), l’eccellente prova degli “angeli del Regio” infonde nella sala un calore tutto natalizio. Ad aggiungere brio, tra i due gruppi di brani, il simpatico siparietto del timpanista Ranieri Paluselli, in arte Rainer Tiezer, per l’occasione “dattilografo” in The Typewriter di Anderson.

Cappello rosso in testa e Jingle Bells (estratto dalla suite di Anderson) come bis: si festeggia così, tra applausi impetuosi e sguardi sorridenti, il Natale al Regio. Auguri!