L’ape musicale

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Abbraccio a tempo di Walzer

  di  Andrea R. G. Pedrotti

Sotto la direzione di Andris Nelsons, il programma dello storico concerto viennese celebra, quest'anno, il duecentocinquantesimo dalla lascita di Beethoven e il centocinquantesimo dall'inaugurazione della sede storica dell'evento, il Musikverein. Verrà, inoltre, ripristinata la versione originale della Radetzky-Marsch, già adottata in passato da Nikolaus Harnoncourt, in luogo di quella arrangiata, in pieno clima di propaganda nazista, da Leopold Weninger.

programma

Rai2/Rai5/Radio3, Concerto di Capodanno da Vienna

Intervista a Enzo Turriziani, primo trombone dei Wiener Philharmoniker, a proposito del concerto di Capodanno 2020

Come da tradizione, i Wiener Philharmoniker salutano il giungere del nuovo anno con un concerto inserito nel contesto della locale stagione di balli in società, consuetudine, che nella sua eccezionalità contemporanea, rende unico il Neujahrskonzert viennese; ormai da anni trasmesso, attraverso gli schermi televisivi, in tutto il mondo, prima trasmissione capace di forzare la cortina di ferro fra occidente capitalista e oriente socialista.
 
Da diverso tempo ormai la Filarmonica viennese inserice nel programa espliciti riferimenti agli anniversari più significativi per la città e per il mondo culturale in genere. 
 
Quest'anno, nel 2020, saranno ricordati i duecentocinquanta anni dalla nascita di Ludwig van Beethoven e i centocinquanta anni dall'inaugurazione dell'edificio del Musikverein (associazione musicale), che, proprio da centocinquanta anni, è proprietà della Gesellschaft der Musikfreunde in Wien (società degli amici della musica di Vienna, fondata nel 1812) e sede dei Wiener Philharmoniker (nati nel 1842), ancor oggi la più prestigiosa orchestra al mondo.
 
Quando l'imperatore Franz Josef I, donò un appezzamento di terreno sulla Ringstraße alla  Gesellschaft der Musikfreunde in Wien, venne stabilito di edificare una sede più consona alle manifestazioni dell'associzione, che, fino a quel momento, si erano svolte all'interno dell'assai più piccolo Tuchlauben. Fu nel 1870 che venne inaugurata la struttura pensata dall'architetto danese (molto attivo in Grecia e a Vienna) Theophil Hansen, che volle seguire la sua inclinazione per il gusto neoclassico, ispirando il progetto al modello dei templi dell'Ellade antica.
 
Pensando al programma del concerto, in questo contesto, non può che risaltare, per esempio, la scelta dei Wiener Philharmoniker di eseguire il Walzer Freuet Euch des Lebens, Op. 340, che fu musica inaugurale per l'apertura della più bella ed elegante fra le sale da concerto, la Goldener Saal del Musikverein (sede del Neujahrskonzert), il 15 gennaio 1870, solo dieci giorni dopo che Franz Josef I aveva ufficialmente inaugurato l'edificio. Johann Strauss Sohn decise di proporre un Walzer dal nome assai emblematico “Godetevi la vita!”, facendo così involontariamente risaltare la tipica dicotomia viennese fra fanciullesca giocosità e rigore estremo nello studio, che, anche grazie a questo curioso contrasto, seppe porre la capitale austro-ungarica in vetta ai centri culturali del mondo di allora e di oggi, con i Wiener Philharmoniker quale massima espressione atistica e qualitativa.
 
Per questo ottantesimo Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker è prevista una svolta, nata in accordo fra l'orchestra e il direttore esordiente Andris Nelsons, cioè quella di eseguire l'ormai celeberrima Radetzky-Marsch op. 228 di Johann Strauss Vater non più secondo l'arrangiamento degli anni trenta realizzato da Leopold Weninger (iscritto al partito nazionalsocialsocialista fin dal 1 febbraio 1932), sostituendolo con una nuova edizione critica, assai più fedele alla scrittura originale già ripresa, peraltro, da Nikolaus Harnoncourt per il Capodanno 2001. Come ricorda il m° Daniel Froschauer (primo violino dell'orchestra), “Weninger aveva reso la composizione più simile a una marcia militare, per sostenere la propaganda del partito nazista”. Da quest'anno, e per il futuro, i Wiener Philharmoniker abbandoneranno questa versione, non conforme all'autenticità dello spirito viennese. Da ricordare, che Johann Strauss Vater  stava componendo un Walzer, quando gli venne chiesto di scrivere una marcia per il ritorno di Radetzky a Vienna e pensò di riadattare il lavoro in essere per guadagnare tempo, quindi da oggi sarà come recuperare l'originale idea festosa del Walzer, abbandonando la freddezza del rigore militare, poco affine al giocoso spirito intellettuale della classe culturale dirigente viennese, sicuramente mai gradito al partito nazista.
 
Le coreografie (visibili solo per il pubblico televisivo) sono state affidate per il 2020 allo spagnolo José Carlos Martinez (esordiente in questo cimento) e i costumi Emma Ryott, che ha per la seconda volta questo onore, dopo il debutto nel 2016.
 
I brani coreografati saranno il Walzer Seid umschlungen Millionen, op. 443, dedicato a Brahms e ispirato all'Ode alla gioia di Friedrich Schiller. Tale Walzer sarebbe dovuto essere eseguiro per la prima volta alla grande Esposizione internazionale di teatro e musica che si sarebbe svolta al Prater di Vienna il 7 maggio 1892 , ma Strauss decise di dirigerlo in anticipo, alla presenza dell'amico Brahms, proprio al Musikverein, il 27 marzo dello stesso anno.
 
Questo Walzer dal titolo emblematico per le difficoltà del momento storico e politico ("Abbracciatevi, o milioni di uomini", in italiano) verrà danzato nella splendida cornice barocca del Palazzo d'Inverno del Principe Eugenio, ubicato nel pieno centro di Vienna. 
 
Secondo brano coreografato saranno le Zwölf Contretänze, WoO 14  di Ludwig van Beethoven, alla  Pfarrplatz in Wien-Nussdorf e all'abitazione viennese di Beethoven in Heiligenstadt (XIX distretto), dove, secondo tradizione, il compositore avrebbe redatto il “testaento di Heiligenstadt” nel 1802, in realà una lettera dove esprimeva preoccupazione per i suoi problemi di salute. Non è possibile che Beethoven abbia soggiornasse nel 1802 in quella casa, che venne costruita nel 1807, ma sicuramente lo fece nei pressi. Oggi l'edificio ospita un museo a lui dedicato.

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